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Nuova Direttiva 2023/1791 sull’Efficienza Energetica: Cosa Cambia per le Imprese Italiane?

Scopri cosa cambia per le imprese italiane con la Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica (2023/1791): nuovi obblighi di audit energetico e ISO 50001, e nuove misure per promuovere l’efficienza energetica.

Di Lucio Zagonel |    Ultimo aggiornamento: Maggio 6, 2026   |    Energia, normative

  • Lucio Zagonel

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Entro l’11 ottobre 2025 doveva essere recepita in Italia la nuova Direttiva UE 2023/1791 sull’Efficienza Energetica (recepimento in ritardo), già in vigore dal 10 ottobre 2023. In questo articolo, scoprirai:

  • nuovi obblighi di audit energetico per le imprese ed adozione di Sistema di Gestione dell’Energia (ISO 50001)
  • obbligo di redigere e pubblicare un Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica
  • misure di sostegno tecnico-finanziario per le PMI
  • cosa cambia rispetto al Decreto 102/2014

PUNTI CHIAVE

Obbligo di Audit Energetico (Diagnosi Energetica): scatta da ottobre 2026 per imprese con consumi superiori a 10 TJ/anno (2,78 GWh).

ISO 50001 obbligatoria: dal 2027 per imprese con consumi oltre 85 TJ/anno (23,6 GWh).

Supporto alle PMI: incentivi e assistenza tecnica per favorire diagnosi energetiche e interventi di efficientamento.

La Nuova Direttiva sull’Efficienza Energetica (UE 2023/1791)

La nuova Direttiva UE 2023/1791 sull’efficienza energetica introduce una serie di misure volte a promuovere il principio denominato Energy Efficiency First, tradotto in italiano con Efficienza Energetica al primo posto.

Secondo questo approccio, tutte le decisioni inerenti al mondo dell’energia devono considerare l’efficienza energetica come prima opzione. Questo significa che la riduzione dei consumi energetici è prioritaria rispetto ad un aumento della produzione di energia.

Con la nuova Direttiva 1791 del 2023 viene introdotto un quadro comune per rafforzare le misure di miglioramento dell’efficienza energetica in UE.

Questo framework contribuisce ad attuare il Regolamento UE 2021/1119 del Parlamento Europeo (Legge europea sul clima). La nuova Direttiva DEE, inoltre, abroga la precedente Direttiva 2012/27/UE dal 12 ottobre 2025.

Essa inoltre costituisce un tassello importante per il raggiungimento degli obiettivi climatici promossi dal Green Deal Europeo: riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030.

Costi Energetici per le Imprese Italiane: Tra i Più Alti d’Europa

In Italia, il costo dell’energia è tra i più alti d’Europa. Questo è dovuto all’alta tassazione sulle bollette delle imprese (27,5% del prezzo finale, quasi il doppio della media europea), e all’alto livello di dipendenza dal gas per la produzione di energia elettrica (nel 2023 il 54% dell’elettricità è stata prodotta da fonti fossili).

In questo scenario, il tema dell’efficienza energetica è oltremodo rilevante per le imprese italiane. Lo è non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo della sostenibilità economica.

In questo scenario si inserisce la nuova direttiva europea sull’efficienza energetica, denominata Direttiva UE 2023/1791. Essa fissa nuovi obiettivi di efficienza energetica, introduce nuovi obblighi, e delinea nuovi sistemi di supporto alle aziende, in modo particolare le PMI.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Entrata in Vigore e Recepimento Direttiva Efficienza Energetica in Italia

👉 La Direttiva Efficienza Energetica 2023 è entrata in vigore il 10 ottobre 2023. Il termine per il recepimento in Italia della stessa era l’11 ottobre 2025 (recepimento in ritardo).

I primi obblighi importanti per le imprese italiane scatteranno dall’11 ottobre 2026 (primo audit energetico obbligatorio per imprese con un consumo energetico annuo superiore ai 10 TJ, considerati tutti i vettori energetici). Nel corso dell’articolo troverete tutti i dettagli.

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Nuovi Obblighi di Audit Energetico e ISO 50001

Iniziamo dalla sezione della direttiva riguardante le modifiche ai requisiti di obbligo di audit energetico (diagnosi energetica) per le imprese italiane ed europee, ed introduzione dell’obbligo di adozione di un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001.
Si tratta dell’articolo 11:

Art. 11 – Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE) e Audit Energetici

Con il recepimento in Italia della Direttiva DEE (entro 11 ottobre 2025), verranno introdotti nuovi obblighi per le imprese italiane in materia di efficienza energetica. In particolare:

  • Audit energetico obbligatorio per le imprese con un consumo energetico superiore ai 10 TJ/anno, considerando tutti i vettori energetici. Il Decreto 102/2014, invece, stabiliva una soglia di 1 GWh/annuo, considerando solo i consumi di energia elettrica. Queste imprese dovranno inoltre elaborare un Piano d’Azione per l’efficientamento energetico, che dovrà essere pubblicato. Prima diagnosi entro l’11 ottobre 2026, poi ogni 4 anni. Per le imprese che già svolgevano audit energetici secondo la normativa precedente, si mantiene la scadenza quadriennale (prossima scadenza nel 2027)
  • Sistema di gestione dell’energia SGE (certificato ISO 50001) obbligatorio per le imprese con un consumo energetico superiore agli 85 TJ/anno, considerando tutti i vettori energetici. Certificazione da ottenere entro l’11 ottobre 2027.

