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Nuovo Regolamento CPR: Novità 2026 e primi prodotti coinvolti

Scopri cosa cambia con il nuovo Regolamento CPR 2024/3110, quali materiali saranno coinvolti per primi e perché LCA ed EPD stanno diventando sempre più importanti nel settore delle costruzioni.

Di Lucio Zagonel |    Ultimo aggiornamento: Maggio 27, 2026    |    Normative, Edilizia Sostenibile

  • Lucio Zagonel

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Il nuovo Regolamento CPR (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione segna un cambiamento importante per il settore edilizio europeo.

Con l’entrata in applicazione delle prime disposizioni nel 2026 e la pubblicazione del CPR Working Plan 2026-2029, diventa più chiaro quando e per quali materiali entreranno in vigore le nuove norme armonizzate.

Una delle novità più rilevanti è l’introduzione di informazioni ambientali basate sull’analisi del ciclo di vita (LCA), che renderanno sempre più centrale la disponibilità di dati ambientali sui prodotti da costruzione.

PUNTI CHIAVE

Il nuovo Regolamento CPR 2024/3110 introduce per la prima volta requisiti ambientali strutturati per i materiali da costruzione

Il Working Plan CPR 2026-2029 chiarisce quali famiglie di prodotti saranno coinvolte per prime nel nuovo sistema normativo

Strumenti come analisi LCA ed EPD stanno diventando sempre più importanti per dimostrare le prestazioni ambientali dei materiali

Cos’è il nuovo Regolamento CPR?

Il Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione (CPR) introduce importanti novità per la commercializzazione dei materiali da costruzione nell’Unione Europea.

Esso è entrato in vigore il 7 gennaio 2025, e a partire dall’8 gennaio 2026 sono entrate in applicazione le prime disposizioni operative.

Essendo un regolamento europeo, non è necessario che esso venga recepito negli ordinamenti nazionali (come avviene per le direttive europee), ma è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

Il nuovo CPR abroga il precedente Regolamento (UE) n. 305/2011, che ha disciplinato per oltre dieci anni la marcatura CE dei prodotti da costruzione.

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LCA e obblighi ambientali nel nuovo CPR

Il nuovo regolamento introduce un cambiamento importante: le prestazioni ambientali diventano parte integrante della nuova Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC).

I fabbricanti dovranno quindi valutare gli impatti ambientali dei prodotti utilizzando una metodologia basata sul ciclo di vita (LCA).

I requisiti ambientali del CPR ricalcano in larga parte lo standard EN 15804, utilizzato anche per le certificazioni EPD dei materiali da costruzione.

Il regolamento non impone esplicitamente l’obbligo di EPD. Tuttavia, il tipo di informazioni richieste rende la certificazione EPD uno degli strumenti più pratici per dimostrare la conformità ai nuovi requisiti ambientali.

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La nuova Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC)

Una delle principali differenze rispetto al precedente CPR 305/2011 riguarda la struttura della dichiarazione che accompagna i prodotti da costruzione.

Nel sistema precedente, i fabbricanti erano tenuti a redigere la Dichiarazione di Prestazione (DoP), che riportava principalmente dati tecnici relativi alle cosiddette caratteristiche essenziali del prodotto, come ad esempio: resistenza meccanica e stabilità, comportamento al fuoco, prestazioni termiche e acustiche, permeabilità all’aria e all’acqua, durabilità del prodotto.

Con il nuovo regolamento, la DoP evolve nella Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC).

Oltre alle prestazioni tecniche, questa dichiarazione dovrà includere anche informazioni sulla sostenibilità ambientale del prodotto lungo il suo ciclo di vita, calcolate tramite analisi LCA.

In pratica, il CPR introduce un cambiamento significativo: la valutazione dei prodotti da costruzione non si basa più solo sulle prestazioni tecniche, ma anche sugli impatti ambientali generati durante il ciclo di vita del prodotto.

cpr 2011 vs cpr 2024

Indicatori ambientali richiesti e scadenze

Gli indicatori ambientali richiesti dal CPR sono basati sulla metodologia Life Cycle Assessment (LCA) e ricalcano in larga parte lo standard EN 15804, utilizzato anche per le certificazioni EPD dei materiali da costruzione.

Il regolamento prevede che questi indicatori vengano introdotti in modo progressivo, per consentire alle aziende di adeguarsi gradualmente al nuovo sistema.

Le principali scadenze previste sono:

  • dall’8 gennaio 2026 → obbligo di rendicontare gli indicatori relativi agli effetti sul cambiamento climatico
  • dal 9 gennaio 2030 → introduzione di ulteriori indicatori di impatto ambientale, tra cui acidificazione, eutrofizzazione, consumo di risorse e uso dell’acqua
  • dal 9 gennaio 2032 → introduzione degli indicatori relativi agli impatti sulla salute umana, sulla biodiversità e sugli ecosistemi

Questo approccio graduale riflette la crescente importanza dei dati ambientali nel settore delle costruzioni e rafforza il ruolo di strumenti come le analisi LCA e le EPD (Environmental Product Declaration) per comunicare in modo standardizzato le prestazioni ambientali dei materiali.

