In questo articolo ti spiegherò cos’è la certificazione LEED.
Vedremo quali sono i principali vantaggi della certificazione ambientale LEED, i suoi requisiti, i livelli, come funziona il sistema di valutazione (rating system) e perché questo protocollo è così importante nella sostenibilità edilizia.
Parleremo anche delle versioni del protocollo LEED, degli schemi applicabili ai diversi tipi di progetto, delle differenze con altri sistemi di valutazione della sostenibilità degli edifici come BREEAM o WELL.
Indice
PUNTI CHIAVE
La certificazione LEED è uno standard internazionale che valuta la sostenibilità ambientale ed energetica degli edifici.
Un edificio certificato LEED ha maggior valore di mercato e minori costi di gestione
La certificazione LEED si può applicare a diverse tipologie di edifici: industriali, commerciali, aziendali, residenziali, pubblici, ecc.
Cos’è la certificazione LEED
Il settore edilizia è responsabile di una parte importante delle emissioni globali. Gli edifici consumano energia elettrica e termica, richiedono grandi quantità di materie prime per la loro costruzione, come cemento, acciaio e legno, e nell’arco della loro vita producono molti rifiuti, sia durante la costruzione sia nella demolizione.
Progettare edifici a basso impatto ambientale è quindi una necessità sempre più importante.
La certificazione LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) è uno dei sistemi più riconosciuti al mondo per valutare e attestare la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica degli edifici.
Essa attesta la corretta applicazione dei principi della sostenibilità ambientale edilizia lungo tutto il percorso dell’edificio: dalla progettazione alla costruzione, fino alla gestione e alle prestazioni ambientali complessive dell’immobile nel corso del suo ciclo di vita. Questo aspetto è oggi sempre più centrale, anche alla luce dell’evoluzione normativa europea in ambito edilizio e della crescente attenzione verso la decarbonizzazione, l’efficienza energetica, i materiali e gli impatti ambientali associati all’intero edificio.
Certificazione LEED: significato dell’acronimo
L’acronimo LEED significa “Leadership in Energy and Environmental Design”, traducibile in italiano come “leadership nella progettazione energetica e ambientale“.
In questa espressione sono riassunti i due pilastri fondamentali del sistema LEED: l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale.
Perché la certificazione LEED è importante per l’edilizia sostenibile
La LEED è importante perché fornisce un quadro strutturato per progettare e realizzare edifici più efficienti, più salubri e meno impattanti dal punto di vista ambientale.
Non si limita infatti a misurare il consumo energetico, ma considera anche altri aspetti fondamentali, come la gestione delle acque, i materiali, il sito, la qualità ambientale interna e l’innovazione progettuale.
Per questo motivo, la certificazione LEED è oggi uno degli standard più conosciuti quando si parla di sostenibilità degli edifici, certificazioni ambientali degli edifici e valorizzazione degli immobili.
Certificazione LEED edifici: cosa valuta il sistema
Certificare un edificio LEED è un processo complesso e impegnativo, perché implica la valutazione di molti criteri e richiede la collaborazione di diverse figure professionali.
Il sistema di certificazione LEED valuta in modo integrato l’edificio e il progetto nel suo complesso. Non guarda quindi solo al singolo impianto o al singolo materiale, ma all’insieme delle scelte progettuali, costruttive e gestionali che contribuiscono alla sostenibilità dell’intervento.
Rivedi il nostro webinar con GBC Italia sulle certificazioni di edificio:
A quali edifici si applica la certificazione LEED
La certificazione LEED si applica a moltissime tipologie di edifici e progetti. Non riguarda quindi solo il residenziale, ma nemmeno esclusivamente uffici o immobili corporate: si tratta di uno standard che può essere utilizzato in contesti molto diversi, a seconda della tipologia di intervento e del protocollo applicabile.
Non solo case: LEED come standard globale
La certificazione LEED può essere utilizzata per:
headquarter corporate e uffici direzionali;
edifici commerciali;
magazzini e immobili logistici;
hotel;
negozi e boutique;
scuole, ospedali e uffici pubblici;
edifici residenziali;
edifici esistenti oggetto di riqualificazione.
Questo aiuta a capire meglio il contesto in cui si parla di certificazione LEED edifici: non uno standard limitato a una sola categoria, ma un sistema di valutazione applicabile a molte destinazioni d’uso.
Nuove costruzioni, edifici esistenti, interni commerciali e altri progetti
La LEED può essere applicata a nuove costruzioni, edifici esistenti, interni, progetti residenziali e sviluppi urbani più ampi. Per questo è utile capire quali sono i principali protocolli LEED internazionali.
