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Economia Circolare: 6 Esempi di Aziende Innovative

Scopri 6 esempi concreti di economia circolare applicata in edilizia, moda, automotive e materiali. Aziende italiane e internazionali che innovano riducendo sprechi e creando valore.

Di Lucio Zagonel |    Ultimo aggiornamento: Giugno 10, 2026    |    Economia Circolare

  • Lucio Zagonel

    SEO Specialist & Copywriter appassionato di natura e sostenibilità.

PUNTI CHIAVE

Le aziende che promuovono innovazioni nell’economia circolare riescono a trasformare gli scarti in risorse, creando nuovo valore.

Risultati raggiunti: riduzione dei rifiuti, migliore gestione delle risorse, maggiore efficienza energetica, minori consumi, riduzione delle emissioni, creazione di nuovo valore, accesso a investimenti.

Esistono diverse certificazioni per comunicare e attestare l’impegno verso la circolarità, come il Nuovo Indice di Circolarità (NCI) e la Cradle to Cradle Certified®

Economia circolare: esempi concreti di aziende che trasformano gli scarti in valore

In questo articolo vi illustreremo alcuni tra i migliori esempi di economia circolare nelle aziende italiane e internazionali, mostrando come scarti, sottoprodotti e materiali di recupero possano diventare nuove risorse produttive.

Vedremo progetti innovativi in settori chiave come edilizia, materiali, automotive, tessile e packaging, con casi concreti di aziende che hanno trasformato la gestione degli scarti in un’opportunità di innovazione, efficienza e differenziazione sul mercato.

L’economia circolare non è solo un modello teorico, ma una delle priorità della politica industriale europea. Il Clean Industrial Deal presentato dalla Commissione Europea nel 2025 prevede infatti la mobilitazione di oltre 100 miliardi di euro per sostenere la competitività, la decarbonizzazione e la transizione circolare dell’industria europea. La circolarità viene riconosciuta come una leva strategica per ridurre la dipendenza dalle materie prime, aumentare la resilienza delle filiere produttive e rafforzare la competitività delle imprese.

Prima di entrare negli esempi, se vuoi approfondire il quadro generale, puoi leggere la nostra guida dedicata ai principi dell’economia circolare in azienda.

Vediamo ora alcuni esempi concreti di economia circolare in aziende che stanno trasformando gli scarti in valore, riducendo i rifiuti, ottimizzando i processi produttivi e creando nuovi vantaggi competitivi.

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Esempi di economia circolare nelle aziende del settore edilizia e costruzioni

Il settore costruzioni ed edilizia è responsabile del 6% delle emissioni globali di gas serra, corrispondenti a 3.3 GtCOâ‚‚eq (gigatonnellate di CO2 equivalente, ovvero 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente), più del doppio delle emissioni annuali dell’intera Germania. Ridurre l’impatto ambientale di questo settore è quindi una sfida cruciale.

Vediamo nella pratica alcune aziende che hanno applicato i principi dell’economia circolare nel settore delle costruzioni, contribuendo alla sostenibilità del settore edilizia.

Leggi anche: Emissioni di CO2 per settore: qual è quello che inquina di più?

Mogu – Pannelli Isolanti da Scarti Tessili + Micelio

mogy economia circolare pannelli

Fonte: mogu.bio

L’azienda lombarda Mogu ha sviluppato un processo bio-tech innovativo per riciclare gli scarti industriali del settore tessile e realizzare pannelli fonoassorbenti.

In pratica, vengono recuperati i rifiuti fibrosi, come canapa e cotone, e vengono fecondati da dei particolari funghi. Il micelio di queste spore fungine colonizza e compatta questi scarti, trasformandoli in un materiale molto simile alla schiuma sintetica usata in edilizia.

Questo processo circolare è altamente innovativo, poiché permette di “coltivare” materiali edili da isolamento, rimpiazzando così plastiche derivanti dal petrolio.

Mogu riesce così a realizzare pannelli isolanti riducendo dell’80-100% l’utilizzo di materie prime fossili.

Leggi anche: Materiali per edilizia sostenibile: quali scegliere e come valutarli

Ricehouse – Materiali da Costruzione da Scarti Agricoli di Riso

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Fonte: ricehouse.it

La startup Ricehouse utilizza i sottoprodotti della lavorazione del riso (paglia e lolla di riso) per sviluppare materiali da costruzione, come intonaci e pannelli isolanti.

