CO₂ in atmosfera: cos’è il ppm e perché siamo a 429 ppm [2026]
Il biossido di carbonio (CO2) è un potente gas serra, ma rappresenta meno dello 0.1% dei gas in atmosfera. Per questo la CO2 si misura in Parti Per Milione (ppm).
PUNTI CHIAVE
La CO2 causa il riscaldamento globale, che danneggia gravemente gli ecosistemi e mette a rischio la sopravvivenza degli uomini.
Nonostante il suo potente effetto serra, la CO2 è presente in atmosfera in quantità piccolissime, inferiori allo 0.1%. Per questo si misura in parti per milione (ppm).
Una parte per milione (ppm) indica che per ogni milione di parti di aria, una parte è costituita da anidride carbonica.
Cosa sono le parti per milione (ppm) di CO₂
L’atmosfera terrestre è composta da molti gas, di cui i gas serra rappresentano soltanto una piccolissima parte.
Il 78% dell’atmosfera è composto da azoto, il 21% da ossigeno e lo 0.9% da argon. Solo lo 0.1% è composto da altri gas, tra cui anche i gas ad effetto serra.
Nonostante il diossido di carbonio (CO2) abbia un grande effetto sul riscaldamento globale, le sue concentrazioni in atmosfera sono piccolissime. Anche il metano è un gas serra molto potente, che è presente in concentrazioni minime in atmosfera.
Per misurare delle quantità così piccole si utilizza come unità di misura il Part Per Million (ppm), in italiano parti per milione. Questa unità di misura indica la presenza di una parte, ad esempio di CO₂, ogni milione di parti di aria.
Ppm e calcolo della carbon footprint
Il ppm è un’unità di misura molto comune in chimica e si usa per misurare la concentrazione di sostanze presenti in piccole quantità.
Le parti per milione sono un modo semplice e comprensibile per quantificare la concentrazione di gas climalteranti in atmosfera. Una parte per milione significa che per ogni milione di parti di aria, una parte è costituita da anidride carbonica.
In termini tecnici, il ppm viene calcolato come rapporto tra la quantità di una sostanza, in questo caso la CO2, e la quantità totale di materiale, in questo caso l’aria. Questo rapporto viene poi moltiplicato per 1 milione per rendere il numero più grande e leggibile.
Anche le aziende possono calcolare le loro emissioni di biossido di carbonio (CO2) attraverso la carbon footprint. Questa viene calcolata moltiplicando i vettori energetici utilizzati per degli specifici fattori di emissione.
Il calcolo della carbon footprint di prodotto o di organizzazione è uno step fondamentale per raggiungere emissioni net zero.
Per calcolare l’impronta di carbonio si utilizza la CO2 equivalente (CO2e), un’unità di misura che rende comparabili l’emissione di tutti i gas climalteranti, inclusi il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O).
Perché misurare le ppm di anidride carbonica (CO₂) in atmosfera
L’atmosfera terrestre è l’involucro di gas che circonda la Terra e permette la vita nel nostro pianeta.
Tra i gas presenti in atmosfera vi sono anche i gas ad effetto serra, che assorbono le radiazioni del sole e riscaldano l’intero pianeta. Senza i gas serra, la Terra sarebbe inabitabile e avrebbe una temperatura di -18°C.
L’anidride carbonica, anche chiamata biossido di carbonio o CO₂ per la sua formula chimica, è uno dei gas serra che rendono la Terra abitabile.
Nella storia del pianeta un aumento delle parti per milione di anidride carbonica (CO2) ha sempre causato un surriscaldamento globale.
Negli ultimi 150 anni le ppm di CO2 in atmosfera sono aumentate rapidamente a causa dell’industrializzazione. La concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto 429 ppm ad aprile 2025, il valore più alto mai registrato nella storia delle misurazioni strumentali (fonte: NOAA Mauna Loa Observatory).
Le emissioni di CO2 antropogeniche, ovvero generate dalle attività umane, hanno già creato un aumento della temperatura media terrestre di circa +1.45°C rispetto ai livelli pre-industriali. Il 2024 ha superato per la prima volta la soglia di +1.5°C come media annuale (fonte: Copernicus Climate Change Service).
L’aumento della temperatura globale genera il cambiamento climatico (climate change) che tutto il mondo sta sperimentando. Il cambiamento climatico causa eventi estremi come precipitazioni molto intense, ondate di calore e lunghi periodi di siccità.