In termini generali, la LEED può quindi adattarsi a:
nuove costruzioni;
edifici esistenti;
interventi di riqualificazione;
interni commerciali;
progetti di quartiere o sviluppo urbano;
edifici residenziali.
Schemi e protocolli LEED: quale scegliere
Quando si parla di certificazione LEED, è importante chiarire che non esiste un unico protocollo valido per tutti i casi. Il sistema LEED è infatti articolato in diversi schemi, chiamati anche rating system, pensati per adattarsi a tipologie di progetto differenti.
La scelta del protocollo dipende dal tipo di edificio, dalla fase del suo ciclo di vita e dalla natura dell’intervento: nuova costruzione, riqualificazione, gestione di un edificio esistente, interni, residenziale o sviluppo urbano.
Protocolli LEED internazionali gestiti da USGBC
I principali protocolli LEED gestiti da USGBC e utilizzati a livello internazionale sono i seguenti:
LEED BD+C (Building Design and Construction)
È il protocollo per edifici di nuova costruzione o per interventi rilevanti che riguardano la progettazione e la costruzione dell’edificio. È uno degli schemi più utilizzati per uffici, immobili direzionali, strutture logistiche, hotel, scuole, ospedali e altri edifici non residenziali.
LEED ID+C (Interior Design and Construction)
È dedicato agli interni, quindi a progetti in cui l’intervento riguarda soprattutto gli spazi interni. È particolarmente rilevante per uffici, negozi, boutique, retail e ambienti commerciali.
LEED O+M (Building Operations and Maintenance)
Riguarda edifici esistenti già in esercizio e si concentra sulla gestione operativa e manutentiva dell’immobile. È il protocollo più adatto quando l’obiettivo è migliorare le performance ambientali di un edificio già realizzato e occupato.
LEED ND (Neighborhood Development)
È il protocollo pensato per progetti di scala urbana o di quartiere, quindi non per il singolo edificio ma per interventi più ampi di sviluppo territoriale.
LEED for Homes / LEED Residential
È lo schema dedicato ai progetti residenziali. Conferma che LEED si applica anche all’edilizia abitativa, oltre che agli immobili non residenziali.
LEED for Cities e LEED for Communities
Sono gli schemi che estendono la logica LEED oltre il singolo edificio, per supportare città, aree urbane e comunità nello sviluppo sostenibile.
Vantaggi (concreti) della certificazione LEED
Le motivazioni che spingono a intraprendere un percorso di certificazione LEED non riguardano solo la sostenibilità in senso generale o il tema reputazionale. Molto spesso entrano in gioco leve concrete di mercato, investimento e valorizzazione dell’immobile.
1. Aumento del valore dell’immobile
Un edificio certificato LEED può avere un maggiore valore di mercato. In molti casi può risultare più competitivo in fase di vendita o locazione, soprattutto nei segmenti in cui la qualità ambientale e le prestazioni dell’immobile rappresentano un elemento distintivo.
2. Riduzione dei costi operativi dell’edificio
Uno dei benefici più concreti della certificazione LEED riguarda la riduzione dei costi operativi dell’immobile nel corso del tempo.
Gli edifici progettati secondo i criteri LEED tendono infatti a essere più efficienti dal punto di vista energetico e idrico e a utilizzare soluzioni tecnologiche e progettuali che ottimizzano le prestazioni dell’edificio nel suo ciclo di vita.
Questo può tradursi, ad esempio, in:
minori consumi energetici;
minori costi di gestione degli impianti;
minori consumi idrici;
maggiore efficienza nella gestione dell’edificio.
Nel lungo periodo, queste prestazioni possono contribuire a ridurre i costi operativi complessivi dell’immobile e a migliorarne la competitività sul mercato.
3. Possibili condizioni di finanziamento migliori
Un vantaggio concreto riguarda il rapporto con gli istituti finanziari. In alcuni casi, infatti, il progetto può beneficiare di condizioni di finanziamento migliori se vengono rispettati determinati parametri di sostenibilità dell’edificio.
Questi parametri possono riguardare, ad esempio:
la classe energetica;
soglie di emissioni di CO2 per metro quadro;
il raggiungimento di specifici obiettivi ambientali;
l’ottenimento di una certificazione edificio.
La certificazione LEED può quindi rappresentare una leva utile nel dialogo con banche, investitori e soggetti finanziatori, soprattutto nei progetti in cui gli aspetti ESG e prestazionali incidono sulle condizioni economiche dell’operazione.
