Relazione di sostenibilità dell’opera: cos’è e cosa deve contenere?
Scopri cos’è la relazione di sostenibilità dell’opera del PFTE e quali elementi deve contenere secondo il nuovo Codice Appalti.
Con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, la sostenibilità entra ufficialmente nel cuore del PFTE.
Oggi, per le opere pubbliche, è richiesta la redazione della relazione di sostenibilità dell’opera, che include valutazioni come Life Cycle Assessment (LCA) e carbon footprint.
In questo articolo spieghiamo cos’è questo documento, quando è obbligatorio e cosa deve contenere.
PUNTI CHIAVE
La relazione di sostenibilità dell’opera è uno degli elaborati obbligatori del PFTE
Integra valutazioni ambientali, sociali ed economiche lungo il ciclo di vita
LCA e Carbon Footprint diventano elementi tecnici centrali della progettazione
Relazione di sostenibilità dell’opera: cos’è?
La relazione di sostenibilità dell’opera, a volte chiamata relazione di sostenibilità ambientale, è uno degli elaborati tecnici previsti dal nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) delle opere pubbliche.
L’obiettivo di questo documento è analizzare e valutare ex-ante la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’opera progettata.
Quando è obbligatorio redigere una relazione di sostenibilità?
La relazione di sostenibilità dell’opera è obbligatoria per tutte le opere e gli appalti pubblici soggetti al nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), in vigore dal 1° luglio 2023
L’obbligatorietà della relazione di sostenibilità deriva dal fatto di essere prevista tra gli elaborati obbligatori del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).
Il nuovo Codice ha semplificato i livelli di progettazione, riducendoli a due soli stadi: PFTE e progetto esecutivo. In questo assetto, il PFTE assume un ruolo centrale nella definizione delle scelte strategiche dell’opera e deve includere, tra i propri elaborati, la relazione di sostenibilità dell’opera, che diventa quindi parte integrante e obbligatoria della progettazione delle opere pubbliche.
Nel nuovo Codice appalti, la relazione di sostenibilità dell’opera deve includere una relazione LCA. La deve includere sempre, a meno che il RUP non giustifichi, per qualche motivo, la non necessaria implementazione dell’LCA – Sergio Seporetti, MASE (guarda intervista)
Quali elementi devono essere inclusi nella relazione di sostenibilità?
I contenuti da includere nella relazione di sostenibilità dell’opera sono esposti dettagliatamente nell’Art.11 dell’Allegato I.7 del nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Salvo diversa decisione motivata del RUP, devono essere i seguenti:
1. Obiettivi dell’opera e stakeholder
Deve descrivere gli obiettivi dell’opera, spiegando i benefici di lungo periodo per la comunità e i territori. Deve inoltre analizzare eventuali impatti negativi, individuando delle misure di mitigazione adeguate. Infine, deve individuare i portatori di interesse (stakeholder), evidenziando gli strumenti di coinvolgimento degli stessi.
2. Contributo agli obiettivi ambientali europei (Tassonomia UE e DNSH)
Viene richiesta la verifica del contributo significativo dell’opera ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali europei definiti dalla Tassonomia UE e dal PNRR, considerando l’intero ciclo di vita dell’opera.
3. Carbon footprint dell’opera
La relazione deve includere una stima della carbon footprint (impronta carbonica) dell’opera, così come il contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici.
4. Valutazione del ciclo di vita (LCA) dell’opera ed economia circolare
È richiesta una valutazione del ciclo di vita dell’opera (LCA), con particolare attenzione riservata alla scelta dei materiali da costruzione, processi che favoriscono il riutilizzo di materie prime e seconde, e la riduzione dei rifiuti. In questo contesto, i materiali da costruzione dotati di certificazioni EPD sono evidentemente molto più competitivi.
Per questo motivo, i nuovi CAM pubblicati successivamente al Codice Appalti, come il CAM Strade e il nuovo CAM Edilizia, contengono un’ampia sezione tecnica riguardo la metodologia LCA suggerita dal Ministero.
L’inserimento dell’LCA nella relazione di sostenibilità richiede una corretta definizione di unità funzionale, confini di sistema e scenari di riferimento, elementi fondamentali per garantire coerenza metodologica e comparabilità dei risultati.
5. Consumi energetici
La relazione deve includere l’analisi del consumo complessivo di energia dell’opera, con indicazione delle fonti energetiche utilizzate, ed eventuali soluzioni di progettazione bioclimatica.
