Come funziona davvero l’economia circolare nelle aziende?
Ti sei mai chiesto cosa significa economia circolare, e soprattutto come puรฒ essere applicata in azienda? In questa guida troverai esempi concreti, strategie per lโimplementazione, analisi delle normative, per capire cosโรจ lโeconomia circolare nellโambito business.
Di Saverio Lapini |ย ย Giugno 26, 2025ย ย ย |ย ย Economia Circolare
L’economia circolare รจ un modello produttivo che punta a ridurre i rifiuti e a valorizzare ogni risorsa. Si basa su riciclo, riuso, durata dei prodotti e progettazione sostenibile
Le aziende che adottano modelli circolari attraggono piรน clienti e accedono piรน facilmente a bandi e incentivi (come previsto dal Clean Industrial Deal UE)
Il primo passo per implementare la circolaritร in azienda รจ l’analisi LCA: essa permette di trovare gli impatti ambientali piรน critici, simulare scenari alternativi e misurare i benefici di soluzioni circolari concrete
Introduzione
Navigando sul web, ci si rende subito conto che esistono migliaia di contenuti per rispondere alla domanda: che cos’รจ l’economia circolare.
Forse il motivo risiede nella trasversalitร di questo concetto. Infatti, pur trattandosi di un tipo di modello economico, esso coinvolge moltissime sfere diverse: quella ambientale, legislativa, politica, e finanziaria, ma anche economica, geopolitica e personale.
ร impossibile racchiudere tutte queste informazioni in un singolo articolo di blog. Non troverete nรฉ “tutto quello che c’รจ da sapere sull’economia circolare”, nรฉ l’ennesimo spiegone sul significato e la definizione di economia circolare.
Al contrario, vi proponiamo qualcosa di piรน concreto, focalizzato sul mondo business. Cercheremo di rispondere a domande tipo:
Come possono le imprese implementare l’economia circolare, nella pratica?
Quali vantaggi tangibili si ottengono grazie alla circolaritร ?
In che modo cambieranno gli obblighi normativi per le imprese in materia di economia circolare ed ecodesign?
Che cos’รจ l’economia circolare? Definizione semplice
Cominciamo ripassando brevemente cosa significa economia circolare e quali sono i suoi pilastri.
L’economia circolare รจ un approccio alla produzione di beni che mira a due cose:
Ridurre i rifiuti, quanto piรน possibile
Estendere il ciclo di vita dei prodotti, attraverso riciclo e riuso
Prendiamo ora un dato demografico: negli ultimi 30 anni, la popolazione mondiale รจ cresciuta di 2 miliardi.
Non ci vuole un genio per capire che, proseguendo sulla strada del “prendere, produrre e scartare”, ci ritroveremo ben presto in un pianeta colmo di rifiuti e sempre piรน privo di risorse (peggio di quanto non lo sia ora).
Abbiamo giร fatto dei passi importanti in questo senso, come emerge dal nuovo Rapporto sull’Economia Circolare 2025 della Fondazione Sviluppo Sostenibile. Esso dichiara, infatti, che l’Italia รจ prima in Europa per indice di circolaritร , superando Francia, Germania e Spagna.
Tuttavia, questa buona notizia non deve fermarci: รจ necessario continuare ad evolversi, per passare da un modello lineare a uno di tipo circolare.
Differenza tra economia circolare e lineare
Abbiamo accennato al “prendi, produci, scarta”.
Queste tre parole sintetizzano il tradizionale modello dell’economia lineare, in cui l’essere umano preleva le risorse dalla natura, produce dei beni grazie alla tecnologia e, quando il prodotto ha esaurito il suo scopo, se ne libera gettandolo in discarica.
L’economia circolare ribalta questo paradigma, sostenendo che:
a) Gli scarti di qualcuno sono delle risorse per qualcun altro
b) Estendendo il ciclo vita dei prodotti si riducono i rifiuti
Insomma, niente di trascendentale. Il significato dell’economia circolare non รจ molto difficile da comprendere: rispecchia, infatti, quanto accade giร in natura. Qualcuno parla di economia biomimetica in riferimento all’idea di “imitare” la natura, ad esempio nell’approccio cradle to cradle).
In natura, infatti, non esiste il concetto di rifiuto come lo intendiamo noi (principio waste = food).
L’obiettivo, quindi, รจ chiaro:
trovare il maggior numero di modi possibili per recuperare gli scarti e trasformarli in risorse (ad esempio selezionando materiali riciclati)
favorire un allungamento del ciclo di vita dei prodotti (ad esempio attraverso la riparazione e il riuso).
Vantaggi e svantaggi dell’economia circolare per le imprese
Negli aspetti teorici affrontati fin qui, รจ tutto abbastanza semplice.
