Nuova direttiva CSRD: cos’รจ e cosa cambia dopo Omnibus
La nuova Direttiva CSRD ha ridotto in modo significativo il perimetro delle imprese soggette allโobbligo di report di sostenibilitร . Dal 2027, alcune imprese della wave 2 dovranno riprendere la rendicontazione ESG.
PUNTI CHIAVE
La nuova direttiva CSRD (post-Omnibus) si applica solo ad aziende con piรน di 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato in UE
Il mercato continua a richiedere alle aziende dati ESG strutturati, soprattutto banche, investitori e clienti di fililera
Le imprese della wave 1 (quotate con piรน di 500 dipendenti) devono continuare a pubblicare il bilancio di sostenibilitร nel 2026 e 2027
Cos’รจ la direttiva CSRD
La direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive – direttiva UE 2022/2464) รจ la principale normativa dell’Unione Europea sulla rendicontazione di sostenibilitร (o reporting ESG).
Il suo obiettivo principale รจ migliorare la trasparenza delle informazioni ambientali, sociali e di governance (i cosiddetti fattori ESG) delle aziende. Per farlo, essa ha introdotto l’obbligo per le imprese di redigere il bilancio di sostenibilitร (chiamato anche rapporto di sostenibilitร , report ESG, rendicontazione di sostenibilitร , ecc.).
Nella sua versione iniziale, la direttiva sulla rendicontazione di sostenibilitร CSRD si applicava a circa 50.000 aziende. Tuttavia, con le semplificazioni del pacchetto Omnibus, approvate dal Parlamento europeo il 16 dicembre 2025, il perimetro di applicazione della nuova direttiva CSRD riformata รจ stato ridotto di oltre il 90%.
Nuova direttiva CSRD: a chi si applica (post-Omnibus)?
Nell’ambito del Pacchetto di semplificazione Omnibus I, รจ stato raggiunto un accordo politico che va a ridurre drasticamente l’iniziale perimetro di applicazione della direttiva. La nuova direttiva CSRD si applicherร a:
- imprese UE con piรน di 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato netto annuo;
- imprese extra-UE che generano almeno 450 milioni di fatturato in UE, e le loro filiali o succursali con fatturato superiore a 200 milioni in UE.
NB! Il restringimento del perimetro della CSRD non equivale ad una riduzione della richiesta di dati ESG solidi da parte del mercato, anzi. Sempre piรน banche richiedono informazioni ESG alle aziende clienti, come prescritto dalle nuove Linee Guida dell’Autoritร Bancaria Europea in vigore dall’11 gennaio 2026. Per questo motivo, disporre di un bilancio di sostenibilitร รจ sempre piรน strategico, anche per accedere a condizioni di credito piรน favorevoli. Per saperne di piรน, leggi l’articolo dedicato in cui si spiega perchรฉ le banche richiedono sempre piรน dati ESG alle imprese.
Quando entra in vigore la nuova direttiva CSRD?
La direttiva CSRD รจ stata pubblicata nella sua prima versione a dicembre 2022, ed รจ stata recepita in Italia con il D.Lgs. n. 125 di settembre 2024.
La nuova direttiva CSRD, aggiornata con gli emendamenti introdotti dal pacchetto Omnibus, dovrebbe essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE entro marzo 2026. Da tale data, gli Stati membri avranno 12 mesi per recepire gli emendamenti.
Le imprese soggette alla direttiva “stop the clock” (seconda e terza ondata CSRD, vedi paragrafo successivo) non saranno piรน tenute a pubblicare il bilancio di sostenibilitร , a meno che non rientrino nelle nuove soglie della CSRD (1.000 dipendenti, 450 milioni). In tal caso, l’obbligo di bilancio di sostenibilitร scatterร a partire dall’anno finanziario 2027, con pubblicazione del primo bilancio di sostenibilitร nel 2028.
