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Il ruolo delle Regioni sulle comunità energetiche

Le Regioni hanno messo a disposizione risorse economiche per finanziare la progettazione e la creazione delle comunità energetiche, premiando chi é economicamente svantaggiato

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Filippo Luzzi

Esperto in metodi di gestione efficiente dell'energia

Summary

Con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, la costituzione di comunità energetiche rinnovabili diventa una delle principali iniziative per installare nuova potenza rinnovabile. Le comunità energetiche sono associazioni che producono, consumano e scambiano energia prodotta da fonti rinnovabili all’interno delle comunità stesse, contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra per kWh elettrico.

Tuttavia, la progettazione di queste comunità richiede tempo e risorse economiche. Qui entrano in gioco le Regioni, che stanno stanziando i fondi del settennio FES-FESR e PNRR alla costituzione delle comunità energetiche. Si parla sempre di milioni di euro e sono inclusi sia la progettazione, ovvero costi di consulenza e legali, sia lo sviluppo e quindi l’installazione delle fondi rinnovabili. 

Regione Lazio, inoltre, ha create campagne di sensibilizzazione attraverso metodi diversi. Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana, si sono accodate mettendo a disposizione ingenti risorse economiche. La prerogativa é quella di avvantaggiare i soggetti economicamente svantaggi, le aree in via di spopolamento e migliorare le situazioni di povertà energetica.

Verso lo studio e la progettazione delle comunità energetiche

Con l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, la costituzione di comunità energetiche rinnovabili diventa una delle principali iniziative da sviluppare per installare nuova potenza rinnovabile e raggiungere l’obiettivo.

Piano di riduzione delle emissioni di CO2 del 55% al 2030

Percorso dell’UE verso una prosperità economica duratura e la neutralità climatica, 1990-2050. Fonte: UE

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Lo scopo delle comunità energetiche è quello di produrre, consumare e scambiare energia prodotta da fonti rinnovabili all’interno delle comunità stessa. Questo permetterà di generare energia non solo non emettendo gas serra, ma anche non andando a stressare le linee di alta tensione ed aumentando l’efficientamento energetico del nostro paese. 

In termini operativi, lo sviluppo di comunità energetiche porterà una grande quantità di nuovi impianti rinnovabili che stanno per essere installati sulla nostra penisola, dopo che ARERA ha sbloccato la questione sul tema grazie alla nuova direttiva dando il là alle progettazioni delle prime comunità energetiche. Inoltre, il distributore ha appena pubblicato le cabine primarie nel proprio sito, quindi si potranno visualizzare le aree in cui nasceranno le comunità energetiche

La progettazione e lo sviluppo delle comunità energetiche non è solo un impegno in termini di tempo ma anche in termini di costi. Le società che si muovono in questo settore, infatti, stanno proponendo studi di fattibilità alle aziende, Comuni, privati che vogliono prendere parte a questa rivoluzione energetica. Gli studi di fattibilità prevedono una serie di azioni da parte dei proponenti, come per esempio:

  • Raccolta adesioni per la partecipazione
  • Studio dei consumi dei partecipanti
  • Individuazione aree di installazione
  • Modello economico-finanziario della comunità

Il ruolo delle Regioni nelle comunità energetiche

Se lo studio di fattibilità richiede tempo e risorse economiche, servono degli attori che agevolino i costi da sostenere per rendere le comunità energetiche accessibili. Sia per gli impianti rinnovabili da installare che per la progettazione sono stati stanziati molti fondi da parte dell’europa.

Qui entrano in gioco le Regioni che sono, molto probabilmente, gli enti che svolgono il ruolo più importante all’interno del PNRR e dello sviluppo delle comunità energetiche.

Le Regioni, per natura, sono gli enti che recepiscono le direttive nazionali e le mettono in atto, andando a suddividere i fondi che arrivano dall’Unione Europea. Negli anni abbiamo visto arrivare molti fondi, grazie ai quali é possibile sviluppare e dare accesso a tutti alle nuove iniziative proposte nel nostro Paese. 

Sul tema delle comunità energetiche, fino a poco tempo fa, si pensavo che solamente il PNRR ne avrebbe facilitato lo sviluppo. Quello che invece é stato, é che parte dei fondi FES – FESR sono stati stanziati per energia e ambiente, più in particolare per le comunità energetiche. Alcune Regioni hanno già aparto e concluso le applicazioni, mentre altre sono ancora in fase di partenza. 

