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Standard GRI: cosa sono e come funzionano

Gli Standard GRI sono il riferimento più diffuso al mondo per rendicontare gli impatti economici, ambientali e sociali delle organizzazioni.

Di Anna Aceto |    Ultimo aggiornamento: Agosto 4, 2026    |    Rendicontazione ESG

  • Esperta in reporting ESG e politiche per l'ambiente.

PUNTI CHIAVE

Gli standard GRI sono il principale riferimento internazionale per la rendicontazione di sostenibilità

I GRI possono essere utilizzati nella modalità “in accordance”, più stringente e completa, oppure “with reference”, più flessibile

La scelta degli indicatori GRI da inserire nel report ESG dipende dai temi materiali dell’organizzazione, individuati attraverso l’analisi di materialità

Cosa sono gli Standard GRI

Gli Standard GRI (Global Reporting Initiative) sono uno dei principali riferimenti internazionali per la rendicontazione di sostenibilità.

Il loro obiettivo è comunicare in modo trasparente gli impatti economici, ambientali e sociali delle organizzazioni.

I GRI Standards possono essere utilizzati da imprese, enti pubblici, associazioni e organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore.

Hanno una struttura modulare e il loro approccio è basato sulla materialità d’impatto.

Le informazioni raccolte attraverso l’applicazione dei GRI possono essere pubblicate nel bilancio di sostenibilità, nella relazione annuale oppure in un report ESG.

Come sono strutturati i GRI Standards

Il sistema GRI ha una struttura modulare ed è composto da tre gruppi di standard tra loro collegati:

Tipologia A cosa serve Principali contenuti
Standard universali Definiscono i principi e i requisiti applicabili a tutte le organizzazioni. GRI 1 – Foundation, GRI 2 – General Disclosures e GRI 3 – Material Topics.
Standard settoriali Aiutano a individuare gli impatti più significativi di determinati settori. Sono disponibili, tra gli altri, per petrolio e gas, carbone, agricoltura e attività minerarie.
Standard tematici Contengono le informative relative agli specifici temi materiali. Biodiversità, clima, energia, acqua, rifiuti, diversità e comunità locali.

Gli Standard universali costituiscono quindi la base del sistema. L’organizzazione deve poi considerare l’eventuale Standard settoriale applicabile e utilizzare gli Standard tematici collegati agli impatti che ha individuato come materiali.

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Rendicontazione “in accordance” e “with reference”

Ci sono due modalità per utilizzare i GRI nella rendicontazione di sostenibilità: la modalità in accordance e la modalità with reference.

Approccio “in accordance” ai GRI

La modalità in accordance, ossia in conformità ai GRI Standards, è l’approccio più completo e stringente.

L’organizzazione non sceglie liberamente soltanto alcune informative, ma applica l’intero processo previsto dai GRI: individua i temi materiali, utilizza gli Standard universali, considera l’eventuale Standard settoriale applicabile e rendiconta le informative tematiche pertinenti.

Per poter dichiarare la conformità, deve inoltre rispettare i principi di rendicontazione, motivare le eventuali omissioni, pubblicare l’indice dei contenuti GRI, inserire la dichiarazione d’uso prevista e notificare alla Global Reporting Initiative l’utilizzo degli standard.

Questa modalità permette quindi di fornire una rappresentazione complessiva degli impatti più significativi dell’organizzazione e delle modalità con cui vengono gestiti.

Approccio “with reference” ai GRI

La modalità with reference, ossia con riferimento ai GRI Standards, è più flessibile.

Può essere utilizzata quando un’organizzazione vuole applicare soltanto determinati Standard o pubblicare alcune informative GRI, senza rispettare tutti i requisiti necessari per dichiarare la piena conformità.

Anche in questo caso è necessario pubblicare un indice dei contenuti, inserire la specifica dichiarazione d’uso e notificare alla Global Reporting Initiative l’utilizzo degli standard. L’organizzazione non può però affermare che la propria rendicontazione sia stata redatta in conformità ai GRI Standards.

In sintesi, “in accordance” significa applicare il sistema GRI in modo completo e più stringente, mentre “with reference” significa utilizzare soltanto specifici Standard o informative.

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Indicatori GRI o informative GRI?

Nel linguaggio comune si parla spesso di indicatori GRI. La terminologia ufficiale utilizzata negli standard è però informative, in inglese disclosures.

Non tutte le informative corrispondono a un indicatore numerico. Alcune richiedono dati quantitativi, come consumi energetici, emissioni, prelievi idrici o composizione del personale. Altre prevedono informazioni qualitative su politiche, obiettivi, azioni intraprese, procedure di due diligence e modalità di gestione degli impatti.