La direttiva stop-the-clock
In data 16 aprile 2025, รจ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale UE la cosiddetta direttiva “stop-the-clock”, facente parte del pacchetto di semplificazione Omnibus I.
Questo provvedimento ha posticipato di due anni l’obbligo di redazione del bilancio di sostenibilitร per le imprese che avrebbero dovuto iniziare il processo di rendicontazione di sostenibilitร nel 2025 e 2026 (le cosiddette Wave 2 e 3 della CSRD).
Tuttavia, a seguito dell’approvazione del pacchetto Omnibus I discussa sopra, solamente le imprese che ricadono nelle nuove soglie della CSRD saranno tenute ad effettuare la rendicontazione di sostenibilitร .
Ricorda che:
- Imprese che appartenevano alla wave 1: grandi societร quotate con piรน di 500 dipendenti
- Imprese che appartenevano alla wave 2: grandi societร non quotate
- Imprese che appartenevano alla wave 3: PMI quotate
Quali imprese devono svolgere la rendicontazione di sostenibilitร dal 2027?
A partire dall’anno finanziario 2027 (con pubblicazione del bilancio di sostenibilitร nel 2028), la rendicontazione CSRD si applicherร esclusivamente alle imprese che superano le nuove soglie dimensionali: piรน di 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato.
Le imprese della ex wave 1 (grandi societร quotate con piรน di 500 dipendenti) continuano a rendicontare senza interruzione: non sono mai state soggette allo stop-the-clock e proseguono secondo i requisiti vigenti. Dal 2027, quelle che non superano le nuove soglie usciranno dal perimetro obbligatorio.
Un discorso diverso riguarda alcune imprese della ex wave 2 (grandi societร non quotate): queste si erano fermate con lo stop-the-clock, ma se superano i 1.000 dipendenti e i 450 milioni di fatturato rientrano nel perimetro CSRD e sono tenute a riprendere la rendicontazione a partire dall’anno finanziario 2027. Per queste aziende, il tempo per strutturare i dati ESG e impostare correttamente il processo รจ limitato.
Ulteriori cambiamenti alla direttiva CSRD
Oltre alle modifiche al perimetro di applicazione, la semplificazione Omnibus ha introdotto ulteriori novitร CSRD. Le principali sono:
- le imprese con meno di 1.000 dipendenti all’interno delle catene di fornitura delle grandi imprese soggette ai nuovi limiti CSRD (>1.000 dipendenti e >450 milioni), saranno protette dalla richiesta di informazioni ESG da parte delle grandi aziende soggette a CSRD. In particolare, tali imprese non saranno tenute a fornire informazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dallo standard europeo di rendicontazione volontaria, che verrร adottato nel 2026 e si baserร sullo standard VSME (concetto di “value chain cap”)
- non verranno piรน adottati standard di rendicontazione specifici per settore. Eventualmente sono previste delle linee guida settoriali non vincolanti, con lo scopo di aiutare le imprese ad individuare i temi piรน rilevanti in base al proprio settore nell’analisi di doppia materialitร
- posticipata al 1ยฐ luglio 2027 la data di adozione dei nuovi standard europei per l’assurance del bilancio di sostenibilitร
Per questo motivo, anche per le imprese che escono dal perimetro obbligatorio della CSRD, la redazione di un bilancio di sostenibilitร volontario rimane una scelta strategica: consente di rispondere alle richieste di banche, clienti e stakeholder, strutturare i dati ESG in modo coerente e prepararsi a future evoluzioni normative.
Dove pubblicare il bilancio di sostenibilitร
Il bilancio di sostenibilitร non potrร piรน essere un documento isolato, come invece permettevano di fare i GRI standards. Secondo la nuova direttiva CSRD, sarร obbligatorio inserire il bilancio ESG all’interno della relazione sulla gestione.
In questo modo, il report di sostenibilitร diventerร parte integrante del bilancio economico-finanziario delle aziende. Con la direttiva CSRD l’Unione Europea indica chiaramente che la performance ESG non รจ meno importante della performance economica di un’azienda.
