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Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: cosa c’è da sapere

L’Italia ha mai fatto concretamente qualcosa per frenare la situazione climatica sempre più instabile che negli ultimi anni ha investito le nostre regioni? Scopri in cosa consiste il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e come interessa la tua azienda.

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

In questo articolo capiamo insieme che cos’è il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), quali sono i suoi obiettivi e come si struttura. Approfondiamo inoltre la tematica della Valutazione Ambientale Strategica e concludiamo con soluzioni tangibili che Ollum prevede per portare la sostenibilità in azienda.

Che cos’è il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici?

Il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici viene approvato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica con il decreto n.434 del 21 dicembre 2023. Il PNAAC è un passo fondamentale per la pianificazione e l’attuazione delle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici che l’Europa sta spingendo da tempo, in particolar modo per l’Italia dove la situazione è ormai chiaramente al limite. Basta guardare il telegiornale per capire che ormai non c’è tantissimo tempo per mettere un freno alla situazione del cambiamento climatico. 

La situazione in Italia

I cambiamenti climatici in Italia e nel resto d’Europa sono segnali impossibili da ignorare. Il mondo è sempre più vicino alla mezzanotte, ma siamo sempre in tempo per recuperare e migliorare la situazione attuale. Siamo sempre più consapevoli che la sostenibilità è una necessità e non uno slogan da portare in azienda, una scelta quotidiana con cui sicuramente ti confronti ogni giorno.

Da tempo l’Europa chiede all’Italia l’attuazione di un Piano Nazionale.

Questo piano segna, di fatto, un passo significativo verso la protezione del nostro territorio per la creazione di un ambiente più sano per le prossime generazioni. Sicuramente l’obiettivo è quello di limitare i danni già fatti e riportare la situazione quanto più possibile vicina alla soglia della normalità. L’Italia, in particolare, con la sua diversità morfologica, è particolarmente vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici che hanno investito il mondo negli ultimi anni. Fenomeni straordinari come dissesti idrogeologici, alluvioni mai viste prima, siccità e ondate di caldo sono ormai all’ordine del giorno. Ormai sono quasi la normalità per la popolazione. 

Diventa fondamentale comprendere che l’impatto di questi cambiamenti climatici è devastante e che bisogna sviluppare strategie alternative, misure efficaci e un cambiamento nella cultura collettiva per proteggere il territorio italiano.

Come stiamo attuando questi buoni propositi?

La risposta attuativa alle richieste dell’Europa da parte dello Stato italiano è il PNACC, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici

La situazione secondo il PNACC

Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) mette in evidenza le principali conseguenze principali in Italia del cambiamento climatico.

Diminuzione della frequenza delle precipitazioni

Il Piano mette in evidenza come in Italia negli ultimi anni si sia abbassato il volume delle precipitazioni e come questo sia diventato instabile nel tempo. Questo rappresenta una delle principali conseguenze del cambiamento climatico. In particolare, la variabilità delle precipitazioni e l’aumento dei periodi di siccità possono incidere notevolmente sulla produzione idroelettrica e sulla gestione delle risorse idriche.Questa conseguenza è dovuta anche alla fusione dei ghiacciai e alle variazioni dei regimi fluviali che si presentano anch’essi fluttuanti. Anche l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico per uso domestico e industriale vengono influenzati dalla diminuzione della frequenza delle precipitazioni, come individuato nel PNACC.

Incremento dei periodi di siccità

Il piano nazionale individua che nel 2022, in particolare, l’Italia è stata segnata da temperature molto elevate e precipitazioni ben inferiori alla media, soprattutto nel Nord della penisola. Il territorio ha sperimentato condizioni di siccità severa ed estrema, come mai prima. Questo fenomeno ha un impatto significativo sull’agricoltura e le risorse idriche. La siccità ha compromesso la disponibilità per l’acqua per l’irrigazione con la conseguenza di una riduzione dei raccolti e di un’economia danneggiata enormemente. La sfida ha riguardato e riguarda anche la gestione delle risorse idriche per uso industriale, agricolo e domestico anche sotto questo punto di vista. Altro pericolo messo in evidenza dal PNACC è la perdita di biodiversità e alterazione degli habitat proprio per lo stress subito dagli ecosistemi presenti sul territorio italiano. 

cambiamenti climatici: siccità

Incremento della temperatura media

L’aumento delle temperature sta influenzando in modo importante il settore della produzione termoelettrica. In particolare, la questione riguarda il raffreddamento degli impianti. La siccità e la carenza idrica del 2022 hanno già avuto impatti significativi su questo settore, con la necessità di spegnimento di alcuni impianti per mancanza di acqua. Le temperature più elevate poi possono modificare le condizioni climatiche ottimali per diverse colture, con impatti negativi sui raccolti. Anche i fiumi sono “vittime” di questo incremento della temperatura che vedono ridurre i livelli di ossigeno nei corsi d’acqua, danneggiando fauna e flora dei sistemi acquatici. 