Il passaporto digitale dei prodotti da costruzione

Un’altra novità importante introdotta dal nuovo CPR è il Passaporto Digitale dei Prodotti da Costruzione.

Si tratta di un sistema digitale che raccoglie le principali informazioni relative ai materiali immessi sul mercato europeo, rendendole facilmente accessibili lungo tutta la filiera edilizia.

Il passaporto digitale includerà, tra le altre cose:

  • la dichiarazione di prestazione e conformità (DoPC)
  • informazioni tecniche sul prodotto
  • istruzioni di utilizzo e dati di sicurezza
  • documentazione tecnica e ambientale

Ogni prodotto sarà identificato da un codice univoco e le informazioni dovranno rimanere accessibili per almeno 25 anni.

Questo sistema è pensato per essere compatibile con strumenti digitali come il BIM (Building Information Modelling) e si inserisce nello stesso percorso di digitalizzazione previsto dal Regolamento Ecodesign (ESPR), che introduce il passaporto digitale per numerose categorie di prodotti.

Leggi anche: Passaporto Digitale di Prodotto (DPP): tutto quello che devi sapere

Come funziona l’applicazione del regolamento

Il CPR non è una norma tecnica sui prodotti da costruzione, ma è più corretto considerarlo una “norma madre” che stabilisce i principi generali, i requisiti di sicurezza, i requisiti ambientali e il sistema di dichiarazione delle prestazioni.

Tuttavia, per poter essere concretamente applicato ad una famiglia di prodotti specifica, è necessario che esistano le cosiddette norme armonizzate europee relative ad una specifica categoria di prodotto (ad esempio: cemento).

A dicembre 2025 è stato pubblicato un calendario in cui vengono indicate le tempistiche previste di pubblicazione delle norme armonizzate, ovvero il Piano di lavoro CPR 2026-2029 (CPR Working Plan 2026–2029).

Il Piano di lavoro CPR 2026-2029

Per capire quali materiali saranno interessati per primi dal nuovo sistema, è utile guardare al CPR Working Plan 2026–2029 pubblicato dalla Commissione europea.

Questo documento non introduce nuovi obblighi diretti, ma fornisce un calendario che permette di capire quali famiglie di prodotti saranno coinvolte per prime nello sviluppo delle nuove norme armonizzate.

Quali prodotti saranno coinvolti per primi

Il CPR Working Plan 2026-2029 pubblicato dalla Commissione europea permette di capire quali famiglie di prodotti saranno coinvolte per prime nello sviluppo delle nuove norme armonizzate previste dal regolamento. In esso viene indicato per ogni famiglia di prodotti:

  • quando la Commissione richiederà lo sviluppo delle norme armonizzate
  • quando queste norme dovranno essere consegnate
  • quando diventeranno obbligatorie tramite atto delegato della Commissione europea

Di seguito le principali famiglie di prodotto, ordinate in base alla data prevista di applicazione delle nuove norme.

Cementi, calci e altri leganti idraulici

(Famiglia n. 15 – Allegato VII CPR)

Questa è la prima famiglia di prodotti per cui il nuovo CPR dovrebbe diventare operativo. Secondo il Working Plan:

  • richiesta di normazione → Q3 2025
  • consegna delle norme armonizzate → Q3 2027
  • norma resa obbligatoria tramite atto delegato → Q4 2027

Parliamo quindi di fine 2027 per l’entrata in vigore delle nuove norme per questa famiglia di prodotti. Tuttavia, molte aziende del settore del cemento stanno già iniziando a prepararsi, effettuando analisi LCA dei propri prodotti, sia per arrivare pronte ai futuri requisiti normativi sia per rafforzare la competitività dei propri materiali in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

Il piano prevede inoltre:

  • Q1 2026 → richiesta di documenti di valutazione europea per cementi innovativi e cementi ad attivazione alcalina
  • Q4 2027 → richiesta di normazione per il cemento ad attivazione alcalina

Considerando il peso climatico della produzione di cemento, è probabile che questa filiera sia tra le prime in cui gli indicatori ambientali basati su analisi LCA diventeranno centrali.

Camini, condotti e prodotti specifici

(Famiglia n. 6 – Allegato VII CPR)

Per questa famiglia il Working Plan prevede:

  • richiesta di normazione → Q3 2026
  • consegna delle norme armonizzate → 2028
  • norma resa obbligatoria → 2028

Sono esclusi i camini indipendenti.

Prodotti in vetro piano, profilato e a blocchi

(Famiglia n. 30 – Allegato VII CPR)

Il calendario previsto è il seguente:

  • richiesta di normazione → Q1 2026
  • consegna delle norme → 2028
  • atto delegato sui requisiti dei prodotti → 2028
  • norma resa obbligatoria → 2029

Per questa famiglia sono già stati individuati alcuni requisiti di prodotto che saranno definiti tramite atto delegato.

