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Direttiva CSDD: quali obblighi per le aziende UE

Che cos’è la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e a chi si applica? 

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Direttive Europee sulla sostenibilità

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive completa le nuove direttive Europee sulla sostenibilità. In particolare, questa direttiva integra la direttiva CSRD, che obbliga molte aziende a pubblicare un bilancio di sostenibilità.

La direttiva CSDD si concentra sulla catena di fornitura delle aziende, anche se queste si trovano fuori dall’Unione Europea. La direttiva obbliga le aziende ad assumersi la responsabilità delle loro azioni:

  • per gli impatti che avvengono nel territorio UE
  • per gli impatti che avvengono al di fuori dell’UE

Cosa è la direttiva CSDD

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive è una direttiva europea che obbliga le aziende ad analizzare e mitigare gli impatti della catena di fornitura. La direttiva CSDD ha l’obiettivo di promuovere la sostenibilità ambientale e sociale in tutte le catene di fornitura. 

Questa direttiva viene denominata CSDD, CSDDD o Supply Chain Act. La CSDD è stata proposta a febbraio del 2022 e adottata dal Parlamento europeo il 1° giugno 2023.

CSDD e CSRD: Come interagiscono tra di loro

La CSDD e la CSRD verranno applicate congiuntamente dalle aziende in Europa. La CSDDD si applica specificamente alla catena di fornitura. Invece, la CSRD obbliga le aziende a pubblicare tutti gli indicatori di sostenibilità ambientale e sociale, compresa la catena di fornitura. 

Tuttavia, mentre la CSRD è abbastanza generica riguardo alla catena di fornitura, la CSDD è molto più dettaglioata sulle azioni che le aziende devono intraprendere.

 

Come la csdd e la csrd interagiscono nelle direttive europee

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A chi si applica la direttiva CSDDD

Una volta approvata, gli Stati membri avranno due anni per recepire la direttiva nella legislazione nazionale. Dopodiché, le aziende saranno tenute ad attuare i requisiti entro il 2026, in base al tipo di azienda.

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive si applica a diverse società, in base alla loro sede. Per l’applicazione della CSDDD vengono considerati tre criteri: numero di dipendenti, fatturato e settore. Tutti i dati sono da intendersi a livello consolidato, ovvero includendo le società controllate. 

Per quanto riguarda il settore, vengono identificati alcuni settori ad alto rischio: agricoltura, pesca, produzione di alimenti e bevande, tessile, legname, settore minerario ed estrattivo, fabbricazione di prodotti metallici.

Imprese Europee

Per le imprese Europee, i criteri sono i seguenti:

  • Imprese UE con più di 500 dipendenti e un fatturato di oltre 150 milioni di Euro a livello consolidato.
  • Imprese UE con più di 250 dipendenti e un fatturato di oltre 40 milioni di Euro che operano in settori ad alto rischio.
Per il momento le piccole e medie imprese non sono incluse nella direttiva CSDD. Le PMI dovrebbero comunque avere la possibilità di applicare volontariamente tale direttiva. 
 
A quali aziende si applica la direttiva CSDD Corporate Sustainability Due Diligence Directive

Imprese extra-UE

Per le imprese extra-UE la CSDD si applica alle seguenti aziende:

  • Imprese extra UE con un fatturato di oltre 150 milioni nell’Unione Europea.
  • Imprese extra-UE con più di 40 milioni di fatturato generati nell’Unione Europea che operano in settori ad alto rischio.

Imprese finanziarie

L’inclusione del settore finanziario è stato oggetto di un lungo dibattito. Nonostante sia contemplato nelle linee guida dell’OCSE, il settore finanziario non rientra esplicitamente tra quelli ritenuti ad alto impatto. 

Tuttavia, la direttiva lascia spazio ai Paesi che decideranno se includere o meno le istituzioni finanziarie nell’applicazione della direttiva.

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Quando entra in vigore la direttiva CSDD

La direttiva CSDD verrà formalmente adottata dall’Unione Europea entro la fine del 2024. Da quel momento, gli stati membri avranno due anni per recepirla ed integrarla nelle legislazioni nazioneli.

Quindi, la CSDDD entrerà in vigore per le prime aziende dal 2026. A meno che uno Stato non stia già promuovendo delle leggi sulla catena di fornitura, come sta facendo la Germania.

L’obbligo dovrebbe partire dalle grandi aziende nel 2026. Le aziende in settori ad alto rischio seguiranno negli anni successivi, anche se la timeline rimane ancora da definire.

Obblighi della direttiva CSDD

Ogni azienda interessata dovrà innanzitutto integrare la due diligence della catena di fornitura nelle proprie politiche. Dopodiché, sarà suo compito individuare e attenuare tutti gli impatti negativi causati dalle sue azioni, dirette e indirette. 

  • Individuare gli impatti negativi reali o potenziali
  • Prevenire e attenuare gli impatti negativi potenziali
  • Arrestare gli impatti negativi reali e minimizzare le relative entità
  • Monitorare le azioni intraprese 

Individuare gli impatti

La direttiva CSDD si concentra sugli impatti negativi nella catena di fornitura. In particolare, gli impatti si dividono in impatti reali, ovvero che stanno già avvenendo, e impatti potenziali, che potrebbe verificarsi in futuro. Per individuare gli impatti negativi nella catena di fornitura sarà necessario inviare questionari ed effettiare audit di sostenibilità sui fornitori.

Arrestare gli impatti negativi reali

Per essere compliant con la direttiva CSDD, è necessario dimostrare che si stanno intraprendendo azioni concrete per ridurre gli impatti negativi reali. Spesso queste azioni possono includere il coinvolgimento dei fornitori e la modifica dei contratti di fornitura.

Prevenire gli impatti negativi potenziali

Le azioni di prevenzione dei rischi sono al centro della direttiva CSDDD. Per prevenire tali impatti sarà necessario monitorare attentamente i propri fornitori ed effettuare audit periodici presso i loro stabilimenti.  

Monitorare le azioni

Il monitoraggio delle azioni intraprese grazie alla CSDD dovrà essere almeno annuale. Probabilmente sarà necessario redigere un report annuale che riepiloghi tutte le azioni intraprese, simile al riesame della direzioni delle certificazioni ambientali.  

Schema delle azioni che le aziende devono attuare per correggere gli impatti negativi in base alla direttiva CSDDD.

CSDD e riduzione delle emissioni di CO2

Secondo la CSDD, ogni azienda deve favorire la transizione ecologica. La strategia di sostenibilità aziendale deve includere un’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. In particolare, ogni azienda deve calcolare la carbon footprint di prodotto e di organizzazione ed essere in linea con gli obiettivi di Parigi per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C.

Presentazione dei reclami nella direttiva CSDDD

La direttiva CSDDD obbliga le aziende a creare dei canali di segnalazione per tutti gli attori coinvolti nella catena di fornitura. Ad esempio, i dipendenti dei propri fornitori dovrebbero avere la possibilità di contattare il cliente per segnalare abusi o maltrattamenti. Ovviamente, i canali di segnalazione devono essere anonimi e devono tutelare l’incolumità dei segnalatori.

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