ESG Due Diligence: cos’è e quando serve alle aziende
La ESG due diligence è un processo strutturato con cui un’azienda identifica, valuta e gestisce possibili impatti e rischi ambientali, sociali e di governance legati alle proprie attività, alla supply chain o ai rapporti commerciali.
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La due diligence ESG può essere richiesta da normative, essere utilizzata per valutare fornitori e partner oppure essere svolta per valutare un’azienda prima di un’acquisizione.
Esistono quindi diversi ambiti e diversi livelli di approfondimento in cui una due diligence di sostenibilità può essere effettuata.
Indice
PUNTI CHIAVE
La due diligence ESG identifica i possibili impatti negativi, li valuta e stabilisce come prevenirli, mitigarli e monitorarli
Può riguardare ambiente, diritti umani, condizioni di lavoro, fornitori, integrità e governance, con livelli di approfondimento diversi
Uno dei principali riferimenti internazionali è rappresentato dalle Linee Guida OCSE sulla Responsible Business Conduct
Cos’è la ESG due diligence?
Con ESG due diligence, o due diligence di sostenibilità, si intende un processo strutturato con cui un’azienda identifica e valuta rischi e gli impatti ESG e adotta le misure necessarie per prevenirli, mitigarli e gestirli.
Social: diritti umani, condizioni di lavoro, salute e sicurezza, comunità;
Governance: integrità, anticorruzione, compliance e condotta aziendale.
La due diligence di sostenibilità è quindi strettamente legata all’analisi e gestione dei rischi ESG, pur non essendo perfettamente sovrapponibile ad essa. La due diligence presuppone infatti un’attività proattiva di raccolta e verifica delle informazioni e, soprattutto, l’adozione di azioni per prevenire e gestire le criticità individuate.
Perché le aziende svolgono una due diligence ESG?
Non tutte le aziende hanno bisogno di realizzare una due diligence ESG completa.
Nella pratica, questo tipo di processo viene svolto soprattutto quando esiste un’esigenza concreta: una normativa da rispettare, una supply chain particolarmente esposta, la necessità di qualificare un fornitore o un partner oppure un’operazione societaria importante.
Vediamo i casi più comuni.
1. Quando la due diligence di sostenibilità è richiesta da una normativa
Negli ultimi anni diverse normative europee hanno introdotto obblighi di due diligence relativi a specifiche categorie di imprese, prodotti o supply chain.
La CSDDD non è però l’unica normativa rilevante. Processi di due diligence specifici sono previsti, ad esempio, dal Regolamento EUDR contro la deforestazione, dal Regolamento Batterie e dal Regolamento UE sui minerali provenienti da zone di conflitto.
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2. Per valutare fornitori e supply chain
La due diligence dei fornitori è una delle applicazioni più comuni del processo di due diligence ESG. Un’azienda può infatti avere centinaia di fornitori distribuiti in diversi Paesi, che presentano livelli di rischio ESG molto differenti.
Le verifiche diventano particolarmente rilevanti, ad esempio, quando i fornitori sono localizzati in Paesi ad alto rischio sociale o con una tutela limitata dei lavoratori, quando si acquistano materie prime associate a rischi di deforestazione o perdita di biodiversità, come nel caso di quelle interessate dall’EUDR, oppure quando i processi produttivi presentano impatti ambientali particolarmente significativi.
In questi casi, l’azienda può effettuare una prima segmentazione del rischio e successivamente approfondire solamente le situazioni considerate più critiche.
La due diligence può diventare così uno degli strumenti di un più ampio processo di approvvigionamento sostenibile, insieme a codici di condotta dei fornitori, questionari ESG, sistemi di rating, audit e piani di miglioramento.
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3. Per valutare un nuovo partner commerciale
Il processo può essere utilizzato anche prima di avviare una relazione commerciale significativa.
L’obiettivo, in questo caso, può essere capire se il potenziale partner presenta criticità che potrebbero rappresentare un rischio per l’azienda: problemi di compliance, precedenti casi di corruzione, conflitti di interesse, sanzioni o altre problematiche reputazionali.
Entriamo qui soprattutto nella componente Governance della ESG due diligence.
Le verifiche più approfondite su proprietà, beneficiari effettivi, precedenti giudiziari o possibili attività illecite possono però sconfinare nella legal o investigative due diligence e richiedere competenze specialistiche differenti dalla pura consulenza ESG.
4. Quando esistono rischi ESG significativi
Un’altra situazione concreta riguarda le aziende che operano in settori o filiere particolarmente esposti a rischi ambientali e sociali.
Pensiamo, ad esempio, a un’azienda che acquista cacao, legno, minerali, tessuti o componentistica elettronica attraverso una supply chain internazionale.
