Come ridurre le emissioni di CO2 in azienda: strategie e azioni efficaci
Scopri come ridurre le emissioni di CO2 in azienda: dalla strategia Net Zero allineata a SBTi alle azioni concrete per ridurre l'impronta di carbonio aziendale.
Come ridurre le emissioni di CO2 in azienda: strategie e azioni efficaci
Scopri come ridurre le emissioni di CO2 in azienda: dallo sviluppo di una strategia Net Zero allineata a SBTi alle azioni concrete da adottare per ridurre l’impronta di carbonio aziendale.
Di Saverio Lapini |Â Â Agosto 1, 2025Â Â Â |Â Decarbonizzazione & Net Zero
In questo articolo vi spiegheremo come ridurre le emissioni di CO2 in azienda attraverso una strategia net zero ben strutturata.
Vedremo cosa significa fissare target di riduzione basati sulla scienza e come si costruisce un piano di decarbonizzazione aziendale efficace.
Infine, illustreremo i fattori chiave in una strategia net zero carbon, le azioni concrete che un’impresa può mettere in pratica, e i vantaggi strategici della decarbonizzazione.
Limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2°C,
puntando ai 1,5°C
Questo obiettivo riguarda tutta la società : imprese, governi, cittadini. Per raggiungerlo è necessario un taglio drastico delle emissioni climalteranti, riassunto nella formula “obiettivo Net Zero“.
Con obiettivo Net Zero si intende il raggiungimento di emissioni nette zero entro il 2050. Esso prevede di tagliare almeno il 90% delle emissioni dirette, e di bilanciare le emissioni residue non eliminabili con compensazioni di alta qualità .
Fin qui tutto chiaro. Ma come devono comportarsi le aziende per poter raggiungere il Net Zero?
Come definire obiettivi di riduzione delle emissioni in azienda
Nel paragrafo precedente abbiamo spiegato cosa significa e cosa comporta l’obiettivo Net Zero a livello globale.
Tuttavia, per le aziende intenzionate a ridurre le proprie emissioni è importante capire cosa significa avere degli obiettivi Net Zero in azienda, e come questi si traducono in azioni concrete.
La migliore risposta a questa domanda è stata formulata dalla Science Based Targets initiative. Si tratta di un’iniziativa globale che ha l’obiettivo di tradurre l’obiettivo Net Zero in piani di azione concreti per le aziende.
Per farlo, SBTi ha sviluppato degli standard specifici, che contengono criteri e linee guida pensati per aiutare le aziende a fissare dei target allineati con gli obiettivi di Parigi. Questi vengono comunemente denominati target science-based, ovvero “obiettivi basati sulla scienza”.
Gli obiettivi SBTi: i fattori chiave nella strategia di riduzione delle emissioni in azienda
Gli obiettivi science-based che le aziende devono fissare per poter essere allineate a SBTi sono fondamentalmente di due tipi:
Obiettivi a breve-medio termine: -42% delle emissioni Scope 1+2 entro il 2030, e riduzione Scope 3 solo se rilevante. Obbligatori per tutte le aziende che vogliono aderire a SBTi
Obiettivi a lungo termine: -90/95% delle emissioni Scope 1-2-3 entro il 2050 o prima. Le emissioni residue (5-10% max) possono essere compensate con rimozioni certificate
Per essere considerata Net Zero da SBTi, un’azienda deve obbligatoriamente fissare sia obiettivi a breve termine (near-term targets) che obiettivi a lungo termine (long-term targets).
Non tutti i piani di riduzione delle emissioni aziendali sono allineati a SBTi. Tuttavia, si tratta della strategia di decarbonizzazione più affidabile, scientificamente fondata, e riconosciuta dai buyer internazionali. Ad esempio, nel settore GDO e finanza i target SBTi vengono sempre più richiesti ai fornitori.
Rivedi il webinar dedicato agli obiettivi SBTi in azienda:
Come si costruisce una strategia di riduzione del carbonio in azienda efficace
Prima di approfondire le azioni pratiche con cui le aziende possono ridurre le proprie emissioni di gas serra, vediamo brevemente quali sono le caratteristiche di una strategia di decarbonizzazione affidabile e scientificamente fondata.
