Cerca

Transizione ecologica: cos’è e perché è importante

La transizione ecologica è un processo di rinnovamento e cambiamento dei paradigmi dello sviluppo socio-economico che considera l’ecosostenibilità e la decarbonizzazione come fulcro delle attività umane.

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Nel nostro post odierno, ci occuperemo di capire che cosa s’intende per transizione ecologica, una tematica attuale come mai in precedenza. L’esigenza di “traghettare” la nostra società verso un modello di sviluppo che ha al centro la sostenibilità delle attività umane si traduce nella capacità di considerare la tutela dell’ambiente e della qualità di vita come fattori imprescindibili di una crescita sana.

Che cos’è la transizione ecologica

La “transizione ecologica” è la trasformazione della nostra società per raggiungere uno sviluppo sostenibile, che rispetti i limiti naturali della terra e delle risorse disponibili. La transizione ecologica ha anche un risvolto sociale importante, perché cambia il nostro modo di produrre, consumare e lavorare. Questa nuova visione di crescita socio-economica comporta un’importante revisione del tradizionale modello di sviluppo: l’ambiente diventa uno stakeholder fondamentale e le attività umane (produttive e non) devono minimizzare il loro impatto su di esso.

Talvolta ci si riferisce a questo fenomeno anche con la definizione di “rivoluzione green” o, nel contesto europeo, la parola chiave che la fa da padrone è green deal. A prescindere dalle sfumature verbali che contraddistinguono queste “etichette”, nella sostanza, la transizione ecologica considera il maggior equilibrio possibile tra uomo-pianeta come via di sviluppo in ogni ambito, economico-sociale in primis.

La transizione ecologica: il green deal europeo e l’agenda 2030 dell’ONU

Nel paragrafo precedente, abbiamo fatto riferimento al green deal europeo. Nel nostro continente, questo “patto per l’ecologica” è un tentativo politico di affrontare una delle più grandi sfide per la nostra umanità: convertire il nostro modello socio-economico per farlo diventare climaticamente neutrale nel 2050.

Oltre al focus sulle emissioni di gas ad effetto serra, il green deal europeo non trascura un aspetto molto importante per il concetto di transizione ecologica: quello della crescita economica che non sia necessariamente associata all’uso di risorse. Il cosiddetto modello economico circolare sintetizza questa visione dello sviluppo economico in una strategia di crescita attenta all’ecosistema.

Ciò si traduce, per esempio, nella considerazione dell’impatto ambientale sull’intero ciclo di vita di un prodotto e, in modo particolare, nella valorizzazione delle sue materie prime al termine della vita utile. L’attività di riciclaggio e di reintroduzione nel circolo economico di queste materie prime supera la vecchia visione dello smaltimento come rifiuto.

Per dare attuazione ai propositi della transizione ecologica, le istituzioni europee hanno previsto politiche che toccano:

  •   il clima;
  •   il comparto energetico;
  •   il settore industriale;
  •   l’agricoltura;
  •   i trasporti;
  •   l’ambiente;
  •   la ricerca e l’innovazione;
  •   lo stimolo con finanziamenti e misure fiscali per la svolta verso l’eco-sostenibilità. 

Oltre alle iniziative europee, anche a livello internazionale si lavora all’adozione di misure e modelli di sviluppo volti a promuovere una maggior considerazione dell’aspetto ecologico. Le Nazioni Unite, per esempio, hanno adottato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. 

In questo documento, l’ONU sintetizza la sua azione volta ad orientare la comunità internazionale allo sviluppo sostenibile in 17 obiettivi:

  •   sconfiggere la povertà;
  •   sconfiggere la fame;
  •   la salute e il benessere;
  •   l’istruzione di qualità;
  •   la parità di genere;
  •   l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari;
  •   l’energia pulita e accessibile;
  •   il lavoro dignitoso e la crescita economica;
  •   le imprese, l’innovazione e le infrastrutture;
  •   ridurre le disuguaglianze;
  •   le città e comunità sostenibili;
  •   il consumo e la produzione responsabili;
  •   la lotta contro il cambiamento climatico;
  •   la vita sott’acqua;
  •   la vita sulla terra;
  •   la pace, giustizia e istituzioni solide;
  •   la partnership per gli obiettivi.

