Con l’aiuto del calcolo delle emissioni di CO2 delle auto puoi stabilire il livello di impatto ambientale di un veicolo, valutandone efficacemente la sostenibilità e la convenienza in termini economici.
Febbraio 11, 2024Â Â Â |Â Â Decarbonizzazione & Net Zero
I trasporti hanno un impatto ambientale non trascurabile sull’ecosistema, motivo per il quale si punta strategicamente ad una mobilità sempre più sostenibile.
Da qui nasce l’esigenza di preferire quei veicoli che assicurano i più bassi livelli di emissioni di anidride carbonica, una scelta di tutela dell’ambiente che è anche economicamente conveniente.
Indice
PUNTI CHIAVE
Le emissioni di CO2 delle auto sono cruciali per contrastare l’effetto serra e l’impatto ambientale del settore dei trasporti, responsabile del 14% delle emissioni totali in Italia.
Calcolare le emissioni individuali aiuta a orientarsi verso veicoli più sostenibili, con benefici ambientali ed economici.
La normativa Euro e gli incentivi, come l’Ecobonus, promuovono la sostenibilità , mentre l’obiettivo di vietare auto inquinanti punta a una mobilità più verde entro il 2035.
Per contrastare questo circolo vizioso, tanto nelle nostre vite private quanto nelle nostre attività lavorative, possiamo privilegiare delle scelte più consapevoli in fase di acquisto delle auto. Infatti, ci sono veicoli che sono maggiormente eco-sostenibili e ci aiutano a ridurre l’impatto ambientale dei nostri spostamenti. La maggior “sensibilità ecologica” nell’acquisto dell’auto si riflette anche positivamente dal punto di vista economico: infatti, le scelte sostenibili godono di interessanti incentivi.
Nel prossimo paragrafo, prendiamo nota del calcolo delle emissioni di CO2 delle auto per farci un’idea su come orientarci nelle scelte all’insegna della sostenibilità e della convenienza.
Il Calcolo delle Emissioni di CO2 delle Auto
Per eseguire il calcolo delle emissioni di CO2 di un’auto bisogna individuare il dato (espresso in g/km) dal costruttore del veicolo e utilizzarlo come coefficiente da moltiplicare rispetto alla percorrenza annua. Con questa procedura, potremo stimare il totale delle emissioni di anidride carbonica che il nostro veicolo rilascerà nell’atmosfera tenendo conto delle nostre abitudini di spostamento in auto.
Con l’aiuto di una tabella delle emissioni di CO2 delle auto possiamo individuare, in ordine crescente, quali siano i veicoli che assicurano la minor quantità di g/km percorso. A prescindere dal fatto che consideriamo le emissioni di CO2 delle auto diesel (o ad altro carburante), lo scopo è sempre quello di selezionare il veicolo dal minor valore possibile di grammi di anidride carbonica per km percorso.
Ad esempio, se osserviamo le emissioni di CO2 di un’auto benzina come l’Audi A3 Sportback 1.5 litri da 110 kW, ci accorgiamo che oscillano tra i 115-154 g/km. Sempre della stessa azienda, se consideriamo il modello Q3, 2.0 litri da 110 kW, notiamo che il valore oscilla tra i 127-151 g/km. Se prendiamo in esame il modello Q3 e-tron, 1.4 litri da 110 kW, notiamo che presenta il valore di 35-52 g/km: ma in questo caso stiamo parlando di emissioni di CO2 di auto ibride di tipo plug-in (cioè elettrico).
Oltre ad osservare il valore di emissioni in grammi per chilometro percorso, un altro criterio per una comparazione che puoi considerare è quello della categoria Euro di appartenenza dell’auto. Si tratta di un importante indicatore che può esserti di aiuto per valutare “a colpo d’occhio” quello che è il potenziale impatto ambientale del veicolo che hai di fronte.
💡 Per le aziende che vogliono quantificare le emissioni della propria flotta o dei propri processi, Ollum affianca le organizzazioni nel calcolo strutturato: come affrontiamo la misurazione della carbon footprint.
La Mobilità Sostenibile e le Categorie Euro
Già da prima che la tematica della riduzione delle emissioni di carbonio diventasse argomento dell’agenda politica di gran parte del globo, il tema dell’inquinamento dei veicoli era d’attualità in Europa. Se pensiamo alla classificazione delle auto da un punto di vista del loro impatto ambientale, ci vengono subito in mente le note categorie Euro, che spaziano dalla 0 alla 6. Il prossimo anno, per contro, entrerà in vigore la norma Euro 7, con tutta una serie di ulteriori novità .
In estrema sintesi, possiamo ricordare che ad ogni categoria Euro corrispondono degli standard minimi per quanto riguarda l’efficienza dei veicoli. Per stabilire se un certo modello di auto può rientrare nella categoria, quindi, se ne valuta il livello di efficienza, tenendo conto del consumo, del suo rendimento e, ovviamente, anche del livello di emissioni di inquinanti.
È molto importante ricordare come gli obiettivi dell’agenda politica europea sono quelli di orientare la mobilità verso una maggiore sostenibilità . Ciò si traduce nel fatto che, a livello normativo, possono essere introdotti anche dei limiti allo spostamento per le auto che risultano appartenere a categorie Euro troppo basse. Alcune amministrazioni locali, infatti, si spingono anche a vietare il transito a veicoli che sono ritenuti troppo inquinanti.
D’altro canto, non mancano gli interventi pubblici a favore della diffusione di auto meno inquinanti, come ad esempio, il famoso Ecobonus. In linea di massima, gli incentivi supportano in modo particolare l’adozione di veicoli elettrici, soprattutto contestualmente alla rottamazione di automobili con motori termici appartenenti a categorie Euro molto basse. Anche quei veicoli che riescono a contenere a livelli molto bassi le emissioni, come ad esempio gli ibridi plug-in, rientrano tra quelli interessati dalle politiche di sostegno per la transizione verso un parco veicoli nazionale decisamente più green.
Non dimentichiamoci che, all’orizzonte, resta sempre l’obiettivo dello stop alla vendita di auto a benzina e diesel entro il 2035. Un traguardo verso l’affermazione definitiva di una mobilità sostenibile, per ottenere anche dal comparto dei trasporti un significativo contributo alla riduzione globale delle emissioni di CO2.
Come possiamo supportarti
Le emissioni di CO2 legate ai trasporti rappresentano una quota rilevante dell’impatto ambientale di molte organizzazioni, in particolare quelle con flotte aziendali o filiere logistiche estese. Misurare correttamente queste emissioni è il primo passo per ridurle in modo strutturato. Ollum supporta le aziende nel calcolo della carbon footprint e nella definizione di un piano di decarbonizzazione coerente con gli obiettivi normativi e di mercato.
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