SBTi: cos’รจ e perchรฉ dovresti fissare obiettivi Science-Based
Scopri cosโรจ SBTi, come funziona un piano di decarbonizzazione basato su target approvati da SBTi e perchรฉ gli obiettivi science-based sono essenziali per il clima e le imprese.
Di Saverio Lapini |ย ย Ultimo aggiornamento: Agosto 26, 2026ย ย ย |ย ย Decarbonizzazione
In questo articolo capiremo cosโรจ la Science Based Targets initiative (SBTi) e perchรฉ ha un ruolo fondamentale nella transizione verso un mondo Net Zero, ovvero a zero emissioni nette.
Spiegheremo inoltre cosa sono i target science-based, o obiettivi basati sulla scienza, quali emissioni devono coprire, come fissarli e come ottenere la validazione ufficiale da parte di SBTi.
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Indice
PUNTI CHIAVE
La Science Based Targets initiative (SBTi) guida le aziende nella definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza, in linea con lโAccordo di Parigi.
SBTi garantisce che gli obiettivi aziendali siano scientificamente fondati e conformi alle ultime indicazioni scientifiche.
Adottare obiettivi science-based non solo migliora la reputazione aziendale e la credibilitร sul mercato, ma offre anche vantaggi competitivi.
SBTi: cos’รจ la Science Based Targets initiative e qual รจ il suo obiettivo?
La Science Based Targets initiative, comunemente nota come SBTi, รจ un’organizzazione internazionale nata nel 2015 con l’obiettivo di supportare le aziende nella definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni.
Questi obiettivi, o target, vengono definiti science-based, perchรฉ sono basati sulla scienza climatica.
SBTi aiuta le imprese a fissare obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza climatica, grazie a standard, metodologie e strumenti grazie ai quali le aziende possono tradurre gli obiettivi climatici globali in percorsi di riduzione delle emissioni concreti.
Qual รจ l’obiettivo principale del framework SBTi?
La missioni della Science Based Targets initiative รจ tradurre gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi in obiettivi specifici e misurabili per le aziende.
Un piano di decarbonizzazione approvato da SBTi รจ quindi particolarmente efficace, perchรฉ si basa sulle migliori evidenze scientifiche disponibili per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ยฐC, preferibilmente entro 1.5ยฐC, come previsto dall’Accordo di Parigi.
Un’azienda con target approvati da SBTi dimostra un impegno concreto nel ridurre le proprie emissioni di gas serra in modo coerente con la scienza climatica e con l’Accordo di Parigi
Dalla partnership globale all’attuale Science Based Targets initiative
SBTi รจ nata da una partnership globale di organizzazioni impegnate in primo piano nel campo della sostenibilitร e del clima, tra cui il Carbon Disclosure Project (CDP), il World Wildlife Fund (WWF), il World Resources Institute (WRI) e le Nazioni Unite tramite il Global Compact. Grazie a un team di esperti, SBTi รจ in grado di calcolare le quantitร precise di gas serra (GHG) che devono essere ridotte in ogni settore per raggiungere gli obiettivi globali di mitigazione del cambiamento climatico.
Obiettivi SBTi: cosa sono i target science-based?
SBTi definisce degli obiettivi specifici di riduzione delle emissioni, tarati sui diversi settori industriali. Stabilisce quanto ridurre le proprie emissioni, e in quanto tempo occorre farlo.
Questi obiettivi SBTi (SBTi targets) vengono comunemente chiamati science-based targets, ovvero obiettivi basati sulla scienza.
Sulla base di un calcolo completo dell’impronta carbonica aziendale, vengono definiti gli obiettivi di riduzioneย utilizzando una delle metodologie di target setting approvate da SBTi.
SBTi distingue tra due categorie principali di obiettivi:
near-term targetsย (obiettivi a breve termine), che stabiliscono le riduzioni da realizzare nei successivi 5-10 anni;
net-zero targetsย (obiettivi net-nero), ovvero obiettivi a lungo termine per raggiungere il Net Zero entro il 2050 (o prima)
L’approccio science-based si basa sulla riduzione reale e diretta delle emissioni lungo la catena del valore, piuttosto che azioni temporanee di compensazione (carbon offsetting).
L’offsetting non rientra nella definizione degli obiettivi science-based, quindi le aziende non possono utilizzare i propri crediti di carbonio per il raggiungimento dei target SBTi.
Si tratta quindi di una strategia progettata per il lungo termine, che mira alla completa decarbonizzazione del settore industriale.
Per conoscere in tempo reale il numero di aziende con target SBTi validati, consulta la target dashboard di SBTI
I diversi standard di SBTi
Per la maggior parte delle imprese, i principali riferimenti metodologici per la definizione dei target sono ilย Corporate Near-Term Criteria, per gli obiettivi a breve-medio termine, e il Corporate Net Zero Standard, per gli obiettivi Net-zero a lungo termine.
