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Il nuovo Regolamento CPR (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione segna un cambiamento importante per il settore edilizio europeo: per la prima volta, le prestazioni ambientali dei materiali entrano nella dichiarazione di prodotto, accanto a quelle tecniche.
Il 2026 è l’anno in cui la macchina si mette in moto. Sono entrate in applicazione le prime disposizioni, è arrivato il sistema di verifica delle prestazioni di sostenibilità (il sistema 3+) ed è stato pubblicato il CPR Working Plan 2026-2029, che chiarisce quando e per quali materiali entreranno in vigore le nuove norme armonizzate.
Il nuovo Regolamento CPR 2024/3110 introduce per la prima volta requisiti ambientali strutturati per i materiali da costruzione
Il Working Plan CPR 2026-2029 chiarisce quali famiglie di prodotti saranno coinvolte per prime nel nuovo sistema normativo
Strumenti come analisi LCA ed EPD stanno diventando sempre più importanti per dimostrare le prestazioni ambientali dei materiali
Cos’è il nuovo Regolamento CPR?
Il nuovo Regolamento CPR (UE) 2024/3110 è la normativa dell’Unione Europea che stabilisce le regole per la commercializzazione dei prodotti da costruzione nel mercato unico.
In pratica, il CPR stabilisce come i fabbricanti di prodotti da costruzione devono dichiarare le prestazioni dei propri prodotti, come resistenza, comportamento al fuoco, prestazioni termiche, secondo un metodo comune europeo. Le prestazioni specifiche da dichiarare per ciascuna categoria di prodotto sono poi definite dalle norme armonizzate europee, che il regolamento adotta progressivamente famiglia per famiglia.
Il nuovo CPR introduce una novità importante: i fabbricanti sono tenuti a dichiarare anche le prestazioni di sostenibilità ambientale, calcolate tramite un’analisi del ciclo di vita (LCA). Per questo motivo, disporre di LCA ed EPD dei propri prodotti diventa sempre più importante, un aspetto che approfondiamo nel corso dell’articolo.
I prodotti conformi a queste regole ottengono la marcatura CE, che permette loro di circolare liberamente ed essere commercializzati.
Il nuovo Regolamento CPR è entrato in vigore il 7 gennaio 2025, e le prime disposizioni sono entrate in applicazione a decorrere dall’8 gennaio 2026. Essendo un regolamento europeo, esso è direttamente applicabile negli Stati membri (non è necessario il recepimento).
Il CPR 2024/3110 abroga il precedente Regolamento (UE) n. 305/2011.
LCA e obblighi ambientali nel nuovo CPR
Il nuovo regolamento introduce un cambiamento importante: le prestazioni ambientali diventano parte integrante della nuova Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC).
I requisiti ambientali del CPR ricalcano in larga parte lo standard EN 15804, utilizzato anche per le certificazioni EPD dei materiali da costruzione.
Il regolamento non impone esplicitamente l’obbligo di EPD. Tuttavia, il tipo di informazioni richieste rende la certificazione EPD uno degli strumenti più pratici per dimostrare la conformità ai nuovi requisiti ambientali.
Non tutti i prodotti da costruzione sono soggetti alla marcatura CE nel regime del nuovo CPR nello stesso momento.
Una categoria di prodotto entra nell’obbligo nel momento in cui è coperta da una norma armonizzata europea.
Per questo motivo, non esiste un elenco dei prodotti da costruzione soggetti a marcatura CE fisso: tale elenco si costruisce progressivamente, man mano che vengono pubblicate le norme armonizzate per le diverse categorie di prodotto (vedi paragrafo successivo sul “CPR Working Plan 2026-2029”).
Dalla DoP alla DoPC: la Dichiarazione di Prestazione e ConformitÃ
Una delle principali differenze rispetto al precedente CPR 305/2011 riguarda la struttura della dichiarazione che accompagna i prodotti da costruzione.
Nel sistema precedente, i fabbricanti erano tenuti a redigere la Dichiarazione di Prestazione (DoP), che riportava principalmente dati tecnici relativi alle cosiddette caratteristiche essenziali del prodotto, come ad esempio: resistenza meccanica e stabilità , comportamento al fuoco, prestazioni termiche e acustiche, permeabilità all’aria e all’acqua, durabilità del prodotto.
Con il nuovo regolamento, la DoP evolve nella Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC).
Oltre alle prestazioni tecniche, questa dichiarazione dovrà includere anche informazioni sulla sostenibilità ambientale del prodotto lungo il suo ciclo di vita, calcolate tramite analisi LCA.
