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CAM Illuminazione Pubblica: cosa prevedono e come si applicano

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’illuminazione pubblica definiscono i requisiti per la progettazione degli impianti e per l’acquisto di apparecchi e sorgenti per illuminare gli spazi pubblici.

Di Anna Aceto |    Aprile 1, 2024    |    Normative & Reporting 

  • Esperta in reporting ESG e politiche per l'ambiente.

In questo articolo affronteremo il tema dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’illuminazione pubblica.

Vedremo come questa normativa influenzi sia i fornitori di servizi di progettazione degli impianti di illuminazione, sia i fornitori di apparecchi e sorgenti luminose.

Infatti, gli appalti dovranno allinearsi a determinati obiettivi di efficientamento energetico e di sostenibilità nei consumi.

PUNTI CHIAVE

I CAM Illuminazione Pubblica garantiscono riduzione dei consumi energetici e maggiore sostenibilità in questo settore.

Le amministrazioni pubbliche sono obbligate ad applicare i CAM in tutte le procedure di appalto, contribuendo agli obiettivi di transizione ecologica del Green Deal e del PNRR.

Anche se non esiste una certificazione CAM specifica, con Ollum puoi ottenere la conformità ai requisiti previsti e accedere a certificazioni utili per garantire l’efficienza e la sostenibilità del tuo progetto.

Criteri Ambientali Minimi per l’Illuminazione Pubblica: Cosa Sono

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’illuminazione pubblica sono dei requisiti tecnici e ambientali obbligatori che la Pubblica Amministrazione deve rispettare in tutte le procedure di acquisto di beni, servizi o lavori nell’ambito dell’illuminazione pubblica.

I CAM Illuminazione, come tutti gli altri CAM, sono parte integrante della strategia del Green Public Procurement (GPP), o Acquisti Verdi Pubblici, che obbliga le amministrazioni ad inserire criteri ambientali negli acquisti pubblici di prodotti e servizi. I CAM si applicano a diversi settori, come l’edilizia, le infrastrutture stradali (dal 21 dicembre 2024), gli arredi, i rifiuti urbani e altri settori dei lavori pubblici.

Nell’ambito del Green Deal nazionale, anche le amministrazioni pubbliche hanno quindi un ruolo di primo piano nel promuovere la riduzione del consumo energetico: i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’illuminazione pubblica rientrano a pieno titolo nel solco di questa transizione ecologica.

Decreti Ministeriali CAM Illuminazione Pubblica

L’ultimo decreto del Ministero dell’Ambiente (oggi anche della sicurezza energetica, MASE) relativo ai CAM per l’illuminazione pubblica è il Decreto del 28 marzo 2018 per quanto riguarda i servizi, mentre per la fornitura degli apparecchi e la progettazione c’è il Decreto del 27 settembre 2017. Quest’ultimo stabilisce i CAM dell’illuminazione pubblica per:

  • L’acquisizione di sorgenti luminose per l’illuminazione pubblica;
  • L’acquisizione di apparecchi per l’illuminazione pubblica;
  • L’affidamento del servizio di progettazione di impianti per l’illuminazione pubblica.

Questo decreto esclude dal suo ambito:

  • Pali, strutture di sostegno e altri tipi di supporto degli apparecchi di illuminazione.
  • Illuminazione di gallerie, parcheggi privati ad uso privato, aree private a uso commerciale o industriale, campi sportivi, monumenti, edifici, alberi (illuminazione artistica).

Il documento è strutturato in diverse sezioni, tra cui:

  • Requisiti dei candidati (criteri di base): cioè la capacità tecnica di ridurre l’impatto ambientale tramite la fornitura o il servizio;
  • Specifiche tecniche (criteri di base): cioè il livello minimo, in termini di obiettivi della riduzione dell’impatto ambientale del prodotto o il servizio;
  • Clausole contrattuali (criteri di base): cioè il rispetto dei criteri di sostenibilità da parte dell’appaltatore;
  • Criteri premianti (criteri di aggiudicazione): cioè i criteri per la valutazione delle offerte ai quali sono dati dei punteggi specifici, al fine di selezionare i prodotti o servizi più sostenibili.

Il Decreto Ministeriale del 28 marzo 2018, invece, si focalizza sull’affidamento del servizio di illuminazione pubblica, comprendendo attività come:

  • Gestione e conduzione degli impianti di illuminazione pubblica.
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria conservativa degli impianti.
  • Fornitura di energia elettrica per l’illuminazione pubblica e, se richiesto, per la segnaletica luminosa.
  • Progettazione definitiva o esecutiva degli interventi di riqualificazione degli impianti e loro eventuale realizzazione, laddove previsto.

