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Doppia Materialità: Cos’è e Come si Applica

Scopri come funziona l’analisi di doppia materialità introdotta dalla CSRD e dagli standard ESRS, e che impatti ha sul bilancio di sostenibilità.

Di Anna Aceto |    Ultimo aggiornamento: Giugno 4, 2026    |    Rendicontazione ESG

  • Esperta in reporting ESG e politiche per l'ambiente.

PUNTI CHIAVE

La doppia materialità considera sia l’impatto dell’azienda sul mondo esterno che l’influenza dei fattori esterni sulle performance aziendali (approccio circolare).

Introdotta nella NFRD, è stata riconfermata dalla CSRD e dagli ESRS come base per una rendicontazione ESG trasparente.

Permette di identificare rischi e opportunità, migliorare l’efficienza finanziaria e rispondere alle evoluzioni di mercato in modo sostenibile.

Cos’è la doppia materialità?

La doppia materialità è il processo attraverso cui un’azienda identifica i temi di sostenibilità realmente rilevanti (“materiali”) per il proprio business e per i propri stakeholder. L’obiettivo è comprendere quali questioni ambientali, sociali e di governance meritano maggiore attenzione, gestione e rendicontazione, evitando di concentrarsi su aspetti poco significativi. In altre parole, la doppia materialità aiuta le imprese a stabilire su quali temi ESG devono raccogliere dati, definire obiettivi e comunicare le proprie performance.

Il concetto di doppia materialità è stato introdotto nelle Linee guida sulla rendicontazione non finanziaria nel 2019 (direttiva NFRD).

Secondo l’approccio di doppia materialità, le aziende sono chiamate ad effettuare una doppia analisi:

  • valutazione dell’impatto socio-ambientale delle attività aziendali verso il mondo esterno (materialità d’impatto);
  • valutazione dell’impatto che le conseguenze sul mondo esterno del primo punto hanno a loro volta sul valore finanziario dell’azienda (materialità finanziaria).

L’analisi di doppia materialità è caratterizzata da una prospettiva biunivoca, o “circolare”. Essa evidenzia la continua relazione tra azienda ed ecosistema.

Attraverso un’analisi sia esterno-interno (come i fattori ambientali e sociali influenzano l’azienda) sia interno-esterno (come le attività aziendali incidono sull’ecosistema), le imprese possono adottare una visione più olistica.

Questo concetto è stato pienamente riconfermato dalla Direttiva CSRD e integrato negli standard ESRS, che ne ribadiscono l’importanza come pilastro per una rendicontazione ESG trasparente e conforme alle normative europee.

La prospettiva interno-esterno (materialità d’impatto)

La prima prospettiva che si considera nell’analisi di doppia materialità è quella interno-esterno. Viene definita anche materialità d’impatto, o materialità esterna, e viene contemplata negli standard GRI.

In questa fase si analizzano gli impatti che le attività aziendali hanno sul mondo esterno, quindi su ambiente e società. Ad esempio:

Quali impatti sull’ambiente e sulla società derivano dalla scelta di certe materie prime piuttosto che altre? Qual è l’impatto della catena di approvvigionamento?

Applicando la analisi LCA, un’azienda può ricavare tutti questi dati, e identificare così aree di miglioramento. Mantenendo il focus sulla scelta delle materie prime, uno studio LCA può portare a:

  • ridurre l’impatto socio-ambientale grazie all’adozione di forniture più sostenibili e all’evoluzione da un modello lineare verso uno circolare;
  • ottimizzare i costi di approvvigionamento tramite l’acquisto di materie prime rigenerate, riciclate o recuperate.

In questo caso, la rivisitazione del business model avviene tramite la razionalizzazione del processo di acquisto delle materie prime che si riverbera concretamente in modo positivo sull’ecosistema.

💡 Quantificare gli impatti ambientali delle attività aziendali — dalla scelta delle materie prime alla catena di approvvigionamento — è il punto di partenza per una materialità d’impatto solida. Ollum affianca le aziende in questo percorso attraverso studi LCA strutturati: come conduciamo un’analisi del ciclo di vita con le aziende che seguiamo.

materialità d'impatto interno esterno La prospettiva esterno-interno (materialità finanziaria)

La seconda prospettiva dell’analisi di doppia materialità è quella esterno-interno, chiamata anche materialità finanziaria, o materialità interna. Questa non viene contemplata dagli standard GRI, ma è una novità propria degli standard ESRS.

In questo caso, il focus viene posto su come il mondo esterno (fattori ambientali, sociali ed economici) possa influenzare le performance economico-finanziarie dell’azienda.

Vengono considerati elementi come:

  • cambiamento climatico, rischi ESG e normative ambientali. Eventi climatici estremi, nuove regolamentazioni o una maggiore esposizione ai rischi di transizione possono generare conseguenze economiche dirette per l’azienda. Questi aspetti stanno assumendo un peso crescente anche nelle valutazioni del settore finanziario: banche e istituzioni come la BCE stanno progressivamente integrando i rischi climatici nella valutazione del credito e delle garanzie finanziarie.
  • richieste degli stakeholder e preferenze dei consumatori. Ad esempio, se i clienti manifestano una maggiore sensibilità nei confronti della sostenibilità dei prodotti, le aziende che non soddisfano queste aspettative avranno performance minori. Viceversa, le aziende che offrono prodotti con certificazione di sostenibilità avranno un vantaggio.
  • reputazione aziendale. Se un’azienda non rispetta i suoi lavoratori, oppure non gestisce i suoi rifiuti in maniera sostenibile, il suo brand può risentirne e, di conseguenza, le vendite diminuiranno.