L’incremento della temperatura media riguarda e riguarderà le regioni in modi differenti, che potrebbero sperimentare in modi differenti i cambiamenti dovuti al fenomeno.

Innalzamento del livello dei mari ed erosione delle coste

Il cambiamento climatico sta avendo effetti diretti come frane e alluvioni, specialmente nel Centro-Nord Italia. L’innalzamento del livello del mare sta mettendo a rischio le coste italiane, con un impatto significativo sul consumo del suolo e sulla biodiversità. L’elevato consumo di suolo nelle aree costiere italiane, dove il 16% è già soggetto a erosione, è aggravato dall’innalzamento del livello del mare e dall’intensificazione del moto ondoso. Questo minaccia ovviamente anche l’agricoltura, che si vede di fatto ridurre la resa di alcune colture. 

cambiamenti climatici

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Che cos’è il PNACC?

Il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici si pone come obiettivo di fornire una guida chiara e puntuale che fornisce una lista di azioni da attuare per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

La riduzione della vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali ed economici in Italia e la loro resilienza sono di primaria importanza per il PNACC.

Sicuramente di primaria importanza sono la riduzione della vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali ed economici dall’impatto dei cambiamenti climatici e della loro resilienza. 

Questa sfida coinvolge la società ad ogni livello, incluso il tessuto industriale e imprenditoriale. Hai una responsabilità e un’opportunità da cogliere ma bisogna farlo in modo organizzato e puntuale. Un esempio di questo approccio è il piano di sostenibilità aziendale che definisce le strategie e le azioni per minimizzare l’impatto ambientale dell’azienda che rappresenti.

Questa sfida coinvolge il governo, gli enti locali, la società ad ogni livello, compreso quello del tessuto industriale e imprenditoriale che opera sul territorio italiano. Tra questi ci sei anche tu: scopri come noi di Ollum possiamo aiutarti a ridurre l’impatto ambientale della tua azienda.

La strada che ha portato al PNACC

L’adozione di una strategia concreta di adattamento ai cambiamenti climatici per far fronte ai rischi derivanti dal loro impatto e mitigare tale azione è urgente. 

Gli obiettivi del piano nazionale di adattamento dei cambiamenti climatici sono stati specificati già nel 2015, quando si è adottata una Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (SNAC). Questa ha condotto ad un’analisi approfondita dello stato delle conoscenze scientifiche sull’impatto e la vulnerabilità ai cambiamenti climatici sui principali settori ambientali e socioeconomici e proponendo una serie di azioni atte ad affrontare le conseguenze di questi cambiamenti e a ridurre gli effetti. Successivamente, l’Italia ha recepito gli indirizzi suggeriti dall’Europa e si è arrivati al Piano nazionale sull’adattamento ai cambiamenti climatici.

La risorsa fondamentale che vede attuabile il PNACC è la piattaforma nazionale sull’adattamento ai cambiamenti climatici nata nel mese di ottobre del 2022. 

La Piattaforma nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici

La Piattaforma nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici viene lanciata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Questo strumento fornisce dati per sensibilizzare e informare i cittadini alla tematica del cambiamento climatico nel nostro paese. In questo modo, pianificare e attuare le azioni di adattamento risulta molto più semplice ed efficace. 

Mentre il PNACC fornisce un quadro giuridico di riferimento, un’analisi approfondita del quadro climatico italiano, la valutazione dell’impatto dei cambiamenti climatici in ogni settori socio-economico ed ambientale e, ancora, una serie di misure e di azioni concrete; la piattaforma nazionale permette di conoscere i cambiamenti climatici e comprenderne le conseguenze, fornire dati e indicatori facilmente consultabili dai cittadini e attivare il singolo cittadino, spronando a dare il proprio contributo e conoscere la situazione nella propria zona.

Le prossime azioni previste dal PNACC

In risposta al cambiamento climatico sempre più importante, il PNACC prevede azioni altrettanto forti. Sono oltre 360 quelle individuate nell’ultima versione del piano per contrastare i futuri scenari. Queste sono suddivise tra interventi nazionali e regionali che impattano a seconda dei settori cruciali individuati per la zona di competenza. Sono compresi agricoltura, energia, risorse idriche, trasporti e altri ambiti fondamentali, comprese le industrie del settore produttivo e il loro impatto ambientale

Queste azioni vengono categorizzate a seconda della natura e modalità di attuazione:

  • soft (non è necessario un intervento strutturale diretto);
  • green (soluzioni basate sulla natura);
  • grey (interventi materiali diretti su impianti, tecnologie e infrastrutture). 

Noi di Ollum possiamo aiutarti ad intervenire su più livelli, supportando la tua azienda laddove interessata da uno o più azioni previste dal PNACC. Contattaci

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