Non da ultimo, anche le singole nazioni adottano dei documenti per determinare la transizione ecologica, le aree di intervento da parte delle istituzioni, le priorità, gli obiettivi e i criteri per valutarne il successo. Nel prossimo paragrafo, diamo uno sguardo al piano nazionale di transizione ecologica del nostro paese.

Scarica il riassunto dell'articolo in PDF

Il piano di transizione ecologica (PTE) dell’Italia

 

Tra le iniziative politiche del nostro paese volte a promuovere la sostenibilità, il Piano Nazionale di Transizione Ecologica (PTE) occupa un posto di primo piano. Anche in questo caso, la finestra temporale presa in considerazione per il raggiungimento degli obiettivi è entro il 2050: in quell’anno, il modello di sviluppo socio-economico dovrà essere climaticamente neutrale.

Il documento propone quindi i seguenti punti tematici:

  •   la decarbonizzazione (l’eliminazione di emissioni di gas serra derivanti dalle attività umane);
  •   la mobilità sostenibile (le maggiori appetibilità e fruibilità del trasporto pubblico);
  •   il miglioramento della qualità dell’aria (ridurre l’inquinamento al di sotto delle soglie di attenzione dell’OMS e raggiungimento di un sostanziale azzeramento);
  •   il contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico (sicurezza del territorio, tutela paesaggistica, protezione del patrimonio storico e artistico);
  •   il miglioramento delle risorse idriche e delle relative infrastrutture (efficientamento e potenziamento per fronteggiare siccità ed altre avversità);
  •   il ripristino e il rafforzamento della biodiversità (incremento e rafforzamento delle aree protette);
  •   la tutela del mare (protezione dell’ambiente marino, regolamentazione di attività di trasporto, pesca, acquacoltura e produzione di energia offshore);
  •   la promozione dell’economia circolare, della bioeconomia e dell’agricoltura sostenibile (promozione di un modello economico additivo e non sottrattivo delle risorse disponibili).

Il piano nazionale di transizione ecologico ha quindi una visione “sistemica” della necessità del green deal nel nostro paese e, in ragione della sua importanza strategica, è costantemente aggiornato con misure politiche volte al raggiungimento di questi obiettivi fondamentali per uno sviluppo a misura di ambiente e di uomo.

Cosa è il piano di transizione ecologia in Italia

Il PNRR e gli investimenti per la transizione ecologica

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, alla “missione 2” – che si focalizza sulla rivoluzione verde e transizione ecologica – sono messi a disposizione ben 55 miliardi e 520 milioni di euro, cioè il 28.56% dell’intero budget del PNRR.

Questi sono le principali componenti della missione 2 su rivoluzione verde e transizione ecologico:

  •   Gestione migliorata dei rifiuti (nuovi impianti e modernizzazione degli esistenti);
  •   Progetti di economia circolare (incremento della quota di riciclaggio delle materie prime);
  •   Creazione delle hydrogen valley in aree industriali dismesse (produzione e uso di idrogeno);
  •   Sviluppo di impianti agro-voltaici (riduzione di emissioni di gas serra);
  •   Miglioramento della rete elettrica (smart grid);
  •   Riduzione delle perdite idriche (su 45’000 km di rete dell’acqua potabile);
  •   Sviluppo di 250 km di rete di teleriscaldamento efficiente;
  •   20% di edifici di edilizia residenziale pubblica riqualificato (da classe G ad E);
  •   Riqualificazione di 14 città metropolitane (4’500 ettari di foreste urbane);
  •   Digitalizzazione dei 24 parchi nazionali e delle 31 aree marine protette.

Scarica il riassunto dell'articolo in PDF

Altri articoli
Come ridurre le emissioni di CO2 e quali sono le strategie di decarbonizzazione
Obiettivo Net Zero
Come ridurre le emissioni di CO2

Scopri come puoi ridurre le emissioni di CO2 all’interno della tua azienda e trarre vantaggio da questa transizione verso la maggior sostenibilità del tuo business

Leggi Tutto »
Cosa è e in cosa consiste il piano di efficientamento energetico al 2030 e 2050
Obiettivo Net Zero
Efficientamento energetico 2030

L’efficientamento energetico 2030 porta con decisione il concetto di eco-sostenibilità nel parco immobiliare dei paesi europei, definendo degli obiettivi ambiziosi per ridurre l’impatto ambientale di

Leggi Tutto »