In pratica, il CPR introduce un cambiamento significativo: la valutazione dei prodotti da costruzione non si basa più solo sulle prestazioni tecniche, ma anche sugli impatti ambientali generati durante il ciclo di vita del prodotto.
Un’altra novità operativa: dall’8 gennaio 2026 la Dichiarazione di Prestazione e Conformità dei prodotti da costruzione deve essere fornita in formato elettronico. La DoPC non è più solo un documento cartaceo, ma il primo passo verso l’ecosistema digitale del prodotto, che culminerà nel passaporto digitale.
Il regolamento prevede che questi indicatori vengano introdotti in modo progressivo, per consentire alle aziende di adeguarsi gradualmente al nuovo sistema.
Le principali scadenze previste sono:
dall’8 gennaio 2026 → obbligo di rendicontare gli indicatori relativi agli effetti sul cambiamento climatico
dal 9 gennaio 2030 → introduzione di ulteriori indicatori di impatto ambientale, tra cui acidificazione, eutrofizzazione, consumo di risorse e uso dell’acqua
dal 9 gennaio 2032 → introduzione degli indicatori relativi agli impatti sulla salute umana, sulla biodiversità e sugli ecosistemi
Questo approccio graduale riflette la crescente importanza dei dati ambientali nel settore delle costruzioni e rafforza il ruolo di strumenti come le analisi LCA e le EPD (Environmental Product Declaration) per comunicare in modo standardizzato le prestazioni ambientali dei materiali.
Verifica dei dati sulla sostenibilità : il sistema 3+
Dal 17 settembre 2026 entra in applicazione il Regolamento delegato (UE) 2026/1310, che stabilisce i sistemi di valutazione e verifica dei prodotti da costruzione. Si tratta di definire il livello di controllo delle informazioni dichiarate per ottenere la marcatura CE.
Una novità importante riguarda la sostenibilità : la valutazione e la verifica delle prestazioni di sostenibilità ambientale si baserà sul sistema 3+. Esso si applicherà orizzontalmente, ovvero a tutte le categorie di prodotto comprese nel CPR.
Ecco come funziona: il fabbricante deve calcolare le prestazioni ambientali tramite LCA; queste devono essere verificate da un organismo notificato indipendente, che controlla dati, ipotesi, metodologia, software e processi di calcolo. Viene effettuata anche un’ispezione iniziale dello stabilimento produttivo.
Gli indicatori ambientali richiesti ricalcano la norma EN 15804, ovvero lo standard alla base delle EPD dei prodotti da costruzione. Per questo motivo, avere già EPD e dati LCA strutturati significa partire da una base solida per affrontare la verifica di terza parte.
Il Passaporto Digitale (DPP) dei prodotti da costruzione
Un’altra novità importante introdotta dal nuovo CPR è il Passaporto Digitale (DPP) dei Prodotti da Costruzione.
Si tratta di un sistema digitale che raccoglie le principali informazioni relative ai materiali immessi sul mercato europeo, rendendole facilmente accessibili lungo tutta la filiera edilizia.
Il passaporto digitale includerà , tra le altre cose:
la dichiarazione di prestazione e conformità (DoPC)
informazioni tecniche sul prodotto
istruzioni di utilizzo e dati di sicurezza
documentazione tecnica e ambientale
Ogni prodotto sarà identificato da un codice univoco e le informazioni dovranno rimanere accessibili per almeno 25 anni.
Questo sistema è pensato per essere compatibile con strumenti digitali come il BIM (Building Information Modelling) e si inserisce nello stesso percorso di digitalizzazione previsto dal Regolamento Ecodesign (ESPR), che introduce il passaporto digitale per numerose categorie di prodotti.
Quando diventa obbligatorio il passaporto digitale dei prodotti da costruzione?
Per sapere da quando è obbligatorio il passaporto digitale dei prodotti da costruzione occorre tenere presente due binari normativi:
le norme armonizzate per singola famiglia di prodotto, che rendono operativo e applicabile alle singole categorie di prodotto il nuovo CPR.
l’atto delegato sul passaporto digitale dei prodotti da costruzione, che è orizzontale e definisce l’architettura del sistema digitale del DPP prodotti da costruzione. L’adozione di questo atto è prevista nel secondo trimestre 2027, al quale si aggiungono 18 mesi di periodo di transizione.
L’obbligo di passaporto digitale dei prodotti da costruzione scatta quando entrambi questi binari sono verificati.
