Come migliorare il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche
Guida pratica al documento del MEF “Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche”: scopri come organizzare i dati ESG per migliorare l’accesso a finanzamenti.
Di Davide Treghini   |  Febbraio 13, 2026  |  Finanza sostenibile, SostenibilitÃ
La tua banca ti ha chiesto dati ESG e non sai da dove partire?
Il Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche nasce proprio per aiutare le piccole e medie imprese a organizzare le informazioni richieste dagli istituti finanziari.
Capire il documento è solo il primo passo: la vera differenza sta nel trasformarlo nell’inizio di una strategia ESG efficace per la tua impresa.
Indice
PUNTI CHIAVE
Le banche richiedono sempre più dati ESG alle imprese: le PMI devono farsi trovare pronte
Il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche indica quali dati ESG organizzare e come presentarli
Strutturare oggi la rendicontazione significa migliorare accesso al credito, competitività e dialogo con la filiera
Che cos’è il Documento per il Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche?
Il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche è un insieme di linee guida frutto della collaborazione tra il Tavolo per la Finanza Sostenibile con altri enti (tra cui il MASE e la Banca d’Italia) con l’obiettivo di supportare le PMI nella raccolta e produzione di informazioni sugli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG), agevolando il dialogo con le banche sui temi della sostenibilità e favorendo l’accesso ai finanziamenti.
La richiesta di informazioni sulla sostenibilità da parte delle banche nei confronti delle aziende clienti è infatti in continua crescita, soprattutto dopo l’entrata in vigore delle Linee guida EBA, che obbligano le banche più grandi ad integrare i rischi ESG nella loro governance dal gennaio 2026, mentre le più piccole dovranno adeguarsi dal gennaio 2027.
Come conseguenza di tutto ciò, le aziende con performance migliori in termini ESG saranno progressivamente favorite dagli istituti finanziari con condizioni migliori di accesso al credito.
Questa tendenza è particolarmente rilevante nel contesto italiano, dove le PMI rappresentano la grande maggioranza delle imprese. Sebbene le PMI non siano direttamente obbligate da normative come la CSRD, l’attenzione crescente verso i criteri ESG le coinvolge indirettamente: banche e grandi imprese richiedono dati sempre più strutturati ai propri partner, spingendo le PMI ad adeguarsi per rimanere competitive.
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L’obiettivo di queste linee guida
Il Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche mira a standardizzare le richieste di informazioni ESG che le banche rivolgono alle aziende.
In questo modo, si dovrebbe evitare che ogni istituto produca questionari ESG molto diversificati tra loro, facilitando l’organizzazione interna dei dati e la rendicontazione di sostenibilità per le PMI.
Nel documento si fa inoltre chiaro riferimento allo standard di rendicontazione ESG volontaria prodotto da EFRAG, ovvero il VSME, al quale Ollum ha dedicato anche un webinar. Le linee guida hanno infatti l’obiettivo di avvicinare le piccole e medie imprese alla redazione del bilancio di sostenibilità per le PMI secondo lo standard VSME.
(Approfondiamo nel dettaglio la struttura dello standard nell’articolo dedicato al VSME)
La struttura del documento
Il Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche suddivide le informazioni di sostenibilità che le banche possono richiedere alle PMI in 40 domande, suddivise in 5 sezioni:
- Informazioni generali
- Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico
- Ambiente
- Società e forza lavoro
- Governance e condotta aziendale
Viene adottato un approccio di proporzionalità rispetto alla dimensione dell’impresa, indicando un livello di priorità per le microimprese (Priorità 1 e 2).
Le 40 informazioni di sostenibilità contenute nel documento presentano molte somiglianze con lo standard VSME, proprio perché l’obiettivo è facilitare un passaggio graduale verso una rendicontazione strutturata.
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Esempio dei datapoint richiesti dalla sezione 2, dedicata alla “Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico”. Da notare l’indicazione della fonte normativa che obbliga la banca a richiedere tali informazioni ESG (Terzo pilastro MODELLO 3, SFRD PAI, CSRD, ecc.)
Sezione “guida metodologica”
La parte più consistente del documento è dedicata alla guida metodologica, quasi 50 pagine in cui vengono fornite indicazioni sulle modalità in cui le PMI possono fornire le informazioni elencate nelle 40 richieste (metodi di calcolo, fonti dei dati, definizioni, unità di misura, ecc.).
In teoria, questa sezione serve per dare indicazioni pratiche su come raccogliere gli indicatori di sostenibilità per le PMI richiesti dalle banche (o da grandi imprese).
In pratica, l’operazione può risultare complessa per chi non ha familiarità con la sostenibilità e la rendicontazione ESG. Per questo motivo, molte aziende scelgono di affidarsi a un esperto in rendicontazione di sostenibilità , che possa valutare caso per caso il livello di approfondimento più adeguato.
Ad esempio:
- una microimpresa potrebbe limitarsi al modulo Basic del VSME; una PMI più strutturata potrebbe integrare il modulo Comprehensive
- un’azienda già certificata ISO 14001 potrebbe valorizzare i processi ambientali già esistenti per facilitare la raccolta dei dati
Non solo banche: filiere e rating ESG
Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche è focalizzato principalmente sul rapporto con gli istituti finanziari. Tuttavia, lo stesso tema si inserisce in un contesto più ampio: molte grandi imprese richiedono ai propri fornitori valutazioni ESG tramite piattaforme come EcoVadis.
Il rating EcoVadis rappresenta oggi uno strumento diffuso nelle filiere internazionali per valutare le performance ESG dei partner commerciali. In questo ambito, è importante sottolineare che Ollum è EcoVadis Consulting Partner, e supporta le aziende sia nella compilazione del questionario sia nella definizione di strategie per migliorare il rating nel tempo.
Se il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche è uno strumento pensato per il rapporto banca-impresa, EcoVadis è spesso lo strumento richiesto nelle filiere industriali: entrambi richiedono un’organizzazione strutturata dei dati ESG.
Come possiamo supportarti
Il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche segnala una direzione chiara: anche le PMI non soggette alla CSRD devono strutturare un patrimonio informativo ESG, per rispondere alle richieste del sistema bancario e delle filiere. Lo standard VSME è lo strumento di riferimento per farlo in modo proporzionato e riconoscibile.
Affianchiamo le PMI nella redazione del bilancio di sostenibilità secondo gli standard VSME e GRI, nell’ottenimento del rating EcoVadis e nella formazione ESG per i team interni.
Fonti
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