In questi casi può essere utile applicare un approccio basato sul rischio anche in assenza di un obbligo normativo generale: individuare le aree più critiche, approfondirle e definire eventuali misure di prevenzione.
5. Nelle acquisizioni e negli investimenti
La due diligence è storicamente molto utilizzata nel mondo delle operazioni societarie.
Prima di acquisire un’azienda, uno stabilimento o un altro asset, l’investitore vuole conoscere anche le potenziali passività ESG (rischi, costi e responabilità) associate all’operazione.
Una ESG due diligence in M&A può quindi affiancare le tradizionali due diligence finanziarie, fiscali e legali e analizzare, ad esempio, rischi ambientali, sicurezza sul lavoro, controversie sociali, governance e compliance.
Quali tipi di due diligence ESG esistono?
Esistono diversi tipi di due diligence ESG, e questi possono essere classificati in base alla natura degli impatti e rischi analizzati. Per semplicità, distinguiamo tre aree principali, corrispondenti alle tre dimensioni dell’ESG.
Due diligence ambientale
La due diligence ambientale identifica e valuta gli impatti e i rischi connessi alla dimensione ambientale delle attività aziendali.
Può riguardare, ad esempio, emissioni, scarichi, rifiuti, utilizzo di sostanze pericolose, contaminazione, biodiversità, consumo di risorse naturali, approvvigionamento delle materie prime e rispetto della normativa ambientale.
La due diligence ambientale presenta molti punti di contatto con il Sistema di Gestione Ambientale (ISO 14001), anche se non è esattamente la stessa cosa. La due diligence ambientale, infatti, può avere un perimetro più ampio e concentrarsi anche su specifiche relazioni commerciali e sulla supply chain.
Un esempio di due diligence ambientale può essere la verifica delle attività di un fornitore particolarmente rilevante per comprendere se i processi produttivi presentano rischi significativi di inquinamento, perdita di biodiversità o violazioni della normativa ambientale.
La componente legale è spesso parte della valutazione: verificare autorizzazioni, conformità e rispetto della legislazione ambientale consente di identificare non solo gli impatti, ma anche eventuali responsabilità e rischi normativi.
Due diligence sociale e Human Rights Due Diligence
La Human Rights Due Diligence, o due diligence sui diritti umani, riguarda l’identificazione, la prevenzione e la gestione degli impatti negativi sulle persone.
Il perimetro può comprendere lavoro forzato e minorile, discriminazione, condizioni di lavoro, salute e sicurezza, libertà di associazione e impatti sulle comunità locali.
La due diligence sociale è un concetto molto vicino e può essere utilizzata in senso più ampio per comprendere la gestione degli impatti sociali dell’azienda su lavoratori, persone nella catena del valore e comunità.
Due diligence di integrità, compliance e anticorruzione
La componente Governance riguarda soprattutto integrità e condotta responsabile dell’impresa.
La due diligence può quindi analizzare rischi di corruzione, conflitti di interesse, sanzioni, compliance, struttura proprietaria e reputazione dei soggetti con cui l’impresa intrattiene rapporti.
In questo ambito vengono utilizzate anche espressioni come integrity due diligence, anti-bribery due diligence e compliance due diligence.
Le verifiche più approfondite di natura investigativa o giudiziaria esulano tuttavia normalmente dalla ESG due diligence in senso stretto e rientrano maggiormente nell’ambito legale e specialistico.
Due diligence fornitori e ESG supply chain due diligence
Questo quarto tipo di due diligence non fa riferimento ad una singola dimensione ESG, ma è piuttosto trasversale.
Nella due diligence ESG dei fornitori possono infatti essere analizzati rischi ambientali, diritti umani, condizioni dei lavoratori, anticorruzione, conformità legale e tracciabilità delle materie prime.
Strumenti come questionari ESG, audit, codici di condotta e rating ESG possono supportare il processo, ma nessuno di questi strumenti, preso singolarmente, coincide necessariamente con l’intera due diligence.
Le normative europee che prevedono una due diligence di sostenibilità
Esistono numerose normative e regolamenti europei che introducono dei processi obbligatori di due diligence di sostenibilità per certe imprese e settori.
Normativa
Ambito
Applicazione
CSDDD
Impatti ambientali e diritti umani lungo la catena di attività
26/07/2029
EUDR
Deforestazione e legalità della produzione
30/12/2026 per grandi e medie imprese; 30/06/2027 per gran parte delle micro e piccole imprese interessate
Regolamento Batterie
Rischi ambientali e sociali delle materie prime
18/08/2027
Conflict Minerals Regulation
Minerali 3TG, conflitti e diritti umani
Già applicabile dal 01/01/2021
Forced Labour Regulation
Lavoro forzato nella produzione e nella supply chain
14/12/2027
CSDDD: due diligence ambientale e sui diritti umani
La CSDDD richiede alle grandi imprese interessate di identificare e gestire gli impatti negativi su ambiente e diritti umani nelle proprie attività e lungo la catena di attività. Il processo segue un approccio basato sul rischio, concentrando gli approfondimenti sulle aree in cui gli impatti risultano più probabili e gravi.
