Regolamento Ecodesign ESPR: guida completa per aziende
Scopri il nuovo Regolamento Ecodesign ESPR 2024: obblighi per le aziende, Passaporto Digitale di Prodotto, requisiti di sostenibilità e strategie per adeguarsi.
Regolamento Ecodesign ESPR: guida completa per aziende
Il Regolamento Ecodesign ESPR è il nuovo quadro europeo per rendere i prodotti più sostenibili. Introduce diversi obblighi per le aziende, tra cui il Passaporto Digitale di Prodotto. Scopri a chi si applica, quando arrivano gli obblighi e come prepararti.
Di Lucio Zagonel |Â Â Ultimo aggiornamento: Giugno 17, 2026Â Â Â |Â Â Normative
SEO Specialist & Copywriter appassionato di natura e sostenibilità .
Indice
PUNTI CHIAVE
Il Regolamento Ecodesign ESPR è il nuovo quadro normativo europeo per rendere i prodotti più sostenibili, durevoli, riparabili e riciclabili
Il regolamento Ecodesign introduce il Passaporto Digitale di Prodotto, in cui le aziende dovranno dichiarare informazioni ambientali sul ciclo di vita del prodotto
Gli obblighi specifici non sono uguali per tutti: saranno definiti dagli atti delegati per ciascuna categoria di prodotto
Cos’è il Regolamento Ecodesign ESPR?
Il Regolamento Ecodesign UE 2024/1781, noto anche come ESPR, è il nuovo quadro normativo europeo che stabilisce requisiti di progettazione ecocompatibile (EcoDesign) per i prodotti immessi sul mercato UE.
Il suo obiettivo è rendere i prodotti più sostenibili, durevoli, riparabili, efficienti e più facili da riciclare, riutilizzare o recuperare a fine vita.
L’ESPR è un regolamento quadro, quindi non introduce obblighi uguali per tutti i prodotti. Per conoscere i requisiti specifici per ciascuna categoria di prodotto occorre attendere la pubblicazione di normative specifiche settoriali da parte della Commissione europea, i cosiddetti atti delegati.
Saranno questi atti delegati a stabilire, caso per caso, quali requisiti di ecodesign dovranno rispettare le aziende coinvolte, quali informazioni dovranno fornire e quali dati dovranno inserire nel Passaporto Digitale di Prodotto.
Il regolamento ESPR abroga la precedente Direttiva Ecodesign 2009/125/CE. Mentre quest’ultima si concentrava principalmente sui prodotti che consumano energia (come elettrodomestici, caldaie, apparecchiature elettriche ecc.), il nuovo regolamento è molto più ampio. Esso estende infatti il suo campo di applicazione a quasi tutti i prodotti fisici immessi sul mercato europeo, con pochi prodotti esclusi.
In pratica, una cosa è certa: nei prossimi anni, la maggioranza dei beni immessi sul mercato UE dovrà rispettare i nuovi requisiti di progettazione eco-compatibile (EcoDesign), e le aziende che li producono dovranno adattarsi a tali criteri.
Quando entra in applicazione il Regolamento Ecodesign ESPR 2024
Il Regolamento Ecodesign (ESPR) è in vigore dal 18 luglio 2024. Tuttavia, come anticipato, la sua effettiva applicazione avverrà progressivamente, mano a mano che gli atti delegati specifici verranno pubblicati dalla Commissione europea.
Una volta adottato un atto delegato, i requisiti non diventeranno applicabili immediatamente: il regolamento prevede infatti un periodo minimo di 18 mesi prima dell’entrata in applicazione, così da lasciare alle imprese il tempo necessario per adeguare prodotti, processi, documentazione tecnica e sistemi di raccolta dati.
Ad aprile 2025 la Commissione Europea ha pubblicato il Primo Piano di Lavoro del Regolamento Ecodesign, un calendario in cui vengono definite le categorie di prodotti prioritarie, con le tempistiche previste di adozione degli atti delegati. Per scoprire i dettagli, leggi il nostro articolo riguardo il piano di lavoro ESPR.
Quali prodotti saranno coinvolti per primi?
Il Regolamento ESPR ha un campo di applicazione estremamente ampio. Esso riguarda infatti quasi tutti i beni fisici immessi sul mercato UE. Le categorie escluse sono poche: alimenti, mangimi, medicinali, medicinali veterinari, piante, animali e microrganismi vivi, prodotti di origine umana e prodotti collegati alla futura riproduzione di piante e animali.
