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Cos’è l’Impronta Ambientale e Come si Calcola

Il calcolo dell’impronta ambientale rapporta il consumo di risorse all’effettiva disponibilità delle stesse sul pianeta: in questo modo possiamo capire quanto un’attività sia sostenibile (o meno).

Di Giulio Quaglini |    Settembre 10, 2024    |    Sostenibilità

  • Esperto in energie rinnovabili, efficienza energetica e calcolo LCA.

PUNTI CHIAVE

L’impronta ambientale valuta il consumo di risorse rispetto alla capacità rigenerativa del pianeta.

Questo strumento, applicabile a prodotti, servizi, aziende o comunità, permette di analizzare e comprendere il reale impatto ambientale di attività economiche lungo l’intero ciclo di vita.

Calcolare e ridurre l’impronta ambientale non solo contribuisce a una società carbon neutral, ma offre vantaggi concreti per le aziende, come una maggiore competitività, accesso a finanziamenti agevolati e nuove opportunità di mercato.

Cos’è l’Impronta Ambientale (o Ecologica)?

L’impronta ambientale, o impronta ecologica, è una valutazione che ha l’obiettivo di misurare il consumo di risorse rispetto alla capacità che il pianeta ha di rigenerarle. Per chiarire il concetto, possiamo utilizzare la metafora del solco dell’orma che il piede di una persona imprime nel terreno. Allo stesso modo in cui camminando lasciamo un segno sotto di noi, anche tutte le attività economiche possono avere un impatto più o meno profondo (significativo) sui nostri ecosistemi.

Analizzando l’impronta ecologica – e, in particolare, la sua metodologia e il suo calcolo – possiamo capire l’impatto ambientale provocato dalle singole attività economiche. I nostri ecosistemi, infatti, ci mettono a disposizione delle risorse che non sono infinite, suddivisibili tra quelle rinnovabili e quelle fossili.

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Risorse: Con Che Velocità Vengono Rigenerate?

L’essere umano dispone di soluzioni tecnologiche per produrre tutto ciò di cui ha bisogno nei processi di trasformazione, con soluzioni più o meno efficienti, a seconda dei casi. Il pianeta, d’altro canto, è in grado di rigenerare le risorse che mette a disposizione fino ad un certo. Puntualmente, ogni anno, utilizziamo più risorse di quelle che la Terra è in grado di rigenerare, andando in debito.

Inoltre, le scelte compiute per la produzione e distribuzione dei beni, o l’erogazione dei servizi, hanno anch’esse delle conseguenze sugli impatti ambientali. Infatti, porteranno alla creazione di prodotti che, prima o poi, arriveranno alla conclusione del loro ciclo di vita – diventando potenzialmente dei rifiuti.

Impronta Ecologica nell’Economia Lineare e Circolare

I modelli di sviluppo e realizzazione di prodotti e servizi che prediligono una logica lineare si caratterizzano da un’impronta ambientale molto pesante. Questo modello segue l’approccio “take, make, use, dispose”, dall’inglese “prendi, fai, usa e getta”  cioè, di sfruttamento tout court di nuove risorse e dello smaltimento senza recupero delle materie prime a fine del ciclo di vita senza preoccuparsi di ottimizzare un prodotto per più di un utilizzo.

Viceversa, i business model che abbracciano un modello di economia circolare, dando più spazio alle materie prime riciclate, e impiegando energie rinnovabili durante i processi di trasformazione, risultano in un’impronta ambientale più leggera.

Nel prossimo paragrafo, vediamo quindi concretamente come si può implementare questo concetto all’interno di un’azienda, focalizzandoci su alcuni aspetti che rientrano in linea di conto.

Come si Svolge il Calcolo dell’Impronta Ambientale?

Premettiamo un aspetto importantissimo: il calcolo dell’impronta ambientale non è un metodo applicabile solo alle aziende, ma anche alle persone, agli eventi sostenibili, ad una precisa comunità o, infine, anche al singolo prodotto o servizio preso in considerazione.