Per questo motivo, utilizzare gli Standard GRI non significa semplicemente compilare un elenco di KPI. Occorre collegare i dati alle politiche adottate, agli impatti individuati e alle azioni con cui l’organizzazione intende prevenirli, mitigarli o porvi rimedio.

Come scegliere gli indicatori GRI

La scelta delle informative GRI parte dall’individuazione dei temi materiali. Questo processo è detto analisi di materialità, o materiality assessment.

Nel processo vengono analizzati:

  • attività, prodotti e servizi dell’organizzazione;
  • rapporti di business e catena del valore;
  • contesto geografico e normativo;
  • impatti positivi e negativi;
  • probabilità e gravità degli impatti;
  • opinioni di stakeholder ed esperti;
  • eventuali Standard GRI di settore applicabili.

Una volta definito l’elenco dei temi materiali, l’organizzazione consulta gli Standard tematici corrispondenti e individua le informative pertinenti.

💡 Individuare i temi materiali e collegarli alle corrette informative GRI è uno dei passaggi più delicati. Ollum supporta le aziende nell’analisi di materialità, nella scelta degli indicatori e nella redazione del bilancio di sostenibilità.

Quali sono i principali Standard e indicatori GRI?

Di seguito analizziamo alcuni degli Standard GRI più frequentemente utilizzati e i dati necessari per applicarli.

GRI 101 – Biodiversità

GRI 101: Biodiversity 2024 è entrato in vigore il 1° gennaio 2026 e ha sostituito il precedente GRI 304.

Il nuovo standard rafforza la rendicontazione degli impatti sulla biodiversità, considerando sia le attività direttamente controllate sia la catena del valore. Richiede particolare attenzione alla localizzazione dei siti, ai cambiamenti nell’uso del suolo, all’inquinamento, allo sfruttamento delle risorse naturali e agli altri fattori che contribuiscono alla perdita di biodiversità.

I dati necessari possono provenire dalle autorizzazioni ambientali, dalle valutazioni di impatto, dai sistemi informativi geografici, dai monitoraggi di habitat e specie e dalle informazioni raccolte presso i fornitori.

GRI 101 richiede inoltre di considerare le conseguenze che gli impatti sulla biodiversità possono generare sulle comunità locali e sulle popolazioni indigene.

GRI 102 – Cambiamento climatico

GRI 102: Climate Change 2025 entrerà in vigore per la rendicontazione dal 1° gennaio 2027, anche se l’adozione anticipata è incoraggiata.

Lo standard aggiorna e amplia le precedenti informative climatiche. Oltre alle emissioni dirette e indirette, dedica maggiore spazio ai piani di transizione, agli obiettivi climatici, alle misure di mitigazione e adattamento e alle conseguenze della transizione su lavoratori e comunità.

Per applicare GRI 102 è necessario raccogliere dati sui combustibili, sui carburanti, sull’energia acquistata, sulle perdite di gas refrigeranti e sulle principali categorie di emissioni della catena del valore.

Fino all’entrata in vigore del nuovo standard, le organizzazioni continuano a utilizzare le informative del GRI 305 per rendicontare le emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3.

GRI 103 – Energia

GRI 103: Energy 2025 entrerà in vigore il 1° gennaio 2027 e sostituirà il precedente GRI 302.

Lo standard richiede di rendicontare i consumi energetici all’interno dell’organizzazione e, quando pertinenti, quelli presenti a monte e a valle della catena del valore. Prevede inoltre informazioni sull’intensità energetica, sulla riduzione dei consumi e sulla distinzione tra fonti rinnovabili e non rinnovabili.

I dati possono essere raccolti attraverso le bollette, il Portale Consumi, i portali dei distributori, le letture dei contatori, le fatture dei combustibili e i sistemi di monitoraggio energetico.

Quando vengono utilizzate unità di misura diverse, i consumi devono essere convertiti secondo criteri omogenei, conservando la fonte dei fattori di conversione impiegati.

GRI 303 – Acqua ed effluenti

GRI 303: Water and Effluents riguarda i prelievi, gli scarichi, i consumi idrici e gli impatti connessi all’utilizzo dell’acqua.

Una delle informative più comuni è GRI 303-3, relativa al prelievo idrico. L’organizzazione deve indicare il volume complessivo di acqua prelevata e distinguerlo in base alla fonte, specificando anche la quantità prelevata in aree soggette a stress idrico.

I dati provengono generalmente dalle bollette, dai contatori, dai registri dei pozzi e dai sistemi di monitoraggio degli impianti. Per individuare le aree a stress idrico è possibile utilizzare strumenti come Aqueduct Water Risk Atlas o WWF Water Risk Filter.

La valutazione dovrebbe essere effettuata a livello di sito o di bacino idrografico, perché il rischio idrico può variare significativamente anche all’interno della stessa regione.

GRI 306 – Rifiuti

GRI 306: Waste riguarda gli impatti associati alla produzione e alla gestione dei rifiuti.