Misurare la concentrazione di CO₂ ppm ci aiuta a comprendere l’impatto delle attività umane sull’ambiente.
Inoltre, misurare le emissioni di CO₂ in atmosfera è cruciale per la valutazione delle politiche climatiche. Ad esempio, ridurre i kg CO₂ per kWh elettrico è fondamentale per raggiungere zero emissioni di carbonio.
Negli 800.000 anni precedenti un aumento della concentrazione di CO₂ ppm in atmosfera è sempre stato accompagnato da un aumento della temperatura media globale. Credit: The Conversation
Le tecnologie per misurare la CO₂ ppm in atmosfera
La concentrazione di biossido di carbonio in atmosfera è equamente distribuita nelle diverse regioni del pianeta.
Tuttavia, se misurassimo l’anidride carbonica nei pressi di un’azienda o di una strada, otterremmo delle parti per milione di CO₂ molto superiori alla media.
Per ovviare a questo problema, gli scienziati misurano continuamente la concentrazione media di CO2 ppm nei posti più remoti del pianeta.
Ad esempio, alcune stazioni di misurazione di anidride carbonica si trovano sul vulcano hawaiano Mauna Loa, nell’Antartico o al Polo Nord.
Le prime misurazioni continuative di CO2 in atmosfera sono iniziate nel 1958 presso il vulcano di Mauna Loa alle Hawaii, nell’ambito del programma di ricerca avviato dal chimico Charles David Keeling.
La prima tecnologia utilizzata per misurare parti per milione di CO2 era basata su un sistema di manometri e altri strumenti ormai superati.
Oggi le tecnologie più diffuse per misurare le emissioni di CO2 in atmosfera sono i sensori ad infrarossi NDIR (Non-Dispersive InfraRed).
Un misuratore ad infrarossi è formato essenzialmente da un tubo che viene riempito dell’aria da analizzare. Da un lato del tubo viene emessa una luce ad infrarossi, mentre all’altra estremità è presente un lettore ottico che analizza i raggi infrarossi in arrivo.
Dato che l’anidride carbonica assorbe le radiazioni infrarosse in un modo unico, i misuratori a infrarossi misurano la CO₂ ppm in modo preciso.
Recentemente si sta iniziando a misurare la concentrazione di gas ad effetto serra attraverso i satelliti che orbitano nello spazio. La tecnologia utilizzata è il LIDAR, un laser che attraversa l’atmosfera e misura la presenza di gas serra con una buona approssimazione.
- Fattori di emissione: l’impatto dei combustibili
- Emissioni di CO₂ per settore: quali sono quelli che inquinano di più
Come misurare le parti per milione di CO₂ nel passato
Per quantificare la crisi climatica che stiamo attraversando, è importante conoscere le ppm di anidride carbonica (CO₂) presenti in atmosfera nella storia della Terra.
Per questo, i ricercatori di tutto il mondo hanno sviluppato delle tecniche per ricostruire l’atmosfera terrestre fino a 800.000 anni fa.
I ghiacciai, infatti, ci permettono di tornare indietro nel tempo e studiare l’atmosfera del passato.
La tecnica utilizzata per studiare le concentrazioni di biossido di carbonio (CO₂) nel passato è la “carota di ghiaccio” (“ice coring” in inglese). Questo metodo consiste nel prelevare dei campioni dagli strati più profondi dei ghiacciai, per analizzare le parti per milione di CO₂ intrappolate nel ghiaccio.
In particolare, i ghiacciai della Groenlandia e quelli dell’Antartide si sono formati moltissimi anni fa e hanno intrappolato al loro interno delle minuscole bollicine di gas.
Queste bollicine sono dei campioni perfetti delle ppm di CO₂ nella storia della Terra.
Come possiamo supportarti
Le ppm di CO₂ in atmosfera sono l’indicatore globale del cambiamento climatico, ma per le aziende il punto di partenza concreto è misurare le proprie emissioni. Calcolare la carbon footprint di organizzazione o di prodotto consente di quantificare il proprio contributo, identificare le aree di intervento prioritarie e costruire una strategia di riduzione credibile.
Ollum supporta le aziende nel calcolo e nella certificazione della carbon footprint e nella definizione di un piano di decarbonizzazione con obiettivi misurabili.