Questi standard si trovano in una importante fase di transizione: a giugno 2026, infatti, SBTi ha pubblicato il nuovo Corporate Net Zero Standard V2.0, adottabile volontariamente dal 2027 e obbligatorio dal 1ยฐ febbraio 2028. Questo nuovo standard introduce dei cambiamenti significativi al framework: per saperne di piรน, leggi il nostro approfondimento sul Corporate Net Zero Standard V2.0.
Esistono inoltre diverse linee guida specifiche per alcune settori particolarmente emissivi, che richiedono traiettorie di decarbonizzazione proprie. I principali sono:
Forest, Land and Agriculture (FLAG), che si occupa delle emissioni legate ad agricoltura, foreste e uso del suolo. Per approfondire, leggi l’articolo su SBTi FLAG.
SBTi Buildings, dedicato al settore immobiliare e delle costruzioni. Leggi l’articolo su SBTi Buildings.
Air Transport, per le emissioni del trasporto aereo;
Cement, con traiettorie specifiche per il settore del cemento;
Chemicals, con percorsi e criteri dedicati alle attivitร dell’industria chimica;
Maritime, per il trasporto marittimo;
Land Transport, dedicato al trasporto terrestre di persone e merci;
Steel, per la produzione di ferro e acciaio;
Power, per le aziende attive nella produzione e vendita di energia elettrica.
SBTi e Scope 1, 2 e 3: quali emissioni devono essere coperte?
SBTi si basa sul GHG Protocol, che classifica le emissioni in Scope 1, 2 e 3 (in questo articolo diamo per scontata la conoscenza di questa suddivisione, per approfondire leggere l’articolo dedicato a Scope 1, 2 e 3).
I target SBTi devono coprire almeno il 95% delle emissioni Scope 1 e 2.ย Nel nuovo standard SBTi, la copertura passa al 100%.
SBTi Scope 3: quando รจ obbligatorio considerarle?
Secondo i criteri attuali, le aziende sono obbligate a fissare obiettivi di riduzione dello Scope 3 nel caso in cui quest’ultimo corrisponda ad almeno il 40% delle emissioni totali. Se si verifica questa condizione, gli obiettivi near-term devono coprire almeno il 67% delle emissioni di Scope 3, mentre quelli long-term almeno il 90%.
Tuttavia, questa regola non รจ piรน valida nel nuovo Corporate Net Zero Standard V2.0, che introduce una suddivisione delle aziende in Categorie A e B, con obblighi diversi. Per approfondire, vedi articolo dedicato al nuovo standard SBTi.
Metodologia SBTi: come funziona il target setting?
Vediamo ora quali step occorre seguire per definire e implementare un piano di decarbonizzazione approvato da SBTi, fissando degli obiettivi in linea con la scienza climatica per il raggiungimento del Net Zero entro il 2050.
Step 1: Calcolo dell’impronta di carbonio aziendale
Per prima cosa, si raccolgono tutti i dati relativi alle emissioni di gas a effetto serra della propria azienda.
Per farlo, si segue lo standard del GHG Protocol, che suddivide le emissioni in Scope 1, Scope 2 e Scope 3.
๐ก Ollum supporta le aziende nella quantificazione della carbon footprint aziendale secondo il GHG Protocol, primo passo obbligatorio per avviare il percorso SBTi
Step 2: Scelta della metodologia di target setting
Una volta definita la carbon footprint d’organizzazione, si prosegue scegliendo una delle diverse metodologie di fissazione degli obiettivi (target setting) approvate da SBTi:
Absolute Contraction Approach: riduzione in termini assoluti delle emissioni di gas serra dell’azienda;
Economic Intensity Approach: riduzione delle emissioni in relazione al valore economico generato (es. tonnellate COโ / milione di โฌ di fatturato).
Sectoral Decarbonization Approach (SDA): che fa riferimento a traiettorie specifiche per determinati settori industriali
Step 3: Definizione dei target science-based
Si prosegue fissando gli obiettivi science-based da raggiungere, in linea con la metodologia scelta. Gli obiettivi near-term sono obbligatori per tutte le aziende, mentre gli obiettivi net-zero sono opzionali. Come abbiamo visto sopra, il nuovo Corporate Net Zero Standard V2.0 introduce modifiche significative alle modalitร di definizione degli obiettivi di riduzione di Scope 1, 2 e 3.
Step 4: Certificazione SBTi e validazione dei target
Si parla spesso di “certificazione SBTi”, anche se il termine รจ improprio. Infatti, รจ piรน corretto parlare di validazione degli obiettivi da parte di SBTi.
Una volta fissati i target, questi vanno inviati a SBTi mediante l’apposito modulo per la revisione da parte del team SBTi. Entro 6-12 settimane, se gli obiettivi sono giudicati adeguati, l’azienda riceve l’approvazione da parte di SBTi.
L’azienda non riceve una certificazione aziendale, ma sono semplicemente i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni ad essere validati da SBTi.
