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CAM Criteri ambientali minimi per l’illuminazione

I CAM per l’illuminazione pubblica definiscono i criteri ambientali minimi relativi alla progettazione degli impianti ed all’acquisto di apparecchi e sorgenti per illuminare gli spazi pubblici.

Saverio Lapini
Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Il nostro post di oggi ti propone una panoramica sui criteri ambientali minimi (CAM) per l’illuminazione pubblica. Questa tematica è molto interessante sia per i fornitori di servizi di progettazione degli impianti sia per i fornitori di apparecchi e sorgenti luminose, soprattutto tenendo conto degli obiettivi di efficientamento energetico e di sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione in questo ambito.

I criteri ambientali minimi per l’illuminazione pubblica: che cosa sono

Nell’ambito del green deal nazionale, anche le amministrazioni pubbliche hanno un ruolo di primo piano nel promuovere la riduzione del consumo energetico: i criteri ambientali minimi (CAM) per l’illuminazione pubblica rientrano a pieno titolo nel solco di questa transizione ecologica.

L’ultimo decreto del Ministero dell’Ambiente (oggi anche della sicurezza energetica, MASE) in materia risale al 2017 e, a proposito di illuminazione pubblica, stabilisce i CAM dell’illuminazione pubblica per:

  •  L’acquisizione di sorgenti luminose per l’illuminazione pubblica;
  •  L’acquisizione di apparecchi per l’illuminazione pubblica;
  •  L’affidamento del servizio di progettazione di impianti per l’illuminazione pubblica.

È importante notare che il documento del Ministero non considera i pali, le strutture di sostegno e altri tipi di supporto degli apparecchi di illuminazione.

D’altro canto, il decreto non ha nemmeno per oggetto l’illuminazione dei seguenti contesti particolari:

  •  Le gallerie;
  •  I parcheggi privati (usati dai privati);
  •  Le aree private destinate ad un uso commerciale o industriale;
  •  I campi sportivi;
  •  I monumenti, gli edifici, gli alberi (la cosiddetta illuminazione artistica).

Il focus sui CAM per l’illuminazione pubblica è all’interno del capitolo 4 del documento ministeriale, dove si trovano le schede sui singoli prodotti o servizi, con la seguente schematizzazione:

  •  Scheda 4.1: le sorgenti luminose;
  •  Scheda 4.2: gli apparecchi di illuminazione;
  •  Scheda 4.3 la progettazione degli impianti.

A loro volta, le singole schede dei CAM sono divise in queste 4 sezioni:

  • Requisiti dei candidati (criteri di base): cioè la capacità tecnica di ridurre l’impatto ambientale tramite la fornitura o il servizio;
  • Specifiche tecniche (criteri di base): cioè il livello minimo, in termini di obiettivi della riduzione dell’impatto ambientale del prodotto o il servizio;
  • Clausole contrattuali (criteri di base): cioè il rispetto dei criteri di sostenibilità da parte dell’appaltatore;
  • Criteri premianti (criteri di aggiudicazione): cioè i criteri per la valutazione delle offerte ai quali sono dati dei punteggi specifici, al fine di selezionare i prodotti o servizi più sostenibili.

Nel capitolo 3, il Ministero propone un richiamo alle principali normative vigenti in materia, nonché delle indicazioni che riguardano la preparazione e la gestione delle procedure dell’acquisto.

Le richieste dell’Europa in materia di contratti pubblici e adeguamento per il PNRR hanno richiesto una riforma del Codice dei Contratti contenuto nel D.Lgs, 36/2023. Con questo le procedure di aggiudicazione sono strutturate in linea con i tempi dettati dal PNRR. 

Resta un punto fermo, il Green Public Procurement è obbligatorio.

Le sezioni delle schede CAM per l'illuminazione pubblica

Le linee guida contenute nei CAM per l’illuminazione pubblica

All’interno del predetto capitolo 3 del documento, sono presenti le linee guida per l’acquisto o l’affidamento. In questo caso, il Ministero si focalizza in particolare su questi punti:

  •   analisi dei fabbisogni;
  •   inquinamento luminoso, biodiversità e paesaggio;
  •   aspetti tecnici;
  •   aspetti organizzativi;
  •   incentivi economici;
  •   affidamento del servizio di progettazione

I criteri ambientali minimi in edilizia servono a ridurre l’impatto ambientale; la promozione di modelli di produzione, consumo e smaltimento circolari; a supportare l’occupazione nel settore green e la razionalizzazione dei consumi nel settore pubblico e privato.

