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Impronta ambientale: cos’è e come si misura

Il metodo dell’impronta ambientale permette di rapportare il consumo di risorse all’effettiva disponibilità delle stesse sul pianeta: grazie al risultato ottenuto, possiamo capire quanto un’attività sia sostenibile (o meno).

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Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Nell’epoca storica della transizione verso una società decarbonizzata, si parla spesso di impronta ambientale e dell’impatto che le attività umane hanno sul nostro eco-sistema. Scopri con noi come, grazie al calcolo dell’impronta ambientale, puoi stabilire quanto il business model della tua azienda sia concretamente sostenibile e quali possono essere i margini di miglioramento per la tua attività d’impresa.

Che cos’è l’impronta ambientale?

Per introdurre la tematica dell’impronta ambientale, possiamo ricorrere ad un’immagine molto significativa, un comodo parallelismo: il solco dell’orma che il piede di una persona imprime nel terreno. Allo stesso modo in cui camminando lasciamo un segno sotto di noi, anche tutte le attività economiche possono avere un impatto più o meno profondo (significativo) sul nostro ecosistema.

Con l’aiuto dell’impronta ecologica – e, in particolare, della sua metodologia e il suo calcolo – possiamo capire l’impatto ambientale provocato dalle singole attività. Il nostro ecosistema, infatti, ci mette a disposizione delle risorse che non sono infinite, suddivisibili tra quelle rinnovabili e quelle fossili.

L’uomo, da una parte, dispone di soluzioni tecnologiche per produrre tutto ciò di cui ha bisogno, che sfrutta nei processi di trasformazione (con soluzioni più o meno virtuose ed efficienti, a seconda dei casi). Il pianeta, dall’altra, è in grado di rigenerare (fino a un certo punto) le risorse che mette a disposizione.

Nel mezzo, ci sono le scelte compiute per produrre dei prodotti (o erogare dei servizi) che, prima o poi, arriveranno alla conclusione del loro ciclo di vita – diventando potenzialmente dei rifiuti.

I modelli di sviluppo e realizzazione di prodotti e servizi che prediligono una logica lineare – cioè, di sfruttamento tout court di nuove risorse e dello smaltimento senza recupero delle materie prime a fine del ciclo di vita – si caratterizzano da un’impronta ambientale molto pesante.

Viceversa, i business model che abbracciano un modello di economia circolare, dando più spazio alle materie prime riciclate o impiegando energie rinnovabili durante i processi di trasformazione, determinano come risultato un’impronta ambientale potenzialmente più leggera.

Nel prossimo paragrafo, vediamo quindi concretamente come si può implementare questo concetto all’interno di un’azienda, focalizzandoci su alcuni aspetti che rientrano in linea di conto.

Come si svolge il calcolo dell’impronta ambientale?

Premettiamo un aspetto importantissimo: il calcolo dell’impronta ambientale non è un metodo applicabile solo alle aziende, bensì, si applica ai sistemi paese, alle persone, ad una precisa comunità o, infine, anche al singolo prodotto o servizio preso in considerazione.

Per promuovere un‘uniformità nello svolgimento del calcolo dell’impronta ambientale, la Commissione Europea ha deciso di proporre la Raccomandazione 2013/179/UE, dove si trovano indicazioni per svolgere i calcoli su prodotti o organizzazioni tenendo conto del loro ciclo di vita completo.

Questo approccio considera quindi tanto gli aspetti di:

  • progettazione;
  • input (come ad es. le materie prime, i fornitori, le catene di approvvigionamento, impronta idrica …);
  • trasformazione (lavorazioni, energia, scarti, sviluppo, …);
  • output (dalla comunicazione della disponibilità sul mercato fino consegna al cliente, senza trascurare la fase di assistenza post-vendita e lo smaltimento in fase EOL).

Ciò significa quindi che si computano tutte le attività indirette e anche gli impatti associati.

I risultati ottenuti possono quindi suggerire l’implementazione di strategie ed obiettivi ESG tramite i quali migliorare la sostenibilità complessiva dei prodotti (o delle organizzazioni).

Gli indicatori che si possono prendere in considerazione per il calcolo dell’impronta ambientale possono riguardare:

  • la quantità di acqua dolce di cui si fa uso per realizzare beni o prestare servizi, nonché quella che inevitabilmente deve consumare il fruitore del bene o servizio;
  • la quantità di emissioni (Co2, N2o, perfluorocarburi, …) che si genera tramite l’attività produttiva;
  • la quantità di risorse naturali usate per la produzione;
  •      

A questo punto, potresti chiederti quali possono essere i potenziali benefici ottenibili dal calcolo dell’impronta ambientale per la tua azienda: vediamoli nelle prossime righe.

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I vantaggi derivanti dal fatto di conoscere l’impronta ambientale

In primo luogo, sulla scorta del risultato ottenuto puoi individuare tutte le opportunità di miglioramento del tuo business model per renderlo più sostenibile. Da una parte ciò significa dare un contributo concreto per raggiungere l’obiettivo di una società carbon neutral, ma non solo.

Ancora una volta, ti ricordiamo che ecologia fa rima con economia! Il mercato è sempre più sensibile alle tematiche green e alla sostenibilità: ciò si traduce spesso nel fatto che si scelgono prodotti dall’impronta ambientale più contenuta.

Rendere i tuoi prodotti più sostenibili significa recepire le richieste dei tuoi potenziali clienti: se non sei tu a farlo, nel frattempo, lo faranno i tuoi concorrenti. D’altro canto, ci sono anche altre interessanti opportunità da cogliere per un’impresa attenta alla crescente sostenibilità.

Le amministrazioni pubbliche, ad esempio, sono chiamate a promuovere il green procurement come modello di riferimento per i loro acquisti. Le istituzioni finanziarie, dal canto loro, propongono forme di finanziamento agevolato per chi implementa strategie ed obiettivi ESG.

Cogli le migliori opportunità di sviluppo per la tua azienda che questa epoca di transizione ecologica ti mette a disposizione: per chiedere maggiori dettagli sull’impronta ambientale e saperne di più sul suo calcolo, prendi subito contatto con noi tramite il modulo online o il numero di telefono.

Quali sono i vantaggi del calcolo dell'impronta ambientale

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