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Emissioni CO2 auto: cosa sono e come si calcolano

Con l’aiuto del calcolo delle emissioni di CO2 delle auto puoi stabilire il livello di impatto ambientale di un veicolo, valutandone efficacemente la sostenibilità e la convenienza in termini economici.

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Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Nel nostro post odierno, capiremo insieme che cosa sono le emissioni di CO2 dell’auto e perché questo valore è sempre più importante. I trasporti hanno un impatto ambientale non trascurabile sull’ecosistema, motivo per il quale si punta strategicamente ad una mobilità sempre più sostenibile. Da qui nasce l’esigenza di preferire quei veicoli che assicurano i più bassi livelli di emissioni di anidride carbonica, una scelta di tutela dell’ambiente che è anche economicamente conveniente.

Le emissioni di CO2 delle auto e l’effetto serra

Il biossido di carbonio o anidride carbonica è un gas che si trova già, seppur in quota infinitesimale, naturalmente in atmosfera. L’uso di combustibili fossili, però, incrementa la concentrazione di anidride carbonica e potenzia l’effetto serra: ecco perché le emissioni di CO2 delle auto sono oggetto dell’attenzione della società nel suo complesso.

Ogni attività svolta dalle persone, di per sé, causa delle emissioni di anidride carbonica: ecco perché si esaminano le emissioni di co2 per settore per individuare le migliori opportunità di riduzione delle stesse. In Italia, ad esempio, i trasporti sono responsabili di quasi un sesto del totale delle emissioni di CO2: per la precisione, si parla del 14 percento. Quando parliamo genericamente di trasporti, intendiamo che tanto le auto dei cittadini quanto le flotte di veicoli aziendali o delle amministrazioni pubbliche sono corresponsabili delle emissioni di questo gas in atmosfera e del correlato effetto serra.

 Per contrastare questo circolo virtuoso, tanto nelle nostre vite private quanto nelle nostre attività lavorative possiamo privilegiare delle scelte più consapevoli in fase di acquisto delle auto. Infatti, ci sono veicoli che sono maggiormente eco-sostenibili e ci aiutano a ridurre l’impatto ambientale dei nostri spostamenti. La maggior “sensibilità ecologica” nell’acquisto dell’auto si riflette anche positivamente dal punto di vista economico: infatti, le scelte sostenibili godono di interessanti incentivi.

 Nel prossimo paragrafo, prendiamo nota del calcolo delle emissioni di co2 delle auto per farci un’idea su come orientarci nelle scelte all’insegna della sostenibilità e della convenienza.

I consumi di una flotta aziendale rientrano nelle emissioni di scope 1 di un'azienda

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Il calcolo delle emissioni di CO2 delle auto

Per eseguire il calcolo delle emissioni di CO2 di un’auto bisogna individuare il dato (espresso in g/km) dal costruttore del veicolo e utilizzarlo come efficiente da moltiplicare rispetto alla percorrenza annua. Con questa procedura, potremo stimare il totale delle emissioni di anidride carbonica che il nostro veicolo rilascerà nell’atmosfera tenendo conto delle nostre abitudini di spostamento in auto.

Ovviamente si tratta di un calcolo di massima, perché il valore di emissioni di CO2 dell’auto in grammi al chilometro è comunque influenzato dallo stato del veicolo, il modo in cui lo guidiamo o, ancora, dall’abitudine di utilizzare il climatizzatore in modo costante. D’altro canto, il valore di emissioni g/km – calcolato secondo le nuove specifiche WLTP – si riferisce al ciclo combinato.

Con l’aiuto di una tabella delle emissioni di CO2 delle auto possiamo individuare, in ordine crescente, quali siano i veicoli che assicurano la minor quantità di g/km percorso. A prescindere dal fatto che consideriamo le emissioni di CO2 delle auto diesel (o ad altro carburante), lo scopo è sempre quello di selezionare il veicolo dal minor valore possibile di grammi di anidride carbonica per km percorso.

Ad esempio, se osserviamo le emissioni di CO2 di un’auto benzina come l’Audi A3 Sportback 1.5 litri da 110 kW, ci accorgiamo che oscillano tra i 115-154 g/km. Sempre della stessa azienda, se consideriamo il modello Q3, 2.0 litri da 110 kW, notiamo che il valore oscilla tra i 127-151 g/km. Se prendiamo in esame il modello Q3 e-tron, 1.4 litri da 110 kW, notiamo che presenta il valore di 35-52 g/km: ma in questo caso stiamo parlando di emissioni di CO2 di auto ibride di tipo plug-in (cioè elettrico).

Oltre ad osservare il valore di emissioni in grammi per chilometro percorso, un altro criterio per una comparazione che puoi considerare è quello della categoria Euro di appartenenza dell’auto. Si tratta di un importante indicatore che può esserti di aiuto per valutare “a colpo d’occhio” quello che è il potenziale impatto ambientale del veicolo che hai di fronte.

Esempio di calcolo delle emissioni un auto per la flotta aziendale

La mobilità sostenibile e le categorie Euro

Già da prima che la tematica delle riduzione delle emissioni di carbonio diventasse argomento dell’agenda politica di gran parte del globo, il tema dell’inquinamento dei veicoli era d’attualità in Europa. Se pensiamo alla classificazione delle auto da un punto di vista del loro impatto ambientale, ci vengono subito in mente le note categorie Euro, che spaziano dalla 0 alla 6. Il prossimo anno, per contro, entrerà in vigore la norma Euro 7, con tutta una serie di ulteriori novità.

In estrema sintesi, possiamo ricordare che ad ogni categoria Euro corrispondono degli standard minimi per quanto riguarda l’efficienza dei veicoli. Per stabilire se un certo modello di auto può rientrare nella categoria, quindi, se ne valuta il livello di efficienza, tenendo conto del consumo, del suo rendimento e, ovviamente, anche del livello di emissioni di inquinanti.

È molto importante ricordare come gli obiettivi dell’agenda politica europea sono quelli di orientare la mobilità verso una maggiore sostenibilità. Ciò si traduce nel fatto che, a livello normativo, possono essere introdotti anche dei limiti allo spostamento per le auto che risultano appartenere a categorie Euro troppo basse. Alcune amministrazioni locali, infatti, si spingono anche a vietare il transito a veicoli che sono ritenuti troppo inquinanti.

D’altro canto, non mancano gli interventi pubblici a favore della diffusione di auto meno inquinanti, come ad esempio, il famoso Ecobonus. In linea di massima, gli incentivi supportano in modo particolare l’adozione di veicoli elettrici, soprattutto contestualmente alla rottamazione di automobili con motori termici appartenenti a categorie Euro molto basse. Anche quei veicoli che riescono a contenere a livelli molto bassi le emissioni, come ad esempio gli ibridi plug-in, rientrano tra quelli interessati dalle politiche di sostegno per la transizione verso un parco veicoli nazionale decisamente più green.

Non dimentichiamoci che, all’orizzonte, resta sempre l’obiettivo dello stop alla vendita di auto a benzina e diesel entro il 2035. Un traguardo verso l’affermazione definitiva di una mobilità sostenibile, per ottenere anche dal comparto dei trasporti un significativo contributo alla riduzione globale delle emissioni di CO2.

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