In questo modo, questa startup raggiunge un duplice obiettivo: recupera lo scarto agricolo, e produce materiali edilizi “bio” a basso impatto, riducendo l’uso di materie prime.

Ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Aziende Sostenibili: i Migliori Esempi in Italia“.

Economia Circolare - Industria Plastica Esempi di economia circolare nel settore moda e tessile

Il settore moda e abbigliamento è spesso sotto i riflettori quando si parla di sostenibilità, soprattutto in riferimento alla cosiddetta fast fashion.

È sufficiente digitare “conseguenze fast fashion” su un motore di ricerca per essere colpiti da una vetrina di immagini rappresentanti enormi montagne di vestiti buttati. Il settore genera infatti ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti tessili, con un tasso di riciclo ancora troppo basso.

Molte aziende in questo settore stanno adottando modelli di economia circolare. Vediamo alcuni esempi virtuosi di aziende che usano l’economia circolare nel settore tessile.

Orange Fiber – Tessuti di Lusso dalle Bucce d’Arancia

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Fonte: orangefiber.it

L’azienda siciliana Orange Fiber trasforma i sottoprodotti dell’industria agrumicola in un tessuto simile alla seta.

A partire dagli scarti delle arance dopo la spremitura per succhi (bucce e polpa esausta), viene estratta la cellulosa attraverso un processo chimico a basso impatto. Questa viene poi utilizzata per filare un tessuto ad alta qualità.

Il materiale creato è un’alternativa sostenibile alla viscosa tradizionale (che richiede pasta di legno) e al cotone: ogni tonnellata di fibra d’agrume risparmia decine di alberi e litri d’acqua.

Si tratta del primo caso di simbiosi industriale su larga scala tra agricoltura e moda. Nel 2017, inoltre, Salvatore Ferragamo ha lanciato una collezione realizzata con questo tessuto innovativo (Ferragamo Orange Fiber Collection). Un esempio perfetto di economia circolare nell’abbigliamento.

Aquafil – Nylon Rigenerato da Reti da Pesca e Rifiuti Plastici

L’azienda trentina Aquafil ha sviluppato ECONYL®, un filo di nylon rigenerato ottenuto interamente dal riciclo di rifiuti.

In particolare, utilizza materie prime come vecchie reti da pesca abbandonate in mare, moquette usate, e altri scarti tessili industriali. Questo è reso possibile dalla depolimerizzazione del nylon e successiva ripolimerizzazione, che permette di produrre nylon vergine senza utilizzare il petrolio.

Grazie a questo processo innovativo, le emissioni di gas serra rispetto alla produzione di nylon da petrolio vengono ridotte del 50%.

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Progetti di economia circolare nel settore materiali

Tra i modelli di business circolari esistenti in Italia, ne esistono diversi degni di nota nel settore dei materiali. Anche in Italia, esistono diverse realtà innovative che hanno sviluppato soluzioni circolari a basso impatto ambientale.

Vediamo alcuni casi di successo di economia circolare nel settore dei materiali.

Lucart – Carta e Plastica dagli Imballaggi Tetrapak

lucart economia circolare tetra pak

Fonte: lucartgroup.com

Il gruppo cartaceo toscano Lucart ha sviluppato un modello di economia circolare per gli imballaggi Tetra Pak®, tradizionalmente complicati da riciclare, dando vita alla linea EcoNatural.

In particolare, in partnership con Tetra Pak®, Lucart ha sviluppato una tecnologia grazie alla quale la separazione dei componenti contenuti in questo tipo di imballaggio è resa possibile. Si tratta della tecnologia Fiberpack®.

Dopo aver separato i componenti del brick in tetra-pak, la parte in carta viene utilizzata per produrre carta tissue riciclata (carta igienica, asciugatutto, tovaglioli); la parte in plastica e alluminio viene fusa e stampata per creare nuovi oggetti. Lucart utilizza questo mix per creare dispenser per sapone e portabobine per asciugamani in carta, mentre altre aziende partner lo utilizzano per realizzare prodotti per l’edilizia, arredi urbani o articoli di cancelleria.