Utilizzando i criteri ambientali minimi per edifici pubblici e privati ci impegniamo a minimizzare l’impatto ecologico delle opere edilizie sfruttando materiali e processi sostenibili che riducono lo spreco di risorse.

Non esiste una certificazione CAM specifica ma i criteri ambientali minimi in edilizia vengono utilizzati per verificare la conformità dei requisiti prescritti dal decreto: ogni prodotto o processo deve rispondere ai criteri dei CAM vigenti. La verifica di conformità dei CAM riguarda tutto il processo costruttivo e il ciclo di vita del singolo prodotto, dall’estrazione della materia prima allo smaltimento. 

I CAM, i criteri ambientali minimi edilizia, servono di fatto a promuovere sostenibilità e innovazione, stimolando l’adozione di pratiche ecocompatibili. Noi di Ollum possiamo supportarti nella transizione verso un percorso più green. Comincia subito!

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I CAM per l’illuminazione pubblica: le sorgenti luminose

 

Al punto 4.1.1, il documento si sofferma sull’oggetto dell’appalto che è l’acquisto (e installazione) di lampade:

  •   a scarica ad alta intensità (al sodio ad alta pressione e agli alogenuri metallici);
  •   i moduli LED (integrati, indipendenti, da incorporare o per aggiornamento tecnologico dei sistemi a scarica);
  •   sorgenti luminose di altro tipo;
  •   alimentatori per lampade a scarica o moduli led.

Tra le specifiche tecniche dei CAM sulle sorgenti luminose troviamo ad esempio le indicazioni sulla potenza nominale delle lampade, l’efficienza luminosa ed altro ancora.

I CAM per l’illuminazione pubblica: gli apparecchi di illuminazione

Al punto 4.2, il documento specifica che il modulo led completo (ottica e sistema di alimentazione) è ritenuto un apparecchio di illuminazione.

Tra le specifiche contenute nella scheda 4.2, troviamo ad esempio i valori minimi accettabili per quanto riguarda il grado di protezione degli agenti esterni (valori IP).

I CAM per l’illuminazione pubblica: la progettazione di impianti per l’illuminazione

La scheda 4.3 si focalizza invece sulla progettazione di nuovi impianti o gli interventi di manutenzione o riqualificazione di impianti esistenti per l’illuminazione pubblica con ridotto impatto ambientale. Il documento fa riferimento ai codici CPV (common procurement vocabulary) seguenti:

  •   71314100-3 Servizi elettrici;
  •   71318100-1 Servizi di tecnica di illuminazione artificiale e naturale;
  •   71323100-9 Servizi di progettazione di sistemi elettrici;
  •   71323200-0 Servizi di progettazione tecnica di impianti.

In questo caso, le specifiche tecniche richiamano ad esempio il punto 4.2.3 (per quanto riguarda gli apparecchi di illuminazione), oppure, la norma UNI 11620 e s.m.i. per quanto riguarda gli elementi del progetto illuminotecnico o, infine, agli indici IPEI per quanto riguarda la prestazione energetica dell’impianto (A+ dal 2026).

Leggi anche: CAM in edilizia

I criteri ambientali minimi per l’illuminazione degli interni

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha anche stabilito dei criteri ambientali minimi per l’illuminazione degli interni, definendoli nel decreto del 23 giugno 2022. La progettazione degli edifici residenziali (e non) dovrà tenere conto in particolare di una razionalizzazione dell’apporto luminoso negli interni.

Per fare ciò, l’art. 2.4.3 stabilisce che gli impianti di illuminazione devono essere dotati di un’automazione che li accende, spegne e regola (dimmerizzazione), tenendo conto degli orari, dell’occupazione effettiva degli spazi da parte delle persone e, infine, del contributo della luce naturale ad illuminare gli ambienti delle aree comuni.

Anche queste misure contribuiscono quindi a rafforzare gli sforzi di promuovere un utilizzo consapevole e commisurato dell’energia, rendendo maggiormente eco-sostenibili gli edifici e le diverse attività umane che si svolgono all’interno degli stessi.

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