Criteri Ambientali Minimi (CAM): cosa sono, obblighi e CAM vigenti 2026
PUNTI CHIAVE
I CAM sono obbligatori per l’intero valore di ogni gara pubblica nei settori coperti: non rispettarli significa essere esclusi dalla procedura
Ogni decreto CAM prevede sia requisiti minimi che criteri premianti: le aziende più sostenibili possono ottenere punteggi più alti e competere senza necessariamente offrire il prezzo più basso
La conformità ai CAM richiede certificazioni verificate da terzi, come l’EPD: non è sufficiente un’autodichiarazione
Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM)?
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali che prodotti, servizi e lavori devono rispettare per poter partecipare agli appalti pubblici italiani. Sono definiti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) tramite decreti ministeriali, e la loro applicazione è obbligatoria per le stazioni appaltanti ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. n. 36/2023).
In pratica, i CAM traducono in requisiti tecnici concreti il principio del Green Public Procurement (GPP): ogni settore merceologico ha i propri CAM, che stabiliscono gli standard ambientali minimi da rispettare nelle diverse fasi del processo di acquisto — dalla progettazione, alla fornitura, fino allo smaltimento finale.
I CAM sono obbligatori?
Sì.
Con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, i CAM sono obbligatori per l’intero valore dell’importo della gara, senza soglie minime. Le stazioni appaltanti sono tenute a inserirli nei documenti di gara, e le imprese che non soddisfano i requisiti vengono escluse dalla procedura.
Questo vale per tutti i settori coperti da un decreto CAM vigente. Per i settori non ancora coperti, l’applicazione non è obbligatoria, ma le stazioni appaltanti possono comunque inserire criteri ambientali volontari.
Come sono strutturati i CAM?
Ogni decreto CAM si articola in tre livelli:
Le specifiche tecniche sono i requisiti minimi obbligatori che il prodotto, servizio o lavoro deve rispettare per non essere escluso dalla gara. Riguardano caratteristiche come la composizione dei materiali, i processi produttivi, le prestazioni energetiche o ambientali.
I criteri premianti sono requisiti aggiuntivi non obbligatori, che le stazioni appaltanti possono inserire come elementi di valutazione dell’offerta. Le aziende che li soddisfano ottengono un punteggio più alto in fase di aggiudicazione — e possono competere sulla qualità ambientale anche a fronte di un prezzo più alto.
Le clausole contrattuali sono condizioni che il fornitore aggiudicatario deve rispettare durante l’esecuzione del contratto.
Cosa implicano i CAM per le imprese nella pratica?
Per un’azienda che vuole lavorare con la pubblica amministrazione, i CAM hanno implicazioni operative concrete.
Prima di tutto, è necessario conoscere i CAM del proprio settore e verificare se i propri prodotti o servizi sono già conformi alle specifiche tecniche obbligatorie. In molti casi la conformità richiede documentazione certificata da terzi — non è sufficiente un’autodichiarazione.
In secondo luogo, i CAM spingono verso una valutazione del ciclo di vita dei prodotti. Molti decreti CAM richiedono o premiano la disponibilità di una certificazione EPD (Environmental Product Declaration), che certifica l’impatto ambientale di un prodotto sulla base di uno studio LCA verificato da enti accreditati.
Infine, i CAM riguardano sempre più spesso non solo il prodotto finito, ma l’intera filiera: origine delle materie prime, processi produttivi, gestione dei rifiuti. Le aziende che hanno già avviato un percorso di misurazione e certificazione ambientale si trovano quindi in una posizione di vantaggio competitivo significativo.
Cos’è la relazione CAM e quando è obbligatoria?
La relazione CAM è il documento con cui il progettista dimostra che il progetto rispetta i Criteri Ambientali Minimi. È obbligatoria in tutti gli appalti di progettazione e lavori soggetti al CAM Edilizia e al CAM Strade.
In pratica, per ogni criterio ambientale applicabile, la relazione CAM descrive le scelte progettuali adottate e indica gli elaborati in cui trovarle. Specifica poi i requisiti dei materiali e dei prodotti da costruzione, e i mezzi di prova che l’impresa dovrà presentare alla direzione lavori.
La relazione serve anche a motivare eventuali deroghe o applicazioni parziali dei criteri, quando ci sono vincoli tecnici, normativi o ambientali.
Non va confusa con la relazione di sostenibilità dell’opera. La relazione CAM dimostra la conformità ai criteri ambientali minimi, mentre la relazione di sostenibilità descrive come l’opera risponde agli obiettivi di sostenibilità lungo il ciclo di vita.
A febbraio 2026 il MASE ha pubblicato le indicazioni sul “Modello di Relazione CAM di Progetto“, un riferimento utile per impostare il documento secondo lo schema ministeriale.
Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici e la relazione di sostenibilità dell’opera
Una novità importante introdotta dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici riguarda i lavori pubblici di maggiore complessità . Nell’ambito del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE), è ora obbligatoria la redazione di una relazione di sostenibilità dell’opera, che include la stima dell’LCA e della carbon footprint dell’intervento.
Le indicazioni metodologiche per svolgere questi calcoli sono contenute nei CAM Edilizia e nei CAM Infrastrutture Stradali.
