Cerca

Green public procurement e criteri CAM: a che punto siamo

L’affermazione del modello del green public procurement appoggia sui criteri ambientali minimi: facciamo il punto della situazione sui CAM attualmente in vigore.

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

In questo articolo vedremo insieme come evolve l’implementazione del green public procurement In Italia, con un occhio di riguardo sui criteri ambientali minimi. La transizione verso la razionalizzazione e la sostenibilità dell’amministrazione pubblica passa per i cosiddetti “appalti verdi”, per i quali i CAM sono un punto di riferimento imprescindibile.

Cos’è il green public procurement (o GPP)

Per fungere da volano dello sviluppo di un’economia più attenta al rispetto dell’ambiente, l’amministrazione pubblica si fa promotrice di una politica di acquisto di prodotti e servizi votata al modello del cosiddetto green public procurement. Questa potrebbe essere, in estrema sintesi, una risposta alla domanda cos’è il green public procurement (o GPP). Per delineare in modo più concreto cosa sono gli appalti verdi, però, dobbiamo introdurre un’altra definizione molto nota tra gli addetti ai lavori: quella dei criteri ambientali minimi (CAM).

Ogni appalto pubblico ha di per sé dei criteri di aggiudicazione. I CAM, a questo proposito, riflettono la componente di “attenzione nei confronti dell’impatto ambientale” nell’ambito degli appalti, in modo tale che l’attore pubblico sostenga attivamente l’evoluzione verso un’economia più sostenibile.

I criteri ambientali minimi sono quindi a tutti gli effetti dei requisiti che si applicano nelle diverse fasi del processo di acquisto da parte dell’amministrazione pubblica, e trovano applicazione non solo per quanto riguarda i prodotti, ma anche per i servizi e i progetti in un’ottica di valutazione dell’intero ciclo di vita.

Come funziona il green public procurement in italia e quali sono i requisiti da rispettare

Scarica il riassunto dell'articolo in PDF

I Criteri ambientali minimi (CAM): qual è la situazione attuale?

Il concetto del green public procurement non è circoscritto ovviamente ad un solo settore e, anzi, nel corso degli anni sono stati individuati ed adottati dei criteri CAM che interessano sempre più prodotti, lavoratori ed aziende del nostro paese.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica definisce i CAM tramite appositi decreti ministeriali. Ad oggi, i settori che sono interessati da questi criteri ambientali minimi sono:

  1. Arredi per interni (fornitura, servizio di noleggio e servizio di estensione della vita utile di arredi per interni)
  2. Arredo urbano (progettazione di parchi giochi, fornitura e posa di prodotti per l’arredo urbano e arredi per gli esterni, nonché servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria di prodotti per arredo urbano e arredi per esterni)
  3. Ausili per l’incontinenza (fornitura)
  4. Calzature da lavoro e accessori in pelle (calzature da lavoro non DPI e DPI, articoli e accessori in pelle)
  5. Carta (acquisto di carta per copia e carta grafica)
  6. Cartucce (toner e getto d’inchiostro, servizio integrato di raccolta di cartucce esauste, preparazione per il riutilizzo e fornitura)
  7. Edilizia (servizi di progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi)
  8. Eventi culturali (servizio di organizzazione e realizzazione eventi)
  9. Illuminazione pubblica (acquisizione di sorgenti luminose e apparecchi per l’illuminazione pubblica, servizio di progettazione di impianti)
  10. Illuminazione pubblica (servizio)
  11. Lavaggio industriale e noleggio di tessili e materasseria
  12. Pulizie e sanificazione (servizio in edifici e ambienti ad uso civile, sanitario e prodotti detergenti)
  13. Rifiuti urbani e spazzamento stradale (servizio raccolta e trasporto rifiuti urbani, servizio pulizia e spazzamento strade, fornitura dei relativi veicoli, contenitori e sacchetti per la raccolta)
  14. Ristorazione collettiva (servizio e fornitura di derrate alimentari)
  15. Ristoro e distributori automatici (servizi di ristoro e distribuzioni di acqua di rete potabile)
  16. Servizi energetici per gli edifici (servizi energetici, illuminazione e forza motrice, riscaldamento/raffrescamento per gli edifici)
  17. Stampanti (stampa gestita, servizio di noleggio stampanti e apparecchiature multifunzione per ufficio; acquisto o leasing di questi apparecchi)
  18. Tessili (fornitura e noleggio di prodotti tessili, servizi di restyling e finissaggio)
  19. Veicoli (acquisto, leasing, locazione, noleggio di veicoli per il trasporto su strada e servizi di trasporto pubblico terreste, servizi speciali di trasporto passeggeri su strada)
  20. Verde pubblico (servizio di gestione e fornitura prodotti per la cura del verde)