6. Approvvigionamenti e trasporti
Devono essere indicate le misure atte a ridurre gli approvvigionamenti esterni (si deve incentivare il riutilizzo interno all’opera), e le misure di trasporto meno impattanti dal punto di vista ambientale.
7. Impatti socio-economici
Occorre inoltre stimare gli impatti socioeconomici, in particolare riguardo l’inclusione sociale, la riduzione delle disuguaglianze e il miglioramento della qualità di vita dei cittadini.
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8. Tutela del lavoro dignitoso
Si devono indicare le misure adottate a tutela del lavoro dignitoso lungo l’intera filiera dell’appalto (inclusi i subappalti).
9. Soluzioni tecnologiche innovative
Infine, si deve considerare l’adozione di eventuali tecnologie innovative, così come l’uso di sensori e sistemi predittivi per favorire il monitoraggio strutturale, geotecnico, idraulico, ecc.
Nota: il Codice specifica che i contenuti possono essere adattati e proporzionati alla tipologia e alla complessità dell’opera ferma restando la responsabilità del RUP nel motivare eventuali esclusioni o semplificazioni.
Il contesto: il nuovo Codice dei Contratti Pubblici
Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs 36/2023), in applicazione dal 1° luglio 2023, è la normativa che regola appalti e concessioni in Italia.
Il nuovo codice ha come obiettivo principale semplificare e accelerare le procedure, integrando al tempo stesso i criteri di sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita delle opere pubbliche. Esso ha introdotto numerosi cambiamenti importanti nel modo in cui la pubblica amministrazione progetta, affida ed esegue lavori, servizi e forniture.
Possiamo individuare quattro punti chiave:
1. Semplificazione dei livelli di progettazione
Il nuovo Codice Appalti riduce i livelli di progettazione da tre a due: Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) e Progetto esecutivo. In questo modo, il PFTE assume un ruolo più importante rispetto a prima, poiché in esso vengono prese importanti decisioni strategiche sull’opera, tra cui le valutazioni sugli impatti e sulla sostenibilità.
2. Rafforzamento del PFTE
Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica non è più così “leggero”, ma diventa più strutturato, integrando: analisi tecniche, valutazioni economiche, valutazioni ambientali e sociali (Relazione di sostenibilità dell’opera come elaborato obbligatorio, appunto) e verifiche di fattibilità autorizzativa.
3. Integrazione della sostenibilità
Con il nuovo Codice, viene rafforzata l’integrazione di temi come la sostenibilità ambientale e climatica, l’economia circolare, gli impatti sociali e territoriali, il lavoro dignitoso, e i Criteri Ambientali Minimi (CAM).
4. Centralità del ciclo di vita dell’opera (Life Cycle)
Nel nuovo Codice viene significativamente rafforzata la visione life-cycle, ovvero la prospettiva che considera l’opera lungo tutto il suo ciclo di vita: progettazione, realizzazione, esercizio e manutenzione, e fine vita.
L’Allegato I.7 del Codice dei Contratti Pubblici
Oltre alla relazione di sostenibilità dell’opera, l’Allegato I.7 del Codice prevede che il PFTE comprenda i seguenti elaborati:
- Relazione generale
- Relazioni specialistiche (relazione geologica, geotecnica, strutturale, idraulica, impiantistica, paesaggistica)
- Relazione di sostenibilità dell’opera
- Elaborati grafici
- Studio di prefattibilità ambientale
- Calcolo sommario della spesa e quadro economico
- Cronoprogramma
- Prime indicazioni per la sicurezza
- Documentazione CAM (Relazione CAM, schede di verifica dei criteri ambientali minimi)
Come possiamo supportarti
La redazione della relazione di sostenibilità dell’opera richiede competenze integrate in ambito normativo, ambientale e life-cycle. Le analisi LCA di edificio, LCA e carbon footprint rappresentano oggi uno degli elementi più tecnici e delicati del PFTE. Ollum supporta stazioni appaltanti e progettisti nella corretta integrazione delle valutazioni ambientali e life-cycle all’interno del PFTE, assicurando coerenza con il Codice dei Contratti Pubblici, i CAM e i principali standard internazionali.
Fonti
Art. 11 Allegato I.7 – Codice dei Contratti Pubblici 36/2023