L’applicazione concreta non avverrà contemporaneamente per tutti i prodotti. Nel primo Piano di Lavoro ESPR, la Commissione europea indica le seguenti categorie di prodotti come prioritarie:
Ferro e acciaio (atto delegato previsto per quarto trimestre 2026)
Tessile e abbigliamento (atto delegato: 2027)
Pneumatici (atto delegato: 2027)
Alluminio (atto delegato: 2027)
Mobili (atto delegato: 2028)
Materassi (atto delegato: 2029)
A questi requisiti settoriali, si aggiungono alcune misure orizzontali, che riguardano tutti i prodotti, ad esempio sulla riparabilità dei prodotti e sul contenuto di riciclato e riciclabilità delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per approfondire, puoi leggere il nostro articolo dedicato: Primo Piano di Lavoro Ecodesign ESPR.
il livello a cui il Passaporto Digitale dovrà essere creato, ad esempio modello, lotto o singolo articolo.
Gli atti delegati saranno quindi documenti fondamentali per comprendere precisamente gli obblighi, le tempistiche, i dati richiesti e le responsabilità .
Quali requisiti di ecodesign vengono introdotti
Il Regolamento Ecodesign 2024 stabilisce un quadro per migliorare molteplici aspetti di sostenibilità dei prodotti. I criteri di progettazione ecocompatibile verranno dettagliati negli atti delegati per prodotto o settore, e si possono suddividere in due categorie: requisiti di prestazione e requisiti informativi.
Requisiti di prestazione (art.6)
I requisiti di prestazione riguardano le caratteristiche concrete del prodotto e potranno stabilire criteri minimi di ecodesign da rispettare per poter immettere il prodotto sul mercato UE. In pratica potranno fissare livelli minimi, quantitativi o qualitativi, che il prodotto deve raggiungere su aspetti come durabilità , riparabilità , contenuto riciclato, riciclabilità , efficienza energetica, uso delle risorse, impronta di carbonio o impronta ambientale.
Alcuni esempi di requisiti di prestazione: potranno essere introdotti limiti massimi al consumo energetico nella fase d’uso, limiti al quantitativo di un determinato materiale incorporato nel prodotto, quantità minime obbligatorie di contenuto riciclato, limiti relativi a una determinata categoria di impatto ambientale o all’impatto ambientale complessivo del prodotto.
Questi requisiti funzioneranno in modo simile ai criteri ambientali minimi negli appalti pubblici, solo che saranno applicati in modo generalizzato. I prodotti non conformi dovranno quindi essere riprogettati, modificati nei materiali, migliorati nella riparabilità , resi più riciclabili o accompagnati da caratteristiche ambientali migliori per poter continuare a essere commercializzati.
Obblighi di informazione (art. 7)
Gli obblighi di informazione riguardano soprattutto la trasparenza. Non richiedono necessariamente una modifica fisica del prodotto, ma impongono all’azienda di raccogliere, organizzare e comunicare informazioni ambientali e tecniche in modo chiaro e accessibile.
Queste informazioni potranno riguardare, ad esempio, le prestazioni del prodotto rispetto a uno o più parametri di sostenibilità , un punteggio relativo alla riparabilità o alla durabilità , l’impronta di carbonio, l’impronta ambientale, le modalità di installazione, uso, manutenzione e riparazione, le possibilità di ricondizionamento o rifabbricazione, le istruzioni per lo smontaggio, il riutilizzo, il riciclaggio e la gestione a fine vita.
In questa categoria rientrano, ad esempio, il Passaporto Digitale di Prodotto, eventuali punteggi di riparabilità o durabilità , informazioni su manutenzione e riparazione, dati su contenuto riciclato, riciclabilità , smontaggio e gestione a fine vita.
Classi di prestazione
Un altro elemento importante riguarda le classi di prestazione. Gli atti delegati potranno prevedere sistemi di classificazione, basati su singoli parametri o su punteggi aggregati, per permettere ai consumatori di confrontare più facilmente i prodotti e individuare quelli con le migliori prestazioni ambientali. Queste classi contribuiranno a far sì che i prodotti più sostenibili siano anche più attrattivi sul mercato.