Step 5: Pianificazione azioni e implementazione
In questa fase si mette in pratica quanto definito in precedenza, pianificando le azioni concrete di decarbonizzazione. Ad esempio: efficientamento energetico, utilizzo di energia rinnovabile, interventi sui processi produttivi, coinvolgimento dei fornitori e altre strategie specifiche per l’organizzazione.
๐ก Ollum affianca le aziende nella definizione dei target SBTi e nell’elaborazione del piano di decarbonizzazione, dalla scelta della metodologia alla validazione finale.
Beyond Value Chain Mitigation: cosa significa?
Un concetto complementare alla riduzione delle emissioni secondo target science-based, รจ quello di Beyond Value Chain Mitigation (BVCM), che indica le azioni di riduzione delle emissioni oltre la catena del valore.
Si tratta di azioni volontarie che un’azienda puรฒ intraprendere, dopo aver implementato una riduzione delle proprie emissioni.
Rientrano in questo ambito: progetti di riforestazione, cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), tutela degli ecosistemi, ecc. Queste azioni sono contemplate da SBTi, tuttavia devono essereย aggiuntive rispetto alla decarbonizzazione interna, e non possono sostituirsi ad essa.
Per essere approvati da SBTI, quindi, occorre per forza implementare delle strategie di riduzione diretta delle emissioni proprie e della propria filiera. Una volta implementate, รจ possibile dare un contributo ulteriore, investendo in BVCM, ma non per compensare le proprie responsabilitร dirette.
Cos’รจ il Corporate Net-Zero Standard di SBTi
Nell’ottobre 2021, SBTi ha presentato il Corporate Net-Zero Standard, un framework globale che fornisce una metodologia (strumenti, criteri e linee guida) utile alle aziende per fissare obiettivi science-based di riduzione delle emissioni.
Uno dei principi fondamentali dello standard รจ l’idea per cui l’obiettivo Net Zero non possa essere raggiunto attraverso la compensazione delle emissioni, ma solamente attraverso la riduzione profonda e reale delle emissioni lungo la catena del valore.
Lo standard si articola essenzialmente su 4 punti fondamentali:
Obiettivi a breve termine (5-10 anni). Le aziende devono stabilire obiettivi scientifici a breve termine per ridurre in modo rapido e significativo le emissioni dirette e indirette lungo tutta la catena di valore. Questi obiettivi, mirati a dimezzare le emissioni entro il 2030, rappresentano il metodo piรน efficace per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5ยฐC, come previsto dall’Accordo di Parigi.
Obiettivi a lungo termine (2050 o prima). Oltre agli obiettivi a breve termine, le aziende devono fissare obiettivi climatici di lungo periodo per arrivare a ridurre oltre il 90% delle emissioni totali entro il 2050. Questo approccio graduale, che include strategie per affrontare eventuali emissioni inevitabili, รจ fondamentale per la transizione verso le emissioni zero nette a lungo termine (Net Zero 2050).
Neutralizzare le emissioni residue. Per raggiungere il traguardo del net-zero, le aziende devono controbilanciare le ultime emissioni residue, che non possono essere eliminate, tramite tecnologie di rimozione permanente del carbonio. Solo dopo aver ridotto le proprie emissioni del 90% e neutralizzato le emissioni residue, un’azienda puรฒ dichiararsi “net-zero”.
Oltre la catena di valore (Beyond Value Chain Mitigation, BVCM). Le aziende sono incoraggiate a contribuire alla mitigazione climatica anche al di fuori della loro catena di valore diretta, investendo in progetti di tutela del clima. Sebbene tali iniziative non possano sostituire gli sforzi interni di riduzione delle emissioni, rappresentano un impegno aggiuntivo che rafforza l’approccio globale alla sostenibilitร .
Il nuovo Corporate Net-Zero Standard V2.0
Il Corporate Net-Zero Standard Version 2.0 รจ stato pubblicato da SBTi l’11 giugno 2026 e rappresenta un’evoluzione significativa del framework.
La novitร principale รจ la maggiore attenzione riservata all’implementazione concreta degli obiettivi di riduzione delle emissioni.
La nuova versione รจ giร disponibile, tuttavia le aziende continuano ad utilizzare la V1.3.1 nel corso del 2026. Dal 1ยฐ febbraio 2027, รจ possibile applicare la V2.0 volontariamente, mentre dal 1ยฐ febbraio 2028 diventerร obbligatoriaper tutte le nuove presentazioni dei target a SBTi. I target giร validati nelle versioni precedenti restano validi fino alla scadenza del loro orizzonte temporale (i target hanno un obbligo di revisione ogni 5 anni).
SBTi fornisce alle aziende un percorso strutturato e scientificamente fondato per ridurre le emissioni in linea con l’Accordo di Parigi: dal calcolo della carbon footprint alla definizione dei target a medio e lungo termine, fino alla validazione e all’implementazione del piano di decarbonizzazione.