Skip to main content

Efficientamento Energetico 2030: quali obblighi per gli edifici?

La Direttiva EPBD IV sulla Prestazione Energetica degli Edifici delinea i prossimi obiettivi per l’efficientamento energetico 2030 degli edifici. Scopri come cambierà il settore edilizio per raggiungere questi obiettivi di sostenibilità.

Di Giulio Quaglini |    Marzo 28, 2025    |    Transizione Energetica

  • Esperto in energie rinnovabili, efficienza energetica e calcolo LCA.

Le nuove politiche europee sull’edilizia stanno accelerando il percorso di efficientamento energetico degli edifici entro il 2030. Gli obiettivi riguardano la riduzione dei consumi energetici, la diffusione delle energie rinnovabili, la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente e la progressiva decarbonizzazione del settore edilizio.

In questo articolo analizziamo le principali misure che interesseranno edifici pubblici, abitazioni e settore costruzioni nei prossimi anni, con particolare attenzione agli interventi di riqualificazione energetica e agli obiettivi europei al 2030.

👉 Per un approfondimento completo sulla Direttiva Case Green, sugli obblighi GWP e sul rapporto con il Regolamento CPR, leggi il nostro articolo dedicato alla Direttiva EPBD IV.

PUNTI CHIAVE

Le nuove direttive europee promuovono l’analisi del ciclo di vita (LCA) come strumento centrale per valutare la sostenibilità degli interventi edilizi.

La direttiva impone una quota minima di ristrutturazioni per edifici pubblici e residenziali, al fine di migliorare le prestazioni energetiche e ridurre i consumi.

La Direttiva EPBD IV è integrata dal nuovo Regolamento CPR sui prodotti da costruzione, che obbliga a dichiarare le prestazioni ambientali lungo l’intero ciclo di vita dei materiali da costruzione.

Efficientamento Energetico 2030: obblighi e novità per gli edifici

Le nuove politiche europee sull’edilizia stanno accelerando il percorso di efficientamento energetico 2030 degli edifici. L’obiettivo è ridurre consumi energetici ed emissioni, intervenendo soprattutto sul patrimonio immobiliare esistente e sugli edifici con le prestazioni peggiori.

Negli ultimi anni il testo europeo sulla prestazione energetica degli edifici è stato al centro di un forte confronto politico e tecnico. La versione finale ha superato alcune delle rigidità iniziali, ma conferma una traiettoria chiara: rendere il settore edilizio più efficiente, meno dipendente dai combustibili fossili e progressivamente allineato all’obiettivo di neutralità climatica al 2050.

In questo articolo ci concentriamo sugli effetti pratici per l’efficientamento energetico degli edifici entro il 2030: riqualificazione, caldaie fossili, fotovoltaico, diagnosi energetiche, investimenti e strumenti utili per progettisti, imprese e proprietari immobiliari.

👉 Per un quadro normativo completo sulla Direttiva Case Green, sugli obblighi GWP e sul rapporto con il nuovo Regolamento CPR, leggi il nostro approfondimento dedicato.

Le nuove regole europee per gli edifici

Il riferimento normativo principale è la quarta revisione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, formalmente Direttiva (UE) 2024/1275. La direttiva è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’8 maggio 2024, è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 29 maggio 2026.

Con questa revisione, le istituzioni europee mirano a ridurre in maniera progressiva le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel comparto edilizio entro il 2030. L’obiettivo più ambizioso, quello della neutralità climatica del settore, dovrà essere raggiunto entro il 2050.

In termini pragmatici, gli sforzi dovranno concentrarsi soprattutto sulla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, con priorità per quelli che oggi registrano le prestazioni peggiori. Parallelamente, gli Stati membri dovranno promuovere maggiore consapevolezza, strumenti finanziari e competenze tecniche per rendere concretamente attuabile la transizione.

👉 Sul fronte dei materiali da costruzione, la sostenibilità degli edifici sarà sempre più collegata anche al nuovo Regolamento CPR (Construction Products Regulation), che rafforza il ruolo dei dati ambientali e delle informazioni sul ciclo di vita dei prodotti da costruzione.

