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Carbon footprint di prodotto (CFP): una guida pratica

Cos’è la carbon footprint di prodotto (o impronta di carbonio) e come si calcola? 

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Saverio Lapini

Esperto in cambiamento climatico

Punti chiave

Cos'è la carbon footprint di prodotto

La carbon footprint di prodotto è una misura del riscaldamento globale generato da un prodotto. L’impronta di carbonio di prodotto calcola le emissioni di gas serra (GHG) generate durante tutto il ciclo di vita di un prodotto. 

Al contrario del Life Cycle Assessment (LCA), la carbon footprint di prodotto si concentra solo sulle emissioni di gas climalteranti. Infatti, un LCA include molti altri parametri ambientali, come l’inquinamento dell’acqua o il consumo di risorse naturali.

Per comparare il riscaldamento globale generato dai vari gas ad effetto serra, come il metano (CH4) e l’anidride carbonica (CO), si utilizza la CO₂ equivalente. La CO₂eq è un’unità di misura dell’impronta carbonica e compara il potenziale di riscaldamento di ogni gas con quello della CO₂.

Immagine di una pianta in vaso di cui si è fatto un calcolo dell'impronta di carbonio CFP

ISO 14067:2018 carbon footprint di prodotto

La carbon footprint di prodotto (CFP) viene redatta seguendo lo standard internazionale UNI EN ISO 14067:2018. Questa norma descrive i principi e le linee guida per il calcolo dell’impronta ambientale di prodotto.

La ISO 14067 è considerata una norma specialistica rispetto ai sistemi di gestione ambientale (SGA) come la ISO 14001. Infatti, la certificazione ISO 14067 non riguarda l’intero sistema di gestione ambientale, ma si concentra sulla carbon footprint.

Nonostante il suo focus sulle emissioni che generano il cambiamento climatico, la ISO 14067 è fondata sugli standard del Life Cycle Assesment (ISO 14040 e 14044). Quindi, anche l’impronta ecologica di un prodotto include tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, dalla culla alla tomba.

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Carbon footprint di prodotto: perchè calcolarla

Sempre più aziende si stanno avvicinando alla certificazione ISO 14067 per dimostrare il proprio impegno per la sostenibilità ambientale. Ci sono 3 ragioni principali per cui le aziende decidono di calcolare la carbon footprint di prodotto, anche se hanno prodotti ad elevata impronta di carbonio.

Differenzia il prodotto

In primo luogo, la certificazione ISO 14067 ha un valore competitivo. In un mercato sempre più attento alla sostenibilità, dimostrare l’ecosostenibilità del prodotto è la chiave per acquisire clienti attenti al cambiamento climatico.

La carbon footprint di prodotto è utile per le aziende che si rivolgono ai singoli consumatori. Infatti, la CFP ti permette di esporre in etichetta le emissioni di CO₂ del prodotto e comunicarne la sostenibilità ambientale.

Tuttavia, anche chi ha un’attività principalmente B2B può utilizzare l’impronta ambientale di prodotto per acquisire nuovi clienti. Difatti, il calcolo dell’impronta di carbonio del prodotto fa guadagnare punti nei bandi di fornitura per clienti sia pubblici che privati.

Riduce gli sprechi

In secondo luogo, calcolare la carbon footprint di prodotto può generare molti risparmi. Infatti, il calcolo delle emissioni di CO₂ serve ad identificare gli sprechi nella produzione e nel trasporto dei prodotti.

Ad esempio, la riduzione dei trasporti aerei obbliga a migliorare la gestione del magazzino, e quindi a ridurre i costi. Oppure, l’efficientamento energetico dei macchinari riduce l’impronta ecologica, ma anche i costi per l’energia elettrica.

Protegge dal greenwashing

Sempre più aziende stanno affrontando accuse di greenwashing, che spesso sfociano in vere e proprie cause legali. Tra i casi più recenti di greenwashing c’è Deutsche Bank, che si è vista entrare la polizia in ufficio con l’accusa di false dichiarazioni sugli investimenti ESG.