Questo decreto non si applica all’acquisizione di singole sorgenti luminose o apparecchi di illuminazione, né alla progettazione di impianti come attività isolate.

💡 Orientarsi tra i due decreti CAM per l’illuminazione pubblica — e capire quali requisiti si applicano a uno specifico appalto — richiede un’analisi puntuale del contesto. Come affrontiamo la verifica di conformità ai CAM con le aziende e le amministrazioni che seguiamo.

Le Sorgenti Luminose

Al punto 4.1.1, il documento si sofferma sull’oggetto dell’appalto che è l’acquisto (e installazione) di lampade:

  • a scarica ad alta intensità (al sodio ad alta pressione e agli alogenuri metallici);
  • i moduli LED (integrati, indipendenti, da incorporare o per aggiornamento tecnologico dei sistemi a scarica);
  • sorgenti luminose di altro tipo;
  • alimentatori per lampade a scarica o moduli led.

Tra le specifiche tecniche dei CAM sulle sorgenti luminose troviamo ad esempio le indicazioni sulla potenza nominale delle lampade, l’efficienza luminosa ed altro ancora.

Gli Apparecchi di Illuminazione

Al punto 4.2, il documento specifica che il modulo led completo (ottica e sistema di alimentazione) è ritenuto un apparecchio di illuminazione.

Tra le specifiche contenute nella scheda 4.2, troviamo ad esempio i valori minimi accettabili per quanto riguarda il grado di protezione degli agenti esterni (valori IP).

La Progettazione di Impianti per l’Illuminazione

La scheda 4.3 si focalizza invece sulla progettazione di nuovi impianti o gli interventi di manutenzione o riqualificazione di impianti esistenti per l’illuminazione pubblica con ridotto impatto ambientale. Il documento fa riferimento ai codici CPV (common procurement vocabulary) seguenti:

  • 71314100-3 Servizi elettrici;
  • 71318100-1 Servizi di tecnica di illuminazione artificiale e naturale;
  • 71323100-9 Servizi di progettazione di sistemi elettrici;
  • 71323200-0 Servizi di progettazione tecnica di impianti.

In questo caso, le specifiche tecniche richiamano ad esempio il punto 4.2.3 (per quanto riguarda gli apparecchi di illuminazione), oppure la norma UNI 11620 e s.m.i. per quanto riguarda gli elementi del progetto illuminotecnico o, infine, agli indici IPEI per quanto riguarda la prestazione energetica dell’impianto (A+ dal 2026).

I Criteri Ambientali Minimi per l’Illuminazione degli Interni

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha anche stabilito dei criteri ambientali minimi per l’illuminazione degli interni, definendoli nel decreto del 23 giugno 2022. La progettazione degli edifici residenziali (e non) dovrà tenere conto in particolare di una razionalizzazione dell’apporto luminoso negli interni.

Per fare ciò, l’art. 2.4.3 stabilisce che gli impianti di illuminazione devono essere dotati di un’automazione che li accende, spegne e regola (dimmerizzazione), tenendo conto degli orari, dell’occupazione effettiva degli spazi da parte delle persone e, infine, del contributo della luce naturale ad illuminare gli ambienti delle aree comuni.

Anche queste misure contribuiscono quindi a rafforzare gli sforzi di promuovere un utilizzo consapevole e commisurato dell’energia, rendendo maggiormente eco-sostenibili gli edifici e le diverse attività umane che si svolgono all’interno degli stessi.

Come possiamo supportarti

I CAM per l’illuminazione pubblica definiscono un quadro normativo articolato, distribuito su più decreti ministeriali e in costante evoluzione con l’espansione ad altri settori dei lavori pubblici. Non esiste una certificazione CAM specifica per l’illuminazione, ma è possibile dimostrare la conformità ai requisiti attraverso certificazioni di prodotto, documentazione tecnica e un percorso strutturato di verifica.

Ollum supporta aziende e amministrazioni nella verifica di conformità ai CAM, dalla lettura dei requisiti applicabili alla predisposizione della documentazione necessaria per gli appalti pubblici, incluse le certificazioni utili a dimostrare l’allineamento ai criteri ambientali minimi.

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