Whitepaper - Checklist LCA

Checklist Analisi del Ciclo di Vita (LCA)

Scarica la checklist gratuita, dove troverai informazioni sui dati e i documenti necessari per svolgere un'Analisi del Ciclo di Vita (LCA).


Edifici: la fase d’uso causa gran parte dell’impatto ambientale

Per molti edifici esistenti, una quota molto rilevante dell’impatto ambientale riguarda la fase d’uso. Parliamo quindi di riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria e consumo di energia elettrica.

Per questo motivo, la riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare esistente è fondamentale. Questo vale soprattutto in Italia, dove circa il 72% degli edifici ha più di 43 anni, e quindi è stato costruito prima della prima legge italiana sull’efficienza energetica degli edifici (L. 373/76).

La riqualificazione edilizia deve basarsi su un’attenta analisi costi-benefici, realizzata attraverso la metodologia LCA (Life Cycle Assessment) ed LCC (Life Cycle Costing). La LCA, applicata al settore edilizio secondo riferimenti come UNI EN 15804 e UNI EN 15978, consente di valutare gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita di prodotti ed edifici.

💡 La LCA applicata agli edifici consente di quantificare gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita, dalla produzione dei materiali alla fase d’uso fino alla dismissione: Ollum realizza studi LCA per il settore edilizio

emissioni edifici

Emissioni del settore edifici: fase d’uso = Residential, Non-residential; produzione materiali da costruzione = Building construction industry, con cemento, acciaio e alluminio per il settore edilizia. Confronto con le emissioni globali totali. Fonte: IEA 2024.

Efficientamento Energetico 2030: quali misure per raggiungerlo

In primo luogo, le nuove regole europee pongono l’accento sull’esigenza di rendere a emissioni zero tutti i nuovi edifici. Gli edifici nuovi di proprietà di enti pubblici dovranno rispettare questo standard dal 2028, mentre per tutti gli altri nuovi edifici la scadenza è fissata al 2030.

Un’altra misura fondamentale per l’efficientamento energetico 2030 riguarda le ristrutturazioni. La priorità sarà intervenire sugli edifici con le prestazioni peggiori, così da ottenere una riduzione concreta dei consumi energetici del patrimonio immobiliare.

Nel caso degli edifici non residenziali, gli Stati membri dovranno introdurre soglie minime di prestazione energetica che porteranno a intervenire progressivamente sugli immobili meno efficienti:

  • entro il 2030, dovranno essere affrontati gli edifici con le prestazioni peggiori corrispondenti alla soglia del 16%;
  • entro il 2033, la soglia salirà al 26%;
  • nel caso delle abitazioni, la riduzione del consumo medio di energia primaria dovrà essere pari al 16% entro il 2030 e compresa tra il 20% e il 22% entro il 2035.

Tra le misure fondamentali per raggiungere gli obiettivi di efficientamento energetico 2030, la diagnosi energetica rappresenta uno strumento indispensabile per pianificare interventi mirati e ottenere risultati concreti.

Rispetto alle prime ipotesi discusse a livello europeo, è stato invece superato il riferimento a un’armonizzazione rigida delle classi energetiche. In altre parole, non è stato confermato un obbligo generalizzato di portare tutto il patrimonio immobiliare verso classi energetiche predefinite entro scadenze uguali per tutti gli Stati membri.

In precedenza, la roadmap prevedeva ad esempio il passaggio alla classe E e poi alla classe D per determinate categorie di edifici. La versione finale lascia invece maggiore flessibilità agli Stati membri, che dovranno definire traiettorie nazionali coerenti con il proprio patrimonio immobiliare.

