Passaporto Digitale del Prodotto (DPP): guida per aziende
Scopri cos’è il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP), per quali prodotti sarà richiesto e cosa devono fare le aziende per adeguarsi ad i nuovi obblighi normativi europei.
PUNTI CHIAVE
Il Passaporto Digitale del Prodotto è una carta d’identità digitale dei prodotti, che raccoglie e rende accessibili informazioni sul prodotto.
Potrà contenere informazioni ambientali, tecniche e di conformità , come materiali e sostanze, carbon footprint, contenuto riciclato, origine dei componenti, sicurezza, riparabilità e indicazioni per il fine vita.
Non esiste un’unica data di entrata in vigore del DPP. La prima categoria soggetta saranno le batterie, dal 18 febbraio 2027
Cos’è il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP)?
Il Passaporto Digitale del Prodotto, in inglese Digital Product Passport (DPP) è una carta d’identità digitale dei prodotti che contiene un insieme strutturato di informazioni. Esso deve essere accessibile attraverso un identificativo univoco, come ad esempio un QR code.
Attraverso il QR code, si potrà accedere ad un insieme di informazioni utili ai diversi soggetti della filiera: non solo ai consumatori, bensì anche a imprese della filiera, riparatori, riciclatori, autorità di vigilanza.
Le informazioni obbligatorie da inserire nel DPP non saranno uguali per tutti i prodotti, ma verranno definite da normative specifiche settoriali.
Normativa UE sul Passaporto Digitale del Prodotto
La principale normativa UE sul Passaporto Digitale di Prodotto è il Regolamento Ecodesign (ESPR). Si tratta di una normativa quadro che oltre ad introdurre il DPP, renderà obbligatoria l’applicazione di una serie di requisiti di progettazione sostenibile (ecodesign) a molti prodotti fisici commercializzati in UE. Per approfondire, leggi la nostra guida al regolamento ESPR.
Oltre al regolamento europeo sull’ecodesign, il DPP è previsto da altre normative verticali che riguardano categorie merceologiche specifiche, in particolare:
- Regolamento Batterie (UE 2023/1542)
- Regolamento Prodotti da Costruzione – CPR (UE 2024/3110)
- Regolamento Detergenti e Tensioattivi (UE 2026/405)
- Regolamento sulla sicurezza dei giocattoli (UE 2025/2509)
Quando entra in vigore il Passaporto Digitale dei Prodotti
Non esiste una singola data di entrata in vigore del Passaporto Digitale del Prodotto.
Gli obblighi vengono introdotti progressivamente, settore per settore. Vediamo i principali:
DPP introdotti da normative verticali
- Batterie: obbligatorio dal 18 febbraio 2027. Per approfondire, leggi il nostro articolo sul Passaporto Digitale delle Batterie
- Prodotti da costruzione: obbligatorio probabilmente tra fine 2028-inizio 2029. Per approfondire, leggi il nostro articolo sul nuovo regolamento CPR
- Detergenti: obbligatorio dal 23 settembre 2029, come previsto dal Regolamento UE 2026/405 su detergenti e tensioattivi
- Giocattoli: obbligatorio dal 1° agosto 2030, come previsto dal nuovo Regolamento sulla sicurezza dei giocattoli (UE 2025/2509)
DPP per i prodotti soggetti al regolamento Ecodesign ESPR
Il Passaporto Digitale di Prodotto per i prodotti soggetti al regolamento ESPR diventerà obbligatorio progressivamente, in base alla data di adozione degli atti delegati specifici per le diverse categorie di prodotti.
Dopo la pubblicazione dell’atto delegato, è previsto un periodo di transizione di almeno 18 mesi prima dell’effettiva applicazione degli obblighi DPP per le aziende. In base all’attuale calendario ESPR, possiamo stimare le prime applicazioni del DPP come segue:
- Ferro e acciaio: non prima della metà del 2028 (atto delegato previsto nel Q4 2026), leggi approfondimento sul DPP ferro e acciaio
- Tessuti e abbigliamento: non prima della metà del 2029 (atto delegato previsto nel Q4 2027, leggi approfondimento sul DPP tessili)
- Pneumatici: indicativamente dal 2029 (atto delegato previsto nel Q3-Q4 2027)
- Alluminio: indicativamente dal 2029 (atto delegato previsto nel Q3-Q4 2027)
- Mobili e arredamento: indicativamente tra 2029 e 2030 (atto delegato previsto nel 2028)
- Materassi: indicativamente tra 2030 e 2031 (atto delegato previsto nel 2029)
Queste date sono stime basate sul calendario attualmente previsto e potranno cambiare in basa alla data effettiva di adozione dei singoli atti delegati e del periodo transitorio stabilito per ciascuna categoria.