La ISO 14067 è uno standard internazionale per il calcolo della carbon footprint di prodotto e viene certificata da auditor di terza parte. Di conseguenza, se si comunicano i numeri certificati dalla ISO 14067 non ci sono rischi di greenwashing. 

I vantaggi del calcolare l'impronta carbonica GHG di un prodotto

Le fasi della carbon footprint di prodotto (CFP)

Le procedure di calcolo della carbon footprint di prodotto secondo la ISO 14067 possono essere riassunte attraverso questi step: 

  • Definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione: si determina la funzione del sistema-prodotto e i confini dell’impronta carbonica di prodotto.
  • Raccolta dati: si raccolgono i dati sugli input dei processi produttivi, come materie prime, energia e materiali ausialiri.
  • Inventario delle emissioni di gas serra (GHG): si validano i dati e si effettuano i calcoli delle emissioni di CO₂ e di altri gas climalteranti
  • Analisi critica della carbon footprint di prodotto: analisi dei risultati ottenuti e identificazione degli hotspot di emissione GHG. Il consumo energetico è sempre una fonte di emissioni importante, quindi è fondamentale ridurre le emissioni per kWh elettrico consumato.
Le fasi della carbon footprint di prodotto ISO 14067
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Certificazione ISO 14067:2018: come ottenerla

Ottenere la certificazione ISO 14067 carbon footprint di prodotto richiede un lavoro accurato e meticoloso. Infatti, certificare l’impronta di carbonio di un prodotto è un processo complesso, e molte aziende scelgono di appoggiarsi a consulenti esperti in questo processo.

La certificazione può essere rilasciata soltanto in seguito all’audit di un ente accreditato, come Certiquality o Bureau Veritas. Solitamente, l’auditor impiega 1 o 2 mesi per effettuare le analisi necessarie a rilasciare una certificazione ISO 14067:2018. 

L’iter di certificazione sarà il seguente: 

  • Analisi documentale delle informazioni e dei calcoli relativi alla carbon footprint di prodotto (CFP).
  • Audit fisico e sopralluogo dello stabilimento produttivo, per verificare che le emissioni di CO₂ riportate siano corrette.
  • Redazione del report finale e rilascio dell’attestato di verifica della certificazione ISO 14067:2018 carbon footprint di prodotto.
Processo per ottenere la certificazione carbon footprint di prodotto ISO14067:2018

Carbon footprint di prodotto alimentare

La carbon footprint di prodotto degli alimenti sta guadagnando sempre più importanza, visto che il settore agricolo genera oltre il 20% delle emissioni di gas serra globali. Infatti, l’impronta ecologica di un prodotto alimentare varia anche di molto da prodotto a prodotto. 

Ad esempio, la carne e i derivati animali sono prodotti ad alta intensità di carbonio, mentre la frutta e la verdura hanno un’impronta ecologica molto ridotta. Per valutare l’impronta ambientale di un prodotto alimentare, il Financial Times ha pubblicato un ottimo calcolatore online, dove è possibile comparare la carbon footprint di diversi prodotti alimentari.

Impronta ambientale di prodotto: quanto costa

Il calcolo della carbon footprint di prodotto (CFP) può essere svolto anche internamente all’azienda, se ci sono le competenze necessarie. Tuttavia, la maggior parte delle aziende si affidano a consulenti esterni, specializzati nel calcolo dell’impronta ambientale di prodotto. 

Il costo per calcolare l’impronta ecologica di un prodotto e accompagnare alla certificazione ISO 14067:2018 può variare molto. Nel mercato i prezzi possono andare da € 5,000 fino a oltre € 20,000 per prodotti particolarmente complessi.

Consulenza carbon footprint di prodotto

Molte aziende decidono di farsi supportare da un consulente esperto nel calcolo dell’impronta di carbonio dei prodotti. Essendo una materia nuova per molti, un consulente specializzato può semplificare notevolmente lavoro e ridurre il rischio di errori.

Ollum sta già aiutando molte aziende ad ottenere la certificazione ISO 14067:2018 carbon footprint di prodotto. Contattaci o compila il form qui sotto per avere maggiori informazioni su come possiamo aiutarti in questo percorso.

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