Si tratta di un passaggio significativo: per la prima volta, la valutazione del ciclo di vita entra in modo strutturato e obbligatorio nella progettazione delle opere pubbliche, con ricadute dirette su progettisti e imprese del settore.
Quali sono i CAM vigenti nel 2026?
La lista aggiornata dei CAM vigenti è disponibile sul sito ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Di seguito i decreti CAM attualmente in vigore, con i relativi approfondimenti dove disponibili.
- Arredi per interni (fornitura, servizio di noleggio e servizio di estensione della vita utile) → Approfondisci decreto CAM Arredi interni
- Arredo urbano (progettazione di parchi giochi, fornitura e posa, manutenzione)
- Ausili per l’incontinenza (fornitura)
- Calzature da lavoro e accessori in pelle
- Carta (acquisto di carta per copia e carta grafica) → Approfondisci decreto CAM Carta
- Cartucce (toner e getto d’inchiostro, raccolta esauste, preparazione per il riutilizzo e fornitura)
- Edilizia (servizi di progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi) → Approfondisci nuovi CAM Edilizia
- Eventi culturali (servizio di organizzazione e realizzazione eventi)
- ICT — computer, monitor, tablet e smartphone (noleggio operativo e fornitura di dispositivi nuovi e ricondizionati; D.M. 11 marzo 2026, GU n. 70 del 25 marzo 2026)
- Illuminazione pubblica (acquisizione sorgenti luminose e apparecchi, servizio di progettazione) → Approfondisci CAM Illuminazione pubblica
- Illuminazione pubblica (servizio)
- Infrastrutture stradali (in vigore dal 21 dicembre 2024) → Approfondisci CAM Strade
- Lavaggio industriale e noleggio di tessili e materasseria
- Pulizie e sanificazione (servizio in edifici e ambienti ad uso civile, sanitario; prodotti detergenti) → Approfondisci CAM Pulizie
- Rifiuti urbani e spazzamento stradale (raccolta e trasporto rifiuti, pulizia strade, veicoli, contenitori e sacchetti)
- Ristorazione collettiva (servizio e fornitura di derrate alimentari)
- Ristoro e distributori automatici (servizi di ristoro e distribuzione di acqua potabile di rete)
- Servizi energetici per gli edifici (illuminazione, forza motrice, riscaldamento/raffrescamento)
- Stampanti (stampa gestita, noleggio, acquisto o leasing)
- Tessili (fornitura e noleggio, servizi di restyling e finissaggio)
- Veicoli (acquisto, leasing, locazione, noleggio per trasporto su strada e trasporto pubblico)
- Verde pubblico (servizio di gestione e fornitura prodotti per la cura del verde)
Per la lista ufficiale con i testi integrali dei decreti, consulta il sito del Ministero dell’Ambiente (MASE).
Come dimostrare la conformità ai CAM
In molti decreti CAM la conformità alle specifiche tecniche deve essere dimostrata attraverso documentazione verificata da terzi. Le certificazioni più rilevanti in questo contesto sono:
L’EPD (Environmental Product Declaration) certifica l’impatto ambientale di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita ed è richiesta o premiata in numerosi CAM, in particolare quelli relativi all’edilizia e ai materiali da costruzione.
Le certificazioni di prodotto specifiche per settore (Ecolabel UE, FSC per il legno, certificazioni energetiche) sono spesso citate nei singoli decreti CAM come prove di conformità accettate.
👉 Leggi la guida alle principali certificazioni CAM
L’analisi LCA, pur non essendo di per sé una certificazione pubblica, è la metodologia di calcolo alla base di molte dichiarazioni ambientali richieste dai CAM ed è obbligatoria nella relazione di sostenibilità dell’opera per i lavori pubblici.
👉Approfondisci: LCA e CAM: come l’analisi del ciclo di vita supporta la conformitÃ
Per capire quali certificazioni sono rilevanti per il tuo settore e come ottenerle, puoi approfondire il nostro approccio alla conformità CAM.
Oltre la conformità CAM
Rispettare i CAM è un requisito di accesso agli appalti pubblici, ma le aziende più lungimiranti lo trattano come un punto di partenza, non di arrivo.
Misurare e certificare l’impatto ambientale dei propri prodotti attraverso strumenti come l’LCA e l’EPD genera valore anche al di fuori degli appalti: rafforza la reputazione, risponde alle richieste di trasparenza della filiera e prepara l’azienda agli obblighi di rendicontazione sempre più diffusi (CSRD, richieste dei clienti B2B).
Come possiamo supportarti
I CAM definiscono requisiti ambientali sempre più stringenti per chi partecipa agli appalti pubblici, e strumenti come LCA ed EPD sono spesso al centro di questa conformità . Conoscere i decreti del proprio settore e dotarsi della documentazione adeguata è il primo passo per accedere al mercato pubblico in modo strutturato.
Ollum affianca aziende e produttori nella verifica dei requisiti CAM applicabili, nello sviluppo di studi LCA e nella redazione di EPD, fino al supporto per le certificazioni richieste nei principali decreti.







