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Come ridurre le emissioni di CO2

Scopri come puoi ridurre le emissioni di CO2 all’interno della tua azienda e trarre vantaggio da questa transizione verso la maggior sostenibilità del tuo business model.

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Tramite questo post, capiremo insieme come ridurre le emissioni di CO2 sia un’occasione unica per efficientare il modello di business di un’azienda, con ricadute positive a tutti i livelli. La decarbonizzazione delle attività economiche è infatti un passaggio ineludibile ed improcrastinabile per contribuire a plasmare un futuro modello socio-economico a misura d’uomo e rispettoso dell’ecosistema.

Ridurre le emissioni di CO2 per un futuro più sostenibile

A livello globale, sempre più dibattiti e conferenze attirano l’attenzione di famiglie, aziende, enti e stati sulla tematica della sostenibilità: come (e quanto) ridurre le emissioni di CO2 è uno tra i quesiti più discussi, tant’è vero che molteplici approcci sono proposti per affrontare queste sfide.

Le nostre società, nel loro insieme, sono chiamate a compiere scelte lungimiranti. Da una parte, le famiglie dovrebbe prediligere acquisti ecologici. Dall’altra, gli attori economici di tutti i settori si concentrano nella ricerca e nello sviluppo di prodotti e servizi che abbracciano il valore della eco-sostenibilità.

Nel mezzo, le istituzioni nazionali ed internazionali ricercano e definiscono standard ed incentivi per favorire la cosiddetta transizione ecologica, un “cambio di passo epocale” in cui ridurre le emissioni di CO2 è una delle priorità più stringenti.

Per le imprese, la problematica del come ridurre le emissioni di co2 impone l’esigenza di mappare l’intera catena di creazione del valore: in questo modo, si possono calcolare le emissioni indirette e quelle dirette. Le prime sono riferibili alle intermediazioni o gli approvvigionamenti esterni, mentre le seconde riguardano in primo piano l’attività svolta “in prima persona” dall’azienda. Si considerano quindi tutti i flussi aziendali, in modo tale da avere una big picture della situazione attuale.

Il Life Cycle Assessment (LCA) è quindi lo strumento impiegato per focalizzare l’attenzione sull’impatto ambientale di un prodotto, sull’intero ciclo di vita. Dalle risultanze di questa valutazione, si individuano le opportunità di miglioramento per apportare dei correttivi tali da migliorare, cioè ridurre, l’impatto ambientale.

Le principali fonti di emissioni di co2 nel nostro paese

L’intero sistema socio-economico deve dare il suo contributo per ridurre le emissioni di co2 e, a questo proposito, diamo uno sguardo ai settori che hanno una maggior impronta ecologica:

  • Comparto energetico: 34 % (in particolare da centrali elettriche a carbone e a gas);
  • Comparto industriale: 24% (in particolare da metallurgia, chimica, cemento e rifiuti);
  • Comparto agricolo: 22% (cura coltivazioni, fertilizzazioni, produzione semi,…);
  • Comparto trasporti: 14%;
  • Comparto edilizio: 6%.
Divisione delle emissioni di CO2 per settore e possibilità di riduzione

Le principali strategie di decarbonizzazione

Posto che il fine ultimo della decarbonizzazione è quello di giungere ad un modello socio-economico ad “impatto zero”, il raggiungimento di questo obiettivo (fissato per il 2050) presuppone l’adozione di una strategia di decarbonizzazione con una progressiva riduzione di emissioni.

Per conseguire l’obiettivo di una società decarbonizzata, troviamo principalmente tre strategie: l’elettrificazione, la promozione dell’uso dell’idrogeno per l’industria e i trasporti e, infine, l’economia circolare dei materiali. 

Vediamole brevemente qui di seguito.

L’elettrificazione per ridurre le emissioni

Tramite la cosiddetta elettrificazione si mira a soppiantare l’uso di energia fossile (petrolio, gas o carbone) con l’elettricità ottenuta in modo rinnovabile. Questo processo può essere condotto nell’ambito dei veicoli (sostituzione dei motori endotermici con quelli elettrici), oppure, nell’edilizia (sostituzione delle caldaie o dei fornelli a gas con le pompe di calore e i piani ad induzione).

La promozione dell’idrogeno in ambito industriale e per i trasporti

Il settore dell’industria (24%) e quello dei trasporti (14%) sono tra quelli che più contribuiscono alle emissioni totali di co2 dell’Italia. Ecco perché nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) troviamo misure volte a sostenere la promozione dell’idrogeno, in modo particolare tramite la realizzazione di hydrogen valley in quelle aree industriali ormai dismesse.

L’economia circolare dei materiali per diminuire le emissioni

Un altro punto dolente è quello del volume di produzione di rifiuti, causato in larga misura dai cicli di vita non ottimali dei prodotti e dallo scriteriato smaltimento indiscriminato di materie prime recuperabili e reintegrabili nel ciclo economico. Per superare queste dinamiche negative, si promuove quindi un modello di economia circolare, il quale prevede il recupero dei materiali che possono dare vita a nuovi prodotti dall’impronta ecologica decisamente più contenuta.