Ma nella pratica, quali sono i vantaggi e gli svantaggi per le imprese che adottano l’economia circolare nei loro processi produttivi?
Vantaggi
I 3 vantaggi piรน importanti dell’economia circolare nelle imprese sono:
Attrazione di consumatori
Meno sprechi, piรน ricavi
Accesso a bandi e finanziamenti
Secondo il sondaggio Eurobarometro del 2024, il 51% degli italiani si dichiara favorevole a pagare di piรน per un prodotto piรน facilmente riparabile, riciclabile oppure che รจ stato prodotto in modo sostenibile (contro il 59% della media europea).
Inoltre, recuperare gli scarti di produzione e i rifiuti trasformandoli in prodotti secondari non solo contribuisce alla riduzione dei costi di approvvigionamento delle materie prime, ma apre anche nuove opportunitร economiche, come la simbiosi industriale, i progetti di upcycling e di take-back.
Infine, c’รจ il tema delle normative europee: sul fronte dell’economia circolare l’UE intende stanziare molti fondi (proprio il 25 giugno 2025 Teresa Ribera ha presentato il quadro sugli aiuti di Stato del Clean Industrial Deal).
Il Clean Industrial Deal
ร indicativo che, nello stesso giorno in cui la Commissione ha presentato il pacchetto di semplificazione Omnibus, sia stato annunciato il Clean Industrial Deal, il piano strategico per l’industria pulita.
Quest’ultimo stabilisce un obiettivo importante: raddoppiare il tasso di circolaritร dell’economia europea, aumentando dall’11,8% del 2023 al 24% al 2030.
La direzione della politica europea sulla sostenibilitร degli ultimi mesi si puรฒ quindi riassumere cosรฌ:
da un lato: semplificazione e riduzione degli obblighi in materia di rendicontazione di sostenibilitร
dall’altro: promozione dell’economia circolare, efficienza energetica, decarbonizzazione ed energie rinnovabili attraverso incentivi e finanziamenti
Insomma: meno obblighi, piรน incentivi.
Svantaggi
Vediamo ora quali sono i 3 svantaggi principali dell’economia circolare:
Gli investimenti iniziali potrebbero essere importanti
Innovare i modelli produttivi puรฒ essere complesso
ร necessario un cambio di mentalitร
Adottare modelli di business circolari puรฒ richiedere degli investimenti iniziali significativi. Tuttavia, i bandi e i finanziamenti, sia europei che nazionali, sono un importante supporto per le aziende. Inoltre, questi costi iniziali avranno un ritorno positivo nel lungo termine.
Inoltre, sviluppare nuovi modelli circolari puรฒ essere complesso, in quanto richiede una conoscenza approfondita di tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto. Per questo, riteniamo che l’analisi del ciclo di vita sia un punto di partenza imprescindibile per sviluppare strategie circolari.
Infine, c’รจ lo scoglio piรน importante: quello della mentalitร . Adottare l’economia circolare richiede infatti un cambiamento culturale importante, sia dei consumatori che dei produttori, superando la cultura dell’usa e getta.
LCA: la base scientifica per una strategia di circolaritร solida
La base scientifica di partenza per sviluppare una strategia di economia circolare solida รจ l’analisi del ciclo di vita (LCA). Giร da molti anni la Commissione Europea promuove l’utilizzo della metodologia LCA:
“L’analisi del ciclo di vita รจ lo strumento piรน efficace per valutare i potenziali impatti ambientali dei prodotti attualmente disponibili, e costituisce quindi uno strumento prezioso per la politica integrata dei prodotti.”
(comunicazione COM (2003) 302)
La metodologia LCA รจ infatti rigorosa e scientifica, e permette di conoscere nel dettaglio gli impatti ambientali del prodotto lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita.
Analizzando tutti i flussi di materia ed energia รจ possibile trovare sprechi, inefficienze, e quindi aree con il maggior potenziale di miglioramento.
Abbiamo illustrato un caso pratico di applicazione della metodologia LCA in questo articolo, per dimostrarvi quanto essa sia rigorosa e scientifica.
Come simulare scenari di economia circolare con l’analisi LCA
Una volta svolta l’analisi del ciclo di vita e mappato tutti gli impatti ambientali legati al prodotto, รจ possibile utilizzare lo stesso modello matematico per simulare scenari alternativi piรน sostenibili.
I software per il calcolo LCA, infatti, sono basati su database internazionali contenenti milioni di dati sugli impatti ambientali di materiali, processi, trasporti e smaltimenti.