Come le Regioni promuovono lo sviluppo delle comunità energetiche

Vediamo insieme come si stanno muovendo le Regioni per lo sviluppo delle comunità energetiche e come queste intendono aiutare sia in fase di creazione che in fase di sviluppo.

Regione Lazio e comunità energetiche

Il primo esempio è quello della Regione Lazio che ha stanziato 1 milione di euro per finanziare gli studi di fattibilità delle comunità energetiche. I compensi previsti andavano dai 6.000€ ai 13.000€, dove l’adesione doveva essere presentata dal soggetto promotore della comunità. 

La Regione Lazio si è mostrata molto attiva su questo ambito, infatti prima di presentare il bando per la progettazione aveva avviato un’iniziativa di sensibilizzazione al tema delle comunità energetiche. Questa iniziativa comprendeva opuscoli e flyer informativi, oltre che guide per la creazione di una comunità energetica e newsletter sul tema. Questa iniziativa ha coinvolto ad oggi:

  • Cittadini: 515
  • Enti: 53
  • Imprese: 97
Schema dei finanziamenti FESR messi a disposizione dalla regione Lazio per lo sviluppo delle comunità energetiche

Fonte: Regione Lazio, fondi per lo sviluppo delle comunità energetiche

Regione Emilia - Romagna e comunità energetiche

Regione Emilia-Romagna, che con la delibera di Giunta regionale n.2151 del 5 dicembre 2022 ha confermato l’intenzione di incentivare le comunità energetiche attraverso la concessione di contributi economici beneficiari del contributo sono le CER costituite in conformità con la Dir. 2018/1001/UE. 

La Regione ha messo a disposizione delle risorse economiche per coprire i costi per la predisposizione degli studi di fattibilità e per la costituzione delle comunità. Il totale dei fondi é di 2 Milioni di Euro. Questo é stato fatto per i motivi ambientali, sociali ed economici, come condiviso da tutte le Regioni. Soprattutto per i motivi sociali, lo scopo é quello di il coinvolgimento di soggetti economicamente svantaggiati, al fine di combattere la povertà energetica.

Su questi 2 Milioni di Euro stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, il contributo andrà a coprire l’80% dell’investimento in conto capile, ovvero a fondo perduto. Si potrà arrivare al 90% nel caso in cui:

  • la comunità energetica sia situata in aree montane ed interne del territorio regionale, al fine di contrastarne l’abbandono e favorirne il popolamento;
  • alla comunità partecipi un soggetto economicamente svantaggiato o Enti del terzo settore, enti proprietari e di gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale

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Regione Toscana e comunità energetiche

Regione Toscana si sta muovendo, anche se con un pò di ritardo. In data 1 Marzo 2023 é avvenuto l’incontro aperto in cui sono state rese note le prossime mosse della regione in merito ai bandi ed ai fondi FES-FESR 2021-2027. L’incontro ha trattato varie tematiche ed anche la parte di energia ed ambiente. Su questa area tematica, si sono discussi temi come efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, installazione di fonti rinnovabili e sviluppo di comunità energetiche.

In merito proprio alle comunità energetiche, hanno dichiarato di aver stanziato 20 Milioni di euro. Questi 20 Milioni di euro derivano sia dal PNRR sia dal FES-FESR 2021-2027 e saranno aperti i bandi non appena usciranno le direttive ed il GSE farà chiarezza sugli aspetti tecnici. Cosa viene finanziato con questi 20 Milioni? Verrà finanziata l’installazione di impianti, che siano fotovoltaici, eolici o di qualsiasi fonte rinnovabile. I finanziamenti saranno in conto capitale per il 35% ed andranno a coprire anche ogni spesa necessaria alla costituzione della comunità energetica, che siano spese legali o di consulenza. Ci sono, ovviamente, dei criteri di ammissibilità e di premialità per questi bandi.

Criteri di ammissibilità:

  • Presenza di uno studio dei consumi energetici
  • Presenza per l’intervento di requisiti minimi in materia di energia
  • Presenza di comunità energetiche già costituite

Criteri di premialità:

  • Presenza di soggetti economicamente svantaggiati all’interno della comunità energetica
  • Presenza di forme di equità sociale per contrastare la povertà energetica
  • Operazione localizzata in un Comune classificato “area interna”
  • Progetto che prevede contestualmente interventi per la rimozione di amianto

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