Leggi anche: Cosa sono i rischi ESG e perché è importante valutarli?

materialità finanziaria esterno interno Il legame tra le due prospettive

Le due prospettive della doppia materialità appena viste sono strettamente connesse tra loro. Infatti, l’impatto dell’azienda sul mondo esterno (materialità interno-esterno) può creare delle conseguenze che, a loro volta, hanno un impatto sull’azienda stessa (materialità esterno-interno). Possiamo dire che la doppia materialità adotta una prospettiva circolare, o biunivoca, in cui le due prospettive si influenzano a vicenda.

Ad esempio, immaginiamo un’azienda che utilizza le risorse idriche in modo irresponsabile in una regione come la Sicilia, quindi particolarmente soggetta a siccità. L’azienda ha un impatto negativo sull’ambiente (materialità interno-esterno); questo, a sua volta, genera problemi sociali e malcontento tra la popolazione, che vede le disponibilità di acqua ridotte. Questi impatti possono tradursi in proteste, boicottaggi da parte della comunità, o l’introduzione di nuove regolamentazioni, fattori che vanno ad impattare l’azienda stessa (materialità esterno-interno).

La matrice di doppia materialità

La matrice di doppia materialità è uno degli strumenti utilizzati per rappresentare i risultati dell’analisi e mettere in relazione le due prospettive: la rilevanza degli impatti generati dall’azienda e quella dei rischi e delle opportunità finanziarie.

La matrice consente quindi di visualizzare quali temi ESG risultano maggiormente materiali e di individuare quelli su cui concentrare gestione, obiettivi e rendicontazione.

Doppia materialità: esempi per capire meglio

Vediamo ora un paio di semplici esempi di doppia materialità, per capire meglio i concetti teorici affrontati finora. Un esempio di doppia materialità può riguardare un’azienda manifatturiera con consumi energetici ed emissioni elevate. Da un lato, le sue attività producono un impatto sul clima, come le emissioni di gas serra (materialità d’impatto); dall’altro, l’aumento del prezzo dell’energia, nuove normative climatiche o condizioni di finanziamento meno favorevoli possono incidere sui costi e sulla redditività dell’impresa (materialità finanziaria).

Un altro esempio potrebbe riguardare l’utilizzo intensivo di acqua in un territorio soggetto a siccità: il consumo di una risorsa scarsa rappresenta un impatto ambientale (materialità d’impatto), mentre restrizioni all’utilizzo dell’acqua, conflitti con le comunità locali o interruzioni della produzione possono trasformarsi in rischi economici per l’azienda (materialità finanziaria).

La doppia materialità nella CSRD

Nel contesto normativo europeo – e i relativi recepimenti nazionali – il concetto di doppia materialità viene rafforzato nella direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).

In questo caso, la regolamentazione comunitaria mira a creare maggior armonizzazione ed uniformità della rendicontazione sulla sostenibilità delle imprese, promuovendo al tempo stesso trasparenza nell’informazione verso gli stakeholder esterni.

Con documenti come il bilancio di sostenibilità puoi infatti trasmettere dati concreti e strutturati in modo tale da facilitare la comprensibilità da parte di investitori, clienti e partner, dando forma e sostanza all’attuazione della doppia materialità in tutte le attività reportistiche.

L’assoggettamento alla Corporate Sustainability Reporting Directive, per le aziende si traduce in un’opportunità per applicare pragmaticamente il concetto di doppia materialità, evidenziando nella reportistica le performance uniche del proprio business model, mettendo in correlazione le best practice ESG con le ricadute in termini finanziari.

💡 L’analisi di doppia materialità è il primo passo obbligatorio per le aziende soggette alla CSRD: definisce quali temi ESG rendicontare e con quale profondità. Ollum la conduce come parte integrante del percorso di redazione del bilancio di sostenibilità: come strutturiamo questo processo con le aziende che seguiamo.

Analisi di doppia materialità: quali opportunità

Il concetto di doppia materialità permette di analizzare meglio le dinamiche del business model della tua azienda, individuando opportunità e rischi che sono trasversali tra tematiche ESG e fattori economico-finanziari.

Con l’ausilio di una matrice di doppia materialità, l’analisi consente di ottenere dati ed informazioni indispensabili per valorizzare la sostenibilità della propria organizzazione. Ecco alcuni vantaggi che derivano da ciò:

  • miglior determinazione dei rischi di natura socio-ambientale e la loro relativa valutazione in termini monetari per l’azienda;
  • maggior chiarezza nell’esposizione dei risultati misurati dall’applicazione dei criteri ESG, con spacchettamento tra le diverse tipologie di impatto;
  • interessanti opportunità di efficientamento finanziario, tramite l’evidenziazione di attività e processi del business model che non sono particolarmente redditizi, efficaci o troppo onerosi;
  • maggior flessibilità nella risposta all’evoluzione della domanda e del mercato nel complesso, con l’ottimizzazione (adattamento) della proposta di valore.

Come possiamo supportarti

La doppia materialità è il fondamento metodologico su cui si costruisce una rendicontazione ESG credibile e conforme alla CSRD: richiede sia la misurazione degli impatti ambientali e sociali generati dall’azienda, sia la valutazione dei rischi finanziari che ne derivano. Ollum affianca le aziende in entrambe le direzioni: dalla Life Cycle Assessment per quantificare gli impatti, alla redazione del bilancio di sostenibilità per strutturare la rendicontazione secondo gli standard ESRS.

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