Qual è la differenza tra DoPC e DPP?
Abbiamo detto che il nuovo CPR introduce sia la DoPC, ovvero la nuova Dichiarazione di Prestazione e Conformità (che sostituisce la precedente DoP), sia il passaporto digitale (DPP). Ma qual è esattamente la differenza tra DoPC e DPP?
La DoPC è il contenuto: il documento con cui il fabbricante attesta le prestazioni tecniche, la conformità normativa e le prestazioni ambientali del prodotto.
Il DPP è il contenitore digitale, ovvero il sistema che raccoglie la DoPC e le altre documentazioni tecniche e ambientali previste, le lega ad un identificativo digitale univoco e le rende accessibili digitalmente.
Come funziona l’applicazione del regolamento
Il CPR non è una norma tecnica sui prodotti da costruzione, ma è più corretto considerarlo una “norma madre” che stabilisce i principi generali, i requisiti di sicurezza, i requisiti ambientali e il sistema di dichiarazione delle prestazioni.
Come abbiamo accennato nel corso dell’articolo, per poter essere concretamente applicato ad una famiglia di prodotti specifica, è necessario che esistano le cosiddette norme armonizzate europee relative ad una specifica categoria di prodotto (ad esempio: cemento).
A dicembre 2025 è stato pubblicato un calendario in cui vengono indicate le tempistiche previste di pubblicazione delle norme armonizzate, ovvero il Piano di lavoro CPR 2026-2029 (CPR Working Plan 2026–2029).
Il Piano di lavoro CPR 2026-2029
Per capire quali materiali saranno interessati per primi dal nuovo sistema, è utile guardare al CPR Working Plan 2026–2029 pubblicato dalla Commissione europea.
Questo documento non introduce nuovi obblighi diretti, ma fornisce un calendario che permette di capire quali famiglie di prodotti saranno coinvolte per prime nello sviluppo delle nuove norme armonizzate.
Quali prodotti saranno coinvolti per primi
Il CPR Working Plan 2026-2029 pubblicato dalla Commissione europea permette di capire quali famiglie di prodotti saranno coinvolte per prime nello sviluppo delle nuove norme armonizzate previste dal regolamento. In esso viene indicato per ogni famiglia di prodotti:
quando la Commissione richiederà lo sviluppo delle norme armonizzate
quando queste norme dovranno essere consegnate
quando diventeranno obbligatorie tramite atto delegato della Commissione europea
Di seguito le principali famiglie di prodotto, ordinate in base alla data prevista di applicazione delle nuove norme.
Cementi, calci e altri leganti idraulici
(Famiglia n. 15 – Allegato VII CPR)
Questa è la prima famiglia di prodotti per cui il nuovo CPR dovrebbe diventare operativo. Secondo il Working Plan:
richiesta di normazione → Q3 2025
consegna delle norme armonizzate → Q3 2027
norma resa obbligatoria tramite atto delegato → Q4 2027
Parliamo quindi di fine 2027 per l’entrata in vigore delle nuove norme per questa famiglia di prodotti. Tuttavia, molte aziende del settore del cemento stanno già iniziando a prepararsi, effettuando analisi LCA dei propri prodotti, sia per arrivare pronte ai futuri requisiti normativi sia per rafforzare la competitività dei propri materiali in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità .
Il piano prevede inoltre:
Q1 2026 → richiesta di documenti di valutazione europea per cementi innovativi e cementi ad attivazione alcalina
Q4 2027 → richiesta di normazione per il cemento ad attivazione alcalina
Considerando il peso climatico della produzione di cemento, è probabile che questa filiera sia tra le prime in cui gli indicatori ambientali basati su analisi LCA diventeranno centrali.
Camini, condotti e prodotti specifici
(Famiglia n. 6 – Allegato VII CPR)
Per questa famiglia il Working Plan prevede:
richiesta di normazione → Q3 2026
consegna delle norme armonizzate → 2028
norma resa obbligatoria → 2028
Sono esclusi i camini indipendenti.
Prodotti in vetro piano, profilato e a blocchi
(Famiglia n. 30 – Allegato VII CPR)
Il calendario previsto è il seguente:
richiesta di normazione → Q1 2026
consegna delle norme → 2028
atto delegato sui requisiti dei prodotti → 2028
norma resa obbligatoria → 2029
Per questa famiglia sono già stati individuati alcuni requisiti di prodotto che saranno definiti tramite atto delegato.