4. Attrattività verso investitori, fondi e tenant
La certificazione LEED è spesso considerata positivamente da:
sviluppatori immobiliari;
fondi immobiliari o real estate;
corporate real estate;
investitori interessati a progetti premium;
tenant che cercano immobili con migliori performance ambientali.
Per questo motivo, un edificio certificato LEED può risultare più attrattivo sia per chi investe nel progetto sia per chi dovrà occuparlo o gestirlo.
5. Miglioramento del profilo ESG dell’azienda e dell’immobile
Questo vantaggio è particolarmente rilevante quando a certificare LEED è un’azienda che decide, per esempio, di applicare il protocollo al proprio headquarter, a una sede direzionale, a un edificio produttivo o a un immobile strategico.
In questi casi, la certificazione non valorizza solo il singolo edificio, ma contribuisce anche a rafforzare il profilo ESG dell’organizzazione, perché dimostra attenzione concreta a temi come efficienza energetica, impatti ambientali, qualità degli spazi e performance dell’immobile.
Per un’impresa, quindi, un edificio certificato LEED può diventare anche un elemento coerente con il proprio posizionamento ESG e con la comunicazione delle proprie performance ambientali.
6. Accesso a progetti premium
Questo vantaggio riguarda in particolare gli studi di progettazione, gli architetti, gli ingegneri e i general contractor che operano su progetti di fascia alta o con committenza strutturata.
In alcuni contesti, infatti, la LEED è un plus competitivo; in altri può diventare una richiesta esplicita del committente o un requisito atteso in progetti direzionali, retail, hospitality o corporate.
Per chi progetta o realizza questi interventi, avere competenze LEED può quindi facilitare l’accesso a incarichi più qualificati e a progetti premium.
Come ottenere la certificazione LEED: requisiti
La LEED è una certificazione complessa, che analizza e valuta moltissimi aspetti relativi all’efficienza energetica e all’ecosostenibilità di un edificio.
Certificazione LEED: prerequisiti e crediti
Tra i fattori valutati nel processo di certificazione, alcuni criteri sono obbligatori e costituiscono una base imprescindibile per ottenere la certificazione: si tratta dei prerequisiti.
Essi rappresentano il livello minimo necessario per accedere alla certificazione, ma non attribuiscono punti.
Accanto ai prerequisiti troviamo poi un ampio numero di criteri volontari che, se rispettati, permettono di ottenere dei punti. Questi criteri sono denominati crediti.
La somma dei punti ottenuti attraverso i crediti determina il livello finale di certificazione raggiunto.
Le categorie di valutazione e il sistema dei punteggi
Esistono numerosi protocolli LEED, tuttavia la maggior parte di essi suddivide prerequisiti e crediti in otto macrocategorie:
Localizzazione e Trasporti;
Sostenibilità del sito;
Gestione efficiente delle acque;
Energia e Atmosfera;
Materiali e Risorse;
Qualità ambientale interna;
Innovazione;
Priorità Regionali.
Nel sistema LEED, il punteggio complessivo può arrivare fino a 110 punti.
Come si può notare, la macroarea che ha spesso un peso molto significativo nell’assegnazione dei punti è quella relativa a Energia e Atmosfera, a conferma del fatto che la prestazione energetica dell’edificio è centrale all’interno del protocollo.
Come funziona il processo di certificazione LEED
Vediamo ora in quali step è articolato il processo di certificazione, per capire meglio come ottenere il certificato LEED:
Pre-valutazione del progetto
Si analizzano obiettivi, vincoli, protocollo applicabile e possibilità reali di raggiungere determinati crediti.
Registrazione del progetto
Il progetto viene registrato sulla piattaforma dedicata al processo LEED.
Definizione della strategia di certificazione
In questa fase si stabiliscono i prerequisiti da soddisfare e i crediti che si intende perseguire.
Progettazione integrata
Il team sviluppa il progetto tenendo conto dei requisiti LEED.
Energy Modeling
Si svolge la modellazione energetica dell’edificio, spesso decisiva per la strategia di certificazione.
Capitolato prestazionale LEED e raccolta evidenze
Si definiscono i requisiti da trasferire a fornitori, imprese e soggetti coinvolti.
Costruzione dell’edificio
Durante il cantiere è necessario verificare il rispetto dei requisiti previsti.
Commissioning
Si accerta il corretto funzionamento degli impianti e delle soluzioni adottate.
