Certificazioni CAM: quali servono a chi produce materiali e prodotti
Quali certificazioni riconoscono i CAM, a cosa servono e come ottenerle: la guida per chi produce materiali e prodotti destinati agli appalti pubblici.
Certificazioni CAM: quali servono a chi produce materiali e prodotti
Quali certificazioni riconoscono i CAM, a cosa servono e come ottenerle: la guida per chi produce materiali e prodotti destinati agli appalti pubblici.
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Di Saverio Lapini | Settembre 29, 2026| Certificazioni, normative
Esperto in cambiamento climatico, decarbonizzazione e strategie di sostenibilità.
Molte aziende che partecipano alle gare pubbliche ci chiedono di ottenere la “certificazione CAM”. In senso stretto, però, questa certificazione non esiste. Esistono invece numerose certificazioni riconosciute dai decreti CAM, ognuna con un ruolo preciso.
Scegliere quelle giuste per il proprio prodotto significa non essere esclusi dalla gara, e a volte vincerla anche senza offrire il prezzo più basso.
In questa guida vediamo cosa sono le certificazioni CAM, quali sono le principali, chi le rilascia e come ottenerle.
Indice
PUNTI CHIAVE
Non esiste una certificazione CAM unica: ogni decreto indica quali certificazioni accetta come prova.
Nei CAM sui materiali, la maggior parte delle certificazioni serve a dimostrare il contenuto di riciclato.
Alcune certificazioni danno punteggi premianti, che possono far vincere la gara anche senza il prezzo più basso.
Cosa sono le certificazioni CAM?
Con certificazioni CAM si intendono tutte le attestazioni ambientali accettate come mezzi di prova dai decreti suiCriteri Ambientali Minimi, per dimostrare il rispetto dei requisiti ambientali richiesti.
Parliamo quindi di certificazioni di prodotto, etichette ecologiche, dichiarazioni ambientali verificate da enti terzi accreditati.
Ricordiamo che con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici la Pubblica Amministrazione è obbligata a inserire i CAM in tutte le gare dei settori coperti da un decreto CAM, come edilizia, arredi, strade e molti altri.
Le aziende che partecipano alle gare pubbliche come fornitori di materiali devono quindi disporre della documentazione giusta, per non rischiare di essere escluse dalla gara.
È questo il motivo per cui spesso la domanda sulle certificazioni CAM arriva dall’ufficio gare prima ancora che dall’ufficio qualità.
Cerchiamo ora di capire quali certificazioni sono riconosciute nei CAM, a cosa servono, come ottenerle e in che modo aumentano la competitività di un’azienda.
Esiste davvero una certificazione CAM?
Parlare di “certificazione CAM” è improprio: non esiste infatti un ente che rilasci una certificazione CAM valida per tutti i decreti.
Ogni decreto fissa dei requisiti ambientali specifici, e indica come dimostrarli. La domanda corretta da porsi è quindi: quali certificazioni sono riconosciute dal decreto CAM che si applica al mio prodotto?
I requisiti si dividono in due tipologie principali: criteri minimi (obbligatori), ovvero quelli che il prodotto deve rispettare per poter essere ammesso alla gara, e criteri premianti (facoltativi), che danno punti aggiuntivi nella valutazione dell’offerta tecnica.
I decreti CAM sono numerosi, tuttavia quasi tutte le certificazioni riconosciute dai CAM rispondono a una di queste domande:
Quanto materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto contiene il prodotto?
Da dove provengono le materie prime?
Quali prestazioni ambientali ha il prodotto?
Come gestisce l’azienda i propri impatti ambientali?
Quali certificazioni dimostrano il contenuto di riciclato?
Nella maggior parte dei criteri CAM sui materiali, il requisito più frequente è la percentuale minima di materia riciclata, recuperata o di sottoprodotti. Le soglie esatte cambiano in ogni decreto a seconda del materiale o prodotto: per approfondire vi rimandiamo alle guide dedicate ai CAM Edilizia, ai CAM Strade e ai CAM Arredi.
