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EPDItaly o EPD International? Tipologie di EPD e differenze

EPDItaly o International EPD System? EPD singola, media, o di prodotto rappresentativo? Questa guida ti spiega come scegliere Program Operator e tipologia di EPD in modo strategico.

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Di Lucio Zagonel     |    Ultimo aggiornamento: Agosto 25, 2026    |    LCA & EPD

  • Lucio Zagonel

    SEO Specialist & Copywriter appassionato di natura e sostenibilità.

Sempre più aziende italiane si stanno avvicinando alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), ma i dubbi sono sempre gli stessi: che differenza c’è fra i vari Program Operator (EPDItaly, International EPD System, PEP ecopassport, IBU, EPD Global…)? E come scegliere il tipo di EPD più adatto tra singola, multi‑prodotto, media, o EPD generate da tool?

Questa guida offre una panoramica concreta, pensata per chi deve prendere decisioni operative e vuole capire come evitare errori di impostazione fin dall’inizio.

PUNTI CHIAVE

I vari Program Operator seguono gli stessi standard, ma presentano alcune differenze su mercato, settore e flessibilità

Esistono più tipi di EPD e ciascuno risponde a esigenze diverse: singola, multi-prodotto, media, trader o da tool

La scelta dell’EPD richiede una strategia, per evitare costi inutili e costruire un sistema coerente con mercati e prodotti

Introduzione

Molte aziende si trovano a dover produrre delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto su richiesta dei loro clienti, per partecipare a bandi pubblici regolati dai CAM (soprattutto nei CAM Edilizia), oppure in generale per rispondere alle esigenze dei mercati in cui operano.

Tuttavia, non a tutti è chiaro quale tipologia di EPD è più adatta alle loro esigenze. Molte aziende quando ci contattano ci chiedono, ad esempio:

  • quale Program Operator utilizzare?
  • È meglio EPDItaly o EPD International?
  • Conviene certificare ogni singolo prodotto oppure raggruppare più prodotti nella stessa dichiarazione?

Le domande che riceviamo sono molte, per cui vogliamo fare un po’ di chiarezza rispetto a questi aspetti, elencando le diverse tipologie di EPD, i principali Program Operator, e le differenze che esistono.

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Cosa sono gli EPD Program Operator?

Quando un’azienda decide di sviluppare un’EPD, una delle prime cose da fare è scegliere il Program Operator EPD. Il Program Operator (PO) è l’organizzazione che gestisce il programma EPD. Fra i suoi compiti principali ci sono:

  • definire e aggiornare il Regolamento di Programma (General Programme Instructions / Regolamento EPD)
  • approvare o sviluppare le PCR (Product Category Rules), ovvero le regole per redigere un’EPD per le diverse categorie di prodotto
  • definire le regole di verifica, validità, rinnovo e aggiornamento delle EPD
  • gestire la pubblicazione delle EPD in un database pubblico (portale online)

Abbiamo accennato al fatto che le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto vengono verificate da enti terzi: è importante sottolineare che il Program Operator non è l’ente che si occupa della verifica dell’EPD. Questa viene fatta da organismi di certificazione in possesso di accreditamento per lo schema EPD.

EPD dei diversi Program Operator: sono tutte uguali?

Dal punto di vista normativo, i principali Program Operator riconosciuti si basano sullo stesso impianto di standard:

  • ISO 14025 per le dichiarazioni ambientali di tipo III
  • ISO 14040/44 per l’analisi LCA alla base dell’EPD
  • EN 15804 per i prodotti da costruzione (e norme settoriali specifiche per altri ambiti, come EN 50693 per l’elettrico)

In sostanza, tutte le EPD emesse dai principali PO seguono la ISO 14025 (per i prodotti da costruzione anche la EN 15804), e sono quindi equivalenti dal punto di vista della validità. Tuttavia, possono esserci delle preferenze nazionali, oppure alcuni PO sono più forti in alcuni settori rispetto ad altri.

