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Che cos’è l’End of Waste?

Quando un rifiuto diventa un prodotto utile al mercato? Quando rispetta la regola dell’end of waste. Parliamo insieme di che cos’è l’EoW e perché se ne parla tanto in Europa. Diamo uno sguardo allo stato dell’arte delle direttive europee sull’argomento e, in particolare, sull’End of Waste sugli inerti e altri materiali minerali. Cominciamo?

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Si parla di end of waste quando si parla di cessazione della qualifica di rifiuto ovvero del recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale perde la connotazione di rifiuto per diventare prodotto di nuovo utile.

Che cos’è l’end of waste e come è regolamentato

L’end of waste ci riferisce al processo con il quale un rifiuto diventa nuovamente riutilizzabile. I criteri di questo percorso sono regolamentati dalla normativa europea sui rifiuti contenuta nella direttiva 2006/12/CE e poi adottata dall’articolo 6 della direttiva 2008/98/CE e recepiti successivamente dal nostro ordinamento con l’articolo 184 del decreto legge n.152 del 2006 (direttiva quadro in materia di rifiuti). Questa pone come priorità in materia di gestione dei rifiuti il processo di recupero che permette ad un rifiuto di tornare ad essere prodotto, l’end of waste appunto.

Quando avviene l’end of waste?

Un rifiuto torna ad essere un prodotto spendibile sul mercato se segue alcuni criteri e soddisfa tutte le condizioni dell’art. 6 della direttiva quadro, come modificata dalla Direttiva 2018/851/UE:

  • deve essere utilizzato per scopi specifici
  • deve esistere un mercato o una domanda per la sostanza o l’oggetto di cui stiamo parlando
  • l’oggetto o la sostanza devono soddisfare i requisiti tecnici previsti per lo scopo da assurgere e rispettare normative e standard richiesti e già esistenti
  • l’impatto dell’uso del prodotto o sostanza non devono impattare sulla salute delle persone e dell’ambiente.

Le operazioni di recupero possono anche riguardare semplicemente l’azione di controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni. Questo significa che l’ispezione di un materiale definito come rifiuto, al fine di verificare se può smettere di essere tale, è considerata un’operazione di recupero a tutti gli effetti. 

recovery

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End of Waste: materie prime e materie secondarie

Prima dell’attuazione dell’articolo 184-ter del codice ambientale, la trasformazione dei rifiuti arrivati alla fine della loro vita era classificata come materie prime secondarie (MPS) e non erano considerati rifiuti. Queste derivano da processi di recupero specificati in vari decreti e da procedure autorizzative ordinarie. Se non venivano utilizzate, venivano di nuovo considerate rifiuti. 

Con l’articolo 184-ter e l’introduzione del concetto end of waste è più semplice distinguere tra materiali che sono ancora rifiuti e quelli che non lo sono più diventando prodotti a tutti gli effetti che hanno una funzione utile, sostituendo materiali che sarebbero stati usati  e contribuendo alla sostenibilità e alla riduzione dell’impatto ambientale. 

Negli ultimi due anni, ci sono stati tre importanti aggiornamenti legislativi in Italia relativi all’end of waste:

  • DL Sblocca Cantieri (DL 32/2019 convertito);
  • DL Crisi aziendali (DL 101/2019 convertito);
  • DL Semplificazioni (DL 77/2021).

Questi decreti da un lato hanno semplificato il quadro normativo dell’end of waste in Italia e dall’altro hanno lasciato spazi di incertezza a causa della mancanza di decreti attuativi in materia.

end of waste

Il sistema REcer

Gli aggiornamenti legislativi relativi all’end of waste hanno anche permesso di creare il Sistema REcer, strumento fondamentale per la gestione delle autorizzazioni relative al’EoW. 

Si tratta del registro nazionale delle autorizzazioni al recupero e svolge un ruolo chiave nel processo di trasformazione dei rifiuti in risorse in conformità con le normative stabilite. 

Decreto End Of Waste: inerti, come utilizzarli

L’end of waste riguarda anche i rifiuti inerti. In particolare gli ultimi decreti consentono di gestire i rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni e permetterà loro di tornare ad essere prodotti utili ed utilizzabili. 

Il recente Decreto 27 settembre 2022 n. 152, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, segna un passo importante nel campo dell’end of waste per i rifiuti inerti. Questo decreto si concentra specificamente sui rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione e su altri rifiuti inerti di origine mineral. Il decreto stabilisce regole chiare per il loro recupero e riutilizzo secondo il quadro dell’end of waste. 

Che cosa dice il decreto sull’end of waste per gli inerti?

All’interno del quadro normativo dell’end of waste inerti, il decreto definisce con precisione quali rifiuti rientrano in questa categoria, citando specifici Codici EER come 170102, 170103, e altri. Questa classificazione è fondamentale per garantire che solo i materiali appropriati siano soggetti a questo processo di trasformazione.

Gli usi previsti includono applicazioni come sottofondi stradali, ferroviari, aeroportuali, oltre a recuperi ambientali e altri utilizzi nel settore delle costruzioni. 

Il decreto elenca anche i requisiti documentali, un aspetto essenziale per assicurare trasparenza e tracciabilità nel processo di end of waste. Questo aspetto aiuta a garantire che i materiali riciclati rispettino gli standard qualitativi e ambientali necessari.

Infine, il decreto introduce una fase di monitoraggio di 180 giorni. Questa fase rappresenta una novità nel panorama dell’end of waste inerti e ha lo scopo di valutare l’efficacia dei criteri e dei parametri stabiliti, assicurando che i rifiuti inerti siano gestiti in modo responsabile e sostenibile.

End of waste incentiva l’economia circolare anche in materia edilizia

I diversi decreti che sostengono il processo di end of waste relativi agli inerti provenienti da costruzioni e demolizioni edili sono un ulteriore elemento che promuove l’economia circolare. 

Questo processo trasforma i rifiuti in risorse riutilizzabili o prodotti, contribuendo notevolmente alla riduzione dello spreco di risorse naturali e delle emissioni di gas serra. Stabilendo criteri specifici per la trasformazione dei rifiuti derivanti da costruzione e demolizione in materiali riutilizzabili si incentiva ulteriormente le aziende a procedere verso la direzione giusta, a favore dell’ambiente. Questo non solo promuove l’uso efficiente dei materiali, ma offre anche vantaggi economici, creando nuove opportunità per le aziende nel settore del riciclo e riutilizzo. Inoltre, la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per l’End of Waste stimolano l’innovazione nella gestione dei rifiuti, portando a soluzioni più efficienti e sostenibili. 

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