Per dimostrare il requisito sulla percentuale minima di riciclato, i CAM ammettono i seguenti mezzi di prova:
la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) verificata da un organismo di certificazione accreditato (non da un verificatore individuale), con la percentuale di riciclato riportata tra le informazioni ambientali aggiuntive;
ReMade in Italy® e Plastica Seconda Vita (PSV), che certificano il contenuto di riciclato indicandolo in etichetta. La seconda è pensata per i prodotti in plastica, come suggerisce il nome stesso;
la UNI/PdR 88, una certificazione di prodotto sul contenuto di riciclato, recuperato o sottoprodotto, valida per le famiglie di materiali che rientrano nel suo campo di applicazione;
le certificazioni basate sul bilancio di massa, come CP DOC 262, e lo schema Made Green in Italy;
VinylPlus® Product Label, lo schema specifico per i prodotti in PVC.
È importante evidenziare che nei nuovi decreti, come il nuovo CAM Edilizia, le asserzioni ambientali auto-dichiarate non sono ammesse come prova del contenuto di riciclato. Fanno eccezione i prodotti ottenuti interamente da materiali che hanno cessato la qualifica di rifiuto (End of Waste): in questo caso il produttore può dichiarare il 100% di riciclato, allegando l’autorizzazione al recupero.
Quale certificazione scegliere dipende dal materiale, perché non tutti gli schemi coprono tutte le filiere: PSV e VinylPlus® sono pensati per plastiche e PVC, la UNI/PdR 88 esclude le plastiche, mentre EPD e ReMade in Italy® sono trasversali. Per i prodotti da costruzione trovi, materiale per materiale, requisiti e certificazioni CAM richieste nella nostra guida ai CAM Edilizia.
L’EPD ha un vantaggio in più: oltre a dimostrare il contenuto di riciclato, fornisce i dati ambientali che servono agli studi LCA dell’opera, richiesti nella relazione di sostenibilità e premiati nei CAM Edilizia e, per le proposte migliorative delle imprese, nei CAM Strade.
💡 L’EPD è uno dei mezzi di prova più versatili nei CAM, perché con un solo documento copre più requisiti. Ollum segue le aziende dallo studio LCA fino alla verifica dell’EPD: come affrontiamo questo percorso.
Quali altre certificazioni servono per i criteri obbligatori?
I criteri minimi obbligatori possono anche riguardare l’origine delle materie prime e le prestazioni ambientali di prodotto.
Per il legno e la carta, le certificazioni di riferimento sono FSC® (100%, Riciclato e Misto) e PEFC™. Attestano che il materiale proviene da foreste gestite in modo sostenibile o da riciclo, e sono richieste in molti decreti, dagli arredi alla carta.
Per le prestazioni ambientali, la certificazione più diffusa è l’Ecolabel UE, il marchio europeo per prodotti e servizi a ridotto impatto lungo il ciclo di vita. Compare nel maggior numero di decreti CAM, dai tessili alle pulizie. Accanto all’Ecolabel, Blue Angel è riconosciuta soprattutto per carta e alcuni prodotti da costruzione, mentre OEKO-TEX® Standard 100 certifica l’assenza di sostanze nocive nei materiali tessili.
Quali certificazioni permettono di ottenere punteggi premianti?
Vi sono poi numerosi casi in cui una certificazione permette di ottenere punteggi premianti nelle gare. Si tratta di un ambito interessante per le aziende, perché queste certificazioni possono far vincere la gara anche a un prezzo più alto: il punteggio tecnico ottenuto grazie al criterio premiante compensa un ribasso inferiore a quello dei concorrenti.
Le certificazioni che permettono di ottenere punteggi premianti possono riguardare i prodotti o le organizzazioni.
Le certificazioni di organizzazione valgono invece per tutte le gare a cui l’azienda partecipa, anche su decreti diversi. Le più diffuse sono la ISO 14001 (o la registrazione EMAS) per il sistema di gestione ambientale, la ISO 50001 per l’energia e la ISO 14064-1 per la carbon footprint di organizzazione. Ci sono poi i rating ESG rilasciati nell’ambito della ISO/IEC 17029, come Get It Fair, riconosciuti come premianti nel CAM Edilizia, nel CAM Strade e nel CAM Servizi energetici.
Quali sono le certificazioni riconosciute dai CAM?
Le certificazioni riconosciute dai CAM sono numerose, ma alcune ricorrono molto più spesso di altre. Nella tabella trovi le principali, cosa attestano e in quali decreti compaiono più di frequente.