Le principali informative richiedono di indicare la quantità di rifiuti generati, i rifiuti sottratti allo smaltimento attraverso il riutilizzo o il riciclo e quelli destinati alla discarica, all’incenerimento o ad altre operazioni di smaltimento.

I dati possono essere ricavati dai registri ambientali, dai formulari, dalle pesature, dalle fatture e dalla documentazione fornita dai gestori dei rifiuti.

Oltre alle quantità, lo standard richiede di spiegare le azioni adottate per prevenire la produzione di rifiuti, ridurne la pericolosità e favorire il recupero dei materiali.

GRI 405 – Diversità e pari opportunità

GRI 405: Diversity and Equal Opportunity contiene informazioni sulla diversità all’interno dell’organizzazione e sulla parità di trattamento economico.

L’informativa GRI 405-1 richiede di rappresentare la composizione degli organi di governance e dei dipendenti per genere, fascia di età e categoria professionale. Non riguarda quindi soltanto le persone assunte durante l’anno, ma la composizione complessiva del personale.

GRI 405-2 riguarda invece il rapporto tra la retribuzione di base e la remunerazione delle donne e degli uomini, suddiviso per categoria professionale e sede operativa significativa.

I dati vengono generalmente raccolti dalle risorse umane e dall’amministrazione del personale. Prima della pubblicazione è importante verificare la coerenza del perimetro, delle categorie professionali e dei periodi confrontati.

GRI 413 – Comunità locali

GRI 413: Local Communities riguarda gli impatti delle attività aziendali sulle comunità presenti nei territori in cui opera l’organizzazione.

L’informativa GRI 413-1 richiede di indicare la percentuale delle operazioni nelle quali sono stati attivati processi di coinvolgimento delle comunità locali, valutazioni degli impatti e programmi di sviluppo.

Erogazioni liberali, sponsorizzazioni e supporto alle associazioni possono essere parte del rapporto con il territorio, ma non sono sufficienti da sole. Lo standard si concentra soprattutto sull’esistenza di processi strutturati di valutazione, consultazione e gestione degli impatti.

Le informazioni possono essere raccolte coinvolgendo i responsabili degli stabilimenti, le funzioni HSE, l’ufficio legale, le risorse umane, l’amministrazione e i referenti per le relazioni con il territorio.

💡 Raccogliere dati coerenti da funzioni aziendali, sedi e fonti diverse può rendere il processo di rendicontazione complesso. Ollum supporta le aziende nella raccolta e verifica delle informazioni, nel calcolo degli indicatori e nella redazione completa del bilancio di sostenibilità.

 

Gli Standard GRI sono ancora attuali?

Gli Standard GRI continuano a rappresentare il principale riferimento globale per le organizzazioni che vogliono rendicontare i propri impatti in modo strutturato e comparabile.

Secondo una ricerca pubblicata nel 2026, sono citati dal 40% delle grandi aziende quotate a livello globale, che rappresentano il 62% della capitalizzazione mondiale. Anche il 70% delle aziende che utilizzano gli ESRS continua a fare riferimento ai GRI, a dimostrazione del fatto che i diversi standard possono essere adottati in modo complementare.

In Europa, il ruolo crescente degli ESRS e del VSME non determina necessariamente l’abbandono dei GRI. I diversi standard hanno finalità e destinatari parzialmente differenti e possono essere utilizzati in modo complementare.

Gli ESRS sono il riferimento obbligatorio per le imprese soggette alla CSRD e considerano sia gli impatti generati dall’azienda sia i rischi e le opportunità finanziarie legate alla sostenibilità, secondo il principio della doppia materialità. Il framework volontario europeo basato sul VSME è invece destinato principalmente alle aziende più piccole che devono rispondere alle richieste informative di banche, clienti e imprese della catena del valore.

I GRI Standards mantengono invece una diffusione globale e un forte orientamento alla rendicontazione degli impatti. Molte aziende continuano quindi a utilizzarli insieme agli standard europei, valorizzando le informazioni già raccolte e rispondendo alle esigenze di stakeholder internazionali.

Come possiamo supportarti

Ollum supporta le aziende nell’applicazione degli Standard GRI e nella costruzione di un processo di rendicontazione solido e verificabile.

Il percorso comprende l’individuazione dei temi materiali, la verifica degli Standard settoriali applicabili, la selezione delle informative pertinenti e la definizione del perimetro di rendicontazione.

Supportiamo inoltre le funzioni aziendali nella raccolta dei dati, nel calcolo degli indicatori ambientali e sociali, nella predisposizione dell’indice dei contenuti GRI e nella revisione finale delle informazioni. Per maggiori informazioni, scopri il nostro servizio di supporto per la redazione del bilancio di sostenibilità.

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