Per promuovere un‘uniformità nello svolgimento del calcolo dell’impronta ambientale, la Commissione Europea ha deciso di proporre la Raccomandazione 2013/179/UE, dove si trovano indicazioni per svolgere i calcoli su prodotti o organizzazioni tenendo conto del loro ciclo di vita completo.

Questo approccio considera quindi tanto gli aspetti di:

  • progettazione;
  • input (come ad es. le materie prime, i fornitori, le catene di approvvigionamento, l’impronta idrica etc.);
  • trasformazione (lavorazioni, energia, scarti, sviluppo etc.);
  • output (dalla comunicazione della disponibilità sul mercato fino consegna al cliente, senza trascurare la fase di assistenza post-vendita e lo smaltimento in fase EOL – End of Life).

Ciò significa che si computano tutte le attività indirette, e anche gli impatti associati. I risultati ottenuti possono quindi suggerire l’implementazione di strategie ed obiettivi ESG tramite cui migliorare la sostenibilità complessiva dell’azienda e dei suoi prodotti o servizi.

Indicatori Ambientali dell’Impronta Ecologica

Gli indicatori che si possono prendere in considerazione per il calcolo dell’impronta ambientale possono riguardare:

  • la quantità di acqua dolce di cui si fa uso per realizzare beni o prestare servizi, nonché quella che inevitabilmente deve consumare il fruitore del bene o servizio;
  • la quantità di emissioni (Co2, N2o, perfluorocarburi etc.) che si genera tramite l’attività produttiva;
  • la quantità di risorse naturali usate per la produzione.

A questo punto, potresti chiederti quali possano essere i potenziali benefici ottenibili dal calcolo dell’impronta ambientale per la tua azienda: vediamoli nel prossimo paragrafo.

Product Environmental Footprint (PEF) vs. Environmental Product Declaration (EPD)

La Raccomandazione 2013/179/UE della Commissione Europea sopra citata ha come oggetto principale le metodologie della Product Environmental Footprint (PEF) e della Organisation Environmental Footprint (OEF). La raccomandazione incoraggia l’adozione dei metodi di calcolo dell’LCA. Tuttavia, attualmente l’etichetta ecologica sull’impatto ambientale dei prodotti che viene utilizzata maggiormente è l’Environmental Product Declaration (EPD), anch’essa basata sul calcolo LCA.

Impronta Ambientale: Quali Vantaggi Ne Derivano

Ottenuto il risultato di calcolo è possibile individuare tutte le opportunità di miglioramento del tuo business model per renderlo più sostenibile. Da una parte, ciò significa dare un contributo concreto per raggiungere l’obiettivo di una società carbon neutral, ma non solo.

Ancora una volta, ti ricordiamo che ecologia fa rima con economia! Il mercato è sempre più sensibile alle tematiche green e alla sostenibilità e avere un’azienda attenta alle pratiche ambientali aumenta la competitività, la resilienza riducendo a lungo termine i costi..

Rendere i tuoi prodotti più sostenibili significa recepire le richieste dei tuoi potenziali clienti: se non sei tu a farlo, nel frattempo, lo faranno i tuoi concorrenti. D’altro canto, ci sono anche altre interessanti opportunità da cogliere per un’impresa attenta alla crescente sostenibilità.

Le amministrazioni pubbliche, ad esempio, sono chiamate a promuovere il green procurement come modello di riferimento per i loro acquisti. Le istituzioni finanziarie, dal canto loro, propongono forme di finanziamento agevolato per chi implementa strategie ed obiettivi ESG, come i Sustainability Linked Loan. Per cui, nonostante la tua impresa possa non avere direttamente dei requisiti di sostenibilità, altri attori economici stanno ricevendo ordini dall’alto e questo suggerisce un impatto a cascata anche sulle altre aziende produttrici.

Cogli le migliori opportunità di sviluppo sostenibile per la tua azienda. Per sapere maggiori dettagli sull’impronta ambientale e sul suo calcolo, contattaci compilando il modulo online e ti ricontatteremo per una consulenza gratuita.

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