Con la nuova Direttiva, sparisce la categoria “grandi imprese” prevista dal decreto 102. Quello che conta per essere soggetti ad obbligo di diagnosi/sistema di gestione energia, è il consumo energetico complessivo, non il numero di dipendenti o il fatturato aziendale.

Leggi anche: Diagnosi Energetica: Nuovi Obblighi per le Imprese Italiane

Nuova direttiva dee 2023 1791 obblighi

Le grandi novità della direttiva sono: rimozione della categoria “grandi imprese”, prevista nel decreto 102/2104; introduzione dell’obbligo di ISO 50001. I criteri di applicazione riguardano solo i consumi energetici, espressi in TJ, tenendo conto di tutti i vettori energetici.

Esenzioni dagli obblighi

Sono esentate dagli obblighi sopra descritti (ISO 50001 e diagnosi energetica) le imprese che:

  • Hanno un contratto di rendimento energetico ESC che includa gli elementi di un sistema di gestione dell’energia, e che rispetti i requisiti della direttiva EED (allegato XV)
  • Le imprese con un sistema di gestione ambientale (ISO 14001) che includa una diagnosi energetica che rispetti i requisiti specificati dalla direttiva EED (allegato VI)

Piano d’Azione Energetico Obbligatorio

Una novità importante è rappresentata dall’obbligo di implementare un Piano d’Azione energetico per le imprese con obbligo di diagnosi energetica (> 10 TJ/anno).

Si tratta di un documento autonomo e successivo alla diagnosi, che andrà trasmesso agli amministratori aziendali, e dovrà essere pubblicato nella relazione annuale aziendale, salvo tutela di segreti industriali. Oltre al piano, dovrà essere reso pubblico quali azioni di miglioramento emerse dall’audit sono state effettivamente implementate.

Questo documento dovrà indicare in modo concreto e realistico come l’impresa ha intenzione di concretizzare le raccomandazioni emerse dall’audit energetico, includendo una valutazione di fattibilità economica e tecnica.

Dovrà includere gli interventi di efficientamento energetico previsti, tempistiche di attuazione degli stessi, risorse economiche e tecniche necessarie e i soggetti responsabili per la sua realizzazione. Deve inoltre includere una stima dei risparmi energetici previsti e un sistema di monitoraggio di quanto le misure pianificate saranno effettivamente realizzate.

Fino al recepimento della nuova direttiva rimane valido il D.Lgs 102/2014

Ricordiamo che fino al recepimento della nuova direttiva EED nel nostro ordinamento nazionale, rimane in vigore il D.Lgs 102/2014, che sancisce l’obbligo di diagnosi energetica per:

  • grandi imprese (> 250 dipendenti e: fatturato > 50 milioni di euro oppure bilancio annuo > 43 milioni)
  • imprese energivore (consumo annuo energia elettrica > 1 GWh), e indice di intensità elettrica su VAL non inferiore al 20%, oppure operare nei settori dell’allegato 3 alle linee guida CE 200/01 del 2014).

Il termine per il recepimento della direttiva era stato fissato entro l’11 ottobre 2025, tuttavia il nostro paese è in forte ritardo. Una volta pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale, i criteri cambieranno, in particolare sparirà la categoria “grandi imprese”, come spiegato sopra.

Nuova direttiva dee 2023 1791 scadenze Cosa sono gli EPC?

Gli EPC (Energy Performance Contracts), o contratti di rendimento energetico, sono dei contratti in cui un fornitore di servizi energetici realizza un intervento di efficientamento energetico, anticipando i soldi, e viene ripagato con i risparmi energetici ottenuti grazie all’intervento. Solitamente, questo fornitore è una ESCo (Energy Service Company). In un EPC, il cliente non va incontro a nessun investimento iniziale e la ESCo si assume il rischio tecnico e finanziario. Se i risparmi non si concretizzano, infatti, la ESCo non viene pagata interamente. Si tratta di un ottimo strumento per la Pubblica Amministrazione che vuole riqualificare senza incidere sul bilancio.

Supporto alle PMI

La Direttiva stabilisce che gli Stati Membri dovranno avere un ruolo attivo nel promuovere gli audit energetici anche nelle PMI esenti dall’obbligo, fornendo sostegno tecnico e finanziario.

L’efficientamento energetico delle PMI è infatti fondamentale per raggiungere gli obiettivi europei di efficienza energetica, anche se queste ultime non sono soggette ad obbligo.