Passaporto Digitale di Prodotto: quali dati dovranno preparare le aziende
Il DPP non sarà semplicemente un QR code o un’etichetta digitale. Sarà un sistema strutturato di informazioni sul prodotto, pensato per rendere disponibili dati su sostenibilità , tracciabilità , materiali, sostanze, riparabilità , durata, riciclabilità , conformità e fine vita.
Gli atti delegati stabiliranno quali dati dovranno essere inclusi nel Passaporto Digitale per ogni categoria di prodotto. Potranno inoltre indicare se il DPP dovrà essere predisposto a livello di modello, lotto o singolo articolo.
Per le aziende, il punto critico non sarà solo “creare il passaporto”, ma raccogliere dati affidabili lungo tutta la filiera. Questo richiederà il coinvolgimento di fornitori, uffici tecnici, qualità , ambiente, acquisti e sviluppo prodotto.
Strumenti per prepararsi al regolamento ESPR
L’impronta di carbonio e l’impronta ambientale rientrano tra gli obblighi di informazione richiesti dal regolamento Ecodesign. Di conseguenza, strumenti come l’analisi del ciclo di vita e la carbon footprint di prodotto (CFP) diventeranno strumenti sempre più strategici per prepararsi a questa normativa.
In particolare, dato che l’ESPR si applicherà a molti prodotti, saranno sempre più utili strumenti pensati per calcolare e confrontare l’impronta ambientale di interi cataloghi, come la nostra piattaforma LCA Tool.
Per conoscere il grado di dettaglio e di granularità di queste informazioni ambientali dovremmo attendere gli atti delegati. Tuttavia è chiaro che, per le filiere coinvolte, la disponibilità di dati ambientali sul ciclo di vita dei prodotti calcolati con metodologie riconosciute sarà fondamentale per rispondere ai requisiti di informazione, alimentare il Passaporto Digitale di Prodotto e individuare le leve di miglioramento in fase di progettazione.
Allo stesso tempo, l’LCA non serve solo a produrre dati da comunicare. È anche uno strumento operativo per individuare le principali aree di miglioramento del prodotto: materiali più sostenibili, aumento del contenuto riciclato, riduzione degli sprechi, ottimizzazione dei processi produttivi, miglioramento della riciclabilità e valutazione di scenari di fine vita più sostenibili.
Per questo motivo, l’analisi LCA diventa un punto di partenza concreto per integrare l’ecodesign nello sviluppo prodotto e prepararsi non solo agli obblighi informativi, ma anche ai futuri requisiti prestazionali che potranno richiedere modifiche concrete al prodotto.
💡 Per le aziende con cataloghi ampi, calcolare l’impronta ambientale prodotto per prodotto con metodi tradizionali può diventare rapidamente insostenibile. Ollum mette a disposizione una piattaforma LCA Tool che consente di gestire l’analisi ambientale di interi portafogli prodotto, riducendo tempi e costi di aggiornamento.
Divieto di distruzione dell’invenduto
Tra le nuove misure introdotte dall’ESPR c’è anche il contrasto allo spreco di prodotti invenduti.
In particolare, il regolamento introduce un divieto di distruzione per alcune categorie di prodotti di consumo invenduti. La prima applicazione riguarda abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature. Per le grandi imprese, il divieto si applica dal 19 luglio 2026; per le medie imprese, l’applicazione è prevista dal 19 luglio 2030.
Questo tema interessa soprattutto le aziende del fashion e del retail, ma rappresenta anche un segnale più ampio: l’ESPR non interviene solo sulla progettazione del prodotto, ma anche sulla gestione degli stock, sulla prevenzione degli sprechi e sulla capacità di reintrodurre prodotti e materiali nel ciclo economico.
Le aziende dovranno quindi dotarsi di sistemi per monitorare i prodotti invenduti, capire le cause della loro eliminazione e valutare alternative come donazione, ricondizionamento, riutilizzo, riciclo o reimmissione sul mercato.
ESPR e appalti pubblici verdi
Il Regolamento ESPR avrà effetti anche sugli appalti pubblici verdi. Il regolamento prevede infatti la possibilità di definire prescrizioni minime obbligatorie per gli appalti pubblici quando vengono acquistati prodotti disciplinati da atti delegati.