Verifica finale e certificazione
La documentazione viene controllata e, in caso di esito positivo, viene rilasciata la certificazione finale.
Uno degli aspetti più importanti da chiarire è che la certificazione LEED non è un’attività che può essere gestita da una sola figura. Si tratta invece di un processo lungo e multidisciplinare, che accompagna l’edificio dalla progettazione alla costruzione.
Tra i soggetti più frequentemente coinvolti troviamo:
committente, developer o proprietà, che stabilisce l’obiettivo di certificazione;
studi di progettazione e architettura, che devono integrare i requisiti LEED nel progetto;
consulenti LEED e professionisti LEED AP, che supportano il team nella strategia crediti, nella raccolta documentale e nella gestione del percorso di certificazione;
general contractor e imprese, che hanno un ruolo centrale nell’attuazione in fase di cantiere;
figure aziendali specifiche, ad esempio uffici retail o team interni dedicati, nei protocolli applicati a negozi, boutique o progetti commerciali particolari;
fornitori e produttori di materiali e prodotti da costruzione, che devono spesso fornire documentazione tecnica e ambientale utile ai crediti.
Certificazione LEED in Italia: come ottenerla
Per certificare un edificio LEED in Italia si utilizzano gli schemi ufficiali LEED validi a livello internazionale.
Il processo segue quindi la stessa logica applicata negli altri Paesi: il progetto viene registrato nel sistema LEED, la documentazione tecnica viene caricata sulla piattaforma dedicata e la certificazione finale viene rilasciata dall’ente internazionale responsabile delle verifiche.
In Italia esiste inoltre GBC Italia, l’ente che si occupa della promozione del protocollo LEED nel nostro Paese. GBC Italia ha sviluppato anche alcuni schemi proprietari, ma è importante ricordare che questi non sono certificazioni LEED: si tratta di sistemi di rating autonomi, ispirati agli stessi principi e adattati al contesto normativo italiano.
La certificazione LEED viene rilasciata dall’ente internazionale preposto alla verifica, mentre gli schemi sviluppati da GBC Italia seguono un percorso distinto.
Quali sono i livelli della certificazione LEED
A seconda del numero di punti ottenuti, si può raggiungere uno dei quattro livelli di certificazione.
LEED Certified
Si ottiene con un punteggio compreso tra 40 e 49 punti.
LEED Silver
Si ottiene con un punteggio compreso tra 50 e 59 punti.
LEED Gold
Si ottiene con un punteggio compreso tra 60 e 79 punti.
LEED Platinum
Si ottiene con un punteggio pari o superiore a 80 punti.
Versioni del protocollo LEED: v4, v4.1 e v5
Quando si parla di protocollo LEED, è utile ricordare che nel tempo il sistema si è evoluto. Per questo si incontrano spesso riferimenti a LEED v4, LEED v4.1 e LEED v5.
LEED v4
LEED v4 è stata una versione molto importante del protocollo, perché ha consolidato una struttura di valutazione articolata e ampiamente adottata a livello internazionale.
LEED v4.1
LEED v4.1 rappresenta un’evoluzione della versione precedente. In generale, è stata introdotta per aggiornare alcuni criteri e rendere il sistema più aderente alle esigenze operative e di mercato.
LEED v5
LEED v5 è la versione più recente del protocollo e riflette una crescente attenzione ai temi della decarbonizzazione, della resilienza e della qualità complessiva degli edifici.
Differenze tra LEED, BREEAM e WELL
La certificazione LEED, la certificazione BREEAM e il sistema WELL sono tra i riferimenti più noti quando si parla di edifici sostenibili. Hanno obiettivi in parte simili, ma impostazioni differenti.
LEED e BREEAM: le differenze principali
LEED e BREEAM sono due dei sistemi di valutazione della sostenibilità degli edifici più diffusi a livello internazionale.
La certificazione LEED è stata sviluppata negli Stati Uniti ed è oggi uno standard molto riconosciuto a livello globale. BREEAM, invece, è nato nel Regno Unito ed è storicamente molto diffuso in Europa.
Dal punto di vista metodologico, LEED utilizza una struttura basata su prerequisiti obbligatori e crediti opzionali, che consentono di ottenere diversi livelli di certificazione. BREEAM utilizza invece una logica basata su categorie pesate, che concorrono al punteggio finale.
LEED e WELL non sono in contrapposizione, ma rispondono a esigenze in parte diverse.
LEED ha un focus più ampio sulla sostenibilità ambientale dell’edificio, con particolare attenzione a energia, acqua, materiali, sito e qualità ambientale interna.