La direttiva CSRD prevede che, oltre al bilancio civilistico, anche il bilancio di sostenibilitร venga sottoposto ad assurance (revisione) da parte di una societร di revisione accreditata. Questo dovrebbe rendere i dati ESG piรน affidabili e comparabili, permettendo agli investitori di utilizzare criteri ESG nei loro investimenti.
Per saperne di piรน, dai un’occhiata a quelli che secondo noi sono i nove migliori esempi di bilancio di sostenibilitร .
L’analisi di doppia materialitร nella CSRD
L’analisi di materialitร รจ il processo con cui si determinano gli aspetti piรน rilevanti da includere nel bilancio ESG. Materialitร รจ infatti sinonimo di rilevanza.
La direttiva CSRD obbligherร ad effettuare l’analisi di materialitร secondo nuovi criteri, superando i GRI standards utilizzati fino a questo momento.
Prima dell’entrata in vigore della CSRD, l’analisi di materialitร considerava soltanto gli impatti che le aziende avevano sul mondo esterno. Ora, invece, viene introdotto un nuovo concetto, quello di doppia materialitร . Questo approccio aggiunge un elemento importante: le aziende devono ora considerare non solo i loro impatti sul mondo esterno, ma anche gli impatti del mondo esterno sull’azienda stessa.
Esempio di doppia materialitร
Chiariamo questo principio con un esempio. Prendiamo le emissioni di CO2: queste vengono considerate materiali perchรฉ hanno un impatto diretto sul mondo esterno. Infatti, provocano il cambiamento climatico, che a sua volta crea danni a persone ed ecosistemi. Con la doppia materialitร si aggiunge un tassello: quale impatto finanziario avranno le emissioni di carbonio sull’azienda? (Ad esempio, quando entrerร in vigore la carbon tax)
La doppia materialitร ESG, quindi, spinge le aziende a considerare la sostenibilitร non come un’esternalitร , ma come un vero e proprio fattore di rischio per il proprio business.
Gli standard di rendicontazione previsti dalla CSRD: gli ESRS
Gli standard di rendicontazione da adottare per i bilanci di sostenibilitร secondo la CSRD sono gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standard).
Sviluppati dall’ente EFRAG sotto incarico della Commissione Europea, questi standard sono pensati appositamente per la rendicontazione ESG in Unione Europea.
Nell’ambito della semplificazione delle normative europee di sostenibilitร , anche per lo standard ESRS รจ prevista una semplificazione. La nuova versione รจ stata consegnata alla Commissione Europea da EFRAG a dicembre 2026: in essa รจ prevista una riduzione del 60% di datapoint obbligatori.
Lo standard ESRS revisionato รจ sotto esame da parte della Commissione Europea, e solo con l’adozione ufficiale diventerร vincolante. Per rimanere aggiornato/a su queste novitร , vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter.
Come possiamo supportarti nella rendicontazione di sostenibilitร
La riduzione del perimetro di applicazione della CSRD non significa una riduzione dell’importanza dei dati ESG. Al contrario, la disponibilitร di informazioni ambientali, sociali e di governance รจ sempre piรน richiesta dal mercato: banche, investitori, clienti e partner continuano a utilizzare i dati ESG per valutare soliditร , affidabilitร e rischio delle imprese.
In questo contesto, supportiamo le aziende nella rendicontazione di sostenibilitร , sia obbligatoria sia volontaria, costruendo percorsi su misura in base alle caratteristiche e agli obiettivi di ciascuna realtร . In particolare, affianchiamo le imprese nella redazione del bilancio di sostenibilitร secondo gli ESRS, per le aziende soggette agli obblighi CSRD, e di report di sostenibilitร volontari secondo VSME o GRI, per le imprese che vogliono strutturare i propri dati ESG, rispondere alle richieste del mercato e prepararsi a future evoluzioni normative.







