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Come Preparare la tua Azienda alla CSDDD: Guida Pratica

Scopri come preparare la tua azienda alla CSDDD Compliance: per te una guida pratica con i passaggi chiave per adeguarti alla direttiva europea sulla due diligence socio-ambientale.

Di Lucio Zagonel |    Ultimo aggiornamento: Gennaio 20, 2026    |    Normative

  • Lucio Zagonel

    SEO Specialist & Copywriter appassionato di natura e sostenibilità.

In questo articolo troverai informazioni utili su come preparare la tua azienda alla CSDDD

(la nuova direttiva europea sui doveri di diligenza delle imprese riguardo la sostenibilità ambientale e sociale lungo tutta la catena del valore)

Si tratta di una guida pratica per le aziende, pensata per essere utile in questo processo di transizione verso la sostenibilità.

Siamo consapevoli che spesso le normative sono molto complesse. Per questo, abbiamo preparato una guida pratica su come adattarsi alla CSDDD, passo per passo.

Per scoprire tutti dettagli sulla conformità alla CSDDD, continua a leggere!

PUNTI CHIAVE

La CSDDD richiede alle aziende di mappare i rischi lungo tutta la catena di fornitura, non solo nelle operazioni dirette.

Le aziende devono sviluppare piani di prevenzione per mitigare gli impatti più gravi lungo tutta la catena di fornitura.

Implementare un piano di transizione climatica diventa obbligatorio per le grandi imprese, con azioni concrete per ridurre le emissioni.

Riassunto CSDDD: Cos’è

Prima di iniziare con la guida pratica sulla CSDDD, rivediamo velocemente le informazioni principali legate ai contenuti di questa normativa.

La CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) è una direttiva europea diventata legge il 25 luglio 2024 che completa lo scenario delle direttive europee sulla sostenibilità, affiancandosi alla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).

La CSDDD introduce una serie importante di obblighi sui doveri di diligenza delle imprese nell’ambito della sostenibilità. Si applicherà a imprese di grandi dimensioni, sia europee che extra-europee, a partire dal luglio 2027 per un primo gruppo, per arrivare a coprire tutte le aziende in scope nel luglio 2029.

Questo articolo è pensato come una guida pratica per aiutare la tua azienda a prepararsi alla CSDDD. Se quello che cerchi è invece un approfondimento tecnico della CSDDD, con informazioni dettagliate su obblighi, tempistiche e ambiti di applicazione, ti rimandiamo all’articolo dedicato sul nostro blog.

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CSDDD Compliance: Cosa Significa per le Aziende?

Dal punto di vista pratico, i primi passi da seguire per le aziende che sono chiamate ad adeguarsi alla CSDDD sono i seguenti:

  • Attraverso l’adozione di un approccio di risk management, individuare tutti quegli ambiti che presentano un rischio di impatto negativo su ambiente e società. Questo non si limita alle azioni dirette compiute dall’azienda, bensì si applica a tutta la catena di creazione del valore.
  • Sviluppare una mappatura delle proprie operazioni e di quelle dei partner commerciali lungo la catena di fornitura, classificandole per grado in base al loro impatto negativo. Se è troppo complicato affrontare tutti gli impatti contemporaneamente, dare priorità agli impatti più gravi e con maggiore probabilità che si verifichino.
  • Dopo aver identificato i rischi più importanti, analizzarli in modo approfondito attraverso delle valutazioni dettagliate per comprendere la natura di tali impatti.
  • Progettare e implementare dei piani di prevenzione per mitigare e diminuire la probabilità che gli impatti negativi individuati in precedenza si verifichino. Questi piani di prevenzione devono essere specifici e focalizzati principalmente su problemi immediati e precisi emersi nella fase di analisi.
  • Pretendere delle garanzie contrattuali da parte dei principali partner commerciali lungo la catena di fornitura, per assicurarsi che questi rispettino gli standard di sostenibilità. In alcuni casi si può richiedere che i partner conducano a loro volta la propria due diligence.
  • Fornire supporto alle PMI partner della catena di fornitura affinché anche loro possano allinearsi agli obiettivi di due diligence.
  • Creare dei sistemi di segnalazione per permettere a dipendenti, fornitori o altre parti interessate di segnalare in modo anonimo eventuali problematiche o violazioni riguardo agli impatti socio-ambientali (quali danni all’ambiente, pratiche di lavoro minorile etc.), garantendo che chi effettua una segnalazione non subisca delle conseguenze negative.

Queste sono le azioni principali che le aziende soggette a CSDDD saranno tenute a intraprendere. Oltre a queste, la normativa prevede l’obbligo di implementazione di un piano di transizione climatica. Vista l’importanza di questo aspetto, abbiamo dedicato ad esso un paragrafo a parte. Vediamo di cosa si tratta.

💡 La mappatura degli impatti lungo la catena del valore è spesso il passaggio più oneroso del percorso di compliance: richiede metodo, coinvolgimento degli stakeholder e strumenti adeguati. Ollum affianca le aziende in questa fase, dalla scoping exercise alla definizione delle priorità di intervento: come strutturiamo questo processo con le aziende che seguiamo.

csddd come adeguarsi CSDDD Art. 22: il Piano di Transizione Climatica

Uno dei punti più importanti della direttiva sulla due diligence è espresso nell’art. 22, il quale obbliga le grandi aziende allo sviluppo e all’implementazione di un piano di transizione climatica che si allinei con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C.