Quali informazioni dovrà contenere il Passaporto Digitale del Prodotto?
Uno dei dubbi più frequenti tra le aziende riguarda le informazioni che dovranno essere inserite nel DPP.
Non esiste un unico elenco di requisiti valido per tutti i prodotti. I dettagli specifici per ogni categoria di prodotto sono infatti stabiliti dalle normative specifiche (atti delegati, o regolamenti verticali).
Tuttavia, il regolamento ESPR ci fornisce già indicazioni generali sui macro-temi che dovranno essere coperti:
Informazioni tecniche, sicurezza e conformitÃ
Il Passaporto Digitale dovrà contenere informazioni relative a:
- caratteristiche e prestazioni tecniche
- istruzioni di utilizzo
- documentazione di conformitÃ
- dichiarazioni e certificazioni richieste dalla normativa
- informazioni sulla sicurezza
- documentazione tecnica
Materiali, sostanze e circolaritÃ
Tra le informazioni potenzialmente richieste rientrano composizione e materiali utilizzati, sostanze che destano preoccupazione, contenuto di materiale riciclato, riciclabilità , durabilità e altre caratteristiche rilevanti per l’economia circolare.
Riparazione, smontaggio e fine vita
Il DPP dovrà inoltre contenere informazioni utili per estendere la vita del prodotto e facilitarne il recupero, ad esempio:
- istruzioni di manutenzione e riparazione
- disponibilità dei pezzi di ricambio
- manuali o istruzioni di smontaggio
- indicazioni per il riutilizzo
- modalità di riciclo e gestione a fine vita
Carbon footprint e impronta ambientale
Tra le informazioni ambientali più rilevanti previste dall’ESPR ci sono la carbon footprint di prodotto e, più in generale, gli indicatori relativi all’impronta ambientale lungo il ciclo di vita.
Uno degli aspetti ancora da definire riguarda però il livello di dettaglio con cui questi dati dovranno essere calcolati e associati al prodotto: ad esempio, se il calcolo dovrà essere riferito al modello, al lotto o, in alcuni casi, al singolo prodotto. Questi elementi, insieme alle metodologie di calcolo applicabili, saranno precisati negli atti delegati specifici per ciascuna categoria di prodotto.
Come implementare il Passaporto Digitale di Prodotto
Prepararsi ai requisiti del DPP significa costruire un sistema in grado di produrre e mantenere le informazioni richieste.
Un possibile percorso può essere articolato in sette fasi:
- Identificare la normativa applicabile, verificando se il prodotto ricade nell’ESPR o in una normativa settoriale specifica e quali sono le relative tempistiche.
- Definire quali informazioni sono richieste, sulla base dei requisiti già pubblicati o delle informazioni attese per la categoria di prodotto.
- Mappare dove si trovano i dati, individuando dipartimenti, sistemi informativi, fornitori e altri soggetti responsabili delle diverse informazioni.
- Individuare i gap informativi, verificando quali dati non vengono ancora raccolti o non hanno un livello di qualità sufficiente.
- Produrre i dati mancanti, ad esempio attraverso analisi LCA, carbon footprint, raccolta di informazioni dai fornitori o mappatura della supply chain.
- Strutturare l’infrastruttura digitale, definendo identificativi, sistemi di archiviazione, data carrier, livelli di accesso e interoperabilità .
- Definire responsabilità e procedure di aggiornamento, perché il passaporto dovrà continuare a rappresentare correttamente il prodotto anche quando cambiano materiali, fornitori, processi o caratteristiche.
Per aziende con centinaia o migliaia di referenze, affrontare questo percorso manualmente può diventare estremamente complesso. La standardizzazione dei dati e l’utilizzo di sistemi digitali per la raccolta e gestione delle informazioni diventano quindi elementi fondamentali per rendere il DPP scalabile.
Come possiamo supportarti
Il Passaporto Digitale del Prodotto richiederà alle aziende di mettere insieme informazioni che oggi spesso vengono gestite separatamente: dati tecnici, documentazione di conformità , informazioni di filiera e dati ambientali.
Prepararsi in anticipo significa innanzitutto capire quali requisiti si applicheranno ai propri prodotti, quali informazioni sono già disponibili e quali dovranno invece essere raccolte o prodotte.
Ollum supporta le aziende nella preparazione agli obblighi previsti dal Regolamento Ecodesign ESPR e dalle normative collegate al DPP, dalla mappatura dei requisiti e dei dati fino alla produzione delle informazioni ambientali necessarie.
Per le aziende con portfolio ampi, il nostro LCA Tool consente inoltre di rendere scalabile la produzione di dati LCA e carbon footprint per numerose referenze, creando una base dati strutturata utilizzabile anche per rispondere ai futuri requisiti del Passaporto Digitale di Prodotto.