Sfruttando queste informazioni e il modello LCA costruito, รจ possibile simulare scenari diversi, quantificando il potenziale di riduzione degli impatti di soluzioni circolari.
Esempi di modellazione di scenari LCA
Vediamo ora un paio di esempi pratici di come un modello LCA puรฒ essere utilizzato come base per simulare soluzioni alternative.
L’LCA rivela che l’impatto maggiore deriva dalla produzione del materiale vergine.
Scenario alternativo: Possiamo simulare scenari diversi in cui viene utilizzato materiale riciclato e quantificarne l’efficacia ambientale
2. Dall’LCA emerge che uno degli impatti piรน grandi deriva dagli scarti di lavorazione.
Scenario alternativo: Possiamo sviluppare soluzioni di recupero interno, oppure cercare delle possibili simbiosi industriali con altre aziende
Similmente, possiamo sviluppare un modello in cui si confronta l’impatto ambientale generato da un modello lineare classico, con quello di un modello circolare che preveda un servizio di take-back a fine vita.
Dall’analisi LCA alla transizione circolare
Una volta simulati diversi scenari, viene scelto il migliore sotto il profilo della sostenibilitร e della fattibilitร tecnico-economica.
Esempio 1: Azienda siderurgica โ recupero e riutilizzo degli scarti
Contesto iniziale: un’azienda che produce componenti in acciaio ha un processo lineare, in cui le limature e i residui vengono semplicemente inviati a smaltimento
Transizione: Grazie ad un’analisi LCA, l’azienda identifica che un impatto significativo รจ rappresentato proprio dagli scarti. Avvia un progetto in cui trasforma questi scarti in sottoprodotti, che vengono riutilizzati sia internamente che in altre aziende (simbiosi industriale).
Esempio 2 (storia di successo Ollum): Azienda del packaging plastico โ strategia di take back e riciclo
Contesto iniziale: un’azienda produttrice di film estensibili in plastica opera secondo un modello tradizionale lineare, in cui il prodotto, una volta venduto e utilizzato, finisce nei rifiuti, spesso senza alcun controllo sulla fase di fine vita.
Transizione: grazie a un’analisi approfondita basata su 25 studi LCA, viene identificato un impatto ambientale importante nella fase post-utilizzo del film plastico. I consulenti Ollum hanno accompagnato l’azienda nello sviluppo di un programma di take-back, che consente il recupero del film a fine vita direttamente dai clienti.
Il materiale raccolto viene poi avviato a riciclo e reintegrato nei nuovi processi produttivi, secondo una logica di ciclo chiuso (close the loop). Oltre a ridurre in modo significativo gli impatti ambientali del prodotto, questa strategia ha migliorato anche l’efficienza economica e il posizionamento dell’azienda in termini di responsabilitร ambientale.
Per approfondire come abbiamo implementato questa strategia di economia circolare nel settore plastico, leggi il nostro caso studio dedicato:
Altri esempi di aziende circolari
Vediamo altri esempi di aziende innovative italiane che fanno dell’economia circolare il proprio cavallo di battaglia.
Tra questi, la startup Ricehouse, che recupera i sottoprodotti della lavorazione del riso per creare materiali da costruzione circolari, oppure Orange Fiber, che trasforma gli scarti di arance in un tessuto simile alla seta.
Monitoraggio dei risultati e miglioramento continuo
1. Analisi LCA per mappare gli impatti ambientali
Il primo passo รจ capire da dove si parte. L’analisi del ciclo di vita (LCA) permette di mappare con precisione gli impatti ambientali del prodotto, in ogni fase: dalle materie prime, alla produzione, al trasporto, fino allo smaltimento. Senza questo tipo di diagnosi, si rischia di intervenire a caso.
2. Identificazione delle aree critiche e delle opportunitร
Una volta completata la mappatura, si identificano i “punti caldi”, ovvero le fasi del ciclo di vita con gli impatti maggiori. ร qui che si nascondono le migliori opportunitร per fare economia circolare: ridurre gli sprechi, sostituire materiali, migliorare i processi.
3. Sviluppo di modelli di simulazione per valutare diverse soluzioni
Grazie ai dati raccolti con l’LCA, รจ possibile simulare scenari alternativi. Cosa succede se sostituiamo una materia prima con una riciclata? Se implementiamo un sistema di take-back? Se cambiamo modalitร di trasporto? Gli strumenti di modellazione consentono di quantificare i benefici ambientali (e spesso anche economici) prima ancora di agire.
4. Implementazione della strategia scelta
Una volta individuata la soluzione piรน efficace e fattibile, si passa all’azione. Questa fase include la riprogettazione dei prodotti (ecodesign), il coinvolgimento dei fornitori, la formazione del personale e, quando serve, l’aggiornamento dei processi produttivi.