Lucart riesce ad applicare perfettamente i principi di un business circolare: da un rifiuto eterogeneo come quello del packaging tetra-pak riesce ad ottenere due materie prime seconde diverse, che diventano input di nuovi cicli produttivi.

Questo riduce i rifiuti in discarica (milioni di confezioni di latte e succhi vengono recuperate), e consente un grande risparmio di materie prime vergini (legno per la carta, ed alluminio da bauxite). Lucart è un esempio perfetto di business circolare redditizio.

💡 Per le aziende che vogliono misurare l’impatto ambientale dei propri prodotti e identificare opportunità di miglioramento circolare, l’analisi LCA è lo strumento di partenza più solido. Come strutturiamo gli studi LCA con le aziende che seguiamo.

Modelli di business circolare nel settore automotive

Anche nell’industria automobilistica l’economia circolare sta diventando una leva strategica. Ecco alcune aziende e progetti che stanno innovando in questa direzione.

Renault – Auto e Componenti Con Seconda Vita

renault refactory flins economia circolare automotive

Fonte: renaultgroup.com

Un esempio di economia circolare nel settore automotive è rappresentato da Renault. Fin dagli anni ’40, l’azienda automobilistica francese è impegnata in attività di rigenerazione dei componenti meccanici delle auto. Essa rappresenta quindi un esempio virtuoso di economia circolare nel settore auto.

Con la creazione della Re-Factory di Flins, il Gruppo sta portando la sua visione di economia circolare al livello successivo. Questo polo industriale è il primo in Europa ad essere interamente dedicato all’economia circolare della mobilità.

Diverse sono le operazioni che avvengono in questo centro innovativo: conversione di auto tradizionali in versioni elettrificate, ricondizionamento di veicoli usati, riuso delle batterie EV, smontaggio dei veicoli fuori uso e recupero delle parti, e altre attività di riciclo dei materiali.

Si tratta di una rivoluzione del modello tradizionale di impianto automobilistico: non solo luogo di produzione di auto ex-novo, ma un luogo dove mantenere le auto nell’economia il più a lungo possibile. Il progetto Re-Factory è considerato un blueprint per l’intera industria automobilistica europea.

Renault applica inoltre l’ecodesign di prodotto, o progettazione ecosostenibile dei prodotti, aumentando ogni anno la percentuale di plastica riciclata e materiali riciclati nei nuovi modelli.

Certificazioni per l’Economia Circolare

Per attestare l’impegno nell’economia circolare e dimostrare l’efficacia delle proprie iniziative, esistono diversi schemi di certificazione che valutano la circolarità dei processi aziendali e dei prodotti, offrendo un vantaggio competitivo e aumentando la fiducia di clienti e stakeholder:

  • Certificazione NCI di Enel X: Il Nuovo Indice di Circolarità (NCI) sviluppato da Enel X e ICMQ misura la percentuale di materiali, energia, acqua e rifiuti circolari in un prodotto lungo il suo ciclo di vita.
  • Cradle to Cradle Certified®: Questa certificazione valuta la sostenibilità dei prodotti in base a cinque categorie chiave: salute dei materiali, riutilizzo dei materiali, energia rinnovabile e carbon management, gestione dell’acqua e responsabilità sociale. È particolarmente rilevante per le aziende che vogliono dimostrare un approccio olistico alla circolarità.
  • AFNOR XP X30-901: Questo standard francese fornisce linee guida per l’implementazione di principi di economia circolare nelle organizzazioni, aiutando a strutturare e valutare le iniziative circolari.
  • BS 8001: Standard britannico che offre un quadro di riferimento per le organizzazioni che desiderano integrare i principi dell’economia circolare nelle loro strategie e operazioni.

Come possiamo supportarti

Gli esempi di questo articolo dimostrano che adottare modelli di economia circolare non solo riduce l’impatto ambientale, ma costituisce una leva strategica per ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i costi e differenziarsi nel mercato.

Ollum supporta le aziende nello sviluppo di strategie di economia circolare e ecodesign di prodotto, nella realizzazione di studi LCA e nell’ottenimento di certificazioni EPD per comunicare in modo trasparente le performance ambientali dei propri prodotti.

Fonti

Sito web Mogu

Sito web Orange Fiber

Refactory di Renault

Sito web Ricehouse

Progetto Natural di Lucart Group

Sito web Aquafil

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