Gli Stati Membri dovranno sviluppare programmi di incentivazione, fornendo supporto sia tecnico che finanziario, per coprire i costi delle diagnosi energetiche. Ad esempio, fornendo incentivi per gli interventi di efficientamento, o creando dei centri di audit energetico per PMI.

Altri Articoli della Direttiva DEE

La Direttiva DEE non riguarda soltanto le imprese, audit energetico obbligatorio e adozione di SGE obbligatoria. Si tratta infatti di una normativa più ampia, che intende applicare il principio di Energy Efficiency First su più fronti, definendo un framework europeo di riferimento per l’efficienza energetica. Essa fissa obiettivi di efficienza energetica per la Pubblica Amministrazione, in settori come gli edifici pubblici, gli appalti pubblici, i data center, il teleriscaldamento e molto altro.

Di seguito, una panoramica sintetica degli articoli chiave della direttiva. Per ulteriori dettagli, potete consultare la direttiva integrale in calce all’articolo.

Art. 3 – Il principio “Energy Efficiency First”

L’articolo 3 della direttiva EED illustra nel dettaglio il già anticipato principio “Energy Efficiency First”. Esso stabilisce che gli Stati Membri devono dare massima priorità all’efficienza energetica nelle decisioni strategiche pubbliche e negli investimenti superiori ai 100 milioni di euro (175 milioni di euro per le infrastrutture di trasporto), sia nei settori energetici che non energetici. Queste soglie economiche potranno subire delle variazioni al ribasso entro l’11 ottobre 2027.

Art. 4 – Obiettivi di Efficienza Energetica

Gli Stati Membri devono contribuire a raggiungere ai seguenti obiettivi entro il 2030:

  • 11,7% di riduzione dei consumi energetici rispetto allo scenario di riferimento del 2020
  • Limite di 763 Mtep di consumo di energia finale e di 992,5 Mtep di consumo di energia primaria nel 2030

Ogni Stato deve fornire il proprio contributo al raggiungimento di questi obiettivi europei. Dovrà comunicare alla Commissione la sua quota di contributo nei Piani Nazionali Integrati Energia e Clima (PNIEC).

Art. 7 – Appalti pubblici

Le amministrazioni pubbliche dovranno acquistare unicamente prodotti, servizi, edifici e lavori ad altra efficienza energetica.

Art. 8 – Obblighi di risparmio energetico

Gli Stati Membri sono tenuti a concretizzare risparmi energetici annui nel consumo finale, con ritmi crescenti fino all’1,9% dal 2024 al 2030.

Art. 12 – Obbligo di report energetico annuale per i Data Center

A partire dal 15 maggio 2024, i data center con un consumo superiore ai 500 kW dovranno produrre un report energetico annuale.

Leggi anche: Green Data Center in Italia: guida a normative e obblighi

Art. 29 – Servizi energetici

Promozione del mercato dei servizi energetici (inclusi EPC), e obbligo di valutare l’utilizzo di contratti EPC nella ristrutturazione di edifici pubblici con superfice maggiore di 750 metri quadrati.

Altre Novità

Sintetizziamo qui alcune altre misure importanti introdotte dalla nuova direttiva:

  • Riduzione del consumo di energia finale degli enti pubblici dell’1,9% annuo rispetto al 2021
  • Obbligo di ristrutturazione del 3% della superficie climatizzata degli edifici pubblici con una superficie superiore ai 250 m² (riscaldata o raffrescata) per raggiungere emissioni zero o energia quasi zero (nZEB)
  • Obbligo di contatori per edifici con impianti centralizzati, lettura da remoto obbligatoria per i nuovi dispositivi e per tutti dal 2027
  • Viene promossa la decarbonizzazione della fornitura termica (riscaldamento e raffrescamento), attraverso strumenti di pianificazione locale, piani di transizione, divieto di nuovi impianti a combustibili fossili dopo il 2030, requisiti tecnici progressivi da qui al 2050 per aumentare quota di rinnovabili, la cogenerazione e il recupero del calore di scarto, e per ridurre emissioni GHG

Vuoi Migliorare l’Efficienza Energetica della tua Impresa?

La nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica non è solo questione di obblighi. Diventare più efficienti dal punto di vista energetico è infatti un’opportunità per le imprese italiane di migliorare la competitività, riducendo i propri costi in bolletta. Questo è ancora più rilevante visto che nel nostro Paese questi ultimi sono così elevati.

Possiamo accompagnare la tua impresa nel percorso di transizione energetica, con un approccio scientifico e attento alle tue esigenze. Possiamo supportarti sia nello sviluppo di un audit energetico che nel percorso di certificazione ISO 50001, certificazione ISO 14001, oppure anche nel progettare un Piano di efficientamento energetico.

FONTI

Perché in Italia l’energia costa così tanto

Direttiva UE 2023/1791

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