Porte, finestre, chiusure oscuranti, cancelli e prodotti correlati
(Famiglia n. 2 – Allegato VII CPR)
Per questa famiglia di prodotti il Working Plan prevede:
richiesta di normazione → Q1 2026
consegna delle norme → 2028
norma resa obbligatoria → 2029
atto delegato sui requisiti dei prodotti → 2029
Tra i requisiti che potrebbero essere stabiliti tramite atto delegato figurano, ad esempio, quelli relativi alle vie di fuga negli edifici.
Acciaio per calcestruzzo armato e precompresso
(Famiglia n. 16 – Allegato VII CPR)
Il calendario previsto è:
richiesta di normazione → Q2 2026
consegna delle norme armonizzate → 2029
norma resa obbligatoria → 2029
atto delegato sui requisiti dei prodotti → 2029
Prodotti per isolamento termico e sistemi isolanti compositi
(Famiglia n. 4 – Allegato VII CPR)
Per questa categoria il piano prevede:
richiesta di normazione → Q3 2026
consegna delle norme → 2029
norma resa obbligatoria → 2029
L’adozione dell’atto delegato sui requisiti dei prodotti è ancora in discussione.
Cosa significa per le aziende del settore costruzioni
Il calendario definito nel Working Plan mostra chiaramente che nei prossimi anni la maggior parte delle principali filiere dei materiali da costruzione entrerà progressivamente nel nuovo sistema CPR.
Questo sistema richiederà sempre più dati ambientali sui prodotti basati sull’analisi del ciclo di vita (LCA), che dovranno essere inclusi nella dichiarazione di prestazione e conformità .
In questo contesto, strumenti come l’analisi LCA dei materiali e la certificazione EPD diventano sempre più importanti per prepararsi alle future richieste normative e alle esigenze del mercato.
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Il collegamento con la nuova Direttiva EPBD
Un altro fattore che rafforza l’importanza dei dati ambientali sui materiali è la nuova Direttiva EPBD sugli edifici.
La normativa introduce l’obbligo progressivo di calcolare le emissioni di carbonio degli edifici lungo il loro ciclo di vita.
Per poter effettuare questo calcolo servono dati ambientali affidabili sui materiali utilizzati nella costruzione. Per questo motivo le EPD dei materiali da costruzione stanno diventando sempre più rilevanti per progettisti, imprese e sviluppatori immobiliari.
Il collegamento con i nuovi CAM edilizia
Un ulteriore elemento che rafforza il ruolo delle analisi ambientali nel settore delle costruzioni è rappresentato dai nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, entrati in vigore il 2 febbraio 2026.
I CAM rappresentano i requisiti ambientali obbligatori per gli appalti pubblici nel settore delle costruzioni e sono uno degli strumenti principali attraverso cui la pubblica amministrazione promuove l’edilizia sostenibile.
La nuova versione dei CAM è sempre più allineata al quadro normativo europeo, incluso il nuovo Regolamento CPR, e rafforza in modo significativo l’utilizzo della metodologia LCA (Life Cycle Assessment) nella fase di progettazione.
In particolare, la prospettiva del ciclo di vita dell’edificio viene utilizzata come criterio per orientare le scelte progettuali verso soluzioni con minori impatti ambientali, considerando l’intero ciclo di vita dei materiali e dei componenti edilizi.
Questo significa che progettisti, imprese e produttori di materiali dovranno sempre più disporre di dati ambientali affidabili sui prodotti, come quelli forniti dalle EPD (Environmental Product Declaration), per poter dimostrare le prestazioni ambientali richieste nei progetti pubblici.
In questo senso, l’evoluzione dei CAM edilizia si inserisce nello stesso percorso tracciato dal nuovo CPR e dalla Direttiva EPBD: rendere sempre più centrali i dati ambientali dei materiali da costruzione nel processo decisionale.
Come possiamo supportarti
Tra il nuovo Regolamento CPR, la Direttiva EPBD e i CAM edilizia, il settore delle costruzioni si sta orientando verso un approccio sempre più basato sul ciclo di vita di prodotti ed edifici. Prepararsi in anticipo significa non solo anticipare le future richieste normative, ma anche rafforzare la competitività dei propri materiali. Ollum supporta i produttori nella realizzazione di analisi LCA, nell’ottenimento di certificazioni EPD e nello sviluppo di LCA Tool per gestire in modo scalabile famiglie di prodotti, fino al supporto tecnico nella conformità al CPR e ai CAM edilizia.