Essa deve passare per i seguenti step:
1. Calcolo della carbon footprint di organizzazione
Il primo passaggio consiste nel misurare con precisione l’impronta di carbonio della propria impresa. Questa deve essere fatta seguendo gli standard tecnici internazionali: in particolare, ai fini dell’allineamento ai criteri di SBTi, si deve seguire il GHG Protocol, che classifica le emissioni aziendali in Scope 1, 2 e 3. Il calcolo della carbon footprint di organizzazione è fondamentale per avere una base di riferimento su cui misurare l’efficacia degli sforzi di decarbonizzazione futuri.
2. Mappare le fonti di emissione
Una volta calcolate le emissioni aziendali, è necessario mappare le attività e i processi più impattanti. Questo consente di prioritizzare le azioni, quindi capire dove è necessario intervenire prima, e quali strategie consentono di ottenere il miglior risultato in termini di riduzione delle emissioni dell’azienda.
3. Sviluppare un piano di decarbonizzazione
Dati alla mano, si procede alla definizione della strategia di riduzione delle emissioni, o piano di decarbonizzazione. In esso, vengono indicate le azioni specifiche da implementare (ad es. elettrificazione, efficienza energetica, rinnovabili, etc.); le tempistiche in cui queste azioni devono essere realizzate; le risorse tecniche ed economiche da assegnare; e infine i KPI e gli obiettivi da raggiungere.
Una volta validato il piano da parte di SBTi, è necessario monitorare costantemente i progressi. Questo comporta una raccolta periodica dei dati e un aggiornamento dell’inventario GHG della carbon footprint aziendale. In caso di evoluzioni aziendali, è possibile aggiornare i target fissati in precedenza. Infine, grazie ad un buon monitoraggio è possibile comunicare con credibilità i risultati raggiunti, aumentando la propria reputazione, la propria valutazione ESG, e altri vantaggi (vedi paragrafo dedicato, più in basso).
Come ridurre le emissioni di CO2 in azienda: azioni concrete
Ridurre le emissioni di gas serra in azienda significa agire in modo concreto sulle principali fonti di emissione: energia, processi, materiali, trasporti. Ecco alcune soluzioni net zero efficaci per abbattere le emissioni di CO2 della tua impresa:
Per farlo, il primo passo è effettuare una diagnosi energetica. Si tratta di una sorta di radiografia dei consumi energetici, che ci permette di individuare con precisione gli sprechi maggiori, orientando così gli investimenti verso interventi di efficientamento efficaci.
Ecco alcuni esempi di interventi concreti che la tua azienda può mettere in atto per ridurre i consumi di energia:
Sostituzione di macchinari obsoleti con soluzioni ad alta efficienza
Installazione di pompe di calore ad alta efficienza al posto di caldaie a gasolio o gas
Sostituzione di illuminazione tradizionale con LED industriali
Isolamento termico degli ambienti (coibentazione del tetto o delle pareti)
Recupero di calore da altri processi (ad esempio dai compressori)
Installazione di stabilizzatori di tensione per evitare sovraccarichi e perdite di rete
Installazione di rifasatori, per ridurre la corrente reattiva negli impianti e quindi le dispersioni
2. Elettrificazione
Con elettrificazione si intende il passaggio dall’uso di energia fossile (petrolio, gas o carbone) all’uso di elettricità ottenuta in modo rinnovabile.
Questo processo può essere condotto nell’ambito dei veicoli aziendali, passando all’elettrico per auto e piccoli mezzi, oppure nell’edilizia, sostituendo caldaie e fornelli a gas con pompe di calore, piani a induzione e climatizzatori efficienti.
3. Passare alle fonti di energia rinnovabile
Smettere di acquistare energia da fonti fossili è un altro modo efficace per ridurre le emissioni di Scope 2 (emissioni indirette da acquisto di energia). Si può fare in due modi:
autoproduzione di energia, grazie all’installazione di impianti fotovoltaici
acquistando energia da fornitori certificati, mediante contratti di fornitura green o Power Purchase Agreement (PPA), come ad esempio on site PPA, off site PPA, o virtual PPA
4. Aumentare la circolarità dei materiali
Applicare l’economia circolare, oltre a ridurre i rifiuti, permette di diminuire l’utilizzo di materie prime vergini, che vengono sostituite con materiali riciclati. Questo permette di ridurre le emissioni cosiddette “a monte” (Scope 3 “upstream”), ovvero generate nelle fasi precedenti la produzione.