Leggi anche: 9 buoni motivi per ottenere una certificazione EPD

Quali sono i principali EPD Program Operator

In Italia, le aziende che si avvicinano alle EPD si trovano in pratica davanti a pochi nomi ricorrenti:

  • EPDItaly – Program Operator italiano, molto radicato nei prodotti da costruzione, calcestruzzi, materiali per l’edilizia, ma sempre più usato anche in altri settori (energia, elettrico, manifatturiero, food). Offre vantaggi specifici per il mercato nazionale (lingua, riferimenti CAM) e consente EPD multi‑prodotto flessibili in cui si possono inserire fino a 10 prodotti con codici diversi. A novembre 2025 ha superato le 1.000 EPD pubblicate.
  • International EPD System – EPD International (Svezia, portata globale) – Programma storico, molto utilizzato da aziende che esportano in più Paesi o che hanno richieste specifiche da clienti esteri. È spesso percepito come il “riferimento internazionale” per EPD multi‑settore. Oltre 18.000 EPD pubblicate da aziende in quasi 50 Paesi.
  • EPD Global / EPD Norway (Norvegia) – Program Operator molto forte nel Nord Europa, in particolare nella filiera del legno e per prodotti da costruzione. Oltre 8.600 EPD.
  • IBU – Institut Bauen und Umwelt (Germania) – Focalizzato su prodotti da costruzione, molto rilevante quando il mercato di riferimento è quello tedesco o dell’Europa centrale.
  • PEP ecopassport (Francia, ma con diffusione internazionale) – Programma dedicato ai prodotti elettrici, elettronici e HVAC‑R. Spesso richiesto esplicitamente per il mercato francese e nelle filiere dell’impiantistica.

Molte aziende italiane usano una combinazione di questi Program Operator, a seconda dei mercati e delle richieste specifiche di clienti, CAM o schemi di rating edilizi come LEED.

EPDItaly o International EPD System? Differenze pratiche

Dal punto di vista degli standard, EPDItaly e International EPD System sono allineati. Le differenze che contano per le aziende sono soprattutto pratiche: come posso gestire tanti codici prodotto? La mia EPD sarà accettata all’estero? Che cosa cambia se uso un tool?

Fino a 10 prodotti in un’EPD singola nel sistema EPDItaly

Nel sistema EPDItaly è possibile inserire fino a 10 prodotti all’interno della stessa EPD singola, ciascuno con il proprio set di risultati LCA, a condizione che:

  • i prodotti appartengano alla stessa categoria coperta da una medesima PCR;
  • condividano lo stesso processo produttivo di base;
  • abbiano la stessa unità funzionale o dichiarata;
  • per i prodotti da costruzione, rientrino nella stessa norma di prodotto.

Questo approccio è particolarmente vantaggioso per chi ha molti codici simili (es. calcestruzzi con dosaggi diversi, pannelli in vari spessori, versioni di uno stesso prodotto).

Al contrario, in EPD International non è possibile inserire più di un set di risultati LCA in un’EPD singola. Esiste la possibilità di redigere un’EPD “multi-prodotto”, tuttavia questa deve essere basata su un unico set di risultati (ad esempio, quello di un prodotto rappresentativo, del prodotto più impattante, oppure una media). Non è permesso l’inserimento di 10 dataset completi separati nella stessa dichiarazione, come consente invece EPDItaly.

Validità all’estero delle EPD EPDItaly

Le EPD EPDItaly, essendo conformi a ISO 14025 ed EN 15804 e parte della rete EcoPlatform e di accordi di mutuo riconoscimento, sono generalmente accettate anche all’estero.

In alcuni casi, tuttavia, un cliente o uno schema (es. un protocollo BREEAM locale, una stazione appaltante pubblica o un grande committente privato) può richiedere un Program Operator specifico: in quei casi conviene adeguarsi alla richiesta, scegliendo direttamente il PO indicato (per esempio International EPD System, EPD Global o PEP ecopassport).

tipi di epd Le diverse tipologie di EPD (singola, media, worst-case, ecc.)

Esistono diverse tipologie di EPD, che variano a seconda del Program Operator scelto (qui ci limitiamo a confrontare EPDItaly vs EPD International).

La scelta di un tipo di EPD piuttosto che un altro dipende dalle esigenze specifiche dell’azienda. Ad esempio, questioni come: l’azienda produce molte varianti di un prodotto simile? L’azienda produce molti prodotti diversi tra loro? Il prodotto che si vuole certificare è già sul mercato?

Ogni tipologia di EPD ha delle caratteristiche e dei vincoli, quindi non è sempre facile capire a priori qual è la più opportuna: occorre un’analisi approfondita.

Vediamo ora le principali tipologie di EPD, specificando quale Program Operator le prevede.

EPD specifica di prodotto (single product EPD)

È la forma classica: una EPD riferita a un singolo prodotto. Lo studio LCA è condotto per quel prodotto specifico e i risultati riportati in un’unica tabella di impatti ambientali. È il formato tipicamente richiesto quando bisogna:

  • dimostrare la conformità ai CAM (CAM Edilizia, CAM Arredi, CAM Strade, ecc.);
  • fornire documentazione a progettisti, general contractor, certificazioni di edificio (LEED, BREEAM, ecc.);
  • comunicare le prestazioni ambientali di un prodotto ben identificato sul mercato.