Certificazione
Cosa attesta
Criteri
Dove ricorre di più
EPD
Impatti ambientali del ciclo di vita, contenuto di riciclato
Minimi e premianti
Edilizia, strade, arredi
ReMade in Italy®
Contenuto di riciclato, recuperato o sottoprodotto
Minimi e premianti
Edilizia, strade, arredi, rifiuti
Plastica Seconda Vita
Contenuto di plastica riciclata
Minimi e premianti
Edilizia, strade, arredi
VinylPlus® Product Label
PVC riciclato o sottoprodotto
Minimi
Edilizia, strade, arredo urbano
UNI/PdR 88
Contenuto di riciclato, recuperato o sottoprodotto
Minimi e premianti
Edilizia, strade, arredo urbano
CP DOC 262
Contenuto di riciclato con bilancio di massa
Minimi
Edilizia, strade
Made Green in Italy
Impronta ambientale di prodotto
Minimi e premianti
Edilizia, strade, arredi
Ecolabel UE
Prestazioni ambientali lungo il ciclo di vita
Minimi e premianti
Quasi tutti i decreti
Blue Angel
Etichetta ecologica
Minimi e premianti
Carta, edilizia
FSC® / PEFC™
Origine sostenibile di legno e carta
Minimi e premianti
Arredi, edilizia, carta
OEKO-TEX® Standard 100
Assenza di sostanze nocive nei tessili
Minimi e premianti
Tessili, arredi
ISCC PLUS
Tracciabilità di materie riciclate o bio-based
Minimi
Arredo urbano
ISO 14001 / EMAS
Sistema di gestione ambientale
Premianti
Edilizia, arredi, servizi
ISO 50001
Sistema di gestione dell’energia
Premianti
Edilizia, servizi energetici
ISO 14064-1 / ISO 14067
Carbon footprint di organizzazione e di prodotto
Premianti
Lavaggio, pulizie, servizi energetici
Get It Fair
Rating ESG dell’organizzazione
Premianti
Edilizia, strade, servizi energetici
Nei decreti compaiono anche altre certificazioni, come SA8000, GRS, GOTS, OCS e Nordic Swan.
Le certificazioni riconosciute dai CAM vengono rilasciate da organismi di certificazione indipendenti, che variano a seconda dello schema:
ReMade in Italy®, Plastica Seconda Vita o UNI/PdR 88: il certificato è emesso da un organismo di valutazione della conformità accreditato;
Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): viene verificata da un ente terzo e poi pubblicata da un program operator, come EPD Italy o International EPD System. Attenzione: ad aprile 2026 l’International EPD System ha chiarito che per i CAM Edilizia sono valide solo le EPD verificate da un organismo di certificazione accreditato (ACB), non quelle verificate esclusivamente da un verificatore individuale;
Ecolabel UE: viene rilasciata dall’organismo nazionale competente, che in Italia è il Comitato Ecolabel Ecoaudit.
La stazione appaltante non può rilasciare queste certificazioni: il suo compito è verificare quelle presentate in gara.
Come si ottengono le certificazioni CAM?
Il percorso segue sempre quattro passaggi:
Individuare il decreto che si applica al prodotto e i criteri, minimi e premianti, che lo riguardano.
Scegliere il mezzo di prova più adatto: quello coerente con il materiale, con il dato da dimostrare e con gli altri usi che se ne possono fare.
Si raccolgono e si verificano i dati: ricette, flussi di materia in ingresso e, dove serve, lo studio LCA, controllando che reggano la verifica.
Si prepara la documentazione e si gestisce il rapporto con l’organismo di certificazione o con il program operator, fino al rilascio del certificato.
Come possiamo supportarti
Le certificazioni CAM sono la chiave d’accesso agli appalti pubblici per chi produce materiali e prodotti, e scegliere quelle giuste fa la differenza tra un’offerta esclusa e una gara vinta.
Ollum affianca produttori e fornitori della Pubblica Amministrazione in tutto il percorso: dall’analisi dei requisiti CAM applicabili alla scelta delle certificazioni più efficienti, fino all’ottenimento di EPD, ReMade in Italy®, PSV, UNI/PdR 88, Ecolabel UE e degli altri schemi riconosciuti dai decreti. Per i criteri premianti, costruiamo strategie basate su certificazioni di organizzazione, studi LCA e rating ESG.
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