Questo significa che, in futuro, i requisiti di ecodesign potranno diventare non solo un obbligo di conformità , ma anche un criterio competitivo per accedere a gare e forniture pubbliche.
Prodotti più durevoli, riparabili, riciclabili, con maggiore contenuto riciclato e minore impronta ambientale potranno risultare più allineati alle future richieste del mercato pubblico e privato.
Come l’ESPR si integra con le altre normative europee di sostenibilitÃ
Il Regolamento Ecodesign 2024 non è un regolamento isolato. Si inserisce infatti in un quadro normativo molto ampio, che l’UE sta costruendo per guidare la transizione ecologica verso prodotti più sostenibili e circolari.
L’ESPR può essere considerato il quadro orizzontale generale: introduce il Passaporto Digitale di Prodotto, definisce i principi generali dell’ecodesign e crea una base comune. Esistono però già altre normative settoriali specifiche che si intrecciano con esso. Vediamo le principali.
Nuovo Regolamento CPR sui prodotti da costruzione
Un esempio importante di normativa settoriale collegata alla logica dell’ecodesign è il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione, Regolamento (UE) 2024/3110, noto anche come CPR.
Il nuovo CPR rafforza il ruolo delle informazioni ambientali dei prodotti da costruzione e introduce un Passaporto Digitale di Prodotto specifico per il settore. La logica è molto vicina a quella dell’ESPR: rendere disponibili dati affidabili, comparabili e accessibili su prestazioni, sostenibilità , tracciabilità e conformità dei prodotti.
Per approfondire questo tema, leggi anche il nostro articolo dedicato al nuovo Regolamento CPR.
Regolamento Batterie e Battery Passport
Un altro esempio è il Regolamento Batterie, Regolamento (UE) 2023/1542, che introduce requisiti specifici per l’intero ciclo di vita delle batterie: dalla produzione alla carbon footprint, dal contenuto riciclato alla due diligence sulle materie prime, fino alla gestione a fine vita.
Il Regolamento Batterie prevede anche il Battery Passport, cioè un passaporto digitale specifico per alcune categorie di batterie. Questo strumento anticipa, in un settore particolarmente strategico, la logica del Passaporto Digitale di Prodotto prevista dall’ESPR: raccogliere e rendere disponibili dati tecnici, ambientali e di filiera lungo il ciclo di vita del prodotto.
Nel 2026 le aziende non devono attendere passivamente la pubblicazione degli atti delegati. Al contrario, devono iniziare a preparare la base dati e la roadmap di conformità .
Le azioni prioritarie sono:
mappare il portafoglio prodotti, identificando categorie, mercati di vendita e prodotti immessi sul mercato UE;
verificare se i prodotti rientrano tra le categorie prioritarie del Piano di Lavoro ESPR 2025–2030;
monitorare gli atti delegati applicabili alla propria categoria di prodotto;
analizzare quali dati tecnici, ambientali e di filiera sono già disponibili;
individuare i dati mancanti su materiali, fornitori, contenuto riciclato, sostanze, durabilità , riparabilità , riciclabilità , emissioni e fine vita;
preparare una struttura dati coerente con il futuro Passaporto Digitale di Prodotto;
valutare la necessità di LCA, carbon footprint o altri strumenti di misurazione ambientale;
integrare i principi di ecodesign nei processi di sviluppo prodotto.
💡 Avviare un assessment ESPR prima della pubblicazione degli atti delegati consente di anticipare i requisiti e strutturare la raccolta dati con il giusto anticipo. Ollum supporta le aziende in questa fase di preparazione: come affrontiamo il percorso verso l’ecodesign con le aziende che seguiamo.
Come possiamo supportarti
Il Regolamento ESPR estende i requisiti di progettazione sostenibile a quasi tutti i prodotti fisici sul mercato UE, introducendo obblighi progressivi su durabilità , riparabilità , riciclabilità , impronta ambientale e Passaporto Digitale di Prodotto. Per le aziende, prepararsi significa costruire oggi la base dati e la roadmap che gli atti delegati richiederanno domani.
Ollum affianca le imprese nell’assessment dei prodotti rispetto ai futuri requisiti ESPR, nello sviluppo di strategie di ecodesign e nella misurazione degli impatti ambientali tramite analisi LCA, con la possibilità di gestire l’intero portafoglio prodotti attraverso un LCA Tool dedicato.