Soluzione prevista da: EPDItaly, EPD International

EPD specifica fino a 10 prodotti

È possibile realizzare un’EPD specifica che contenga fino a 10 prodotti simili, ciascuno con la propria tabella di impatto ambientale. Questa impostazione è molto utile quando:

  • si hanno molti codici molto simili (es. varianti dimensionali);
  • l’azienda vuole ottimizzare costi di certificazione;
  • la PCR e il processo produttivo sono gli stessi.

Questa possibilità è offerta solo da EPDItaly, mentre in EPD International le EPD che coprono più prodotti devono essere di altro tipo (EPD media, EPD di un prodotto rappresentativo/peggiorativo), e contengono un’unica tabella di impatti ambientali.

Soluzione prevista da: EPDItaly

EPD media

Una EPD media copre un insieme di prodotti simili, e contiene una singola tabella di impatti ambientali, che riporta i valori medi dei dati LCA di tutti i prodotti considerati.

Generalmente, i valori estremi, ovvero quelli del prodotto con gli impatti maggiori e quelli del prodotto con gli impatti minori, non dovrebbero discostarsi di più del 10% dal valore medio. Nel nuovo regolamento EPD 7.1, c’è maggiore flessibilità su questo aspetto: tuttavia, eventuali sforamenti significativi devono essere giustificati. Rimane poi a discrezione dell’Auditor decidere se tale scelta è accettabile.

Nel caso particolare dei prodotti da costruzione, molte aziende decidono di allinearsi alla norma ISO 21930, che rende la regola del 10% obbligatoria. Un’EPD conforme a tale norma permette di ottenere più punti LEED rispetto ad un’EPD media che non rispetta la regola.

Una categoria simile all’EPD media è l’EPD di settore, che viene spesso utilizzata dalle associazioni di produttori.

Soluzione prevista da: EPDItaly, EPD International

EPD di un prodotto peggiorativo (worst-case)

Si tratta di una Dichiarazione Ambientale di Prodotto realizzata per un gruppo di prodotti, che riporta una singola tabella di impatti ambientali costruita selezionando, per ciascun indicatore, il valore peggiore tra tutti i prodotti inclusi nel perimetro di tale EPD.

In pratica, è un’EPD che adotta un approccio che potremmo definire “worst case scenario”, ovvero “peggior scenario possibile”. Chiaramente i prodotti inseriti devono appartenere alla stessa PCR (non si tratta di prodotti completamente diversi, non avrebbe alcun senso).

Ad esempio, in un gruppo di prodotti, il prodotto A può essere il più impattante in termini di emissioni di CO2, il prodotto B per quanto riguarda il contenuto di riciclato, il prodotto C per il consumo di risorse, ecc. Nella tabella dell’EPD peggiorativa, si otterrà un mix di indicatori, selezionando i più impattanti.

Questa EPD è utile quando si intende coprire un’ampia gamma di prodotti, adottando un approccio più conservativo, poiché dichiarando gli impatti peggiori, non si può sbagliare (mentre invece nell’EPD media si deve rispettare la regola del 10% che non sempre è possibile rispettare).

Soluzione prevista da: EPD International

EPD di un prodotto rappresentativo

L’EPD di un prodotto rappresentativo è una Dichiarazione Ambientale di Prodotto che viene realizzata per un gruppo di prodotti omogenei, ma in cui viene inserita una singola tabella di impatti ambientali riferita ad un singolo prodotto reale, selezionato in quanto tipico o rappresentativo delle prestazioni ambientali del gruppo di prodotti coperti.

A differenza dell’EPD media, la tabella degli impatti ambientali inserita nell’EPD di un prodotto rappresentativo non contiene la media aritmetica degli indicatori ambientali del gruppo, ma si riferisce specificamente al prodotto considerato rappresentativo.

Chiaramente, per poter fare questa operazione, è necessario dimostrare che il prodotto selezionato è effettivamente rappresentativo del gruppo di prodotti considerato. È quindi richiesta una giustificazione tecnica documentata del perché il prodotto selezionato è considerato rappresentativo, che verrà poi sottoposta a verifica da parte terza.

Soluzione prevista da: EPD International

EPD pubblicata da un commerciante (EPD published by a trader)

L’EPD pubblicata da un commerciante, o “EPD published by a trader” è molto comoda per i trader che semplicemente rivendono un prodotto realizzato da un altro produttore. Se tale produttore possiede già un’EPD, il trader può realizzare un’EPD in maniera molto più snella, ereditando i dati ambientali di quella del produttore, ed aggiungendo solamente gli impatti di cui è responsabile (di solito il trasporto dal produttore al commerciante, eventuali imballaggi aggiuntivi ecc.).