WELL, invece, è più focalizzato sul benessere e sulla salute degli occupanti, quindi sugli aspetti che influenzano comfort, qualità degli spazi e condizioni di utilizzo dell’edificio.
In molti casi, i due approcci possono essere complementari.
Extra: “certificazione LEED materiali/prodotti”: cosa significa davvero?
Questo articolo è rivolto soprattutto ai soggetti coinvolti nella certificazione LEED degli edifici. Esiste però un tema collegato, che interessa invece un target diverso: i produttori di materiali e prodotti da costruzione.
Nel linguaggio comune si sente spesso parlare di “certificazione LEED prodotti” o “certificazione LEED materiali“. In realtà, questa espressione è spesso impropria.
La LEED, infatti, è una certificazione dell’edificio o del progetto, non del singolo prodotto. Quello che invece si può fare per un singolo materiale o prodotto da costruzione è la cosiddetta mappatura LEED.
Per capire quanto un materiale o un prodotto da costruzione possa contribuire all’ottenimento di crediti LEED, viene effettuata un’analisi specifica, chiamata appunto mappatura LEED.
Si tratta di una verifica che consente di comprendere in che modo un prodotto edilizio, grazie alle sue caratteristiche e alla documentazione disponibile, possa contribuire al punteggio finale del progetto.
Come EPD e documentazione di prodotto possono contribuire ai crediti
Uno dei fattori che può contribuire all’ottenimento di alcuni crediti LEED riguarda proprio i materiali e i prodotti da costruzione utilizzati e le loro caratteristiche.
Per questo motivo, i prodotti edilizi che rispettano determinati requisiti o dispongono di documentazione ambientale adeguata, come ad esempio una certificazione EPD, possono risultare più appetibili sul mercato dell’edilizia green, perché spesso vengono selezionati dai progettisti di un edificio LEED.
In questo articolo abbiamo cercato di offrirti una visione d’insieme sulla certificazione LEED, sul suo funzionamento e sulla sua importanza nel promuovere la sostenibilità ambientale edilizia ed energetica degli edifici.
Stai valutando un percorso di certificazione LEED per un edificio? Ollum supporta i team di progetto nelle diverse fasi del processo, dalla pre-valutazione alla definizione della strategia crediti, fino al coordinamento documentale e all’accompagnamento in cantiere: come affianchiamo i progetti di certificazione LEED.
Se invece sei un produttore di materiali o prodotti da costruzione e vuoi capire quanto i tuoi prodotti possono contribuire ai crediti LEED, puoi approfondire il nostro servizio di mappatura LEED per produttori di materiali.
Hai bisogno di supporto in un percorso di certificazione LEED?
Sì, il BIM (Building Information Modeling) può essere di supporto nel processo di certificazione LEED. Grazie ai software BIM, infatti, è possibile gestire e modellare i dati in modo più efficiente, facilitando il processo di valutazione e verifica dei requisiti richiesti dai protocolli LEED.
No, la certificazione LEED non è obbligatoria, tuttavia può aiutare a rispettare molte normative sull’edilizia sostenibile. Ad esempio, nei CAM Edilizia è premiato l’impiego di uno studio LCA e LCC per dimostrare la riduzione degli impatti ambientali del progetto. Questo è molto simile al credito LEED MR (Materials and Resources) che assegna un massimo di 5 punti per lo studio LCA dell’edificio che dimostra la riduzione degli impatti ambientali dello stesso rispetto ad una baseline. Un altro esempio è il fatto che LEED assegna dei crediti per l’uso di materiali certificati EPD, similmente all’obbligo di LCA dei materiali da costruzione previsto dal regolamento CPR. Questi sono solo alcuni esempi, ma le intersezioni tra LEED e normative per l’edilizia sostenibile sono molto più numerose.
I costi della certificazione LEED variano a seconda di molti fattori, come tipologia e dimensione dell’edificio, e includono quota di registrazione, costi di consulenza, progettazione, e revisione finale da parte di GBCI.
LEED significa Leadership in Energy and Environmental Design, ovvero “Leadership nella progettazione energetica e ambientale”. Riassume quindi l’obiettivo di promuovere edifici sostenibili sotto il profilo energetico e ambientale.
Lo standard LEED valuta i materiali in base al loro impatto ambientale, alla provenienza sostenibile, alla composizione chimica e alla trasparenza dei dati. Certificazioni come EPD, FSC per il legno, o Cradle to Cradle possono contribuire al punteggio LEED.