💡 La diagnosi energetica è il punto di partenza per qualsiasi piano di riqualificazione: consente di identificare le priorità di intervento e quantificare i risparmi attesi. Ollum supporta le organizzazioni in questo percorso: come strutturiamo le diagnosi energetiche con le aziende che seguiamo

Approfondisci il ruolo dei prodotti da costruzione nella decarbonizzazione degli edifici


webinar 20 marzo prodotti da costruzione

Stop agli incentivi per le caldaie autonome a combustibili fossili

Le nuove regole europee non trascurano l’esigenza di ridurre progressivamente il ricorso alle caldaie alimentate da combustibili fossili, tenendo conto di come il riscaldamento degli edifici rappresenti una quota rilevante delle emissioni di gas a effetto serra.

Dal 1° gennaio 2025, gli Stati membri non possono più prevedere incentivi finanziari per l’installazione di nuove caldaie autonome alimentate esclusivamente da combustibili fossili. Il principio è favorire la transizione verso sistemi di riscaldamento e raffrescamento più efficienti e compatibili con le fonti rinnovabili.

In prospettiva, i piani nazionali dovranno includere misure per accompagnare il progressivo phase-out delle caldaie a combustibili fossili entro il 2040. Tra le alternative più promettenti vi sono le pompe di calore, che sfruttano l’energia presente nell’aria, nell’acqua o nel suolo per garantire riscaldamento e raffrescamento con un’efficienza energetica elevata.

Questi sistemi, soprattutto se integrati con energia elettrica da fonti rinnovabili, possono contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni operative degli edifici.

Whitepaper - Guida Pompe di Calore

Guida su Pompe di Calore

Scarica il whitepaper gratuito e scopri i vantaggi di utilizzare le pompe di calore per il riscaldamento e raffreddamento degli ambienti.


Solare e fotovoltaico: nuovi requisiti sugli edifici

Tra le altre misure rilevanti per l’efficientamento energetico 2030 rientra la progressiva integrazione delle tecnologie solari negli edifici. L’obiettivo è accelerare la diffusione del fotovoltaico e del solare termico, aumentando le possibilità di autoconsumo e condivisione dell’energia.

Le prime scadenze riguardano soprattutto i nuovi edifici pubblici e non residenziali di dimensioni rilevanti, con un’attuazione progressiva tra il 2026 e il 2030. Per quanto riguarda l’edilizia privata e residenziale, gli Stati membri dovranno adottare strategie e misure nazionali per favorire la diffusione degli impianti solari.

Sempre a proposito di interventi normativi nazionali, i singoli Paesi potranno prevedere esenzioni per alcune categorie di edifici, tenendo conto delle specificità del proprio patrimonio immobiliare.

A questo proposito, si possono citare le costruzioni storiche, gli edifici utilizzati per attività agricole, gli edifici ecclesiastici, quelli impiegati nell’ambito della difesa e le costruzioni usate a titolo temporaneo.

Leggi anche: Edilizia Sostenibile: 3 regole per metterla in pratica

Investimenti e finanziamenti per l’efficientamento energetico 2030

Le attività da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi di efficientamento energetico degli immobili richiederanno investimenti molto elevati. Secondo le stime richiamate nel dibattito europeo, la transizione del settore edilizio richiederà risorse nell’ordine di centinaia di miliardi di euro all’anno da qui al 2030.

Non tutte queste risorse saranno coperte da fondi dedicati. Tuttavia, gli Stati membri potranno ricorrere a diversi strumenti europei e nazionali, tra cui il Fondo Sociale per il Clima, il Recovery Fund e i fondi per lo sviluppo regionale.

La disponibilità di strumenti finanziari sarà decisiva soprattutto per gli edifici con le prestazioni peggiori, per le famiglie vulnerabili e per gli interventi su patrimoni immobiliari complessi, come condomìni, edifici storici o immobili soggetti a vincoli.

Come possiamo supportarti

Il percorso verso l’efficientamento energetico degli edifici richiede strumenti di analisi precisi: dalla valutazione degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita alla diagnosi energetica, fino alla certificazione delle prestazioni. Requisiti normativi e aspettative del mercato stanno convergendo nella stessa direzione.

Ollum supporta aziende, progettisti e operatori della filiera edilizia con studi LCA per edifici, diagnosi energetiche e percorsi di certificazione come LEED e BREEAM.

Ti potrebbe interessare anche: