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PEP Ecopassport ed EPD nel settore elettronica B2B: guida per aziende

Cos’è il PEP Ecopassport, in cosa si differenzia dalle EPD, a quali prodotti elettronici si applica e quali altre certificazioni il mercato B2B richiede.

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Di Davide Treghini   |    Aprile 28, 2026    |    Certificazioni & Rating

Nel settore elettronico B2B la sostenibilità non è più un tema secondario, ma un criterio di selezione sempre più esplicito nei processi di acquisto.

Sempre più aziende si trovano a rispondere a richieste ambientali senza avere chiaro cosa venga davvero valutato — e soprattutto cosa faccia la differenza tra restare o uscire da una gara.

Tra EPD, PEP Ecopassport, rating ESG e nuove normative europee, il quadro è diventato complesso ma anche ricco di opportunità.

In questo articolo mettiamo ordine: vediamo cosa chiede davvero il mercato e come orientarsi tra certificazioni e requisiti.

PUNTI CHIAVE

EPD e PEP Ecopassport non sono alternative, ma appartengono alla stessa famiglia: entrambe sono dichiarazioni ambientali di tipo III conformi alla ISO 14025, ma il PEP è il programma settoriale dedicato a elettrico, elettronico e HVAC.

La scelta tra certificazione singola, multi-prodotto o tool-based dipende dalla struttura del tuo portafoglio

L’ecosistema normativo europeo sta accelerando: tra direttiva WEEE, regolamento Ecodesign e Digital Product Passport, le dichiarazioni ambientali di prodotto stanno diventando l’infrastruttura informativa su cui poggerà la trasparenza ambientale richiesta dal mercato

Sostenibilità nel settore elettronica B2B: cosa chiede davvero il mercato

In questo articolo cerchiamo di risolvere i principali dubbi che incontrano le aziende del settore elettronica B2B quando si trovano davanti a una richiesta ambientale: chiariamo cosa distingue l’EPD dal PEP Ecopassport, a quali prodotti si applicano, quali altre certificazioni il mercato sta chiedendo e quali sono le principali novità normative.

Le pressioni sul settore arrivano da direzioni diverse e hanno pesi diversi a seconda del mercato di riferimento. Le principali sono:

  • lungo le filiere di clienti multinazionali con politiche di procurement sostenibile strutturate
  • per chi partecipa a gare pubbliche italiane ed europee che applicano criteri ambientali
  • per chi produce articoli ad alto contenuto tecnico inseriti in infrastrutture complesse (ad es. automazione, building systems, power electronics, misuratori, componenti per impianti regolamentati)
  • per chi vende in mercati con forte orientamento ESG come la Francia o il Nord Europa

In questi contesti la dichiarazione ambientale di prodotto non è un mero un elemento di comunicazione, ma una prova tecnica standardizzata e comparabile. Essa funge da strumento grazie al quale un buyer sceglie tra fornitori equivalenti, su criteri diversi dal prezzo.

Le principali certificazioni richieste alle aziende del settore elettronica B2B

Le certificazioni che il mercato B2B dell’elettronica richiede oggi si collocano su tre livelli: il livello di sistema di gestione (ISO 14001), il livello di rating aziendale ESG (come EcoVadis), e il livello di prodotto (EPD ed equivalenti settoriali come il PEP Ecopassport).

La certificazione EPD nell’elettronica B2B: cos’è, a chi serve, che vantaggi porta

L’EPD, Environmental Product Declaration, è una dichiarazione ambientale di prodotto basata su un’analisi del ciclo di vita (LCA) conforme agli standard ISO 14040 e 14044, strutturata secondo le regole della ISO 14025 e verificata da un ente terzo accreditato.

Non è una valutazione qualitativa o un’autodichiarazione: è un documento tecnico che quantifica gli impatti ambientali del prodotto lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime al fine vita.

A quali prodotti si applica nell’elettronica B2B

Nella pratica italiana ed europea del settore, le EPD si concentrano su alcune famiglie di prodotti ben identificate.

Su EPDItaly risultano pubblicate dichiarazioni soprattutto per:

  • smart meter e dispositivi di misura
  • inverter ibridi, trasformatori, quadri MT
  • switch-disconnector, sensori
  • moduli DALI, controller e altri prodotti del mondo elettrico-elettronico industriale

A livello internazionale, l’International EPD System ha pubblicato nel 2024 la PCR dedicata al settore, intitolata Electronic and electric equipment, and electronic components (non-construction), che copre esplicitamente

Vantaggi concreti per le aziende

I ritorni di un’EPD per un produttore B2B dell’elettronica sono concreti e misurabili. Ad esempio, sblocca l’accesso a gare pubbliche che applicano i CAM e a capitolati di grandi player che richiedono documentazione ambientale standardizzata.

Inoltre, consente di contribuire ai crediti LEED e BREEAM nei progetti edilizi in cui i prodotti vengono installati: un vantaggio competitivo significativo quando si vende a general contractor e facility manager di grandi edifici commerciali.

Internamente, il processo LCA che precede l’EPD identifica hotspot ambientali lungo la supply chain e orienta scelte progettuali in ottica di eco-design con un ritorno diretto su costi e performance.

Tipologie di EPD: singola, multi-prodotto, tool-based

Questo è il punto strategico più sottovalutato quando si valuta un progetto EPD. Non esiste un “modo giusto” in assoluto: la scelta dipende dalla struttura del tuo portafoglio prodotti. L’EPD singola copre un singolo modello o codice, l’EPD multi-prodotto copre famiglie omogenee attraverso regole di estrapolazione, e l’EPD tool-based utilizza un software LCA certificato per generare automaticamente dichiarazioni su interi portafogli.

Nel settore dell’elettronica B2B, circa il 70% delle dichiarazioni sono single product, il 25% multi-prodotto e il 5% EPD generate tramite tool.

Abbiamo dedicato un approfondimento alle differenze tra le tipologie di EPD per aiutare a scegliere l’approccio più coerente con il proprio portafoglio.

💡 La scelta tra EPD singola, multi-prodotto e tool-based dipende dalla struttura del portafoglio e dagli obiettivi di certificazione. Ollum supporta le aziende nell’identificare l’approccio più efficace: come strutturiamo questo percorso con le aziende che seguiamo.

PEP Ecopassport: la certificazione settoriale per elettrico, elettronico e HVAC

Il PEP Ecopassport® è un programma specifico per dichiarazioni ambientali di tipo III dedicato esclusivamente ai prodotti dell’industria elettrica, elettronica e HVAC — riscaldamento, ventilazione, condizionamento.

È gestito da un’associazione no-profit con radici francesi ma a vocazione internazionale, è conforme alla ISO 14025, si basa su analisi LCA e richiede verifica indipendente da enti accreditati.

Differenze tra PEP ed EPD generica

La relazione tra i due è spesso fraintesa: il PEP non è un’alternativa all’EPD, è una sua specializzazione. Il termine “EPD” è generico e copre qualsiasi dichiarazione ambientale di tipo III secondo ISO 14025, indipendentemente dal settore. Il PEP è il nome specifico dato dal programma PEP Ecopassport a queste stesse dichiarazioni quando riguardano prodotti elettrici, elettronici o HVAC.

La differenza sostanziale è nelle regole di calcolo. Mentre i programmi EPD generici (come EPDItaly o l’International EPD System) utilizzano PCR — Product Category Rules che possono essere ampie e trasversali, il PEP applica PSR — Product Specific Rules ottimizzate per il settore elettrico ed elettronico, con metodologie dedicate per calcolare impatti specifici come le perdite di corrente, la dissipazione energetica durante l’uso o gli impatti delle componenti elettroniche.

Il risultato è una dichiarazione più precisa e comparabile all’interno del settore, ma che copre esclusivamente questo perimetro.

epd vs pep ecopassport differenze

Tipologie di PEP

Il PEP Ecopassport replica la stessa logica di tipologie delle EPD generiche: esistono PEP singole per prodotti specifici, PEP famiglia multi-prodotto per gamme omogenee, e PEP tool-based per grandi portafogli. La distribuzione pratica è analoga a quella delle EPD (circa 70% singole, 25% multi-prodotto, 5% tool-based), perché le esigenze del mercato sono le stesse — i buyer che applicano criteri LEED, BREEAM o CAM richiedono certificati per codici precisi, non medie generiche.

Dove il PEP è richiesto o fortemente incentivato

Esistono filiere e mercati dove il PEP Ecopassport non è un’opzione tra le altre ma il riferimento di fatto. Il mercato francese è il primo esempio: PEP è standard de facto per elettrico ed elettronico e viene richiesto nei capitolati dei grandi progetti impiantistici e dalle catene di fornitura dei principali gruppi industriali del settore.

I protocolli di certificazione edifici LEED e BREEAM riconoscono il PEP come EPD valida per il credito “Materiali sostenibili” nel caso di apparecchiature elettriche ed elettroniche — diversi produttori italiani di serie civili e sistemi di building automation certificano le proprie gamme proprio in ottica LEED/BREEAM.

Negli appalti pubblici italiani, il PEP contribuisce all’adempimento dei CAM per gli impianti elettrici civili e industriali. Nel settore EV charging il PEP è usato per supportare procurement trasparenti e le normative europee sulla trasparenza ambientale dei prodotti elettronici. Per cavi, quadri, UPS e sistemi di controllo venduti a OEM internazionali, la richiesta è ormai frequente nei capitolati dei grandi gruppi elettrotecnici europei.

Lo scenario normativo europeo: WEEE, digital product passport, ecodesign

Le dichiarazioni ambientali di prodotto nel settore elettronico si stanno diffondendo anche nell’ambito di un’architettura normativa europea in espansione. Vediamo i filoni principali.

La direttiva WEEE — Waste Electrical and Electronic Equipment regola dal 2012 il fine vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, imponendo ai produttori obblighi di raccolta, recupero e trattamento. È il primo pilastro della responsabilità estesa del produttore nel settore e ha già cambiato strutturalmente il modo in cui le aziende progettano i prodotti.

Il regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR) è il pilastro che cambierà le regole del gioco nei prossimi anni, estendendo i requisiti di progettazione sostenibile oltre l’efficienza energetica per coprire durabilità, riparabilità, contenuto di materiale riciclato e impronta ambientale. I primi gruppi di prodotti interessati sono già stati definiti nel piano di lavoro ESPR pubblicato dalla Commissione.

Il Digital Product Passport (DPP) è lo strumento operativo che l’ESPR introduce per rendere disponibili i dati ambientali del prodotto lungo tutta la filiera e fino all’utilizzatore finale. La connessione con EPD e PEP è diretta: le dichiarazioni ambientali saranno l’infrastruttura informativa su cui si costruiranno i DPP, e chi avrà già strutturato i propri dati LCA e le proprie certificazioni si troverà in vantaggio competitivo quando gli obblighi diventeranno operativi.

Per l’elettronica, il settore è tra i candidati naturali per le prime applicazioni del DPP, viste la complessità delle filiere e l’interesse strategico europeo per la tracciabilità delle materie prime critiche. Chi produce apparecchiature destinate ai green data center e ad altre infrastrutture ad alta intensità energetica si trova in prima linea rispetto a questi requisiti.

💡 Chi ha già strutturato i propri dati LCA si troverà in vantaggio quando gli obblighi DPP diventeranno operativi. Ollum affianca le aziende nella preparazione dei dati ambientali richiesti dall’ESPR: come affrontiamo questo percorso con le aziende del settore.

Oltre PEP ed EPD: le altre certificazioni che il mercato chiede

Una strategia di sostenibilità nell’elettronica B2B non si costruisce su un’unica certificazione. Le dichiarazioni di prodotto rispondono a una domanda specifica — “qual è l’impatto di questo prodotto?” — ma il mercato ne pone altre parallele a cui è necessario dare risposta.

EcoVadis è il sistema di rating ESG più diffuso tra le supply chain industriali internazionali. Valuta l’azienda su ambiente, pratiche lavorative e diritti umani, etica e acquisti sostenibili. È di fatto richiesto dalla maggior parte dei grandi player elettrici ed elettronici europei come condizione per essere qualificati come fornitori. Non sostituisce un’EPD o un PEP: risponde a una domanda diversa, relativa alla gestione aziendale, non al prodotto.

La ISO 14001 è la certificazione del sistema di gestione ambientale. È la base minima attesa dalla maggior parte dei clienti B2B strutturati in Europa e il punto di partenza di qualsiasi percorso ESG credibile. Senza una ISO 14001, difficilmente si viene considerati per gare o qualifiche di fornitura complesse.

Il quadro completo è quindi stratificato: ISO 14001 come base gestionale, EcoVadis come qualifica di filiera, EPD o PEP come trasparenza di prodotto. Ciascuna copre un livello diverso della richiesta del mercato e le tre insieme costruiscono un posizionamento solido su tutti i fronti che il procurement sostenibile valuta.

Come possiamo supportarti

Le scelte in materia di certificazione ambientale nel settore elettronica B2B dipendono dai clienti a cui si risponde, dal portafoglio prodotti da gestire e dalla strategia commerciale in cui la sostenibilità si inserisce. Ollum accompagna le aziende del settore nell’orientarsi tra le certificazioni disponibili e nella costruzione operativa del progetto — dall’analisi LCA alla preparazione della dichiarazione EPD, fino all’adeguamento ai requisiti Ecodesign e DPP.

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