L’EUDR introduce una due diligence specifica per le filiere di bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno e dei prodotti derivati interessati. Gli operatori soggetti all’obbligo devono verificare che i prodotti siano a deforestazione zero e conformi alla legislazione pertinente del Paese di produzione, attraverso raccolta di informazioni, valutazione e, se necessario, mitigazione del rischio.
Regolamento Batterie: due diligence sulle materie prime
Il Regolamento Batterie prevede specifici obblighi di due diligence sulla supply chain di materie prime come cobalto, litio, nichel e grafite naturale. La valutazione riguarda i rischi ambientali e sociali collegati al loro approvvigionamento, lavorazione e commercio.
Il Conflict Minerals Regulation richiede a determinati importatori europei di stagno, tantalio, tungsteno e oro (3TG) di effettuare una due diligence della supply chain per verificare l’approvvigionamento responsabile e gestire i rischi legati a conflitti e violazioni dei diritti umani.
Forced Labour Regulation
Il Forced Labour Regulation vieta l’immissione sul mercato UE e l’esportazione di prodotti realizzati mediante lavoro forzato. A differenza delle normative precedenti, non introduce un obbligo generalizzato di due diligence, ma conoscere e controllare la propria supply chain diventa fondamentale per individuare e gestire il rischio di lavoro forzato.
Le Linee guida OCSE sulla ESG due diligence
Uno dei principali riferimenti internazionali per la due diligence di sostenibilità è rappresentato dall’OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, conosciuta a livello internazionale come OECD.
Nel 2018 l’OCSE ha pubblicato la Due Diligence Guidance for Responsible Business Conduct, sviluppata per aiutare le imprese ad applicare le OECD Guidelines for Multinational Enterprises on Responsible Business Conduct.
Le Linee guida OCSE guardano soprattutto agli impatti negativi che le attività economiche possono generare su persone, ambiente e società, anche quando questi si verificano lungo la supply chain o attraverso altre relazioni commerciali.
Due diligence ESG e sistemi di gestione ISO
Per le aziende che vogliono strutturare una due diligence ESG, i sistemi di gestione ISO possono rappresentare un importante punto di partenza.
Standard come ISO 14001 per l’ambiente, ISO 45001 per salute e sicurezza, ISO 37001 per l’anticorruzione o ISO 37301 per la compliance prevedono infatti elementi comuni alla logica della due diligence, come identificazione dei rischi, definizione di procedure e responsabilità, monitoraggio e azioni correttive.
I sistemi ISO sono generalmente più verticali rispetto alle Linee guida OCSE, ma hanno il vantaggio di essere ampiamente riconosciuti dal mercato e, nel caso degli standard di requisiti, certificabili. Un’azienda che li ha già implementati può quindi partire dai processi esistenti e integrarli con gli elementi necessari per una due diligence ESG più trasversale.
È possibile certificare una due diligence ESG?
Ad oggi, non esiste una vera e propria “certificazione ESG due diligence”.
Il principale riferimento internazionale è rappresentato dalle Linee guida OCSE sulla Responsibile Business Conduct, che però non sono uno standard certificabile.
Segnaliamo in questo ambito Get It Fair – Responsible Organization, un programma di rating ESG basato su un processo strutturato di due diligence. Esso infatti integra esplicitamente nel suo framework le raccomandazioni delle Linee guida OCSE insieme ad altri standard e riferimenti internazionali.
Anche la certificazione B Corp può rappresentare un riferimento più ampio: i nuovi B Lab Standards prevedono infatti una valutazione dei rischi e specifici requisiti di due diligence per identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi dell’impresa. B Corp resta però una certificazione complessiva delle pratiche e degli impatti aziendali, e non una certificazione specifica della ESG due diligence.
Come possiamo supportarti
In Ollum supportiamo le aziende nella strutturazione di processi di sostenibilità basati su un approccio tecnico e proporzionato alle esigenze dell’organizzazione.
Possiamo affiancarti nella mappatura dei rischi e degli impatti ESG, nella valutazione della supply chain, nella definizione di procedure e criteri di controllo e nell’integrazione della due diligence con i sistemi di gestione e i processi aziendali già esistenti.
Supportiamo inoltre le imprese nell’applicazione di normative che prevedono specifici obblighi di due diligence, come la CSDDD e il Regolamento EUDR, oltre che nella preparazione a rating e schemi ESG come EcoVadis e Get It Fair.
Vorresti capire meglio come strutturare un processo di due diligence ESG nella tua azienda?