È una soluzione interessante per distributori e marchi commerciali che non producono direttamente ma vogliono fornire documentazione ambientale ai propri clienti.

Soluzione prevista da: EPDItaly, EPD International

EPD per prodotti non ancora sul mercato

In alcuni casi è possibile sviluppare un’EPD per un prodotto non ancora in commercio, ma già progettato. Lo studio LCA si basa allora su dati previsionali (es. dati di prodotti simili, simulazioni di processo, specifiche di progetto). I regolamenti dei Program Operator prevedono in genere che l’EPD sia chiaramente identificata come “EPD di prodotto non ancora sul mercato”, e che essa venga aggiornata dopo un certo periodo (tipicamente 12-18 mesi).

Soluzione prevista da: EPDItaly, EPD International

EPD generate tramite un Tool

Sempre più spesso le aziende con molti codici prodotto scelgono di gestire le EPD in scala attraverso un LCA Tool. In questi casi non si verifica ogni singola EPD come progetto isolato, ma viene verificato il modello di calcolo utilizzato per generarle.

Una volta configurato e verificato, il tool permette di calcolare gli impatti dei diversi prodotti modificando i dati di input, senza dover ripetere ogni volta l’intero studio LCA.

Ollum ha sviluppato una propria piattaforma digitale LCA Tool, configurabile sui prodotti, materiali, processi e stabilimenti dell’azienda e utilizzabile per gestire EPD in scala. La piattaforma è certificabile nell’ambito di EPDItaly, International EPD System ed EPD Hub.

💡 Devi gestire EPD per molti prodotti o varianti? L’LCA Tool di Ollum permette di creare un modello verificato e utilizzarlo per generare nuove EPD in modo scalabile. Scopri la piattaforma digitale LCA Tool di Ollum.

Come scegliere Program Operator e tipo di EPD

Mettendo insieme tutti i pezzi, la scelta può essere guidata da poche domande pratiche:

Dove vendo oggi e dove voglio crescere domani?

  • Se il focus è soprattutto l’Italia e i CAM edilizia, EPDItaly è spesso la scelta più lineare.
  • Se il mercato è chiaramente internazionale, o clienti/committenti indicano un Program Operator specifico, conviene orientarsi su International EPD System, EPD Global (forte su filiera del legno), IBU o PEP ecopassport (clienti in Francia, settore elettronica) a seconda dei casi.

Quanti prodotti devo coprire e quanto sono diversi fra loro?

  • Se ho molti prodotti con molti codici simili, ha senso valutare EPD multi‑prodotto di EPDItaly o un LCA/EPD tool.
  • Se ho pochi prodotti strategici, è necessario redigere EPD singole specifiche.

Mi serve solo per “spuntare un requisito” o voglio usarla anche come leva commerciale?

  • Se l’obiettivo è solo dimostrare conformità (es. CAM), basta realizzare l’EPD richiesta dal bando specifico.
  • Se vuoi usare l’EPD per differenziarti, vale la pena valutare multi‑prodotto, EPD specifiche per le linee più importanti e, in prospettiva, un tool.

La cosa più importante è decidere prima la “strategia EPD” (mercati, prodotti, volumi, obiettivi) e in seguito scegliere Program Operator e tipologia di EPD: in questo modo si evitano costi duplicati e si costruisce fin dall’inizio un sistema coerente con la crescita futura dell’azienda.

💡 Definire la strategia EPD più efficace richiede un’analisi delle priorità di mercato, dei volumi di prodotto e degli obiettivi commerciali. Ollum affianca le aziende in questa fase, dalla scelta del Program Operator fino allo sviluppo delle EPD: come supportiamo le aziende nel percorso verso la certificazione EPD.

Come possiamo supportarti

Scegliere il Program Operator e la tipologia di EPD più adatti richiede un’analisi che considera mercati di sbocco, numero di codici prodotto e obiettivi commerciali. Costruire una strategia EPD coerente fin dall’inizio evita costi duplicati e rende il sistema scalabile nel tempo — inclusa, dove opportuno, la creazione di un LCA tool per generare EPD in modo efficiente su grandi volumi di prodotto.

Ollum accompagna le aziende in tutto il percorso: dall’analisi LCA alla pubblicazione dell’EPD nei Program Operator richiesti dal mercato.

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