Porte, finestre, chiusure oscuranti, cancelli e prodotti correlati

(Famiglia n. 2 – Allegato VII CPR)

Per questa famiglia di prodotti il Working Plan prevede:

  • richiesta di normazione → Q1 2026
  • consegna delle norme → 2028
  • norma resa obbligatoria → 2029
  • atto delegato sui requisiti dei prodotti → 2029

Tra i requisiti che potrebbero essere stabiliti tramite atto delegato figurano, ad esempio, quelli relativi alle vie di fuga negli edifici.

Acciaio per calcestruzzo armato e precompresso

(Famiglia n. 16 – Allegato VII CPR)

Il calendario previsto è:

  • richiesta di normazione → Q2 2026
  • consegna delle norme armonizzate → 2029
  • norma resa obbligatoria → 2029
  • atto delegato sui requisiti dei prodotti → 2029

Prodotti per isolamento termico e sistemi isolanti compositi

(Famiglia n. 4 – Allegato VII CPR)

Per questa categoria il piano prevede:

  • richiesta di normazione → Q3 2026
  • consegna delle norme → 2029
  • norma resa obbligatoria → 2029

L’adozione dell’atto delegato sui requisiti dei prodotti è ancora in discussione.

timeline normative europee prodotti da costruzione Cosa significa per le aziende del settore costruzioni

Il calendario definito nel Working Plan mostra chiaramente che nei prossimi anni la maggior parte delle principali filiere dei materiali da costruzione entrerà progressivamente nel nuovo sistema CPR.

Questo sistema richiederà sempre più dati ambientali sui prodotti basati sull’analisi del ciclo di vita (LCA), che dovranno essere inclusi nella dichiarazione di prestazione e conformità.

In questo contesto, strumenti come l’analisi LCA dei materiali e la certificazione EPD diventano sempre più importanti per prepararsi alle future richieste normative e alle esigenze del mercato.

💡 Per i produttori che gestiscono famiglie di prodotti simili, Ollum ha sviluppato una piattaforma digitale LCA Tool che consente di generare più EPD a partire da un unico modello LCA, riducendo tempi e costi di certificazione

Il collegamento con la nuova Direttiva EPBD

Un altro fattore che rafforza l’importanza dei dati ambientali sui materiali è la nuova Direttiva EPBD sugli edifici.

La normativa introduce l’obbligo progressivo di calcolare le emissioni di carbonio degli edifici lungo il loro ciclo di vita.

Per poter effettuare questo calcolo servono dati ambientali affidabili sui materiali utilizzati nella costruzione. Per questo motivo le EPD dei materiali da costruzione stanno diventando sempre più rilevanti per progettisti, imprese e sviluppatori immobiliari.

Il collegamento con i nuovi CAM edilizia

Un ulteriore elemento che rafforza il ruolo delle analisi ambientali nel settore delle costruzioni è rappresentato dai nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, entrati in vigore il 2 febbraio 2026.

I CAM rappresentano i requisiti ambientali obbligatori per gli appalti pubblici nel settore delle costruzioni e sono uno degli strumenti principali attraverso cui la pubblica amministrazione promuove l’edilizia sostenibile.

La nuova versione dei CAM è sempre più allineata al quadro normativo europeo, incluso il nuovo Regolamento CPR, e rafforza in modo significativo l’utilizzo della metodologia LCA (Life Cycle Assessment) nella fase di progettazione.

In particolare, la prospettiva del ciclo di vita dell’edificio viene utilizzata come criterio per orientare le scelte progettuali verso soluzioni con minori impatti ambientali, considerando l’intero ciclo di vita dei materiali e dei componenti edilizi.

Questo significa che progettisti, imprese e produttori di materiali dovranno sempre più disporre di dati ambientali affidabili sui prodotti, come quelli forniti dalle EPD (Environmental Product Declaration), per poter dimostrare le prestazioni ambientali richieste nei progetti pubblici.

In questo senso, l’evoluzione dei CAM edilizia si inserisce nello stesso percorso tracciato dal nuovo CPR e dalla Direttiva EPBD: rendere sempre più centrali i dati ambientali dei materiali da costruzione nel processo decisionale.

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Tra il nuovo Regolamento CPR, la Direttiva EPBD e i CAM edilizia, il settore delle costruzioni si sta orientando verso un approccio sempre più basato sul ciclo di vita di prodotti ed edifici. Prepararsi in anticipo significa non solo anticipare le future richieste normative, ma anche rafforzare la competitività dei propri materiali. Ollum supporta i produttori nella realizzazione di analisi LCA, nell’ottenimento di certificazioni EPD e nello sviluppo di LCA Tool per gestire in modo scalabile famiglie di prodotti, fino al supporto tecnico nella conformità al CPR e ai CAM edilizia.

Fonti

Piano di lavoro CPR 2026-2029 (CPR Working Plan)

Regolamento CPR 2024/3110

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