5. Ottimizzare la logistica e i trasporti
Sebbene il trasporto non pesi quasi mai più del 10% dell’impatto di un prodotto (ad eccezione di settori con filiere molto lunghe, tipo il fast fashion), anche in questo ambito è importante intervenire. La soluzione che garantisce il maggior impatto positivo è passare dalla gomma al treno, dove possibile (i tre quarti delle emissioni dei trasporti vengono dal trasporto su gomma). Altre soluzioni possono essere: scegliere fornitori locali per accorciare la filiera, ottimizzare carichi e percorsi, adottare veicoli elettrici e car pooling per i dipendenti.
6. Utilizzare l’idrogeno verde
L’idrogeno verde permette di decarbonizzare alcuni settori industriali difficili da elettrificare, come l’industria siderurgica, quella chimica, e il settore dei trasporti pesanti.
Tuttavia, questo tipo di tecnologia è tuttora estremamente costoso. Uno dei progetti più ambiziosi in questo ambito è quello del progetto di maxi-acciaieria Thyssenkrupp Steel a Duisburg, in Germania, in cui verrà utilizzato esclusivamente idrogeno verde per produrre acciaio. In Italia, invece, il PNRR intende creare delle Hydrogen Valley in aree industriali dismesse.
7. Compensare le emissioni residue
Solamente nei casi in cui le emissioni non possano essere ridotte, per questioni tecniche (cosiddette emissioni “hard to abate”), è possibile valutare di impiegare delle soluzioni di compensazione. Ad esempio, attraverso dei crediti di carbonio ad alta integrità , derivanti da progetti di rimozione e stoccaggio permanente della CO2, come il biochar e la cattura diretta dall’aria. Il Regolamento europeo CRCF stabilisce i criteri per poter considerare un credito di carbonio di alta qualità .
8. Promuovere comportamenti sostenibili
Anche la cultura aziendale può svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione. Si possono ad esempio creare degli incentivi per premiare i dipendenti che attuano comportamenti sostenibili (come car pooling, riduzione dei consumi di carta, riduzione della plastica etc.), oppure organizzare dei corsi di formazione interna sulla sostenibilità .
Strategie di investimento Net Zero
Oltre alla riduzione diretta delle emissioni aziendali, molte imprese stanno iniziando ad adottare vere e proprie strategie di investimento Net Zero.
Investire in tecnologie pulite, in rinnovabili, in efficienza energetica o in fornitori a basse emissioni sono alcuni esempi di strategia net zero carbon applicata agli investimenti aziendali.
Integrare gli obiettivi climatici nelle decisioni finanziarie aziendali, se fatto con cognizione di causa, può infatti generare nuovo valore economico (oltre che avere un impatto ambientale positivo).
Ridurre le emissioni GHG della propria azienda non è solo una scelta responsabile sotto il profilo ambientale, ma può portare a dei vantaggi strategici e competitivi. Eccone alcuni:
Accesso al credito e finanziamenti: a giugno 2025 la Banca d’Italia ha dichiarato che le banche italiane inizieranno a considerare gli obiettivi di decarbonizzazione delle aziende nei criteri di accesso al credito (relazione N.939)
Decarbonizzazione richiesta nelle filiere: in diversi settori i buyer richiedono l’adesione SBTi ai propri fornitori, ad esempio nella grande distribuzione (GDO)
Maggiore competitività : essere allineati agli standard internazionali sul clima apre le porte a nuove opportunità di business e nuovi mercati
Riduzione dei costi energetici: efficienza e innovazione portano vantaggi economici oltre che ambientali nel lungo termine
Ogni azienda ha un punto di partenza diverso, e quindi ha bisogno di un approccio personalizzato per costruire la propria strategia Net Zero. Ollum supporta le imprese dall’inventario GHG con calcolo della carbon footprint aziendale, alla definizione e implementazione del piano di decarbonizzazione, fino alla validazione degli obiettivi con SBTi.
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