Nel corso del 2023, gli aggiornamenti dei criteri ambientali minimi si sono focalizzati su:

  • parchi giochi, arredo urbano e arredi per esterni
  • fornitura e noleggio di prodotti tessili
  • servizi di ristoro e distribuzione di acqua potabile
Quali sono i settori che devono rispettare i cam durante le gare pubbliche

Gli appalti verdi e il ruolo della certificazione EPD

L’opportunità degli appalti verdi non può essere ignorata da ogni azienda che assume un ruolo proattivo di fronte all’evoluzione dell’economia verso modelli più sostenibili. Per proporre i tuoi prodotti “environmental friendly” nell’ambito del green public procurement, però, hai bisogno di una certificazione EPD.

La “Environmental Product Declaration” è una dichiarazione tramite la quale puoi certificare che il tuo prodotto (processo o servizio) è realmente eco sostenibile. Tramite questa certificazione, quindi, la tua azienda può proporsi come un partner green credibile agli occhi di tutti i suoi interlocutori.

Sulla scorta dell’analisi del ciclo di vita del prodotto (sin dalle materie prime fino allo smaltimento del rifiuto), questa certificazione espone in modo autorevole ed imparziale il relativo “bilancio ambientale”. L’oggettività dei dati e la loro confrontabilità rendono la EPD una preziosa risorsa per dimostrare l’effettivo impatto ambientale di qualunque tipologia di prodotto.

Scarica il riassunto dell'articolo in PDF

La sostenibilità come chiave per lo sviluppo della tua azienda

Il riorientamento dell’economia verso modelli di sviluppo dall’impatto ambientale più ridotto è forse l’espressione più chiara di questo “nuovo corso” che interessa da vicino consumatori, imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche.

Il green public procurement, in questo senso, si pone come una vera e propria leva attraverso la quale l’attore pubblico stimola lo sviluppo di prodotti e servizi che poggiano su modelli di life cycle thinking capaci di creare filiere di valore aggiunto all’insegna della sostenibilità in ogni fase.

Ecco perché anche la tua azienda, a maggior ragione se attiva in un settore per il quale sono stati già individuati dei CAM di riferimento, non può fare a meno di considerare la sostenibilità dei suoi prodotti (certificata con dati concreti come quelli riportati su EPD) quale strategia di crescita a prova di futuro.

Le opportunità offerte dai cosiddetti appalti verdi sono un ulteriore incentivo per contraddistinguere i prodotti della tua azienda di quell’impronta innovativa, e di quella sensibilità e responsabilità a livello ecologico, che la società intera richiede sempre più a gran voce.

Per differenziarti dai tuoi concorrenti, investi sul valore più importante quando si parla di sostenibilità: la fiducia che i clienti possono avere nei confronti di prodotti e brand che dimostrano, con certificati come il life cycle assessment, di essere veramente attenti all’ambiente.

Solo in questo modo puoi provare al mercato, nel suo complesso, che l’impegno della tua azienda nei confronti delle tematiche ambientali va ben oltre i semplici buoni propositi e gli slogan. Il rischio, altrimenti, è sempre quello di essere etichettati come i marketer del greenwashing.

Altri articoli