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Come ridurre le emissioni di co2 in azienda con scelte “digital” consapevoli

La digitalizzazione e la diffusione di soluzioni basate sull’AI sono spunti di riflessione interessanti anche nel dibattito su come ridurre le emissioni di CO2, giacché nell’assist fornito dalla tecnologia si identifica un prezioso aiuto anche nello sforzo di decarbonizzazione delle attività tradizionali.

Tuttavia anche i servizi digitali hanno un impatto ambientale: la crescente esigenza di energia per alimentare supercomputer, server farm ed algoritmi da addestrare a ritmi sempre più serrati, o lo smaltimento di componentistica elettronica che diventa obsoleta in tempi brevi, sono due esempi di ciò.

L’approccio ad una green IT è quindi la risposta a questo bisogno, che si può tradurre in primo luogo dall’alimentazione delle infrastrutture tramite energia rinnovabile prodotta in loco (ad es. tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici).

In secondo luogo, la riduzione dell’impatto ambientale aziendale passa per l’adozione del cosiddetto green software, cioè, di sistemi operativi e programmi che sono sviluppati considerando la minimizzazione dell’impatto ambientale sull’intera catena di valore. 

Le soluzioni “low code” e, in linea di principio, la razionalizzazione (anche in termini quantitativi) della componente di codice permettono di dare un ulteriore contributo alla sostenibilità delle scelte IT: la tecnologia supporta in questo senso un vero cambiamente ecosostenibile in azienda.

Nell’open source, infine, si intravede un’altra occasione per ridurre l’impatto ambientale delle soluzioni tecnologiche. La collaborazione di una community nello sviluppo e nell’ottimizzazione di un codice sorgente, permette di unire e massimizzare gli sforzi dei singoli sviluppatori in un progetto comune.

Come ridurre le emissioni di anidride carbonica: gli obiettivi e i piani UE

L’Unione Europea ha intrapreso un percorso orientato alla decarbonizzazione che si è concretizzato in diverse leggi e nel cosiddetto “green deal europeo”, il percorso verso la neutralità climatica.

Ad attirare l’attenzione sono soprattutto due degli obiettivi europei: il primo, la riduzione del 55 percento delle emissioni di gas serra entro il 2030 e, infine, la neutralità climatica entro il 2050. Quali sono quindi i comparti sui quali si concentrano prioritariamente gli interventi delle istituzioni europee?

Ridurre le emissioni di gas serra in ambito industriale tramite l’ETS

Nel settore industriale, ad esempio, c’è il sistema di scambio delle quote di emissione (Emission Trading Scheme o ETS) dell’Unione Europea, che mira a ridurre le emissioni riconducibili appunto all’industria. È interessante notare come all’interno del comparto siano presenti circa 11’000 attori, tra centrali di produzione energetica e impianti industriali. Lo scorso anno, l’ETS è stato aggiornato dal parlamento europeo con un obiettivo importante: entro il 2030, le emissioni devono essere ridotte al 62% rispetto ai valori del 2005.

Anche il settore dei trasporti è oggetto di attenzione da parte delle autorità europee. Nel trasporto aereo, ad esempio, è stato riformato il sistema di scambio dei diritti di emissioni o, ancora, si punta al recupero di olio da cucina o all’uso di carburanti sintetici per alimentare i motori dei velivoli. Il trasporto marittimo dovrà dare un contributo alla riduzione delle emissioni, fino a giungere ad un -80% (nel 2050) rispetto ai livelli del 2020. Anche gli autoveicoli dovranno dare il loro contributo a ridurre le emissioni. A questo proposito, possiamo ricordare l’obiettivo delle “emissioni zero di co2” per il 2035.

Ridurre le emissioni di gas serra tramite l’efficienza energetica

Un’altra tematica su cui l’Unione Europea punta in modo particolare è la promozione del risparmio energetico, soprattutto, per quanto riguarda il riscaldamento o il condizionamento degli ambienti. A questo proposito, l’UE pone l’accento sul miglioramento del parco immobiliare con lo scopo di raggiungere le “emissioni zero” entro il 2050.

In questo caso, le autorità europee hanno stabilito come ridurre le emissioni di gas serra attribuibili al comparto immobiliare (AGGIUNGI IL LINK) con un approccio che verte su 3 punti:

  •   il primo, è una strategia di rinnovamento degli edifici esistenti;
  •   il secondo, è l’obbligo di realizzare edifici nuovi che non producono emissioni (dal 2030);
  •   il terzo è invece la promozione dell’installazione di pannelli solari sui nuovi edifici.

Al termine di questa nostra breve disamina, puoi quindi comprendere come tutti gli attori del mondo economico sono chiamati a prendere parte a questa transizione ecologica.

Tutte le realtà imprenditoriali, piccole medie o grandi che siano, possono individuare – grazie all’assessment dell’impatto ambientale su tutta la catena di creazione del valore – delle opportunità di riduzione od eliminazione delle emissioni.

La maggior eco-sostenibilità del tuo business model si traduce in un maggior appeal del tuo brand, giacché il mercato richiede sempre più a gran voce l’attenzione all’impatto ambientale ridotto (o nullo). Quest’ultimo è diventato un vero e proprio valore imprescindibile per differenziarsi rispetto ai competitor.

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