La parola chiave qui è proprio “implementazione”: questo obbligo, infatti, va ben oltre una mera dichiarazione di intenti, imponendo azioni concrete per raggiungere la neutralità climatica. Il piano di transizione andrà rivisto e aggiornato ogni anno, monitorando i progressi rispetto agli obiettivi climatici e apportando eventuali modifiche necessarie per rimanere allineati agli impegni.

Sebbene si tratti di un grande passo in avanti nella legislazione per raggiungere la neutralità climatica, va sottolineato che la CSDDD attualmente non fornisce i dettagli operativi su come il piano di transizione climatica dovrà essere implementato. La Commissione Europea, ad oggi, si limita a dichiarare che ulteriori linee guida verranno rilasciate entro i prossimi tre anni.

In questo contesto, l’iniziativa Science Based Targets (SBTi) svolge un ruolo di rilievo, in quanto fornisce delle linee guida chiare per fissare obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza. È ipotizzabile che, in futuro, vi sarà un allineamento tra gli obiettivi SBT e le linee guida sul piano di transizione climatica previsto dall’art. 22 della CSDDD. Queste linee guida potrebbero inoltre ispirarsi a standard e framework già esistenti, come il Transition Plan Taskforce (TPT) del Regno Unito e le Linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali.

Vi terremo aggiornati sul nostro blog.

Come Adeguarsi alla CSDDD: la Roadmap che Cercavi

Noi di Ollum abbiamo preparato una roadmap per guidarti nell’implementazione della CSDDD per la tua azienda. Infatti, anche se è vero che manca ancora parecchio tempo dall’applicazione obbligatoria del 2027 per il primo gruppo di aziende, non è mai troppo presto per prepararsi e definire una strategia di sostenibilità adeguata ed efficace:

1) Valutare se l’azienda è soggetta alla CSDDD

Il primo step è ovviamente quello di verificare se la tua azienda è soggetta agli obblighi espressi dalla CSDDD. Lo puoi determinare esaminando l’Art. 2 della direttiva, oppure leggendo l’articolo dedicato del nostro blog.

2) Affidarsi a un consulente sulla sostenibilità esperto oppure prevedere una formazione interna sull’argomento

Una volta stabilito se la tua azienda è obbligata alla due diligence potrai o affidarti a dei consulenti sulla sostenibilità esperti come quelli di Ollum, oppure organizzare una formazione specifica per il team che si occuperà dell’implementazione della due diligence. Anche in questo caso, Ollum può offrirti supporto.

3) Avviare la mappatura della catena del valore

Individuare e mappare i rischi sia in relazione all’attività diretta dell’azienda sia lungo l’intera catena di fornitura, upstream e downstream. In questo processo, classificare le operazioni aziendali e dei partner secondo il loro grado di gravità e probabilità di verificarsi. In questa fase, coinvolgere tutti gli stakeholder tramite procedure di consultazione funzionali e trasparenti, inclusi collaboratori, sindacati, rappresentanti dei lavoratori, consumatori e comunità locali.

csddd mappatura rischi

4) Identificare gli impatti ambientali e sociali

Per poter ridurre gli impatti ambientali futuri, serve iniziare da una fotografia di quelli attuali, grazie a strumenti come il calcolo della carbon footprint e della water footprint.

5) Sviluppare e implementare piani di prevenzione e mitigazione

Sulla base della mappatura descritta nel punto 3, le aziende dovranno sviluppare e implementare dei piani di prevenzione per prevenire e mitigare i rischi individuati, seguendo un approccio di prioritizzazione dei rischi più gravi.

6) Aggiornare i contratti commerciali con i partner

Tra le misure preventive previste vi è quella di richiedere ai partner commerciali dei contratti che li vincolino a loro volta a rispettare gli obblighi di due diligence. Questo può comportare delle modifiche ai contratti esistenti con fornitori e partner, includendo delle clausole che garantiscano il rispetto degli standard previsti.

7) Definire e attuare soluzioni per la raccolta di segnalazioni

Sviluppare procedure per la raccolta di segnalazioni relative a impatti negativi, garantendo la gestione delle risposte e la protezione dei segnalanti. Questo è fondamentale per creare un ambiente sicuro e trasparente, dove le problematiche possono essere identificate e risolte tempestivamente.

8) Implementare un piano di transizione climatica

L’Art. 22 richiede l’adozione di un piano di transizione climatica che rispetti gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Come già anticipato, ulteriori linee guida verranno rilasciate dalla Commissione Europea entro il 2027. Nel frattempo, potete consultare le linee guida dell’iniziativa Science Based Targets (SBTi).

💡 Definire obiettivi di riduzione delle emissioni credibili e coerenti con i target climatici internazionali è un processo che richiede metodo e dati solidi. Ollum supporta le aziende nella costruzione di un piano di decarbonizzazione strutturato, con o senza validazione SBTi: come affrontiamo questo percorso con le aziende che seguiamo.

9) Sviluppare un sistema di monitoraggio e rendicontazione

Creare un sistema di monitoraggio per valutare l’efficacia delle misure preventive e aggiornare regolarmente i report di conformità alla CSDDD. Scopri come i nostri servizi di rendicontazione sulla sostenibilità possono supportarti nella creazione di report accurati e conformi agli standard.

Conclusione

Questo articolo ha offerto una roadmap operativa per affrontare la compliance alla CSDDD: dalla mappatura della catena del valore all’implementazione dei piani di prevenzione, fino al piano di transizione climatica richiesto dall’art. 22. Il percorso è articolato ma strutturabile per fasi, partendo dalle aree di rischio più critiche. Ollum affianca le aziende in ogni step: dalla rendicontazione ESG alla definizione di un piano di decarbonizzazione allineato agli obiettivi climatici internazionali.

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