5. Monitoraggio dei risultati e miglioramento continuo
L’economia circolare non รจ un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma un percorso. Per questo รจ fondamentale monitorare i risultati nel tempo, raccogliere nuovi dati e aggiornare costantemente la strategia. Solo cosรฌ si possono ottenere miglioramenti concreti, duraturi e misurabili.
ISO 59000: lo standard internazionale per l’economia circolare nelle organizzazioni
Per attuare strategie di circolaritร in azienda, oltre a basarsi su dati oggettivi e metodo scientifico, รจ importante conoscere le linee guida e gli standard internazionali.
Quando cerchiamo informazioni sui principi, i concetti e le linee guida per l’economia circolare ci imbattiamo in un’ampia varietร di framework.
Dai 5 principi dell’economia circolare, alle 5 “R” (riduzione, riuso, recupero, riciclo, rigenerazione), che a volte sono invece solamente 3, i framework esistenti sono veramente numerosi.
Ma quindi, su cosa bisogna basarsi?
Esiste un riferimento importantissimo per l’adozione dell’economia circolare nelle organizzazioni, di recente pubblicazione: la serie ISO 59000.
Frutto di oltre cinque anni di lavoro, a giugno 2024 รจ stata pubblicata la nuova serie ISO 59000 โ Circular Economy, un corpus tecnico-normativo contenente principi, definizioni, strumenti, e guide all’implementazione dell’economia circolare nelle organizzazioni. Questa serie si compone di quattro norme:
ISO 59004:2024 – Circular economy โ Vocabulary, principles and guidance for implementation
ISO 59010:2024 – Circular economy โ Guidance on the transition of business models and value networks
ISO 59020:2024 – Circular economy โ Measuring and assessing circularity performance
ISO/TR 59032:2024 – Circular economy โ Review of existing value networks
Tra questi standard, segnaliamo il secondo (ISO 59010), poichรฉ focalizzato sull’aiutare le imprese nella transizione dal modello lineare a quello circolare. ร infatti una guida per le organizzazioni che intendono effettuare questa transizione, e offre delle indicazioni strategiche per farlo in modo efficace.
Il panorama normativo europeo per l’economia circolare
Oltre alle norme tecniche, esistono le norme legislative vere e proprie, ovvero quelle che stabiliscono degli obblighi.
A partire dal Circular Economy Action Plan (CEAP) del 2020, nell’ambito dell’oggi tanto discusso Green Deal europeo, sono nate diverse normative, per concretizzare gli obiettivi in esso dichiarati. In particolare:
Regolamento Prodotti da Costruzione (nuovo), che introduce obblighi di analisi LCA, contenuto riciclato, durabilitร , riparabilitร , e Passaporto Digitale di Prodotto per i prodotti da costruzione
Inoltre, verrร introdotto il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), una sorta di carta d’identitร ambientale che raccoglierร tutte le informazioni ambientali, tecniche e di circolaritร dei prodotti.
Come possiamo supportarti
L’economia circolare non รจ solo una questione teorica, ma un cambiamento concreto del modello di business che richiede metodo e dati oggettivi. Ollum supporta le aziende in questo percorso partendo dall’analisi LCA per mappare gli impatti, fino allo sviluppo di strategie circolari su misura โ inclusa la progettazione di modelli circolari e l’ecodesign dei prodotti.
Lโeconomia circolare, in parole povere, รจ un modello che mira a due cose: ridurre gli sprechi e prolungare la vita dei prodotti. Invece di โprendere, produrre e buttare viaโ come nellโeconomia lineare, la circolaritร prevede di riutilizzare, riparare, riciclare e trasformare gli scarti in nuove risorse. ร quindi una logica ispirata alla natura, dove niente si spreca.
Esistono diverse certificazioni che aiutano a dimostrare e comunicare lโimpegno di unโazienda nella circolaritร dei prodotti. Le piรน rilevanti sono:
EPD (Environmental Product Declaration): certifica gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del prodotto secondo la metodologia LCA. Puรฒ contenere indicazioni sulla percentuale di riciclato.
UNI/PdR 88:2020: verifica il contenuto di materiale riciclato nei prodotti.
Plastica Seconda Vita (PSV): attesta lโuso di plastica riciclata.
Cradle to Cradle Certifiedยฎ: riconosce i prodotti progettati per essere riutilizzati o reintegrati nella biosfera senza generare rifiuti; ideale per materiali da costruzione, tessili, packaging e arredo.
NCI (Nuovo Indice di Circolaritร ): misura il livello di circolaritร di un prodotto con un valore percentuale certificato, facilmente comunicabile e basato su LCA.