DPP ferro e acciaio: cosa prevede e quando entra in vigore?
Il settore ferro e acciaio è il primo ad essere interessato dai requisiti specifici di ecodesign nell’ambito ESPR, tra cui l’obbligo di Passaporto Digitale (DPP ferro e acciaio). Scopri i dettagli in questa guida.
PUNTI CHIAVE
Il DPP ferro e acciaio entrerà in vigore verosimilmente a metà del 2028
Attualmente, carbon footprint di prodotto e contenuto di riciclato sono tra le informazioni più rilevanti da inserire nel DPP ferro e acciaio
I dettagli su requisiti di ecodesign, informazioni da inserire nel DPP, granularità dei dati, ecc. saranno definiti solamente con l’adozione ufficiale dell’atto delegato per ferro e acciaio (Q4 2026)
Cos’è il DPP ferro e acciaio
Con DPP ferro e acciaio si intende il Passaporto Digitale di Prodotto applicato ai settori del ferro e dell’acciaio. Si tratta di un sistema informativo digitale pensato per rendere disponibili lungo tutta la filiera dati e informazioni di varia natura: informazioni tecniche, ambientali e di conformità associate al prodotto e accessibili in formato digitale.
Ferro e acciaio sono il primo gruppo di prodotti intermedi prioritario nell’ESPR Working Plan 2025-2030. La Commissione europea sta preparando uno specifico atto delegato che definirà quali prodotti saranno coinvolti, quali requisiti di ecodesign saranno applicabili e quali informazioni dovranno essere incluse nel DPP. La sua uscita è prevista nel quarto trimestre 2026.
Tra i dati al centro dei lavori preparatori figurano già Product Carbon Footprint, contenuto riciclato, informazioni sulla circolarità e documentazione di conformità . L’esatto perimetro dei prodotti interessati, i dati obbligatori e il livello di granularità del passaporto saranno però stabiliti dall’atto delegato.
Per approfondire il funzionamento generale, la struttura e gli altri settori coinvolti, consulta il nostro approfondimento sul Passaporto Digitale di Prodotto (DPP).
Quando entra in vigore il DPP ferro e acciaio
Il DPP ferro e acciaio entra in vigore dopo un periodo di transizione di almeno 18 mesi dall’adozione dell’atto delegato ESPR dedicato a ferro e acciaio.
Il Working Plan ESPR indica il quarto trimestre 2026 come tempistica prevista per l’adozione dell’atto delegato; quindi, si può presupporre che l’obbligo di DPP per ferro e acciaio scatterà a metà 2028.
La data effettiva di applicazione diventerà certa solo una volta che l’atto delegato è ufficialmente adottato. Per rimanere aggiornati su queste notizie, vi invitiamo ad iscrivervi alla newsletter di Ollum.
Cosa dovrà contenere il DPP per ferro e acciaio?
I contenuti definitivi del DPP ferro e acciaio non sono ancora stati approvati. Tuttavia, i lavori preparatori del Joint Research Centre forniscono alcune indicazioni rispetto ai contenuti proposti, tra cui:
- identificazione e classificazione del prodotto;
- dati tecnici e relativi ai materiali;
- Product Carbon Footprint (PCF);
- contenuto di materiale riciclato, con possibile distinzione tra pre-consumer e post-consumer;
- informazioni rilevanti per la circolarità e il riciclo;
- documentazione necessaria a dimostrare la conformità ai requisiti applicabili;
- informazioni utili alla tracciabilità lungo la filiera.
Su alcune di queste informazioni vi è ormai abbastanza certezza, in particolare su Product Carbon Footprint e contenuto di riciclato; tuttavia, il contenuto finale del DPP verrà stabilito ufficialmente dall’atto delegato.
Altri requisiti di ecodesign per ferro e acciaio
Il Passaporto Digitale per ferro e acciaio non è l’unica misura introdotta dal regolamento ESPR. Al contrario, esso introduce dei requisiti di ecodesign, ovvero delle caratteristiche minime di progettazione ecosostenibile che devono essere rispettate.
Il 12 agosto 2026 si è conclusa la consultazione pubblica, che ha individuato alcuni aspetti ritenuti particolarmente importanti, e che si auspica vengano definiti in modo adeguato nell’atto delegato. Tra questi:
1) Definizione della metodologia di calcolo della carbon footprint
Una delle questioni principali riguarda come calcolare la carbon footprint dell’acciaio e del ferro e come renderla confrontabile tra prodotti e tecnologie produttive differenti.
Il lavoro preparatorio punta a creare una metodologia coerente con i sistemi già esistenti, evitando per quanto possibile che le imprese debbano effettuare calcoli diversi sugli stessi dati per normative differenti (come ad esempio CBAM e EU ETS).
2) Definizione di low-carbon steel
L’atto dovrebbe contribuire a stabilire una definizione armonizzata di acciaio a basse emissioni (low-carbon steel), anche attraverso classi di performance ambientale.
Un punto importante sarà garantire che la metodologia valuti le prestazioni ambientali effettive dei prodotti e tenga conto delle caratteristiche delle diverse vie produttive, dalla produzione primaria all’EAF basato sul rottame.
3) Contenuto riciclato e qualità dello scrap
Il contenuto riciclato sarà con ogni probabilità un’informazione importante, ma sono ancora da definire metodologia, modalità di dichiarazione ed eventuali requisiti minimi.
Il tema è strettamente collegato alla disponibilità e alla qualità del rottame, che può incidere sulla possibilità di produrre determinate qualità di acciaio.
4) Granularità dei dati contenuti nel DPP
Resta inoltre da stabilire a quale livello dovrà essere associato il passaporto digitale e quali informazioni dovranno eventualmente essere gestite a livello di prodotto, lotto o altra unità .
Per un settore caratterizzato da prodotti intermedi e grandi volumi, questa scelta avrà un impatto rilevante sulla gestione operativa dei dati.
Altre normative che interessano il settore siderurgico
I nuovi requisiti ESPR si inseriscono in un quadro europeo più ampio che sta aumentando la richiesta di dati sulle emissioni, contenuto riciclato e performance ambientale dell’acciaio.
Alcuni strumenti sono già operativi, mentre altri sono ancora in fase di sviluppo o approvazione:
| Normativa / iniziativa | Cosa prevede per ferro e acciaio | Impatto per le imprese |
|---|---|---|
| CBAM | Richiede la determinazione delle emissioni incorporate nei prodotti siderurgici importati nell’UE e introduce progressivamente un costo economico legato a tali emissioni. | Aumenta la necessità di disporre di dati affidabili sulle emissioni dei prodotti e dei processi produttivi, anche lungo le filiere extra-UE. |
| EU ETS | Regola e attribuisce un costo alle emissioni degli impianti industriali soggetti al sistema europeo di scambio delle quote. | I dati ETS rappresentano una base importante anche per i nuovi sistemi di carbon accounting: i lavori ESPR puntano a riutilizzare, ove possibile, informazioni già disponibili. |
| Industrial Accelerator Act Proposta |
La proposta della Commissione mira a creare mercati per i materiali low-carbon. Dal 2029, per determinati appalti pubblici e programmi di sostegno, propone che almeno il 25% dell’acciaio utilizzato sia low-carbon. | La capacità di misurare e dimostrare la performance carbonica del prodotto potrebbe diventare non solo un requisito di compliance, ma anche un fattore di accesso al mercato. |
| CAM Edilizia 2025 | Per gli appalti pubblici italiani prevedono già percentuali minime di materia recuperata, riciclata o proveniente da sottoprodotti nei prodotti in acciaio, differenziate per tecnologia produttiva e utilizzo. | I produttori che servono il settore delle costruzioni devono essere in grado di dimostrare il contenuto riciclato attraverso la documentazione prevista, tra cui anche EPD idonee. |
| Construction Products Regulation (CPR) | Il nuovo CPR introdurrà progressivamente maggiori informazioni sulle prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione e un Digital Product Passport. Il Working Plan 2026-2029 include tra le priorità sia i prodotti metallici strutturali sia l’acciaio per cemento armato e precompressione. | Per i prodotti siderurgici destinati alle costruzioni aumenterà la convergenza tra LCA, EPD, dati ambientali e DPP. Per l’acciaio per cemento armato e precompressione, i nuovi standard sono programmati entro il 2029. |
| Steel and Metals Action Plan Strategia UE |
Definisce la strategia europea per rafforzare competitività e decarbonizzazione del settore, intervenendo su energia, carbon leakage, disponibilità di scrap, circolarità e sviluppo di mercati per i metalli low-carbon. | Non introduce direttamente nuovi obblighi aziendali, ma rappresenta la cornice politica entro cui stanno nascendo iniziative come ESPR e Industrial Accelerator Act. |
Il filo conduttore è evidente: normative diverse stanno convergendo sulla necessità di conoscere e rendere disponibili emissioni di prodotto, contenuto riciclato, origine e performance ambientale dei materiali.
Per le aziende siderurgiche diventa quindi sempre più importante costruire una base dati ambientale coerente a livello di prodotto, utilizzabile per rispondere a requisiti diversi senza moltiplicare le attività di raccolta, calcolo e rendicontazione.
Come possiamo supportarti
Ollum supporta le aziende del settore ferro e acciaio nella preparazione ai nuovi requisiti ambientali europei, dalla Product Carbon Footprint alla strutturazione dei dati necessari per il Digital Product Passport.
Le nostre competenze su LCA, EPD, Carbon Footprint, CBAM e decarbonizzazione permettono di affrontare i diversi requisiti in modo integrato, valorizzando i dati già disponibili e riducendo le duplicazioni.







